Iran, Trump: “Se attaccano le nostre navi, saranno spazzati via”. A fuoco impianto petrolifero negli Emirati – La diretta

Iran, Trump: “Se attaccano le nostre navi, saranno spazzati via”. A fuoco impianto petrolifero negli Emirati – La diretta
(AP Photo/Matt Rourke)

Il presidente Usa: “Senza di me ci sarebbe la Terza Guerra Mondiale”. Attacchi di Teheran contro gli Emirati

Il presidente americano Donald Trump ha affermato che i suoi rappresentanti “stanno avendo colloqui molto positivi” con l’Iran. Il Ministero degli Esteri – riferisce la Cnn – iraniano ha dichiarato che Teheran sta esaminando la risposta statunitense alla sua ultima proposta di pace. Intanto le forze statunitensi inizieranno oggi a guidare le navi attraverso lo Stretto di Hormuz, in un’operazione che, secondo un funzionario statunitense, non è una missione di scorta. Il presidente Trump ha annunciato l’operazione domenica, affermando che “paesi di tutto il mondo, quasi tutti non coinvolti nella disputa mediorientale”, hanno chiesto agli Stati Uniti di liberare le navi “bloccate” nello stretto strategico. Il Comando Centrale degli Stati Uniti ha dichiarato che “sosterrà le navi mercantili che cercano di transitare liberamente attraverso l’essenziale corridoio commerciale internazionale”. L’alto funzionario iraniano Ebrahim Azizi ha avvertito che qualsiasi interferenza statunitense nello stretto sarebbe considerata una violazione del cessate il fuoco. 

Guerra in Iran -Tutti gli aggiornamenti
Inizio diretta: 04/05/26 07:00
Fine diretta: 05/05/26 00:00
Trump: "Senza di me ci sarebbe la Terza Guerra Mondiale"

“Se ci fosse la persona sbagliata al mio posto, avremmo la Terza Guerra Mondiale”. Lo ha detto Donald Trump parlando del conflitto in Iran durante un evento alla Casa Bianca. 

Trump: "Quando guerra finirà petrolio scenderà in modo sostanziale"

“Pensavano che l’energia sarebbe stata 300 dollari al barile e invece è a 100 dollari e credo stia scendendo”. Lo ha detto Donald Trump, parlando dell’aumento dei prezzi del petrolio dovuto alla guerra. “E penso che scenderà in maniera sostanziale quando questa cosa sarà finita”, ha aggiunto il presidente in riferimento al conflitto con l’Iran. 

Trump: "Operazione militare in Iran sta andando molto bene"

L’”operazione militare” in Iran “o chiamatela come volete, sta andando molto bene”. Lo ha detto Donald Trump durante un evento alla Casa Bianca. Il presidente ha anche definito il conflitto una “piccola deviazione”. Trump ha ripetuto le consuete affermazioni delle ultime settimane riguardo al successo dell’operazione militare Usa, che avrebbe decimato le capacità dell’Iran. “Non hanno una marina, non hanno un’aeronautica. Non hanno radar. Non hanno assolutamente nulla”, ha detto il presidente.

Onu: "Notizie preoccupanti, no a ripresa attività militare"

 L’Onu ha ribadito la necessità della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz, ma si oppone alle attività militari. Il portavoce dell’Onu, Stephane Dujarric, ha affermato che le Nazioni Unite stanno “ancora cercando di comprendere appieno” il significato esatto delle dichiarazioni Usa secondo cui lo Stretto di Hormuz, di vitale importanza, è aperto. Le notizie relative a uno scontro a fuoco nello Stretto, attraverso il quale transitava circa il 20% del petrolio greggio mondiale, e all’intercettazione di missili iraniani da parte degli Emirati Arabi Uniti sono “preoccupanti”, ha affermato. “Al momento non c’è molta chiarezza, ma ciò che non vogliamo vedere è un ritorno a un’attività militare vera e propria in questa zona”, ha aggiunto. “Dobbiamo assistere al ritorno di quella che è stata per secoli una prassi di diritto comune, ovvero la libertà di navigazione in queste acque”, ha concluso.

Oman, preso di mira un edificio residenziale: 2 feriti

 Un edificio residenziale che ospitava dei lavoratori di un’azienda in Oman è stato preso di mira. Lo riferisce il ministero della Difesa omanita, senza precisare dettagli se non che l’edificio si trova nel quartiere di Tibat della città di Bukha e 2 persone hanno riportato ferite di media gravità, 4 veicoli sono stati danneggiati e le finestre di un’abitazione vicina sono andate in frantumi. Le autorità non hanno specificato se l’incidente sia stato il risultato di un attacco né ne hanno identificato la fonte, aggiungendo che è in corso un’indagine. 

Trump: "Se attaccano le nostre navi, saranno spazzati via"

L’Iran verrà “spazzato via dalla faccia della Terra” se attaccherà le navi statunitensi impegnate nel ‘Project Freedom’. Lo ha detto Donald Trump in un’intervista a Fox News, affermando inoltre di ritenere che l’Iran sia diventato “molto più malleabile” nei negoziati di pace. Il presidente ha inoltre sottolineato che il potenziamento militare statunitense nella regione prosegue. “Disponiamo di un maggior numero di armi e munizioni, di qualità nettamente superiore rispetto al passato”, ha affermato Trump. “Abbiamo le migliori attrezzature. Abbiamo mezzi dislocati in tutto il mondo. Abbiamo basi sparse in ogni angolo del globo; sono tutte rifornite di equipaggiamento. Possiamo utilizzare tutto questo materiale e lo faremo, qualora se ne presentasse la necessità”, ha concluso.

