Iran, attivate le difese aeree su Teheran. Katz: “Pronti a riprendere la guerra, aspettiamo solo il via libera” – La diretta

Iran, attivate le difese aeree su Teheran. Katz: “Pronti a riprendere la guerra, aspettiamo solo il via libera” – La diretta
Manifestazione a Teheran (Alireza Masoumi/ISNA via AP) Associated Press / LaPresse Only italy and spain

Mojtaba Khamenei: “Il nemico tenta di minare la nostra unità nazionale”

La guerra in Medio Oriente sembra non vedere una fine, almeno nel breve periodo. Ieri l’Iran hanno aperto il fuoco contro tre navi nello Stretto di Hormuz, sequestrandone due, circa 24 ore dopo l’estensione del cessate il fuoco da parte di Donald Trump. Quest’ultimo, intanto, ha definito “possibile” l’ipotesi che possano esserci nuovi colloqui già venerdì. L’amministrazione repubblicana nel frattempo continua a perdere pezzi: ad andarsene questa volta è il segretario della Marina John Phelan che, secondo quanto annunciato dal Pentagono, lascerà l’incarico con effetto immediato.

Guerra in Medio Oriente – La diretta di oggi giovedì 23 aprile
Inizio diretta: 23/04/26 07:00
Fine diretta: 23/04/26 23:00
Trump: "Abbiamo colpito il 78% dei nostri obiettivi militari"

Gli Stati Uniti hanno “colpito circa il 75% dei nostri obiettivi” in Iran. Lo ha detto Donald Trump parlando con i giornalisti nello Studio Ovale. Il presidente ha poi rivisto al rialzo la percentuale, affermando che corrispondeva al “78%”. Inoltre, ha affermato Trump, “abbiamo attuato un blocco efficace al 100%, e non riescono a svolgere alcuna attività commerciale. Non se la passano bene economicamente né finanziariamente; non riescono a fare affari a causa del blocco”.

Trump: "Non userei mai l'atomica contro Teheran, nessuno dovrebbe usarla"

Donald Trump ha risposto con un secco “no” a una giornalista che gli chiedeva se sia pronto a usare l’arma nucleare contro l’Iran. “No, perché dovrei farlo? Che domanda stupida”, ha replicato il presidente. “No, non la userei. A nessuno dovrebbe essere consentito di usarla”, ha affermato. 

Trump: "Non voglio fare cose in fretta, voglio un grande accordo"

“Non voglio fare le cose affrettate, voglio prendermi il tempo che serve”. Lo ha detto Donald Trump riguardo ai tempi del conflitto e della trattativa con l’Iran. “Abbiamo un sacco di tempo e voglio ottenere un grande accordo, nel quale il nostro Paese e il mondo siano al sicuro da dei pazzi con armi nucleari”, ha aggiunto il presidente parlando con i giornalisti nello Studio Ovale.

Trump: "Iraniani in agitazione, abbiamo concesso loro del tempo"

Gli iraniani sono “in agitazione” e “abbiamo pensato di dare loro la possibilità di risolvere i loro problemi”. Lo ha detto Donald Trump, in riferimento alle divisioni interne al regime iraniano e all’estensione del cessate il fuoco concessa da Washington. “Non mettetemi fretta”, ha detto il presidente ai giornalisti che chiedevano una tempistica per la fine della guerra. Trump ha quindi ricordato i successi militari dell’operazione e sottolineato, come fatto in precedenza, la breve durata del conflitto riguardo ad altre guerre combattute dagli Stati Uniti. 

Mojtaba Khamenei: "Nemico tenta di minare nostra unità nazionale"

 “Le operazioni mediatiche del nemico, prendendo di mira le menti e gli animi della gente, mirano a minare la nostra unità nazionale e la nostra sicurezza; non permettiamo che questa sinistra intenzione si concretizzi a causa della nostra negligenza”. È quanto si legge in un post sul social X della Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei.  

