Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump dovrebbe ricevere oggi il comandante del Centcom, l’ammiraglio Brad Cooper, per un briefing sui nuovi piani per una potenziale azione militare in Iran. Lo riporta Axios, citando due fonti a conoscenza dei fatti.
Il capo degli Stati Maggiori Congiunti, il generale Dan Caine, ha confermato il coinvolgimento della Russia a favore dell’Iran nel conflitto in corso in Medio Oriente. Parlando davanti alla commissione Froze Armate del Senato, Caine non ha voluto scendere nei dettagli, a causa della natura pubblica dell’audizione, ma ha affermato: “C’è sicuramente un’attività in corso”.
Dubai (Emirati Arabi Uniti), 30 apr. (LaPresse /AP) – Il Pakistan ha fatto sapere che sta continuando a facilitare colloqui indiretti fra Washington e Teheran per ridurre le tensioni, ma ha sottolineato che accoglierebbe con favore una comunicazione diretta fra le parti, anche solo telefonica. “Se le due parti potessero dialogare in tempo reale, ciò potrebbe attenuare i punti di scontro”, ha affermato il portavoce del ministero degli Affari Esteri pakistano Tahir Andrabi, durante una conferenza stampa settimanale. Il portavoce si è rifiutato di fornire dettagli su eventuali proposte iraniane o statunitensi.
Hezbollah starebbe utilizzando una nuova tipologia di droni controllati da cavi in fibra ottica dello spessore di un filo interdentale che sfuggono ai sistemi di rilevamento elettronico, una tecnologia già impiegata su larga scala nel conflitto in Ucraina, che costituisce una nuova sfida per le difese israeliane. Il gruppo sciita libanese Hezbollah ha diffuso nelle ultime settimane video di attacchi condotti con questo tipo di dispositivi, utilizzati soprattutto contro obiettivi militari israeliani nel nord di Israele e lungo il confine con il Libano. Si tratta di droni piccoli, difficili da tracciare e letali. Giovedì i droni hanno ferito almeno una dozzina di soldati nel nord di Israele, 2 dei quali in modo grave, e l’esercito israeliano ha dichiarato di aver tentato di intercettare diversi droni. La scorsa settimana i droni di Hezbollah hanno ucciso un soldato israeliano e un contractor della difesa che operava nel sud del Libano. I droni in fibra ottica non sono pilotati tramite, ad esempio, segnali gps o radiocomando. Sono dotati di un cavo sottile che collega direttamente un operatore al drone, rendendo impossibile l’interferenza elettronica. Gli esperti dicono che le forze armate devono o intercettare i droni, cosa difficile a causa delle loro piccole dimensioni e della breve traiettoria di volo, oppure trovare un modo per tagliare il cavo quasi invisibile. Un funzionario militare israeliano ha riferito ad AP che i droni in fibra ottica costituiscono una delle minacce più difficili da contrastare in Libano in questa fase del conflitto, poiché piccoli, difficili da individuare e in grado di sfuggire ai sistemi di difesa aerea tradizionali. Ha aggiunto che Israele sta lavorando a nuove soluzioni tecnologiche e adottando anche contromisure sul terreno, come reti e protezioni per i veicoli militari.
“Per definire l’orientamento di politica monetaria adeguato, il Consiglio direttivo seguirà attentamente la situazione e adotterà un approccio guidato dai dati in base al quale le decisioni vengono assunte di volta in volta a ogni riunione”. Lo comunica la Banca centrale europea (Bce), in relazione alla situazione gepolitica e ai rischi legati al conflitto in Medioriente. “In particolare, le decisioni sui tassi di interesse saranno basate sulla sua valutazione delle prospettive di inflazione e dei rischi a esse associati, considerati i nuovi dati economici e finanziari, nonché della dinamica dell’inflazione di fondo e dell’intensità della trasmissione della politica monetaria, senza vincolarsi a un particolare percorso dei tassi”, afferma ancora la Bce.