Trump: "Attacchi da Teheran, abbiamo distrutto 7 loro imbarcazioni"

“L’Iran ha sferrato attacchi contro nazioni non coinvolte per quanto riguarda il movimento navale del Project Freedom, colpendo tra l’altro una nave mercantile sudcoreana”. Lo riferisce Donald Trump, aggiungendo che “forse è giunto il momento che la Corea del Sud si unisca alla missione!”. Gli Stati Uniti, prosegue il presidente in un post su Truth, hanno “abbattuto sette piccole imbarcazioni o, come amano definirle loro, barche ‘veloci’. È tutto ciò che gli è rimasto. A parte la nave sudcoreana, al momento non si sono registrati danni tra le imbarcazioni in transito nello Stretto”. Trump infine anticipa che il segretario alla Difesa Pete Hegseth e il capo dello Stato Maggiore Congiunto, Dan Caine, terranno una conferenza stampa domani mattina. 

Incertezza su tenuta del cessate il fuoco, cautela dal Comando Usa

C’è incertezza sulla tenuta del cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran, dopo che i due Paesi sono stati impegnati in scambi di colpi nelle ultime 24 ore. L’ammiraglio Bradley Cooper, a capo del Comando Centrale degli Stati Uniti, responsabile delle operazioni belliche, ha rifiutato di esprimersi in merito alla possibilità che la tregua, in vigore da quasi un mese, possa proseguire. “Non scenderei nei dettagli per stabilire se il cessate il fuoco sia terminato o meno”, ha dichiarato Cooper ai giornalisti, secondo quanto riporta la Cnn. “Credo che l’aspetto fondamentale per noi sia il fatto di essere presenti esclusivamente come forza difensiva, al fine di fornire un solido scudo protettivo al traffico mercantile e consentire alle navi di uscire” dal Golfo Persico, ha affermato l’ammiraglio. “Di fronte a quanto osservato questa mattina — ovvero l’Iran che ha dato inizio a comportamenti aggressivi — ci siamo limitati a rispondere in modo mirato, attenendoci alle direttive del Presidente”, ha aggiunto Cooper.

Spazio aereo degli Emirati quasi vuoto

Lo spazio aereo sopra gli Emirati Arabi Uniti appariva quasi vuoto in serata sera mentre il Paese affronta diverse allerte con segnalazioni di droni in arrivo. È quanto risulta dal sito web di monitoraggio dei voli FlightRadar24. 

Emirati condannano attacchi di Teheran: "Ci riserviamo diritto di risposta"

Gli Emirati Arabi Uniti hanno condannato quella che hanno definito “una nuova e perfida aggressione iraniana” contro obiettivi civili, che ha causato il ferimento di 3 persone, e hanno chiesto l’immediata cessazione degli attacchi. “Questi attacchi rappresentano una pericolosa escalation e una violazione inaccettabile”, ha affermato il ministero degli Esteri degli Emirati Arabi Uniti in una dichiarazione su X, aggiungendo che il Paese si riserva il diritto di rispondere in modo da tutelare la propria sovranità e sicurezza.

Comando Usa: "Distrutte 6 piccole imbarcazioni iraniane nello Stretto"

Le forze armate statunitensi hanno “distrutto” sei piccole imbarcazioni iraniane nello Stretto di Hormuz, dopo che l’Iran aveva lanciato “diversi missili da crociera, droni e piccole imbarcazioni” contro navi della US Navy e contro navi commerciali che venivano “protette” dai militari statunitensi. Lo ha riferito ai giornalisti l’ammiraglio Bradley Cooper, a capo del Comando Centrale degli Stati Uniti, secondo quanto riporta la Cnn. Le imbarcazioni iraniane sono state attaccate da elicotteri statunitensi Apache e SH-60 Seahawk, ha precisato Cooper.

Emirati: "Nell'attacco a Fujairah feriti 3 cittadini indiani"

Tre cittadini indiani sono rimasti feriti nell’attacco con un drone iraniano a Fujairah, negli Emirati Arabi Uniti. Lo hanno riferito le autorità locali, che avevano precedentemente fatto sapere che l’attacco ha provocato un incendio in un impianto petrolifero. I feriti hanno riportato lesioni di media gravità e sono stati trasportati in ospedale.

Meloni: "Grazie ad Azerbaigian per sostegno a operazioni salvataggio italiani in Iran"

“Voglio ringraziare l’Azerbaigian, il presidente e tutte le autorità azere per come hanno assicurato all’Italia pieno sostegno e coinvolgimento nelle operazioni necessarie a mettere in salvo tanti cittadini italiani che si trovavano in pericolo in Iran, che dovevano lasciare il paese”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel corso della dichiarazioni congiunte alla stampa dopo l’incontro al Palazzo presidenziale di Ganjlik di Baku con il presidente della Repubblica dell’Azerbaigian, Ilham Alyiev. “Lo ringrazio anche perché noi abbiamo potuto ricollocare temporaneamente qui a Baku la nostra ambasciata a Teheran, operare in condizioni di sicurezza, in condizioni di efficienza. È un altro elemento che dimostra la nostra amicizia”, ha sottolineato la premier.

Meloni in Azerbaigian: "Rinnoviamo auspicio rapida chiusura della crisi in Iran"
Primo Maggio

“Con il presidente Alyiev abbiamo ovviamente avuto anche uno scambio di vedute sulle principali questioni internazionali, a partire ovviamente dalla crisi che coinvolge l’Iran e che tocca tutti noi da vicino. Chiaramente per me è stato molto interessante poter ascoltare il punto di vista del presidente, di una nazione che confina con Teheran e che condivide una lunga storia comune con l’Iran. Ovviamente rinnoviamo il nostro auspicio affinché questa crisi possa chiudersi nel più breve tempo possibile, e abbiamo ribadito il comune impegno per sostenere ogni iniziativa utile all’obiettivo di riportare stabilità nell’area”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel corso della dichiarazioni congiunte alla stampa dopo l’incontro al Palazzo presidenziale di Ganjlik di Baku con il presidente della Repubblica dell’Azerbaigian, Ilham Alyiev.

