Rumen Radev trionfa in Bulgaria: “È vittoria della speranza”

Rumen Radev trionfa in Bulgaria: “È vittoria della speranza”
Rumen Radev (Foto AP/Valentina Petrova)

Radev è considerato filorusso

L’ex presidente bulgaro Rumen Radev, conosciuto per la sua posizione critica nei confronti della Ue e per i suoi appelli a rivitalizzare le relazioni con la Russia, ha definito una “vittoria della speranza” quella ottenuta dalla sua formazione politica, Bulgaria Progressista (PB), che si è assicurata il primo posto nelle ottave elezioni parlamentari del Paese in cinque anni.

Al termine dello spoglio, la coalizione di Rumen Radev ‘Bulgaria progressista’ ha ottenuto il 44,59% delle preferenze, mentre il suo diretto avversario, Boiko Borisov si è fermato al 13,38% con il suo partito Gerb. Lo riporta l’agenzia bulgara Bta. Seguono ‘Continuiamo il cambiamento – Bulgaria democratica’ con il 12,61%, ‘Movimento per i diritti e le libertà’ col 7,12% e Vazrazhdane col 4,25%.

Nel suo primo discorso di domenica sera, Radev ha dichiarato di essere alla ricerca di partner di coalizione. Bbc ricorda che le elezioni sono state indette dopo che il precedente governo a dicembre ha cercato di far approvare un bilancio controverso, scatenando proteste massicce che Radev, in qualità di presidente, ha sostenuto. “La gente ha respinto l’autocompiacimento e l’arroganza dei vecchi partiti e non è caduta preda di menzogne e manipolazioni. Li ringrazio per la loro fiducia”, ha detto Radev nel suo discorso della vittoria, promettendo di costruire “una Bulgaria forte in un’Europa forte“. “Ciò di cui l’Europa ha bisogno in questo momento è pensiero critico, azioni pragmatiche e buoni risultati, soprattutto per costruire una nuova architettura di sicurezza e recuperare la sua potenza industriale e la sua competitività. Questo sarà il principale contributo della Bulgaria alla sua missione europea”, ha affermato ancora.

L’opposizione al sostegno all’Ucraina

Radev, 62 anni, si oppone al sostegno militare bulgaro all’Ucraina. Secondo la Bbc, è improbabile che ripeta il ruolo del primo ministro ungherese Viktor Orban come ostacolo al sostegno dell’Ue a Kiev. Gli analisti della capitale Sofia suggeriscono che adotterà un approccio pragmatico, consentendo le esportazioni di armi bulgare attraverso Paesi terzi, ma ponendo fine al sostegno diretto di equipaggiamento militare proveniente dall’arsenale dell’era sovietica. Ha condotto questa campagna elettorale concentrandosi principalmente sulle politiche interne, promettendo di combattere la corruzione e di ripristinare un governo stabile dopo anni di coalizioni deboli e facilmente rovesciabili. Ex pilota di caccia Mig-29 e comandante in capo dell’aeronautica militare bulgara, si è dimesso a gennaio dopo 9 anni da presidente per formare il suo nuovo movimento.

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