“L’economia dell’area euro stava mostrando un certo slancio quando è iniziata l’attuale fase di turbolenza. Il Pil reale è cresciuto dello 0,1% nel primo trimestre del 2026, secondo la stima preliminare di Eurostat. La domanda interna rimane il principale motore della crescita, sostenuta da un mercato del lavoro resiliente. Tuttavia, le prospettive economiche sono altamente incerte e dipenderanno dalla durata della guerra in Medioriente e dal suo impatto sui mercati dell’energia e delle altre materie prime, nonché sulle catene di approvvigionamento globali”. Lo ha detto la presidente della Bce, Christine Lagarde, in conferenza stampa a Francoforte. “Le informazioni in arrivo suggeriscono che il conflitto sta pesando sull’attività economica. I sondaggi indicano un rallentamento della crescita e, dall’inizio della guerra, consumatori e imprese hanno perso fiducia nel futuro. Tempi di consegna più lunghi e prezzi delle materie prime in aumento indicano che le catene di approvvigionamento sono sotto pressione”, ha spiegato Lagarde. “Guardando al futuro, – ha proseguito – si prevede che gli elevati costi energetici continueranno a pesare sui redditi reali, rendendo famiglie e imprese più restie a consumare e investire. Sebbene la disoccupazione sia rimasta vicina ai minimi storici a marzo, al 6,2%, la domanda di lavoro si è ulteriormente raffreddata. Allo stesso tempo, le famiglie continuano a beneficiare di una solida posizione finanziaria e gli investimenti dovrebbero continuare a essere sostenuti da una maggiore spesa pubblica per la difesa e le infrastrutture e da investimenti crescenti delle imprese in nuove tecnologie digitali. Questo punto di partenza favorevole offre un certo margine di manovra contro le conseguenze della guerra”.
L’agenzia di stampa libanese Nna ha riferito che almeno nove persone sono morte in Libano a seguito degli attacchi sferrati questa mattina da Israele. Tre persone sono state uccise a Jebchit, e sette sono rimaste ferite in un raid che ha distrutto un edificio residenziale. Nella città di Toul, quattro persone sono state uccise e sei sono rimaste ferite. Nella città di Harouf, due persone sono state uccise e l’attacco ha distrutto una casa.
Un membro di Hamas che, secondo Israele, stava pianificando un attacco contro truppe israeliane è stato ucciso ieri in un raid aereo nella Striscia di Gaza. Lo riferisce l’esercito israeliano (Idf) secondo cui Ibrahim Abu Sakkar stava preparando un’azione “nell’immediato” e, nel corso del conflitto, avrebbe guidato numerose operazioni contro soldati e obiettivi israeliani. Secondo le Idf, che hanno anche diffuso un video dell’attacco, Abu Sakkar operava come paramedico nei servizi medici militari di Hamas.
La Guida suprema dell’Iran, l’Ayatollah Mojtaba Khamenei, ha affermato che l’unico posto in cui gli americani dovrebbero trovarsi nel Golfo Persico è “sul fondo delle sue acque”, mentre lo Stretto di Hormuz rimane sotto il controllo di Teheran. “Con l’aiuto e la potenza di Dio, il futuro radioso della regione del Golfo Persico sarà un futuro senza l’America, un futuro al servizio del progresso, del benessere e della prosperità del suo popolo”, ha affermato Khamenei in una dichiarazione scritta che è stata letta dalla televisione di Stato iraniana.
La Guida suprema dell’Iran, l’Ayatollah Mojtaba Khamenei, ha affermato che la Repubblica Islamica difenderà le proprie “capacità nucleari e missilistiche” in quanto patrimonio nazionale, nonostante il presidente degli Stati Uniti Donald Trump stia cercando di raggiungere un accordo con Teheran su queste questioni. La dichiarazione di Mojtaba Khamenei era scritta ed è stata letta ad alta voce dalla televisione di Stato iraniana, come quelle precedenti. “Novanta milioni di iraniani orgogliosi e onorevoli, sia all’interno che all’esterno del Paese, considerano tutte le risorse identitarie, spirituali, umane, scientifiche, industriali e tecnologiche dell’Iran, dalla nanotecnologia e dalla biotecnologia alle capacità nucleari e missilistiche, come beni nazionali, e le proteggeranno proprio come proteggono le acque, il territorio e lo spazio aereo del Paese”, ha affermato Khamenei.
In un messaggio diffuso in occasione della Giornata nazionale del Golfo Persico, il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha sottolineato che qualsiasi tentativo di imporre un blocco navale o restrizioni “è contrario al diritto internazionale” ed è “destinato al fallimento”. Pezeshkian, secondo quanto riporta l’agenzia iraniana Mehr, ha precisato che tali misure “non solo non contribuirebbero a rafforzare la sicurezza nella regione, ma sono di fatto fonte di tensione e ostacolo alla stabilità duratura nel Golfo Persico”. Il capo dell’esecutivo ha quindi ribadito la posizione di Teheran contro iniziative che limitino il commercio marittimo iraniano, evidenziando come la sicurezza dell’area debba basarsi sulla cooperazione tra i Paesi rivieraschi e non su pressioni esterne. “Le acque territoriali non sono un campo in cui imporre diktat unilaterali”, ha detto.
