Il Consiglio dei ministri ha approvato il Documento di finanza pubblica 2026 (Dfp). “Il quadro previsivo conferma che il rapporto deficit/Pil sarà ricondotto al di sotto della soglia del 3 per cento entro quest’anno, e che anche negli anni seguenti si manterrà su un profilo discendente. Se tale andamento si confermerà nel corso di quest’anno, ciò consentirà all’Italia di uscire dalla procedura per disavanzi eccessivi nel 2027, in linea con la raccomandazione del Consiglio”, ha scritto il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti nella premessa al Dfp.
“Per quanto riguarda il rapporto deficit/Pil, la stima dell’Istat si colloca al 3,1 per cento ed è lievemente superiore, sempre in ragione dei sopracitati maggiori crediti edilizi, alla previsione pubblicata a ottobre scorso (3,0 per cento). Tale stima si colloca, tuttavia, su un livello inferiore rispetto alla previsione del Psbmt (3,3 per cento), poi confermata dal Dfp 2025, segnalando che il rientro verso la soglia del 3 per cento è avvenuto a un ritmo più rapido di quanto inizialmente programmato”, ha aggiunto.
Giorgetti: “Per ora evitato contagio ma possibile stagflazione”
“Il contagio è per il momento limitato agli indicatori finanziari e di percezione e non si è ancora propagato all’economia reale. Tuttavia, vi sono molteplici canali di trasmissione ed è al momento difficile predire con esattezza quali di questi si attiveranno e con quale intensità, non solo perché non è chiaro quanto si protrarrà il conflitto in atto, e in particolare quanto a lungo lo Stretto di Hormuz resterà totalmente o parzialmente chiuso, ma anche perché non è possibile stabilire la durata e l’entità degli impatti economici delle strozzature dell’offerta che si sono già verificate”, ha detto ancora Giorgetti sottolineando che “tale motivo ha indotto molti previsori a elaborare diversi scenari di rischio, particolarmente rilevanti nell’attuale contesto”.
Per il titolare del Mef, “in ogni caso, appare chiaro che il quadro di riferimento risulta in peggioramento rispetto allo scorso autunno, in conseguenza di elementi che operano in senso stagflativo: per tale motivo, la crescita economica è stata rivista al ribasso in ciascun anno fino al 2028, mentre l’inflazione è stata rivista al rialzo per quest’anno e per il prossimo”.
Giorgetti: “Livello spread più contenuto dimostra maggiore solidità”
Lo spread “molto più contenuto” rispetto a quello osservato in precedenti periodi di “nervosismo dei mercati” prova “una maggiore solidità rispetto al passato dei fondamentali della nostra economia”, ha affermato il ministro.
Parlando della guerra in Iran, Giorgetti sottolinea che “lo shock ha anche influito sullo spread tra Btp e Bund a dieci anni, che costituisce una proxy della percezione da parte degli investitori della nostra esposizione relativa allo shock: a fine febbraio, esso si attestava sui minimi storici intorno ai sessanta punti base, a testimonianza del riconoscimento degli sforzi fatti dal Governo per rafforzare la credibilità del consolidamento fiscale e la resilienza del sistema Paese”.
“Successivamente allo scoppio del conflitto, esso ha mediamente, seppur con una certa aumentata volatilità, registrato degli aumenti significativi, fino a toccare punte di circa novanta-cento punti base. Più di recente lo spread si è progressivamente ridotto, pur non tornando pienamente in linea con la situazione di febbraio; inoltre, tale aumento è risultato molto più contenuto di quello osservato durante precedenti periodi di nervosismo dei mercati, a riprova di una maggiore solidità rispetto al passato dei fondamentali della nostra economia”.