Wsj, la guerra complica i piani Usa per difendere Taiwan

 Gli Stati Uniti hanno consumato una tale quantità di munizioni in Iran che diversi funzionari dell’amministrazione ritengono che l’America non sarebbe in grado di attuare pienamente nel breve termine i piani di emergenza per difendere Taiwan da un’eventuale invasione cinese. Lo riporta il Wall Street Journal citando fonti ufficiali Usa. Secondo quanto riferito al Wsj, gli Stati Uniti hanno lanciato oltre mille missili a lungo raggio Tomahawk dall’inizio della guerra con l’Iran, il 28 febbraio scorso, oltre a un numero compreso tra 1.500 e 2.000 missili per la difesa aerea, inclusi gli intercettori Thaad, Patriot e Standard Missile. Il reintegro totale di queste scorte, hanno riferito le fonti del Journal, potrebbe richiedere fino a sei anni.

Media Pasdaran: difese aeree attivate contro piccoli droni Israele

 L’agenzia di stampa Fars, affiliata al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC), ha riferito che le recenti attività di difesa aerea udite a Teheran e in diverse altre città erano una risposta a piccoli droni, tra cui quelli di tipo Orbiter, rilevati in diverse località del Paese. Il sistema Orbiter Mini è un drone compatto e leggero di fabbricazione israeliana. Israele aveva precedentemente negato di aver lanciato attacchi contro l’Iran.

Katz: "Pronti a riprendere guerra, aspettiamo solo il via libera dagli Usa"

 Il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha dichiarato che Israele è pronto a riprendere la guerra con l’Iran e attende il “via libera” dagli Stati Uniti. “Stiamo aspettando il via libera dagli Stati Uniti”, ha detto Katz, aggiungendo che le forze armate sono pronte sia per operazioni difensive che offensive e che “gli obiettivi sono stati individuati”.  Israele “attende il via libera dagli Stati Uniti, prima di tutto per completare l’eliminazione della dinastia Khamenei, ideatrice del piano di sterminio contro Israele, e dei successori dei successori della leadership del regime terroristico iraniano, e inoltre per riportare l’Iran all’era delle tenebre e della pietra facendo saltare in aria le infrastrutture energetiche ed elettriche centrali e distruggendo le infrastrutture economiche nazionali”, ha detto ancora Katz durante una valutazione della sicurezza. “Questa volta l’attacco sarà diverso e letale e infliggerà colpi devastanti nei punti più dolenti, dopo gli enormi colpi già subiti dal regime terroristico iraniano, che ne scuoteranno e ne faranno crollare le fondamenta”, ha aggiunto.

Israele, scontri durante udienza Corte Suprema su commissione 7 ottobre

Scontri sono scoppiati presso la Corte Suprema israeliana durante un’udienza sulle petizioni che chiedono al governo di istituire una commissione d’inchiesta statale ufficiale sugli attentati di Hamas del 7 ottobre 2023. Il primo ministro Benjamin Netanyahu si oppone all’indagine. Secondo quanto riportato dai media israeliani, i manifestanti hanno tentato di fare irruzione nell’aula del tribunale, costringendo all’interruzione del procedimento. L’udienza è ripresa dopo circa 30 minuti. Fuori dal tribunale si sono verificati scontri separati tra familiari delle vittime con opinioni contrastanti. 

Difese aeree in azione sopra Teheran

Questa sera, a Teheran, i sistemi di difesa aerea sono entrati in funzione a seguito di esplosioni udite nella parte occidentale della città. I media statali hanno affermato che l’operazione era diretta contro “obiettivi ostili”. Secondo alcuni testimoni, i sistemi di difesa aerea sarebbero stati uditi anche a sud-ovest della città. Alcuni media iraniani avevano affermato ieri che era in corso un test di tali sistemi. L’esercito israeliano ha negato di aver lanciato attacchi aerei. 

Pezeshkian: "Nessuna divisione tra integralisti e moderati"

 “In Iran non esistono né ‘integralisti’ né ‘moderati’. Siamo tutti iraniani e rivoluzionari”. È quanto scrive in un post sul social X il presidente dell’Iran Masoud Pezeshkian. “Grazie alla ferrea unità tra nazione e Stato e alla fedeltà alla Guida Suprema, faremo pentire l’aggressore. Un solo Dio, una sola nazione, un solo leader, un’unica via; la vittoria dell’Iran, più cara della vita stessa”, aggiunge. In precedenza il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva scritto in un post su X di una guerra interna all’Iran “pazzesca, tra integralisti e moderati”.