Ukmto: "Nave cargo in fiamme al largo Emirati"

Una nave da carico è in fiamme al largo delle coste degli Emirati Arabi Uniti. Lo riferisce il Centro per le operazioni commerciali marittime del Regno Unito (Ukmto) dell’esercito britannico, precisando che le fiamme sono divampate nella sala macchine dell’imbarcazione e che l’equipaggio sta bene. La notizia da parte di Ukmto è stata data mentre gli Emirati riferiscono di attacchi con missili e droni dall’Iran, denunciando che un drone iraniano ha provocato un incendio in un impianto petrolifero a Fujairah.

Raid di Israele nel sud del Libano: 2 morti nel distretto di Tiro

Almeno 2 persone sono morte in un raid aereo israeliano su Kharayeb, nel distretto di Tiro, nel sud del Libano. Lo riporta il quotidiano libanese ‘L’Orient Le Jour’, specificando che si tratta di un bilancio preliminare. In un attacco separato, aerei israeliani hanno colpito anche un’abitazione a Chakra, nel distretto di Bint Jbeil.

Emirati: "Incendio in impianto petrolifero Fujairah per drone Teheran"

L’emirato orientale di Fujairah, negli Emirati Arabi Uniti, riferisce che un drone iraniano ha provocato un incendio in un impianto petrolifero. Fujairah è il punto di arrivo di un oleodotto che gli Emirati Arabi Uniti hanno utilizzato per evitare di trasportare parte del proprio petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz durante la guerra. Oggi gli Emirati hanno diffuso allarmi missilistici per la prima volta dall’entrata in vigore del cessate il fuoco.

Emirati: "Da Teheran lanciati 4 missili, 3 intercettati e quarto caduto"

“Sono stati individuati 4 missili da crociera provenienti dall’Iran” e diretti verso gli Emirati Arabi Uniti, di questi “3 sono stati intercettati con successo sopra le acque territoriali nazionali, mentre il quarto è caduto in mare”. Lo riferisce il ministero della Difesa emiratino, confermando che “i rumori uditi in varie parti del Paese sono il risultato dell’intercettazione riuscita di queste minacce aeree”.

Secondo allarme missilistico di oggi negli Emirati

Gli Emirati Arabi Uniti hanno emesso un nuovo allarme missilistico, il secondo di oggi dopo che nelle settimane precedenti non ce n’erano stati altri in seguito al cessate il fuoco scattato nell’ambito della guerra in Iran. Gli Emirati non hanno precisato cosa abbia fatto scattare l’allerta. Le autorità non hanno fornito dettagli su nessuna delle due allerte di oggi. Non si hanno notizie di vittime.

Pasdaran: "Nessuna nave commerciale o petroliera ha attraversato Hormuz"

“Nelle ultime ore nessuna nave mercantile o petroliera ha attraversato lo Stretto di Hormuz, e le affermazioni dei funzionari Usa sono infondate e del tutto false”. Lo affermano i Guardiani della rivoluzione, secondo quanto riporta l’agenzia di stampa di Stato Irna.

Sud Corea: "Verifichiamo notizie su possibile attacco a una nostra nave nello Stretto di Hormuz"

Il governo della Corea del Sud sta verificando le notizie relative a un possibile attacco contro una nave sudcoreana nello Stretto di Hormuz. Lo riporta l’agenzia di stampa sudcoreana Yonhap, citando un funzionario del ministero degli Esteri di Seul secondo cui “l’ufficio affari consolari sta verificando le informazioni secondo cui una nave sudcoreana sarebbe stata oggetto di un attacco”. “Abbiamo conferma preliminare che non ci sono vittime fra i nostri connazionali”, ha dichiarato la fonte, aggiungendo che il ministero sta inoltre lavorando per determinare l’entità dei danni alla nave e identificare i responsabili. “Se confermato, si tratterebbe del primo attacco contro una nave battente bandiera sudcoreana bloccata nello Stretto da quando la via navigabile è stata di fatto chiusa alla fine di febbraio a seguito degli attacchi statunitensi e israeliani contro l’Iran che hanno scatenato la crisi regionale”, scrive Yonhap, aggiungendo che “circa 2mila navi rimangono bloccate nello Stretto, tra cui 26 navi battenti bandiera sudcoreana”. L’incidente è avvenuto dopo che Washington ha lanciato un’operazione denominata ‘Project Freedom’ volta ad aiutare le navi bloccate nello Stretto.

Libano, Crosetto vede Lacroix: "Evitare vuoto di sicurezza"
Il ministro della Difesa, Guido Crosetto (Foto LaPresse/Mauro Scrobogna)

“Cordiale incontro con il Sottosegretario Generale Onu per le Operazioni di Pace, Jean-Pierre Lacroix. Al centro del confronto, il ruolo della missione Unifil in un contesto sempre più fragile, segnato dalla necessità di evitare un vuoto di sicurezza nel sud del Libano. Prioritario sostenere la stabilità, il dialogo negoziale e la piena attuazione della Risoluzione 1701, valutando anche una possibile estensione del mandato oltre il 31 dicembre, prevedendone il rafforzamento anche attraverso regole di ingaggio adeguate al mutato contesto operativo, e – in parallelo – il potenziamento delle capacità delle Forze Armate Libanesi”. Così il ministro della Difesa, Guido Crosetto, in un post pubblicato dall’account X del Ministero. “È imprescindibile garantire una presenza multinazionale nel sud del Libano – si legge ancora nel post -, definita sulla base delle indicazioni e delle lezioni apprese sul terreno, secondo un approccio ‘bottom up’, fondato sull’esperienza di chi opera quotidianamente nell’area, e non su soluzioni imposte dall’alto. Nel più ampio scenario regionale, anche con riferimento allo Stretto di Hormuz, resta centrale impegnarsi per ricostruire il ruolo delle Nazioni Unite quale pilastro della sicurezza internazionale, favorendo nel contempo il coordinamento internazionale e la ricerca di soluzioni diplomatiche condivise”.

