Nepal, turisti avvelenati dalle guide sull’Himalaya: cos’è la truffa dei finti salvataggi

Nepal, turisti avvelenati dalle guide sull’Himalaya: cos’è la truffa dei finti salvataggi
Himalaya (AP Photo/Ashwini Bhatia)

La tecnica per raggirare le compagnie assicurative

In Nepal è stata scoperta la truffa dei finti salvataggi sulla catena dell’Himalaya per raggirare le compagnie assicurative. Secondo l’Ufficio investigativo centrale della polizia nepalese, che ha recentemente riaperto le indagini dopo casi simili negli anni scorsi, il meccanismo della truffa consiste nell‘inscenare un’emergenza medica, chiamare un elicottero, ricoverare un turista in ospedale e presentare una richiesta di risarcimento all’assicurazione che non può verificare quanto accaduto a 3.000 metri. Il Kathmandu Post riporta che le guide suggerivano di fingere un malore agli escursionisti che volevano desistere e tornare indietro, così da poter chiamare l’elicottero, mentre loro promettevano di occuparsi di tutto il resto. Sempre le guide, ad altitudini superiori ai 3.000 metri, allarmavano chi presentava i sintomi del ‘mal di montagna‘, dicendo agli escursionisti che avrebbero potuto morire se non fossero stati evacuati immediatamente. In alcuni casi gli investigatori hanno scoperto che le compresse di Diamox, utilizzate per prevenire il mal di montagna, venivano somministrate insieme a un’eccessiva assunzione di acqua per indurre proprio i sintomi che avrebbero giustificato una richiesta di soccorso. In almeno un caso citato nell’inchiesta, il Diamox è stato mischiato al cibo per provocare malori ai turisti.

Il secondo passaggio della truffa avviene con il soccorso. Un singolo elicottero trasporta più passeggeri, ma vengono presentate fatture separate, a prezzo pieno, alle compagnie assicurative di ciascun passeggero, come se ognuno avesse avuto un volo dedicato. In ospedale poi, medici conniventi preparano cartelle cliniche di dimissione utilizzando le firme digitali di medici che non sono presenti al momento né coinvolti nella cura del paziente. Sono state create false cartelle cliniche di ricovero per turisti che, in alcuni casi, stavano bevendo birra nella mensa dell’ospedale mentre avrebbero dovuto ricevere cure. Secondo il meccanismo di truffa, gli ospedali versano poi dal 20 al 25% del rimborso assicurativo alle agenzie di trekking e un ulteriore 20-25% agli operatori di soccorso in elicottero in cambio del numero di pazienti inviati. Le guide escursionistiche e le loro agenzie beneficiano di fatture gonfiate. In alcuni casi, vengono offerti incentivi in denaro anche ai turisti stessi per partecipare la raggiro. Tra il 2022 e il 2025, gli investigatori hanno identificato 4.782 pazienti stranieri curati negli ospedali coinvolti. Di questi, 171 casi sono stati confermati come falsi salvataggi.

L’inchiesta e gli arresti

Il 12 marzo 2026, le autorità nepalesi hanno incriminato 32 persone per reati contro lo Stato e criminalità organizzata. Nove persone sono state arrestate e le restanti risultano latitanti. Tra gli incriminati figurano operatori e personale di tre compagnie di elicotteri: Mountain Helicopters, Manang Air (ora rinominata Basecamp Helicopters) e Altitude Air. Sono stati incriminati anche medici e amministratori dello Swacon International Hospital, dello Shreedhi International Hospital e dell’Era International Hospital. Tra le società di soccorso, la Mountain Rescue Service avrebbe effettuato 171 salvataggi fraudolenti su un totale di 1.248 voli charter, richiedendo un risarcimento assicurativo di circa 10,31 milioni di dollari. La Nepal Charter Service avrebbe effettuato 75 falsi salvataggi su 471 voli, richiedendo un risarcimento di 8,2 milioni di dollari. La Everest Experience and Assistance è stata collegata a 71 salvataggi sospetti su 601 voli, con richieste di risarcimento assicurativo per un totale di 11,04 milioni di dollari. In un caso, la polizia ha documentato un episodio in cui quattro turisti sono stati tratti in salvo con un unico volo in elicottero, nella stessa data, utilizzando lo stesso elicottero e lo stesso elenco di passeggeri. Ciononostante, le richieste di rimborso alle compagnie assicurative sono state presentate come diverse operazioni di salvataggio separate, per un totale di 31.100 dollari, a cui si aggiungono 11.890 dollari per le spese ospedaliere.

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