Trump: "Non è vero che sono impaziente di finire alla guerra"

 Donald Trump si scaglia contro i media Usa, in particolare il New York Times e la Cnn, e smentisce di essere “impaziente” di porre fine alla guerra con l’Iran. “Sappiate che sono probabilmente la persona meno sotto pressione che mai abbia occupato questa posizione. Io ho tutto il tempo del mondo; l’Iran, invece, no: il tempo stringe!”, scrive il presidente Usa su Truth. “Un accordo verrà raggiunto solo quando sarà opportuno e vantaggioso per gli Stati Uniti d’America, per i nostri Alleati e, di fatto, per il resto del mondo”, afferma nel suo post Trump.

Cnn, anche Trump a colloqui diretti Beirut-Israele alla Casa Bianca

 Donald Trump dovrebbe prendere parte a una sezione dei colloqui diretti tra Israele e Libano, che si svolgeranno questo pomeriggio alla Casa Bianca. Lo riferisce la Cnn, citando diverse fonti a conoscenza dei fatti. Un funzionario dell’amministrazione Usa ha inoltre riferito che il presidente ha in programma di accogliere gli ambasciatori di Israele e del Libano negli Stati Uniti al loro arrivo per i colloqui. Gli ambasciatori presso gli Stati Uniti, Yechiel Leiter per Israele e Nada Hamadeh Moawad per il Libano, rappresenteranno i rispettivi Paesi in questi colloqui diretti. È prevista anche la partecipazione del segretario di Stato americano Marco Rubio a una parte dell’incontro. La delegazione statunitense si è arricchita della presenza dell’ambasciatore in Israele Mike Huckabee — assente ai colloqui della scorsa settimana — mentre l’ambasciatore in Libano Michel Issa e il consigliere del dipartimento di Stato Michael Needham figurano nuovamente tra i membri del team statunitense. Il primo ciclo di colloqui diretti si era tenuto la scorsa settimana presso il dipartimento di Stato degli Stati Uniti.

Fonti Israele: "Ghalibaf rinuncia a guidare delegazione per negoziati"

Secondo diverse fonti giornalistiche israeliane rilanciate dal Guardian, il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf si è dimesso dalla guida dei negoziati con gli Stati Uniti.

Papa: "Situazione Hormuz molto complessa, serve dialogo"

La situazione in Iran e, in particolare, quella dello Stretto di Hormuz “è evidentemente molto complessa”. Così, come riportato da Vatican News, Papa Leone XIV sull’aereo di ritorno dall’Africa parlando con i giornalisti. “Le stesse trattative che stanno facendo, un giorno l’Iran dice sì e gli Stati Uniti dicono di no e viceversa, e non sappiamo dove si va – ha aggiunto il Papa -. Si è creata questa situazione caotica, critica per l’economia mondiale, ma poi anche c’è tutta una popolazione in Iran di persone innocenti che stanno soffrendo per questa guerra. Quindi sul cambio di regime sì o no: non è chiaro quale regime ci sia in questo momento, dopo i primi giorni degli attacchi di Israele e Stati Uniti all’Iran. Piuttosto vorrei incoraggiare la continuazione del dialogo per la pace, che le parti cerchino di mettere tutti gli sforzi per promuovere la pace, allontanare la minaccia della guerra e che si rispetti il diritto internazionale. È molto importante che gli innocenti siano protetti, come non è avvenuto in diversi luoghi”. 

US Navy ha attualmente 19 navi nell'area, comprese due portaerei

La US Navy ha attualmente 19 navi in Medio Oriente, incluse due portaerei, e sette navi nell’Oceano Indiano. Lo ha dichiarato giovedì un funzionario statunitense, secondo quanto riporta la Cnn. Il 13 aprile, le forze armate statunitensi hanno iniziato ad attuare un blocco dei porti iraniani nello Stretto di Hormuz, impiegando gran parte di tale contingente e, alla data di oggi, hanno dirottato almeno 33 navi. Alla data di lunedì scorso, riferisce la Cnn, c’erano 15 navi nell’area di responsabilità del Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom), l’organismo incaricato di gestire le operazioni militari Usa in Medio Oriente.