Teheran: "Colpi di avvertimento contro navi Usa nello Stretto di Hormuz"

L’esercito iraniano ha dichiarato di aver emesso “colpi di avvertimento entro il loro raggio d’azione” contro cacciatorpediniere degli Stati Uniti nello Stretto di Hormuz dopo averli “osservati e identificati” mentre si avvicinavano all’area, sostenendo inoltre di aver lanciato “missili da crociera, razzi e droni da combattimento”. Lo riporta la Bbc Persian. In un comunicato dell’esercito iraniano si legge che “i cacciatorpediniere statunitensi, ore prima, avevano spento i loro radar nel Mar d’Oman e intendevano avvicinarsi allo Stretto di Hormuz. Subito dopo averli riaccesi, sono stati scoperti e hanno ricevuto un avvertimento via radio dalla Marina della Repubblica Islamica dell’Iran sui pericoli derivanti dalla violazione del cessate il fuoco”. Poiché i cacciatorpediniere americani hanno ignorato gli avvertimenti iniziali, la Marina iraniana ha lanciato “missili da crociera, razzi e droni da combattimento” intorno alle navi, conclude il comunicato.

Il Dipartimento di Stato Usa conferma: Rubio a Roma dal 6 all'8 maggio

Il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, si recherà in visita in Italia e Vaticano. Lo conferma in una nota il portavoce dipartimento di Stato Usa, Thomas Pigott. “Il segretario di Stato Marco Rubio si recherà a Roma, in Italia, dal 6 all’8 maggio per promuovere le relazioni bilaterali con l’Italia e il Vaticano. Il segretario Rubio incontrerà la leadership della Santa Sede per discutere della situazione in Medioriente e degli interessi comuni nell’emisfero occidentale. Gli incontri con le controparti italiane verteranno sugli interessi comuni in materia di sicurezza e sull’allineamento strategico”, riferisce il portavoce.

Bessent: "Usa hanno assoluto controllo dello Stretto di Hormuz"
Il capo del Dipartimento del Tesoro Usa, Scott Bessent. (Foto: Archivio LaPresse)

Gli Stati Uniti hanno il “controllo assoluto” dello Stretto di Hormuz. Lo ha dichiarato il segretario Usa al Tesoro, Scott Bessent, parlando a Fox News. “Noi stiamo dicendo, gli iraniani non hanno il controllo dello Stretto, noi abbiamo il controllo assoluto dello Stretto”, ha detto.

Allarme attacco missilistico negli Emirati, prima volta da cessate il fuoco

Le autorità degli Emirati Arabi Uniti hanno diramato un allarme missilistico d’emergenza, invitando la popolazione a cercare immediatamente riparo. È la prima volta che accade da quando è iniziato il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran. L’allerta è scattata poco dopo che l’esercito statunitense aveva annunciato che due navi mercantili avevano attraversato lo Stretto di Hormuz. L’allarme è stato successivamente revocato e non sono stati segnalati danni o vittime.

De Guindos (Bce): "Servono valutazioni lucide su shock legati a guerra"

“I mercati stanno scontando uno scenario molto favorevole, in cui il conflitto non durerà e l’economia non soffrirà. Se questo scenario non si realizza, potrebbero emergere correzioni e tensioni sui mercati”. Lo ha detto il vicepresidente della Banca centrale europea (Bce), Luis de Guindos, nel suo intervento al Parlamento europeo, in merito alle conseguenze della guerra in Medioriente. De Guindos ha sottolineato che la stabilità finanziaria va monitorata con attenzione anche per i possibili effetti degli shock energetici. Il vicepresidente della Bce ha indicato che l’attuale contesto rappresenta “uno shock di offerta” destinato a creare dilemmi per le banche centrali, tra crescita più debole e inflazione più alta: “dobbiamo mantenere la testa fredda nella valutazione della situazione”. Tra i rischi segnalati anche lo spazio fiscale limitato in Europa, a fronte di maggiori spese per la difesa, e le crescenti interconnessioni nel mercato del credito privato. Il vicepresidente ha inoltre sottolineato che l’attuale fase non è paragonabile a quella del 2021-2022: “oggi i tassi sono intorno al 2% e il bilancio si sta riducendo”, ricordando che allora la politica monetaria era fortemente espansiva. “Col senno di poi forse si sarebbe potuto agire prima, ma la situazione attuale è diversa”, ha concluso, ribadendo la necessità di un approccio prudente in un contesto di elevata incertezza geopolitica.

Italia-Usa, incontro Meloni-Rubio venerdì mattina a Palazzo Chigi

La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, venerdì 8 maggio alle ore 11.30, incontrerà a Palazzo Chigi, il Segretario di Stato degli Stati Uniti d’America, Marco Rubio. È quanto si legge nell’agenda della premier pubblicata sul sito del governo.

Pierrakakis, libertà navigazione Hormuz è necessità assoluta

“La libertà di navigazione e il fatto che lo Stretto di Hormuz non diventi un’autostrada a pedaggio sono condizioni imprescindibili. È una necessità assoluta. Pertanto, sosteniamo per via diplomatica qualsiasi iniziativa che si muova in questa direzione”. Lo dice il presidente dell’Eurogruppo Kyriakos Pierrakakis arrivando alla riunione.

Meloni: "Penso che incontrerò Rubio"

Se incontrerò Marco Rubio? “Penso di sì”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, parlando con i cronisti prima di lasciare il summit della Cpe, a proposito del possibile incontro con il segretario di Stato Usa, atteso in Italia nei prossimi giorni.

Centcom: "Due navi battenti bandiera Usa hanno attraversato Hormuz"

 “Due navi mercantili battenti bandiera statunitense hanno attraversato con successo lo Stretto di Hormuz e stanno proseguendo il loro viaggio in tutta sicurezza”. È quanto fa sapere in un post sul social X il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom). “I cacciatorpediniere lanciamissili della Marina degli Stati Uniti stanno attualmente operando nel Golfo Persico dopo aver attraversato lo Stretto di Hormuz nell’ambito dell’operazione ‘Project Freedom’”, si legge ancora nel post, “le forze americane stanno contribuendo attivamente agli sforzi volti a ripristinare il transito della navigazione commerciale”.

