L’Ue non sospende l’accordo con Israele. Kallas: “Manca l’unanimità”

L’Ue non sospende l’accordo con Israele. Kallas: “Manca l’unanimità”
L’Alta rappresentante Ue, Kaja Kallas, a Lussemburgo per il vertice con i ministri degli Esteri dei 27 Paesi membri. (AP Photo/Virginia Mayo)

La Spagna preme per una presa di posizione netta, Roma e Berlino si oppongono

Nulla di fatto sulla sospensione dell’Accordo di associazione Ue-Israele. Su pressione della Spagna, insieme a Slovenia e Irlanda, il tema è tornato sul tavolo del Consiglio Affari esteri, ma ancora una volta Germania e Italia hanno bloccato l’iniziativa.

“Alcuni Stati membri “, chiarisce l’Alta Rappresentante Ue Kaja Kallas, “hanno proposto una sospensione totale o parziale dell’accordo, nonché restrizioni commerciali con gli insediamenti, mentre altri hanno espresso la loro opposizione. Dato che la sospensione dell’accordo richiede l’unanimità, non è stato raccolto il sostegno necessario”. Kallas intanto fa sapere che sono emerse nuove proposte per quanto riguarda il commercio. Proposte che saranno sottoposte al commissario europeo di riferimento “perché, per potere discutere della questione, se si considerano le disposizioni giuridiche, è necessario che venga presentata una proposta della Commissione“. Per bloccare l’intero accordo siglato nel 2000 servirebbe appunto l’unanimità, mentre le parti commerciali basterebbe la maggioranza qualificata, in ogni caso impedita dal no di due grandi attori come Roma e Berlino.

L’Ue non sospende l’accordo con Israele. Kallas: “Manca l’unanimità”
Kaja Kallas, al centro, discute con la ministra degli Esteri slovena, Tanja Fajon, il rappresentante del Lussemburgo, Xavier Bettel, e con quello di Cipro, Constantinos Kombos. (AP Photo/Virginia Mayo)

La contrarietà di Italia e Germania

Per il ministro degli Esteri Antonio Tajani, la proposta, rimasta sul tavolo dal luglio scorso, quando la Commissione europea l’aveva avanzata assieme ad altre misure di deterrenza contro Israele, “è stata definitivamente accantonata, perché non ci sono né le condizioni numeriche né quelle politiche“. “Credo sia meglio sanzionare individualmente i responsabili, i coloni violenti, incrementare le sanzioni, ma non credo bloccare un accordo commerciale sia uno strumento utile, perché poi va a colpire la popolazione“, precisa il titolare della Farnesina.

Anche per la Germania l’interruzione è “inappropriata”, riferisce il ministro degli Esteri, Johann Wadephul. “Ciononostante, è ovviamente necessario discutere con Israele le questioni cruciali”, spiega, ricordando che “abbiamo espresso la nostra critica alla reintroduzione della pena di morte. Avevamo già messo in guardia contro questo passo. Abbiamo anche una posizione molto chiara sulla violenza dei coloni”.

La pressione della Spagna per una svolta

Di opinione opposta l’omologo spagnolo, José Manuel Albares, che segnala una la situazione “peggiorata” con “bombardamenti indiscriminati su Beirut e sulla popolazione civile, i continui attacchi all’Unifil, la violenza dei coloni in Cisgiordania, la violazione sistematica del cessate il fuoco a Gaza“. Per questo motivo “dobbiamo dire chiaramente a Israele che deve cambiare rotta”, insiste. L’Ue ha riscontrato violazioni dell’accordo da parte di Israele nella sua campagna militare a Gaza. La ministra degli Esteri irlandese Helen McEntee ha affermato che l’espansione degli insediamenti israeliani in Cisgiordania, la recente introduzione della pena di morte per i palestinesi autori di attacchi mortali e i continui combattimenti in Libano dovrebbero spingere i Paesi dell’Ue ad aumentare la pressione su Israele. “Dobbiamo agire. Dobbiamo assicurarci – ribadisce – che i nostri valori fondamentali siano protetti”.

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