Marina tedesca: pronti per potenziale operazione sminamento Hormuz

Secondo il viceammiraglio Jan Christian Kaack, la Marina tedesca è pronta per una potenziale operazione di sminamento nello Stretto di Hormuz. “La Marina, ve lo posso assicurare, sarà pronta”, ha dichiarato il viceammiraglio durante un evento informativo tenutosi a Kiel presso il 3° Squadrone di dragaggio mine. Kaack ha aggiunto che i prerequisiti per l’impiego sono la fine delle ostilità nell’area operativa, un mandato e una risoluzione parlamentare. “La Marina sta ottenendo grandi risultati con la flotta più piccola di sempre, che stiamo attualmente modernizzando dalle fondamenta”, ha affermato l’Ispettore Generale. Allo stesso tempo, ha aggiunto, a volte bisogna convivere con la frustrazione di non vedere nuove navi uscire dalla catena di montaggio: “Tutto ciò che abbiamo è in servizio”. Alla luce degli attuali sviluppi in Medioriente, ha sottolineato, è necessario “ridefinire le priorità in modo nuovo e intelligente”.

Macron: "Cessate il fuoco anche in Libano e negoziati trasparenti"

“Credo che l’importante sia che il cessate il fuoco regga, e gli Stati Uniti hanno deciso di mantenerlo, quindi a questo devono seguire azioni concrete. Abbiamo bisogno che il processo sia trasparente, ed è questo che sosterrò qui: dobbiamo mantenere il cessate il fuoco, anche in Libano, e proseguire i colloqui diplomatici con l’Iran sulle questioni nucleari e missilistiche, nonché affrontare i gruppi destabilizzanti regionali”. Lo dice il presidente francese, Emmanuel Macron, al suo arrivo al Consiglio europeo informale ad Agia Napa, Cipro.

“Dobbiamo anche portare avanti i colloqui sul Libano per una pace duratura, e la Francia deve adempiere alle proprie responsabilità e riaprire lo Stretto di Hormuz in modo ordinato, non attraverso blocchi mirati o cose del genere. E questo è il punto centrale dell’iniziativa che abbiamo intrapreso con il Regno”, scandisce.

Governo Libano discute possibile adesione a Cpi

Il vice primo ministro libanese Tarek Mitri ha affermato che oggi i ministri hanno discusso dell’adesione alla Corte penale internazionale per “un periodo determinato”. Questa mossa rappresenterebbe un cambiamento significativo per il Libano, che non è membro della Corte. Mitri ha affermato che consentirà alla Cpi di “indagare sui crimini di guerra e sui crimini umanitari commessi sul territorio libanese”. Il Libano ha accusato Israele di crimini di guerra e di ripetute violazioni del diritto internazionale durante l’ultimo conflitto con Hezbollah.

Presidente Cipro: "De-escalation solo con attiva partecipazione Ue"

“Quello che posso dire è che non possiamo raggiungere una de-escalation in Iran senza la partecipazione attiva dell’Unione Europea”. Lo afferma il presidente cipriota, Nikos Christodoulidis, della presidenza di turno Ue, al suo arrivo al Consiglio europeo informale ad Agia Napa (Cipro).

Banca centrale Iran: "Pedaggi a Hormuz vengono pagati in contanti"

La Banca Centrale della Repubblica Islamica ha confermato che i pagamenti dei pedaggi per lo Stretto di Hormuz sono stati effettuati in contanti e non in criptovaluta. Lo riporta l’agenzia di stampa Fars, affiliata al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche. Il parlamentare iraniano Hamidreza Haji Babaei ha affermato: “I primi introiti derivanti dai pedaggi del transito di Hormuz sono stati depositati sul conto della banca centrale”. Separatamente, il parlamentare Abbas Papizadeh ha affermato che i pedaggi vengono ora riscossi ufficialmente e versati nelle casse dello Stato. Ha spiegato che le tariffe variano a seconda del tipo e del volume del carico e sono legate alle condizioni di navigazione del corso d’acqua. Papizadeh ha aggiunto che, a causa di problemi di sicurezza, le rotte marittime si sono ristrette, con navi che attraversano sempre più spesso le acque territoriali iraniane, consentendo a Teheran, in base alle norme internazionali, di imporre dazi. Ha aggiunto che le entrate sarebbero state trattate come entrate statali e aggiunte al bilancio pubblico, e che le decisioni sulla spesa sarebbero state prese in seguito. Lo riporta Iran International.