Emirati condannano attacco a petroliera in Stretto Hormuz

“Gli Emirati Arabi Uniti hanno espresso la loro ferma condanna e il loro profondo sdegno per l’attacco terroristico iraniano che ha preso di mira una petroliera nazionale di proprietà della società Adnoc utilizzando due droni, mentre attraversava lo Stretto di Hormuz, senza che si registrassero feriti”. Lo rende noto il ministero degli Esteri degli Emirati Arabi Uniti in un comunicato pubblicato su X. Il ministero ha dichiarato che “prendere di mira la navigazione commerciale e utilizzare lo Stretto di Hormuz come strumento di pressione o ricatto economico costituisce un atto di pirateria da parte della Guardia rivoluzionaria iraniana e rappresenta una minaccia diretta alla stabilità della regione e dei suoi popoli, nonché alla sicurezza energetica globale”. “Gli Emirati Arabi Uniti hanno sottolineato la necessità che l’Iran ponga fine a questi attacchi sleali, garantendo il proprio pieno impegno a cessare tutte le azioni ostili e a riaprire lo stretto in modo completo e incondizionato, al fine di garantire la sicurezza della regione e la stabilità dell’economia e del commercio globali”, ha concluso il ministero.

Axios: forze Usa autorizzate ad attaccare barche e missili Teheran

“Un alto funzionario americano ha affermato che le regole di ingaggio per le forze statunitensi nella regione sono state modificate e che sono state autorizzate ad attaccare minacce immediate contro le navi che attraversano lo stretto, come le imbarcazioni veloci delle Guardie Rivoluzionarie o le postazioni missilistiche iraniane”. È quanto riferisce il giornalista di Axios Barak Ravid.  

Centcom: "Nessuna nave Usa è stata colpita"

“Nessuna nave della Marina degli Stati Uniti è stata colpita. Le forze statunitensi stanno sostenendo il Progetto Freedom e applicando il blocco navale sui porti iraniani”. È quanto si legge in un post sul social X del Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom), smentendo quanto affermato dall’Iran su una nave da guerra statunitense colpita da due missili mentre si dirigeva verso lo Stretto di Hormuz. 

Media: pasdaran pronti a qualsiasi scenario in Stretto di Hormuz

L’Iran è pronto a “qualsiasi scenario” e non permetterà alle navi da combattimento statunitensi di attraversare lo Stretto di Hormuz senza il permesso delle forze armate iraniane. Lo riporta l’agenzia di stampa Tasnim, affiliata al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, che cita una fonte militare anonima. “Tutte le navi devono imparare dall’esperienza della guerra dei 40 giorni e non pagare il prezzo della follia americana”, ha aggiunto la fonte. 

Tajani riunisce ambasciatori in Medioriente: focus su crisi e riapertura Hormuz
Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani. (Foto Mauro Scrobogna / LaPresse)

“Ho riunito i nostri ambasciatori in Medioriente per fare il punto sulla crisi nel Golfo, la chiusura dello Stretto di Hormuz e l’assistenza ai nostri connazionali. Ho chiesto alle nostre ambasciate di proseguire con un monitoraggio costante e puntuale del quadro di sicurezza, per garantire un supporto tempestivo ed efficace agli italiani presenti nell’area. L’obiettivo condiviso è una pace duratura, con un accordo sul cessate il fuoco, la riapertura dello Stretto di Hormuz che garantisca la libertà di navigazione e la cessazione del programma nucleare iraniano a fini militari. Seguiamo anche la situazione in Libano: l’Iran deve esercitare la propria influenza su Hezbollah per fermare gli attacchi contro Israele. Lavoriamo per favorire un’immediata de-escalation e il ritorno al dialogo diplomatico, in coordinamento con i partner europei e internazionali”. Così su X il vice premier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani.

Il ministro, spiega la Farnesina in una nota, ha tenuto oggi una riunione con gli ambasciatori italiani in Iran, Israele, Libano e Stati Uniti per un punto aggiornato sulla crisi nel Golfo, con particolare riferimento alla situazione nello Stretto di Hormuz. Il ministro Tajani ha invitato le sedi a continuare a monitorare attentamente il quadro. La riunione si è inoltre focalizzata sullo stato dei negoziati tra Stati Uniti e Iran, oltre al possibile ruolo dell’Europa a Hormuz e per raggiungere la pace in Libano. In vista della visita del presidente Trump in Cina, si è discusso anche del ruolo di Pechino per favorire una soluzione diplomatica del conflitto. Il titolare della Farnesina ha ricordato la sua telefonata di ieri con il ministro iraniano Abbas Aragchi, cui ha ribadito la posizione italiana sul programma nucleare iraniano, sottolineando la necessità di evitare ulteriori escalation e riaprire lo Stretto di Hormuz per scongiurare ulteriori conseguenze economiche e di sicurezza alimentare per l’Africa.

Durante la riunione è stata affrontata anche la situazione in Libano, dove i combattimenti proseguono intensi nel sud del Paese. Vi sono già oltre 1 milione di sfollati nel Paese, con un aumento di frizioni tra comunità religiose che rischia di innescare una nuova guerra civile. É stato fatto infine un bilancio delle elezioni appena tenute nei Territori palestinesi, caratterizzate da un alto livello di partecipazione e dall’assenza di tensioni o violenze: un segnale incoraggiante per il dialogo tra Israele e Palestina.

