La guerra in Medio Oriente sembra non vedere una fine, almeno nel breve periodo. Ieri l’Iran hanno aperto il fuoco contro tre navi nello Stretto di Hormuz, sequestrandone due, circa 24 ore dopo l’estensione del cessate il fuoco da parte di Donald Trump. Quest’ultimo, intanto, ha definito “possibile” l’ipotesi che possano esserci nuovi colloqui già venerdì. L’amministrazione repubblicana nel frattempo continua a perdere pezzi: ad andarsene questa volta è il segretario della Marina John Phelan che, secondo quanto annunciato dal Pentagono, lascerà l’incarico con effetto immediato.
Rezha Phalavi, figlio dello scià di Persia, ha invitato l’Unione europea e la Germania a “schierarsi dalla parte giusta della storia” in riferimento al futuro dell’Iran. “Schieratevi dalla parte giusta della storia. Il popolo iraniano continuerà a combattere, con o senza l’aiuto europeo”, ha detto Pahlavi in conferenza stampa a Berlino.
“Finché questo regime resterà al potere, le minacce continueranno”, ha avvertito Pahlavi rivolgendosi agli europei. A suo avviso, nessun negoziato, nessun accordo potrà cambiare la situazione. “Ci avete provato per molti anni, e avete fallito”, ha sottolineato Pahlavi, sottolineando che solo un Iran libero può essere un partner affidabile per l’Europa. “Il cambiamento è in atto”, ha detto ancora Pahlavi riferendosi al regime iraniano, ma “la domanda è quanti altri iraniani dovranno morire lungo il cammino verso il cambiamento”.
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno diffuso oggi un video che mostrerebbe il sequestro di due imbarcazioni nello stretto di Hormuz. Lo scrive il Guardian pubblicandone anche un piccolo estratto. Secondo quanto riportato dalle compagnie di navigazione e dall’agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Tasnim, i Pasdaran hanno dichiarato di aver sequestrato le navi per quelle che hanno definito “violazioni delle norme marittime” e di averle scortate fino alle coste iraniane.
Il ministro degli Interni pakistano Mohsin Naqvi ha incontrato l’ambasciatrice statunitense Natalie Baker per discutere della recente situazione regionale e degli sforzi diplomatici volti a organizzare un secondo round di colloqui a Islamabad tra Iran e Stati Uniti. Lo ha affermato lo stesso ministero in una nota su X.
Secondo quanto riferito Naqvi ha elogiato l’iniziativa del presidente Trump di estendere il cessate il fuoco con l’Iran e ha sottolineato la necessità di mantenere la continuità dei canali diplomatici per raggiungere una soluzione duratura. Il ministro ha inoltre espresso la speranza di “progressi positivi da parte dell’Iran”, aggiungendo che il Primo Ministro pakistano Shehbaz Sharif e il Maresciallo di Campo Asim Munir “stanno compiendo ogni sforzo a tutti i livelli per risolvere la questione”.
Prezzo del petrolio in salita, in scia all’impasse sulle trattative di pace fra Iran e Usa. I future sul Wti registrano un rialzo dell’1,52%, a 84,36 dollari al barile. Il Brent sale dell’1,55% a 103,48 dollari al barile.
L’Iran ha giustiziato un uomo condannato per legami sia con il gruppo di opposizione in esilio Mujahideen-e-Khalq che con i servizi segreti israeliani. Lo riporta Mizan, organo di informazione della magistratura iraniana. La condanna dell’uomo, Soltanali Shirzadi Fakhr, “è stata confermata dalla Corte Suprema ed eseguita dopo il completamento delle procedure legali”, ha affermato Mizan.
Il Centcom ha reso noto su X che le forze armate statunitensi hanno ordinato a 31 navi di invertire la rotta o di tornare in porto nell’ambito del blocco navale imposto dagli Stati Uniti contro l’Iran.
Le autorità di Beirut sarebbero “spettatrici passive” nei colloqui con Usa e Israele sul cessate il fuoco che hanno portato a una tregua di 10 giorni nel paese. E’ quanto scrive il Financial Times. Secondo il quotidiano Beirut non avrebbe avuto nessun peso nelle decisioni che hanno portato alla definizione dell’accordo raggiunto solamente per la volontà di Trump e dell’Iran.