 

Orsini: "Parola del momento è incertezza, se guerra va avanti è recessione"

“La parola incertezza è quella che si respira di più. È già molto anomalo che noi abbiamo presentato un rapporto” del Centro Studi di Confindustria “con tre scenari. È segno di uno stato di incertezza” per “lo shock energetico che ci sta arrivando dalla guerra del Golfo”. Così il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, in un confronto con il segretario della Cgil Maurizio Landini all’Assemblea nazionale del sindacato ‘Il ruolo del lavoro. Per nuove e sostenibili politiche industriali’.
“Abbiamo detto – ha ricordato – che se la guerra fosse finita velocemente saremmo stati a 0,5%, se come adesso è 0, se si protrae è recessione”.

Trump: "A Teheran lotta intestina tra duri e moderati"

“L’Iran sta avendo enormi difficoltà a capire chi sia il suo leader! Semplicemente non lo sanno!”. Lo scrive Donald Trump su Truth, affermando che “la lotta intestina tra i ‘duri’ ù che stanno subendo pesantissime sconfitte sul campo di battaglia ù e i ‘moderati’ ù che di moderato non hanno proprio nulla (ma stanno guadagnando credito!) ù è una follia!”. Gli Usa, prosegue il presidente americano, hanno “il controllo totale sullo Stretto di Hormuz. Nessuna nave può entrare o uscire senza l’approvazione della Marina degli Stati Uniti. È ‘ermeticamente sigillato’, finché l’Iran non sarà in grado di raggiungere un accordo!!!”.

Trump: "Teheran non capisce chi è il suo leader"

“L’Iran sta avendo grosse difficoltà a capire chi sia il proprio leader! Proprio non lo sanno!”. Lo ha scritto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump in un post su Truth. “La lotta interna tra gli ‘integralisti’, che stanno subendo gravi sconfitte sul campo di battaglia, e i ‘moderati’, che non sono affatto moderati (ma stanno guadagnando rispetto!), è pazzesca!”, ha aggiunto. “Abbiamo il controllo totale dello Stretto di Hormuz. Nessuna nave può entrare o uscire senza l’approvazione della Marina degli Stati Uniti. È ‘chiuso ermeticamente’, fino a quando l’Iran non sarà in grado di concludere un accordo!!!”, ha concluso il presidente.

Tajani: "Italia pronta a fare sua parte a Hormuz con tregua stabile"

“La sicurezza delle rotte commerciali è cruciale, per questo il nostro impegno per la libertà di navigazione è massimo”. È quanto afferma il ministro degli Esteri Antonio Tajani durante il question Time al Senato. “Guidiamo le missioni navali europee nel Mar Rosso, nell’Oceano Indiano e nel Mediterraneo”, ha aggiunto, “con una tregua stabile, l’Italia è pronta a fare la sua parte anche a Hormuz, con un’ampia coalizione di partner europei e internazionali”.

 

Trump: "Nostri dragamine stanno bonificando ora Stretto di Hormuz"

“Le nostre navi dragamine stanno bonificando lo Stretto (di Hormuz, ndr) proprio in questo momento. Con la presente ordino che tale attività prosegua, ma a un livello triplicato!”. Lo scrive il presidente degli Stati Uniti Donald Trump in un post sul social Truth.

 

Trump: "Ho dato ordine di affondare ogni nave posamine a Hormuz"

“Ho ordinato alla Marina degli Stati Uniti di sparare e affondare qualsiasi imbarcazione, per quanto piccola possa essere (le loro navi da guerra sono tutte, 159 in tutto, in fondo al mare!), che stia posizionando mine nelle acque dello Stretto di Hormuz”. Lo scrive il presidente degli Stati Uniti Donald Trump in un post sul social Truth.