Ue: "In settimana linee guida su carburanti aerei"

“Questa settimana pubblicheremo delle linee guida per le compagnie aeree anche per quanto riguarda i carburanti per aerei. Queste linee guida includeranno anche altri aspetti rilevanti per la crisi in corso. Siamo molto attivi su questo fronte e, insieme ai nostri Stati membri, abbiamo una piena consapevolezza della situazione”. Lo dice una portavoce della Commissione europea nel briefing quotidiano con la stampa. “La Commissione europea – sottolinea – ha una visione completa della quantità di carburante posseduta dai nostri Stati membri. Ci incontriamo settimanalmente con i nostri Stati membri, i rappresentanti dell’industria, l’Agenzia internazionale per l’energia e altri soggetti interessati sin dall’inizio della crisi. Il prossimo incontro del Gruppo di coordinamento sul petrolio si terrà il 7 di questa settimana. Questo meccanismo di condivisione delle informazioni funziona bene, ha apportato maggiore trasparenza e contribuisce a coordinare le nostre azioni”. La portavoce ricorda poi che “non credo che nessuno sappia quanto durerà ancora questa situazione. La cosa migliore che possiamo fare, e la più efficace che stiamo facendo, è prepararci a tutte le eventualità. In questo contesto, lo stretto coordinamento e la collaborazione con i nostri Stati membri e le altre parti interessate sono assolutamente cruciali”.

Axios, funzionario Usa nega che la nave sia stata colpita da missili di Teheran

“Un alto funzionario statunitense nega che una nave statunitense sia stata colpita da missili iraniani”. Lo scrive sul suo account X il giornalista di Axios, Barak Ravid, smentendo la ricostruzione dell’agenzia Fars secondo cui una nave Usa sarebbe stata colpita da due missili iraniani vicino all’isola iraniana di Jask.

Teheran diffonde nuova mappa zona di controllo in Stretto di Hormuz

La marina delle Guardie Rivoluzionarie iraniane ha presentato una nuova mappa che delimita quella che definisce l’area dello Stretto di Hormuz sotto controllo e amministrazione delle forze armate di Teheran, secondo quanto riportato dai media statali. La zona indicata si estenderebbe da una linea tra Kuh-e Mobarak, in Iran, e a sud di Fujairah, negli Emirati Arabi Uniti, e da un’altra linea tra l’estremità dell’isola iraniana di Qeshm e Umm Al Quwain. La mappa è stata pubblicata in seguito all’annuncio da parte del presidente americano Donald Trump del ‘Project Freedom’, un piano per scortare le navi in difficoltà nello Stretto di Hormuz.

Media, colpita con due missili nave Usa vicino a isola di Jask

L’agenzia di stampa iraniana Fars, citando fonti locali, ha riferito che due missili hanno colpito una nave della marina degli Stati Uniti vicino all’isola di Jask, dopo che quest’ultima aveva ignorato gli avvertimenti delle Guardie Rivoluzionarie di fermarsi. “Grazie a un avvertimento fermo e tempestivo della Marina della Repubblica Islamica, è stato impedito l’ingresso dei cacciatorpediniere nemici americano-sionisti nello Stretto di Hormuz”, si legge in un comunicato dell’esercito iraniano, come riporta Bbc Persian. La nave si stava dirigendo verso lo Stretto di Hormuz, nei pressi dell’isola iraniana di Jask, quando è stata colpita. La nave da guerra non è stata in grado di proseguire la rotta ed è stata costretta a tornare indietro e ad allontanarsi dalla zona

Gli Usa hanno istituito una "zona di sicurezza rafforzata" a Hormuz
Iran

l Centro congiunto di informazione marittima ha dichiarato che gli Stati Uniti hanno istituito una “zona di sicurezza rafforzata” vicino al lato dell’Oman dello Stretto di Hormuz, come parte del ‘Project Freedom’ annunciato dal presidete degli Stati Uniti Donald Trump. Ha esortato i naviganti a coordinarsi strettamente con le autorità dell’Oman “a causa dell’elevato volume di traffico previsto”. Ha inoltre avvertito che passare vicino alle rotte abituali, note come schema di separazione del traffico, “dovrebbe essere considerato estremamente pericoloso a causa della presenza di mine che non sono state completamente individuate e neutralizzate”

Teheran: "Colloqui a rilento perché da Usa richieste eccessive"

Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei ha affermato: “Abbiamo ricevuto una risposta dagli Stati Uniti, che stanno avendo difficoltà a rinunciare alle loro richieste eccessive. È colpa loro se il processo diplomatico per porre fine alla guerra procede a rilento”. Lo riporta Ynet.

Teheran, in corso colloqui con Oman per passaggio navi a Hormuz

Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, ha dichiarato che “sono in corso colloqui con l’Oman riguardo a un protocollo per il passaggio sicuro delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz”. 

Teheran: "Nostre forze armate sanno come rispondere a minacce Usa"

Il ministero degli Esteri iraniano ha affermato che le forze armate del Paese sanno come rispondere alle minacce degli Stati Uniti, dopo che il presidente Donald Trump ha annunciato il ‘Project Freedom’ per aiutare le navi in difficoltà nello Stretto di Hormuz. “La Repubblica islamica ha dimostrato di considerarsi la custode e la protettrice dello Stretto di Hormuz”, ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri Esmaeil Baqaei, aggiungendo che gli Stati Uniti continuano a fare richieste eccessive e illimitate nei rapporti con Teheran. “L’abitudine degli Stati Uniti a avanzare richieste eccessive e illimitate non accenna a finire”, ha detto. Lo riporta Iran International. 

