“Perché era un carabiniere. Era tutto un insieme di cose intrecciate“. Lo ha detto Roberto Savi, ex appartenente alla Polizia di Stato e ‘capo’ della banda della Uno Bianca, ha spiegato in tv alla trasmissione condotta da Francesca Fagnani ‘Belve’ su Rai2 il presunto movente dietro la rapina all’armeria di via Volturno, indicando come vero obiettivo l’eliminazione dell’ex carabiniere Pietro Capolungo. Le dichiarazioni, andate in onda ieri, hanno attirato l’attenzione della Procura della Repubblica di Bologna, diretta dal procuratore capo Paolo Guido. I pm di Bologna dopo le dichiarazioni di Savi, in carcere dal 1994, lo ascolterà in merito a quanto ha raccontato. Durante l’intervista, l’ex poliziotto ha parlato anche ipotetiche protezioni di cui godevano da parte di uffici dirigenziali investigativi, ipotesi messa nera su bianco anche in un esposto presentato nel 2023 dai familiari delle vittime.
Fagnani: “Felici aver offerto contributo a indagini”
“La decisione della Procura di Bologna di voler ascoltare nuovamente Roberto Savi è una notizia importante. Siamo contenti che il nostro lavoro giornalistico possa offrire un contributo utile all’accertamento della verità, una verità a cui tutti hanno diritto, a partire dai familiari delle vittime, a cui vanno il nostro rispetto e la nostra vicinanza”, dice Francesca Fagnani commentando la decisione della Procura di Bologna