Berlino: ulteriori sanzioni se Teheran continuerà a bloccare Stretto Hormuz

“Il Governo federale esorta l’Iran a porre fine al suo programma nucleare e a cessare di minacciare Israele e gli altri Stati confinanti. Lo Stretto di Hormuz deve rimanere aperto in modo permanente, affidabile e senza restrizioni o pedaggi. Se si raggiungerà un accordo globale, il Governo federale è pronto a collaborare, in stretto coordinamento con i partner, per allentare gradualmente le misure restrittive esistenti. Se, tuttavia, l’Iran continuerà a bloccare lo Stretto di Hormuz, il Governo federale è pronto a valutare ulteriori sanzioni”. Lo comunica il governo tedesco in una nota. “Una volta raggiunta una cessazione definitiva delle ostilità, il Governo federale, insieme ai suoi partner, è pronto a contribuire alla libera navigazione dello Stretto di Hormuz nel rispetto del diritto internazionale e delle procedure nazionali. Il Governo federale continuerà a lavorare attraverso i canali diplomatici per porre fine in modo definitivo alla guerra nel Libano meridionale”, si legge ancora nella nota.

Esercito Usa: sequestrata altra petroliera legata a Teheran

L’esercito Usa ha annunciato di avere sequestrato un’altra petroliera legata al contrabbando di petrolio iraniano. Secondo quanto riferito dal dipartimento della Difesa Usa, si tratta della petroliera Majestic X ed è stata sequestrata nell’Oceano Indiano. “Continueremo a garantire l’applicazione delle norme marittime a livello globale per smantellare le reti illecite e intercettare le navi che forniscono supporto materiale all’Iran, ovunque operino”, ha affermato il dipartimento Usa della Difesa.

Il sequestro giunge dopo che mercoledì l’Iran ha attaccato 3 navi cargo nello Stretto di Hormuz, sequestrandone 2. Il dipartimento della Difesa Usa ha diffuso un filmato del sequestro della nave, in cui si vedono soldati Usa sul ponte dell’imbarcazione. I dati di tracciamento delle navi mostrano che la Majestic X si trovava nell’Oceano Indiano fra lo Sri Lanka e l’Indonesia, circa nella stessa posizione della petroliera Tifani, sequestrata in precedenza dalle forze Usa. Era diretta a Zhoushan, in Cina.

La Majestic X è una petroliera battente bandiera della Guyana. In precedenza si chiamava Phonix ed era stata sanzionata dal dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti nel 2024 per contrabbando di greggio iraniano in violazione delle sanzioni statunitensi contro la Repubblica Islamica.
Martedì il presidente Usa Donald Trump ha prorogato il cessate il fuoco, mantenendo però il blocco americano dei porti iraniani.

 

Panama denuncia: illegale sequestro cargo da Teheran in Stretto Hormuz

Panama ha condannato quello che ha definito il “sequestro illegale” di una nave battente la sua bandiera avvenuto ieri da parte iraniana nello Stretto di Hormuz. Si tratta della nave cargo Msc Francesca. Il ministero degli Esteri di Panama denuncia che la nave è stata “condotta con la forza” in acque iraniane e accusa l’Iran di violare il diritto internazionale. Il sequestro, aggiunge il ministero, “costituisce un grave attacco alla sicurezza marittima e un’escalation inutile”. Secondo i dati delle autorità panamensi aggiornati al 2024, Panama possiede uno dei più grandi registri navali, con circa il 16% delle navi mondiali che battono la sua bandiera.

Ministro Interno Pakistan incontra diplomatica Usa a Islamabad

Il ministro dell’Interno del Pakistan, Mohsin Naqvi, ha incontrato nella capitale Islamabad l’incaricata d’affari Usa Natalie Baker. L’incontro ha riguardato gli sforzi diplomatici relativi a un secondo round di colloqui per il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran, che è stato rinviato dopo che Teheran non ha confermato quando avrebbe inviato la propria delegazione. A seguito del meeting, Naqvi ha dichiarato che spera in “progressi positivi” da parte dell’Iran. Ha aggiunto che il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif e il feldmaresciallo Asim Munir si stanno impegnando “a tutti i livelli” per sostenere una soluzione pacifica e ha auspicato che tutte le parti diano una possibilità alla diplomazia. Naqvi ha elogiato il presidente Usa Donald Trump per aver prorogato il cessate il fuoco, definendolo un passo positivo verso l’allentamento delle tensioni. Baker dal canto suo ha apprezzato il “ruolo costruttivo” del Pakistan nella promozione della pace, secondo quanto riportato nel comunicato.