Cacciamine tedesco Fulda nel Mediterraneo per possibile impiego a Hormuz

 In vista di un possibile dispiegamento per la messa in sicurezza dello Stretto di Hormuz, il cacciamine della Marina tedesca ‘Fulda’ partirà oggi dalla base navale di Kiel-Wik diretto verso il Mediterraneo. Secondo il ministero della Difesa tedesco, il dispiegamento rappresenta una misura preliminare di posizionamento. Il dispiegamento nello Stretto di Hormuz richiede un mandato del Bundestag. Qualora i parlamentari dessero il via libera, la nave si troverebbe quindi più vicina alla sua destinazione finale. La ‘Fulda’ verrà ritirata dalla missione Nato nel Mare del Nord e nel Mar Baltico e inizialmente integrata in un gruppo Nato per le contromisure antimine nel Mediterraneo. Domenica, il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul ha esortato il suo omologo iraniano, Abbas Araghchi, a “riaprire immediatamente” lo Stretto, cruciale per il commercio petrolifero e di fatto bloccato dall’inizio della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran . Il ministro della Difesa tedesco, Boris Pistorius, aveva già annunciato il dispiegamento. Una portavoce del ministero ha spiegato che il “dispiegamento anticipato” avrebbe “risparmiato tempo prezioso per impiegare rapidamente le capacità di caccia mine della ‘Fulda’, molto apprezzate all’interno dell’alleanza, una volta soddisfatte le condizioni stabilite dal governo federale”. 

Takaichi: "Chusura Hormuz ha avuto impatto enorme su Indo-Pacifico"

“La chiusura effettiva dello Stretto di Hormuz ha avuto un impatto enorme sull’Indo-Pacifico. Abbiamo affermato che Giappone e Australia comunicheranno strettamente tra loro per rispondere con senso di urgenza”. Lo ha detto la premier giapponese Sanae Takaichi ai giornalisti durante la sua visita in Australia. L’Australia fornisce quasi la metà del gas naturale liquefatto del Giappone, che è uno dei primi cinque fornitori di benzina raffinata e diesel di Canberra. Un accordo tra i due Paesi, ha affermato il premier australiano Anthony Albanese, “significherà una minore vulnerabilità agli shock globali come quelli a cui stiamo assistendo in questo momento a causa del conflitto in Medio Oriente”. “La nostra dichiarazione congiunta sulla sicurezza energetica ribadisce il nostro impegno a superare insieme l’attuale crisi energetica e a mantenere flussi commerciali aperti di beni energetici essenziali, inclusi i combustibili liquidi e il gas”, ha aggiunto.

Macron: "Project Freedom’ di Trump? Non parteciperemo a operazioni poco chiare"

“Qual è il messaggio di oggi della Comunità politica europea a Donald Trump? Non è tanto un messaggio per qualcuno, quanto per noi stessi. Noi europei stiamo costruendo le nostre soluzioni di sicurezza. È ciò che abbiamo deciso di fare già dal 2022, con la creazione della Comunità politica europea. È ciò che abbiamo fatto creando una ‘coalizione di volenterosi’ per fornire garanzie di sicurezza all’Ucraina. È ciò che abbiamo fatto con la missione per la riapertura dello Stretto di Hormuz. Non è una reazione a qualcuno: gli europei stanno prendendo in mano il proprio destino, aumentando le spese per difesa e sicurezza e costruendo soluzioni comuni”. Così il presidente francese Emmanuel Macron, al suo arrivo ai lavori del vertice della Cpe a Erevan, in Armenia. A chi gli chiedeva se prenderà parte all’iniziativa Project Freedom annunciata da Trump per liberare le navi nello Stretto di Hormuz, Macron ha quindi risposto: “Non so a quale iniziativa si riferisca. Dieci giorni fa ci siamo mobilitati subito dopo la dichiarazione del cessate il fuoco per fare due cose. Avevo parlato con il presidente Trump e con il presidente Pezeshkian. Il cessate il fuoco doveva includere il Libano e permettere la riapertura dello Stretto di Hormuz. Oggi osservo la situazione. Se gli Stati Uniti vogliono riaprire lo Stretto di Hormuz, e sono pronti a farlo, è molto positivo: è ciò che chiediamo fin dall’inizio. Tuttavia, non parteciperemo a operazioni di forza il cui quadro, per quanto mi riguarda, non appare chiaro. Auspichiamo una riapertura concertata tra Iran e Stati Uniti. È l’unica soluzione duratura per riaprire lo Stretto di Hormuz, garantire la libera navigazione senza restrizioni né pedaggi”. “Infine – ha concluso Macron – voglio ribadire che è essenziale che il cessate il fuoco sia rispettato in Libano. Nella notte scorsa si sono registrate ancora diverse decine di morti. È fondamentale che il cessate il fuoco venga rispettato: è un impegno preso dalle parti, per la sovranità e l’indipendenza del Libano e per la protezione delle popolazioni civili”. 

Usa evacuano 22 membri equipaggio di nave Teheran sequestrata

 Il governo pakistano ha reso noto che 22 membri dell’equipaggio di una nave portacontainer iraniana sequestrata sono stati evacuati dagli Stati Uniti in Pakistan. I membri dell’equipaggio saranno consegnati alle autorità iraniane oggi, si legge in un comunicato, che aggiunge che la nave sarà riportata nelle acque pakistane per essere restituita ai proprietari originari dopo le riparazioni necessarie. Lo riporta Iran International. 

Iran: eseguite condanne a morte di 3 manifestanti

 In Iran è stata eseguita la condanna a morte di altri 3 manifestanti. Si tratta di Mehdi Rasouli e Mohammadreza Miri, descritti dal regime come “elementi del Mossad” coinvolti in quello che le autorità hanno definito un “colpo di stato” nel gennaio 2026, ed Ebrahim Dolatabadi, descritto come una figura chiave nei disordini nella zona di Tabarsi. I media statali hanno affermato che Rasouli e Miri hanno avuto un “ruolo diretto” nell’uccisione di un membro delle forze di sicurezza iraniane durante le proteste, mentre Dolatabadi è stato accusato di aver guidato i gruppi coinvolti negli scontri che hanno provocato ulteriori morti. Secondo le organizzazioni per i diritti umani, l’Iran ha eseguito almeno 25 condanne a morte di prigionieri politici dall’inizio degli attacchi congiunti tra Stati Uniti e Israele, il 28 febbraio.

