Un nuovo episodio di violenza scuote la guerra in Ucraina: nella regione di Sumy, un drone russo ha colpito un’ambulanza, ferendo tre paramedici, nonostante il presunto cessate il fuoco di Pasqua fosse in vigore. Lo hanno riferito le autorità locali, come riportato dal Kiev Independent.
Ambulanza colpita a Sumy: tre paramedici feriti
Secondo l’Amministrazione militare regionale di Sumy, “tre paramedici sono rimasti feriti e sono stati prontamente soccorsi”. L’attacco sarebbe avvenuto durante una fase in cui era previsto il rispetto della tregua tra Russia e Ucraina, annunciata dalle 16:00 dell’11 aprile fino alla fine del 12 aprile.
Violazioni del cessate il fuoco: centinaia di attacchi
Lo Stato Maggiore ucraino ha denunciato oltre 400 violazioni del cessate il fuoco subito dopo la sua entrata in vigore. In particolare, sarebbero stati registrati: 22 azioni di assalto, 153 bombardamenti, 19 attacchi con droni kamikaze Lancet e 275 attacchi con droni FPV. In totale, secondo Kiev, le violazioni sarebbero state 469 nelle ore successive all’inizio della tregua.
Bilancio degli attacchi: morti e feriti
Le autorità ucraine hanno inoltre riferito che il 10 aprile almeno quattro persone sono state uccise e altre 38 ferite negli attacchi russi sul territorio nazionale, prima dell’entrata in vigore del cessate il fuoco.
La versione della Russia: “cessate il fuoco rispettato”
Dalla parte opposta, il Ministero della Difesa russo sostiene una versione differente. Secondo Mosca, le forze armate ucraine avrebbero violato la tregua quasi 2.000 volte. Nel dettaglio, il ministero parla di 1.971 violazioni del cessate il fuoco tra le 16:00 dell’11 aprile e le 8:00 del 12 aprile, citando dati riportati dall’agenzia Tass. Le autorità russe affermano inoltre che le proprie truppe avrebbero “rigorosamente rispettato il cessate il fuoco”, rimanendo sulle posizioni precedentemente occupate.
Tregua fragile e accuse reciproche
Il nuovo episodio evidenzia ancora una volta la fragilità del cessate il fuoco in Ucraina, con accuse incrociate tra Mosca e Kiev su bombardamenti, attacchi con droni e operazioni militari. La situazione sul campo resta altamente instabile, mentre il conflitto continua a produrre vittime e distruzione nonostante i tentativi di sospensione delle ostilità.
Mosca: “Pace possibile subito ma Kiev deve decidere”
La Russia torna a parlare di pace duratura nel conflitto con l’Ucraina, ma pone condizioni precise. Secondo il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, una soluzione potrebbe arrivare anche “oggi”, a patto che il presidente ucraino Volodymyr Zelensky assuma decisioni definite “ben note” da Mosca. Le dichiarazioni, riportate dall’agenzia Tass, ribadiscono la posizione del Cremlino: «Mosca desidera una pace duratura, che può essere raggiunta solo quando la Russia tutelerà i propri interessi e conseguirà gli obiettivi prefissati fin dall’inizio».
“Decisioni immediate per fermare la guerra”
Peskov ha sottolineato come la fine del conflitto dipenda direttamente da Kiev: «Questo può essere fatto letteralmente oggi. Ma Zelensky deve prendere quelle decisioni ben note». Secondo il portavoce, solo dopo tali scelte sarà possibile avviare un reale percorso pacifico. In caso contrario, ha avvertito, «l’operazione militare speciale continuerà anche dopo la scadenza del cessate il fuoco».
Tregua pasquale e tensioni ancora alte
Nel suo intervento, Peskov ha fatto riferimento anche alla tregua pasquale, definendola un gesto umanitario da parte del presidente russo Vladimir Putin. «La Pasqua è una festività sacra sia per i russi che per gli ucraini», ha dichiarato, sottolineando il valore simbolico della ricorrenza e il suo significato per entrambe le popolazioni.
Scenario ancora incerto
Nonostante i richiami alla pace, le posizioni restano distanti e il conflitto continua a mantenere alta la tensione internazionale. Mosca ribadisce la necessità di vedere riconosciuti i propri interessi strategici, mentre Kiev e la comunità internazionale chiedono il rispetto della sovranità ucraina. Il futuro della crisi resta quindi legato a possibili sviluppi diplomatici, mentre sul terreno la situazione rimane fragile e in continua evoluzione.