Merz: "Bene proroga tregua, opportunità per raggiungere pace"

“Accogliamo con favore la proroga della tregua tra gli Stati Uniti e l’Iran. Si tratta di un’importante opportunità per proseguire i negoziati diplomatici, raggiungere la pace ed evitare un’escalation del conflitto. Anche Teheran dovrebbe cogliere questa occasione”. Lo ha dichiarato il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, in un post su X. “Esortiamo l’Iran a sospendere il proprio programma nucleare militare e a smettere di minacciare Israele e gli altri Stati confinanti. Lo Stretto di Hormuz deve essere aperto in modo permanente, affidabile e senza restrizioni o pedaggi”, ha affermato ancora Merz. Il cancelliere ha poi ribadito che “non appena si sarà giunti alla fine delle ostilità, saremo pronti, insieme ai nostri partner, a contribuire alla libera navigazione nello Stretto di Hormuz, in conformità con il diritto internazionale e nel rispetto delle procedure nazionali”.

Giorgetti: "Proposta Ue non basta, illogica senza possibilità di scostamento"

“Quello che ho discusso la settimana scorsa con i colleghi è molto semplice: la Commissione propone oggi un temporary framework per l’Iran su determinate situazioni – trasporti, agricoltura e pesca – dando la facoltà di liberare gli aiuti di Stato. Non basta, perché se tu non hai spazio fiscale su quelle misure dove metti gli aiuti, devi offrire anche la possibilità dello scostamento. Quindi non una clausola generalizzata, ma solo su quelle cose che hanno riconosciuto anche loro già adesso. Secondo me questa è una proposta ragionevole. Dopodiché se mi dicono di no anche su questa cosa qua dico che ho ragione io e hanno torto loro”. Così il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, a margine di un appuntamento al Quirinale. Il ministro ha aggiunto che sarebbe “incongruente e illogico nel comportamento” proporre il temporary framework senza scostamento, perché “sono tutti già con l’acqua alla gola”. 

Pahlavi imbrattato con liquido rosso dopo la conferenza a Berlino

Reza Pahlavi, figlio dello scià di Persia, è stato imbrattato di liquido rosso mentre usciva da un edificio dopo una conferenza stampa a Berlino. Pahlavi ha poi salutato i suoi sostenitori e si è allontanato in auto. Il presunto responsabile è stato immediatamente fermato dalla polizia.

Pahlavi aveva appena terminato una conferenza stampa, durante la quale aveva criticato il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran, quando l’incidente è avvenuto fuori dal palazzo della stampa federale tedesca. Non ha riportato ferite nonostante il liquido gli avesse macchiato la schiena e il collo, e ha salutato i suoi sostenitori prima di salire in macchina e allontanarsi. La polizia ha affermato che il liquido sembrava essere succo di pomodoro. Centinaia di sostenitori hanno manifestato vicino al palazzo del Parlamento tedesco in occasione della visita del figlio dello scià, che sta cercando di tornare al potere qualora la teocrazia sciita dovesse cadere e ha appoggiato l’intervento militare israelo-americano in Medioriente. Pahlavi, che non è stato invitato a incontrare alcun rappresentante del governo durante la sua visita a Berlino, ha sostenuto che l’accordo di cessate il fuoco presuppone un cambiamento nel comportamento del governo iraniano e che “ci si troverà a trattare con persone che improvvisamente sono diventate pragmatiche”. “Non credo che ciò accadrà. Non dico che non si debba dare una possibilità alla diplomazia, ma credo che le sia già stata data abbastanza possibilità”, ha affermato.

Teheran: "Ricevuti i primi introiti dei pedaggi imposti a Hormuz"

Haji Babaei, secondo vicepresidente del Parlamento iraniano, ha affermato che i primi introiti derivanti dai pedaggi riscossi dalle navi che attraversano lo Stretto di Hormuz sono stati depositati presso la Banca Centrale iraniana. Lo ha reso noto l’agenzia semi-ufficiale Tasnim.

