Riapre il Museo della Mente, uno spazio immersivo alla scoperta del disagio psichico

Riapre il Museo della Mente, uno spazio immersivo alla scoperta del disagio psichico
Foto: Lorenzo Sorrentino LaPresse

Riaperto a Roma il Museo della Mente: il nuovo spazio espositivo invita a riflettere su esclusione sociale e disagio psichico

Su una parete bianca campeggia una scritta nera, l’aforisma che si fece manifesto della lotta allo stigma sulla salute mentale in Italia: “Da vicino nessuno è normale”. Alla presenza del presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, a Roma è stato riaperto il Museo Laboratorio della Mente, nel parco di Santa Maria della Pietà della Asl Roma 1. 

Il nuovo Museo della Mente

Nel parco che per quasi un secolo ha ospitato il manicomio della Capitale, sorge adesso un percorso espositivo rinnovato, con un allestimento multimediale e immersivo – realizzato dallo Studio Azzurro – che catapulta il visitatore nelle storie dei pazienti, stimolando una riflessione sui temi dell’esclusione sociale e del disagio psichico. 

Riapre il Museo della Mente, uno spazio immersivo alla scoperta del disagio psichico

“Credo che la lotta allo stigma sia ancora all’inizio: facciamo tanta fatica nel rapporto con l’altro”, sottolinea il presidente Rocca dopo il taglio del nastro. “Dopo 26 anni di attività il museo è finalmente completo”, dichiara con emozione il direttore del museo Pompeo Martelli, mentre guida il presidente Rocca tra le varie sale espositive.  

Riapre il Museo della Mente, uno spazio immersivo alla scoperta del disagio psichico
Foto: Lorenzo Sorrentino LaPresse

Il percorso espositivo

Al piano terra il percorso si snoda tra una serie di spazi interattivi che avvicinano il visitatore all’alterità. Come la fessura attraverso cui si osserva la stanza di Ames, una camera dalla forma distorta che altera il senso della prospettiva. “Posizionati in un certo punto della stanza, le persone alte sembrano basse e quelle piccole giganti. Il trucco è tutto nel cervello, che costruisce lo spazio in un certo modo. E allo stesso modo costruisce l’idea degli altri”, spiega Martelli.

Poi si passa per la frase manifesto che spesso viene erroneamente attribuita a Franco Basaglia, ma che in realtà proviene dal verso di una canzone di Caetano Veloso. “La legge Basaglia, nonostante il tempo trascorso, è una delle più avanzate al mondo. Spetta a noi accompagnarla con le risorse economiche affinché non rimanga lettera morta”, commenta Rocca.  

Riapre il Museo della Mente, uno spazio immersivo alla scoperta del disagio psichico
Foto: Lorenzo Sorrentino LaPresse

Agli spazi interattivi segue l’impatto crudo con la storia del manicomio: la camera con i fagotti contenenti gli effetti personali dei pazienti. “Come in tutti i luoghi di reclusione, quando si entra si abbandona tutto ciò che si possiede, ogni legame col mondo esterno”, fa notare il direttore Martelli. 

Accanto c’è la stanza in cui il medico di reparto effettuava le visite. Una camera spoglia e sprovvista dei più basilari dispositivi medici, perché “il manicomio non curava, aspettava la morte del paziente. Poi, dopo la morte, i cervelli dei pazienti venivano dissezionati nel laboratorio di anatomopatologia, alla ricerca della fonte della malattia mentale”. 

Riapre il Museo della Mente, uno spazio immersivo alla scoperta del disagio psichico
Foto: Asl Roma 1

“È bello che il Museo della Mente sia inserito nel Dipartimento di Salute mentale, perché questa è una struttura artistico-culturale ma anche terapeutica”, sottolinea Giuseppe Ducci, direttore del Dipartimento di Salute mentale della Asl Roma 1.

 “È un museo che racconta la storia di quando la malattia mentale era stigmatizzata – conclude Ducci – oggi riteniamo che per affrontarla dobbiamo essere aperti al mondo e non più chiusi in noi stessi”. 

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