Media: iniziativa Usa per Hormuz non prevede scorta 'diretta' a navi

 Funzionari statunitensi hanno precisato che la nuova iniziativa degli Stati Uniti per lo Stretto di Hormuz non comporterà necessariamente la scorta diretta della Marina statunitense alle navi commerciali. Le navi militari si limiteranno a operare “nelle vicinanze” e saranno pronte a intervenire qualora l’esercito iraniano prendesse di mira le navi mercantili. Lo hanno riferito due funzionari ad Axios, aggiungendo che gli Stati Uniti forniranno alle navi commerciali anche indicazioni sulle rotte più sicure attraverso lo stretto, comprese le rotte ritenute prive di mine.

Teheran: "Forze Usa saranno attaccate se si avvicinano a Stretto Hormuz"

Il comando militare congiunto iraniano ha avvertito che le forze armate statunitensi verrebbero attaccate se tentassero di avvicinarsi o entrare nello Stretto di Hormuz. “Avvertiamo che qualsiasi forza armata straniera, in particolare l’aggressiva forza militare statunitense, sarà presa di mira se intende avvicinarsi o entrare nello Stretto di Hormuz”, ha affermato il comando militare congiunto Khatam al-Anbiya. Lo riporta Iran International. Secondo la dichiarazione, qualsiasi tentativo da parte degli Stati Uniti di modificare la situazione attuale non farebbe altro che complicare ulteriormente le cose e mettere in pericolo le imbarcazioni presenti nell’area. Ha inoltre aggiunto che il passaggio sicuro attraverso lo stretto deve essere coordinato con le forze armate iraniane.  “Abbiamo ripetutamente affermato che la sicurezza dello Stretto di Hormuz è nelle mani delle forze armate della Repubblica Islamica dell’Iran e che qualsiasi passaggio e navigazione sicura, in qualsiasi situazione, avverrà in coordinamento con le forze armate”, ha affermato Ali Abdollahi, comandante del quartier generale centrale di Khatam al-Anbiya, avvertendo che “qualsiasi forza armata straniera, in particolare l’esercito americano invasore, verrà attaccata se tenterà di avvicinarsi e di entrare nello Stretto di Hormuz”. Lo riporta Bbc Persian.

Teheran: "Ogni interferenza Usa a Hormuz è violazione cessate il fuoco"

 “Qualsiasi interferenza americana nel nuovo regime marittimo dello Stretto di Hormuz sarà considerata una violazione del cessate il fuoco”. È quanto ha scritto in un post sul social X Ebrahim Azizi, capo della commissione per la sicurezza nazionale del parlamento iraniano, dopo l’annuncio del Progetto Freedom da parte del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. “Lo Stretto di Hormuz e il Golfo Persico non saranno gestiti dai post deliranti di Trump!”, ha aggiunto Azizi.

Centcom: "Oltre 100 velivoli per scortare navi in Stretto Hormuz"

Il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha affermato che l’iniziativa ‘Progetto Freedom’, annunciata ieri dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump per scortare le navi in sicurezza attraverso lo Stretto di Hormuz, avrebbe coinvolto cacciatorpediniere lanciamissili, oltre 100 velivoli e 15.000 membri delle forze armate. Trump, in un post sul social Truth, ha descritto l’iniziativa come un gesto umanitario “a nome degli Stati Uniti, dei paesi del Medio Oriente ma, in particolare, dell’Iran”. Ha però lanciato un avvertimento: “Se, in qualsiasi modo, questo processo umanitario venisse ostacolato, tale interferenza dovrà, purtroppo, essere affrontata con la forza”.

Kallas: "Diversificare rotte commerciali e ridurre rischi"
L'Alta rappresentante Ue, Kaja Kallas, a Lussemburgo per il vertice con i ministri degli Esteri dei 27 Paesi membri. (AP Photo/Virginia Mayo)

“Con quello che vediamo accadere in Medio Oriente, che tutti stanno cercando di diversificare le rotte commerciali e di ridurre il rischio che una di queste venga chiusa. Ed è per questo che la connettività e queste rotte sono estremamente importanti. Dobbiamo quindi valutare cosa possiamo fare in questo senso e chi sono i nostri partner”. Lo dice l’Alta Rappresentante Ue per la Politica estera Kaja Kallas arrivando alla riunione della Comunità politica europea a Yerevan, in Armenia. Kallas sottolinea poi “l’importanza” del Corridoio di mezzo, rotta che collega l’Asia e l’Europa passando per il Caspio, il Caucaso e la Turchia. 

Esercito britannico: 2 navi colpite nello stretto di Hormuz

L’esercito britannico rende noto che almeno due navi sono state colpite da alcuni proiettili nello Stretto di Hormuz. La nave sarebbe stata attaccata da diverse piccole imbarcazioni, secondo quanto riportato dal Centro per le operazioni marittime del Regno Unito (UKMT), mentre un’altra nave è stata colpita da “proiettili non identificati”. Si tratta degli ultimi di almeno una ventina di attacchi avvenuti nello stretto e nelle zone circostanti dall’inizio della guerra con l’Iran, e un monito sui rischi che si corrono se la nuova offensiva statunitense dovesse proseguire. Non sono stati segnalati feriti. La prima nave era una nave mercantile non identificata che viaggiava verso nord vicino a Sirik, in Iran, a est dello stretto, secondo quanto riferito dall’osservatorio britannico. Le autorità iraniane hanno affermato di controllare lo stretto e che le navi non affiliate agli Stati Uniti o a Israele possono transitarvi pagando un pedaggio, sfidando la libertà di navigazione garantita dal diritto internazionale. L’Iran ha negato l’attacco, secondo quanto riportato dalle testate semi-ufficiali iraniane Fars e Tabnak, affermando che una nave di passaggio era stata fermata per un controllo dei documenti nell’ambito delle attività di monitoraggio. La seconda nave era una petroliera che ha segnalato di essere stata colpita intorno alle 23:40. Domenica, al largo di Fujairah, negli Emirati Arabi Uniti. 

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