Pahlavi: "Ue e Germania si schierino dalla parte giusta della storia"

Rezha Phalavi, figlio dello scià di Persia, ha invitato l’Unione europea e la Germania a “schierarsi dalla parte giusta della storia” in riferimento al futuro dell’Iran. “Schieratevi dalla parte giusta della storia. Il popolo iraniano continuerà a combattere, con o senza l’aiuto europeo”, ha detto Pahlavi in conferenza stampa a Berlino.

“Finché questo regime resterà al potere, le minacce continueranno”, ha avvertito Pahlavi rivolgendosi agli europei. A suo avviso, nessun negoziato, nessun accordo potrà cambiare la situazione. “Ci avete provato per molti anni, e avete fallito”, ha sottolineato Pahlavi, sottolineando che solo un Iran libero può essere un partner affidabile per l’Europa. “Il cambiamento è in atto”, ha detto ancora Pahlavi riferendosi al regime iraniano, ma “la domanda è quanti altri iraniani dovranno morire lungo il cammino verso il cambiamento”. 

Pasdaran diffondono video con le immagini del sequestro delle navi a Hormuz

Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno diffuso oggi un video che mostrerebbe il sequestro di due imbarcazioni nello stretto di Hormuz. Lo scrive il Guardian pubblicandone anche un piccolo estratto. Secondo quanto riportato dalle compagnie di navigazione e dall’agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Tasnim, i Pasdaran hanno dichiarato di aver sequestrato le navi per quelle che hanno definito “violazioni delle norme marittime” e di averle scortate fino alle coste iraniane.

Il ministro degli Interni del Pakistan incontra ambasciatrice Usa a Islamabad

Il ministro degli Interni pakistano Mohsin Naqvi ha incontrato l’ambasciatrice statunitense Natalie Baker per discutere della recente situazione regionale e degli sforzi diplomatici volti a organizzare un secondo round di colloqui a Islamabad tra Iran e Stati Uniti. Lo ha affermato lo stesso ministero in una nota su X.

Secondo quanto riferito Naqvi ha elogiato l’iniziativa del presidente Trump di estendere il cessate il fuoco con l’Iran e ha sottolineato la necessità di mantenere la continuità dei canali diplomatici per raggiungere una soluzione duratura. Il ministro ha inoltre espresso la speranza di “progressi positivi da parte dell’Iran”, aggiungendo che il Primo Ministro pakistano Shehbaz Sharif e il Maresciallo di Campo Asim Munir “stanno compiendo ogni sforzo a tutti i livelli per risolvere la questione”.

Petrolio: prezzi Wti e Brent in salita

Prezzo del petrolio in salita, in scia all’impasse sulle trattative di pace fra Iran e Usa. I future sul Wti registrano un rialzo dell’1,52%, a 84,36 dollari al barile. Il Brent sale dell’1,55% a 103,48 dollari al barile.

Teheran giustizia uomo accusato di collaborare con Mossad

L’Iran ha giustiziato un uomo condannato per legami sia con il gruppo di opposizione in esilio Mujahideen-e-Khalq che con i servizi segreti israeliani. Lo riporta Mizan, organo di informazione della magistratura iraniana. La condanna dell’uomo, Soltanali Shirzadi Fakhr, “è stata confermata dalla Corte Suprema ed eseguita dopo il completamento delle procedure legali”, ha affermato Mizan. 

Centcom: "Dall'inizio del blocco navale fatto invertire la rotta a 31 navi"

Il Centcom ha reso noto su X che le forze armate statunitensi hanno ordinato a 31 navi di invertire la rotta o di tornare in porto nell’ambito del blocco navale imposto dagli Stati Uniti contro l’Iran.

Ft: Beirut è spettatrice passiva nei colloqui

Le autorità di Beirut sarebbero “spettatrici passive” nei colloqui con Usa e Israele sul cessate il fuoco che hanno portato a una tregua di 10 giorni nel paese. E’ quanto scrive il Financial Times. Secondo il quotidiano Beirut non avrebbe avuto nessun peso nelle decisioni che hanno portato alla definizione dell’accordo raggiunto solamente per la volontà di Trump e dell’Iran.

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