Sugli Stati Uniti, Pezeshkian ha spiegato che “il nemico ha cambiato strategia e ha iniziato a esercitare pressioni economiche e un blocco navale sul nostro governo e sul nostro popolo”. L’Iran, “in quanto garante della sicurezza delle acque territoriali e dello Stretto di Hormuz, si impegna a garantire la libertà e la sicurezza della navigazione per tutti i Paesi, ad eccezione di quelli ostili”, ha concluso.
La proposta di pace rivista dell’Iran potrebbe arrivare agli Stati Uniti entro domani. E’ quanto riferisce Cnn che cita fonti vicine alla mediazione. Il presidente Donald Trump ha detto ieri che i negoziati per porre fine alla guerra con Teheran si stanno svolgendo “telefonicamente” perché “non si effettuano più voli” di 18 ore per Islamabad, dopo che il primo round di colloqui in presenza si è concluso senza un accordo e il secondo è stato annullato.
“Tutto dipende dalla durata del conflitto: se perdurasse, le conseguenze sarebbero molto pesanti, non solo sull’inflazione ma anche sul sistema produttivo e quindi sul Pil”. Così il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, in un’intervista a ‘La Stampa’, rispondendo sulle conseguenze per l’economia italiana di un prolungamento del conflitto in Iran.
L’esercito statunitense starebbe valutando la possibilità di inviare in Medio Oriente il suo missile ipersonico a lungo raggio, noto come Dark Eagle, potenzialmente per colpire i lanciatori di missili balistici in Iran. Ne ha dato notizia sul suo sito Bloomberg, che cita fonti informate. Il missile ha una gittata dichiarata di circa 2.780 km ed è specificamente progettato per “capacità di attacco di precisione convenzionale a lungo raggio” contro “obiettivi sensibili al fattore tempo e pesantemente difesi”.
Un alto consigliere militare della Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei ha affermato che il blocco statunitense dei porti iraniani “fallirà”, e ha avvertito che, se dovesse persistere, Teheran potrebbe optare per lo scontro. Le dichiarazioni di Mohsen Rezaei sono state trasmesse questa mattina dalla televisione di stato iraniana e riportate dall’agenzia turca Anadolu sul suo sito. Il consigliere ha sostenuto che Teheran dispone di diversi modi per aggirare il blocco, sottolineando che i tentativi di imporlo non avranno successo.
Il presidente Usa Donald Trump ha dichiarato ad Axios, in un’intervista telefonica, di aver detto al primo ministro Benjamin Netanyahu che Israele dovrebbe intraprendere solo azioni militari “mirate” in Libano ed evitare una ripresa completa della guerra. “Ho detto a Netanyahu che deve agire in modo più chirurgico. Non abbattere edifici. Non può farlo. È troppo terribile e fa fare brutta figura a Israele”, ha detto il tycoon al sito di notizie. Trump ha sottolineato di apprezzare il Libano e la sua leadership e di credere che il Paese possa “rinascere”. “L’Iran ha rovinato il Libano. Il loro alleato (Hezbollah ndr.) ha rovinato il Libano. Quando l’Iran verrà eliminato, Hezbollah verrà automaticamente eliminato”, ha affermato Trump.
Il presidente Usa Donald Trump ha pubblicato su Truth social una mappa dello Stretto di Hormuz con la scritta ‘Stretto di Trump’ e le immagini di navi con bandiere statunitensi che lo attraversano.
A poche settimane dalla dichiarazione del presidente Usa Donald Trump sullo Stretto di Hormuz “completamente aperto e pronto per gli affari”, seguita dal blocco del traffico navale, l’amministrazione sta ora chiedendo ad altri Paesi di aderire a una nuova coalizione internazionale che consentirebbe alle navi di navigare nello stretto. Ne dà notizia il Wall Street Journal. L’iniziativa, denominata ‘Maritime Freedom Construc’, è stata illustrata in un cablogramma interno del dipartimento di Stato inviato martedì alle ambasciate statunitensi, in cui si esortavano i diplomatici americani a fare pressione sui governi stranieri affinché aderissero. Secondo il cablogramma, la coalizione guidata dagli Stati Uniti si occuperebbe della condivisione di informazioni, del coordinamento diplomatico e dell’applicazione delle sanzioni.
Secondo quanto riferito alla Cnn da tre persone vicine al dossier, la stima di 25 miliardi di dollari fornita ieri da un alto funzionario del Pentagono ai legislatori statunitensi in merito al costo totale della guerra con l’Iran fino ad oggi sarebbe una cifra al ribasso, non comprensiva del costo della riparazione degli ingenti danni subiti dalle basi statunitensi nella regione. Una delle fonti citate dalla Cnn afferma infatti che la stima reale del costo si aggira intorno ai 40-50 miliardi di dollari, tenendo conto delle spese per la ricostruzione delle installazioni militari statunitensi e la sostituzione delle infrastrutture distrutte.