Giorgetti: “Reazione dei mercati meno accentuata”
“Il fatto che l’Italia si sia ritrovata in questo nuovo contesto con fondamentali macroeconomici, strutturali e di finanza pubblica in salute ha permesso finora di contenere l’impatto del mutato contesto globale. Se il Paese si fosse trovato in una situazione di maggiore fragilità, la reazione dei mercati sarebbe stata molto più accentuata di quanto abbiamo sin qui osservato”, ha aggiunto il numero uno del Palazzo delle Finanze nella premessa al Dfp.
Giorgetti: “Governo continuerà a dare sostegno a imprese e famiglie”
“La sfida che ci attende” è “di coniugare il sostegno a imprese e famiglie in questa fase di difficoltà con una forte determinazione a continuare il percorso già intrapreso verso una maggiore indipendenza energetica, sicurezza e sostenibilità della finanza pubblica”, ha detto Giorgetti.
Giorgetti: “Ridefinire priorità e aumenti spesa, inclusa la difesa”
“I margini di bilancio risultano particolarmente assottigliati in ragione sia del lieve deterioramento dei principali indicatori di finanza pubblica, sia della necessità di intervenire, in maniera ancora più decisa, per contrastare con interventi mirati gli effetti del rincaro delle materie prime energetiche. Di conseguenza, sarà necessario ridefinire le priorità e riprogrammare gli aumenti previsti in altri ambiti, ivi inclusa la difesa“, ha scritto ancora il ministro.
Giorgetti: “Per Meloni sono pessimista? Vedete i telegiornali e ditemi voi”
“Io pessimista? Seguite i telegiornali e poi ditemi voi…”, ha dichiarato il titolare del Mef, a margine di un appuntamento al Quirinale, rispondendo alle domande dei cronisti sulle ricostruzioni di stampa secondo cui la premier Giorgia Meloni, nel Cdm di ieri, si sarebbe ironicamente lamentata del pessimismo del ministro. “Io non me ne sono accorto, e nessun ministro se ne accorto. Solo i giornalisti se ne sono accorti… Io ero concentrato”, ha aggiunto.
Upb: “Scenario con fortissimi rischi, previsioni potrebbero essere riviste”
La presidente dell’Ufficio parlamentare di bilancio (Upb), Lilia Cavallari, ha comunicato oggi ai presidenti del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati la validazione del quadro macroeconomico tendenziale del Documento di finanza pubblica (Dfp) 2026 che il Mef ha elaborato recependo i rilevi trasmessi dall’Upb il 26 marzo scorso su una precedente versione.
L’Upb sottolinea che il quadro macroeconomico è stato validato “sulla base delle informazioni in quel momento disponibili, sia per quanto attiene agli sviluppi economici e geopolitici del contesto internazionale sia con riferimento alla congiuntura dell’economia italiana. Lo scenario internazionale è esposto a fortissimi rischi e le previsioni potrebbero essere riviste, anche in misura significativa, nell’arco di un breve intervallo di tempo”.
“Tale quadro è ricompreso in un intervallo accettabile relativamente alle principali variabili macroeconomiche”. “L’intervallo delle valutazioni dell’Upb è definito sulla base di un esercizio previsivo che, come di consueto, ha coinvolto, oltre allo stesso Upb, gli istituti (Cer, Prometeia, Ref-Ricerche, Oxford Economics) che compongono il suo panel dei previsori. Inoltre, al fine di assicurare un confronto quanto più omogeneo possibile con il Qmt del Mef, le previsioni del panel Upb, inclusive di quelle dell’Upb, sono state formulate sulla base delle stesse ipotesi sulle esogene internazionali adottate dal Mef”.
“La previsione del Pil nello scenario del Mef, che incorpora l’impulso proveniente dai programmi di investimento previsti nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) – spiega l’Upb – ricade all’interno dell’intervallo definito dal panel Upb in tutti gli anni delle proiezioni, salvo che nell’ultimo, quando comunque lo oltrepassa in misura marginale. Nel Qmt l’aumento cumulato del Pil tra il 2026 e il 2029, pari a 2,8 punti percentuali, si colloca tra la mediana e il limite superiore dei valori del panel”.

