Iran, abbattuto un caccia americano: un pilota salvato da forze Usa – la diretta

Iran, abbattuto un caccia americano: un pilota salvato da forze Usa – la diretta
A-10 Warthog (Larry MacDougal via AP)

Trump: “Distruggeremo le centrali elettriche”. Nave francese transita per lo Stretto

“Il nostro esercito, il più grande e potente (di gran lunga!) del mondo, non ha ancora iniziato a distruggere ciò che resta in Iran. I ponti saranno i prossimi, poi le centrali elettriche! La leadership del nuovo regime sa cosa bisogna fare, e bisogna farlo in fretta!”. Lo scrive in un post sul social Truth il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Lo Stretto di Hormuz verrà chiuso “a lungo termine” agli Stati Uniti e a Israele. Lo ha dichiarato il portavoce delle forze armate iraniane, Abolfazl Shekarchi, citato da Iran International. 

Intanto un caccia americano sarebbe stato abbattuto in Iran, un pilota sarebbe stato poi messo in salvo dalle forze Usa.

Guerra in Iran
Inizio diretta: 03/04/26 07:15
Fine diretta: 03/04/26 23:30
Pentagono, stato del secondo pilota F-15 resta sconosciuto

La Commissione per i Servizi armati della Camera dei rappresentanti è stata informata dal Pentagono che lo stato di un secondo militare è sconosciuto dopo l’abbattimento del caccia in Iran. Secondo un assistente del Congresso, alla Commissione è stato comunicato che un F-15 è stato abbattuto e un militare è stato recuperato mentre lo stato di servizio dell’altro militare è sconosciuto. Questo generalmente significa che il Dipartimento della Difesa non conosce la posizione della persona e che risulta dispersa.

Media: "Esplosioni a Teheran e Karaj"

Esplosioni sono state segnalate a Teheran e Karaj, a ovest della capitale. Lo riferiscono i media iraniani, citati da Al Jazeera.

Idf: "Razzo Hezbollah ha colpito postazione Unifil e ferito tre caschi blu"

Un razzo lanciato da Hezbollah ha colpito oggi una postazione delle Nazioni Unite nel Libano meridionale. Lo ha riferito l’esercito israeliano. L’Unifil aveva precedentemente dichiarato che un’esplosione presso la loro postazione vicino a Odaisseh aveva ferito tre membri della forza di osservazione, due dei quali in modo grave. L’Idf ha affermato di aver identificato il lancio di un razzo da parte di Hezbollah che ha colpito la postazione.
“L’esame della traiettoria di lancio indica chiaramente che il fuoco è stato effettuato dall’organizzazione terroristica Hezbollah”, ha spiegato l’esercito. In precedenza, l’Unifil aveva dichiarato di non conoscere ancora l’origine dell’esplosione.

Media: "Due gli elicotteri Usa colpiti, militari illesi"

Sono due gli elicotteri militari statunitensi impegnati nelle operazioni di ricerca e soccorso dell’F-15 abbattuto colpiti dal fuoco iraniano. I militari a bordo sono tutti illesi. LO ha riferito un funzionario statunitense a Nbc News.

Teheran rivendica abbattimento secondo jet Usa precipitato

L’Iran afferma di avere abbattuto il secondo jet Usa precipitato in Iran, caduto nei pressi dell Stretto di Hormuz, un A-10. A riportarlo è l’agenzia di stampa iraniana Tasnim citando l’ufficio stampa dell’esercito, come riporta l’emittente Al-Jazeera. Secondo Tasnim, legata ai Pasdaran, il velivolo sarebbe stato colpito nelle acque a sud e nei dintorni della via navigabile strategica. Al-Jazeera precisa che non è stato possibile verificare la notizia da fonti indipendenti. L’A-10 è un velivolo da attacco progettato per missioni di supporto aereo ravvicinato, in particolare contro veicoli corazzati e forze di terra.

Trump: "Abbattimento caccia non influirà sui negoziati"

Il presidente Usa, Donald Trump, in una breve intervista telefonica a Nbc News ha dichiarato che l’abbattimento del jet Usa in Iran non influirà sui negoziati con Teheran, mentre si è rifiutato di discutere i dettagli delle operazioni di ricerca e soccorso in corso in Iran dopo l’abbattimento del caccia. Trump ha espresso frustrazione per alcune delle notizie relative a quella che è chiaramente un’operazione militare intensa e delicata. Alla domanda se gli eventi odierni influenzeranno i negoziati con l’Iran, il presidente ha risposto di no: “No, per niente. No, è guerra. Siamo in guerra”, ha detto.

Nyt: "Secondo aereo Usa precipitato vicino a Hormuz, pilota tratto in salvo"

Un secondo caccia statunitense è precipitato nella regione del Golfo Persico, e il pilota, unico a bordo, è stato tratto in salvo. Lo scrive il New York Times, citando due funzionari statunitensi secondo cui l’aereo d’attacco A-10 Warthog è precipitato vicino allo Stretto di Hormuz all’incirca nello stesso momento in cui un F-15E Usa è stato abbattuto sull’Iran.

Teheran respinge proposta Usa di tregua per 48 ore

L’Iran ha respinto la proposta statunitense di una tregua di 48 ore. Lo riporta l’agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Fars, secondo cui la proposta è stata avanzata mercoledì tramite un altro Paese, il cui nome non è stato reso noto.

Fonte: "Israele fornisce informazioni intelligence a Usa per ricerche"

Israele sta fornendo informazioni di intelligence agli Stati Uniti per le operazioni di ricerca lanciate a seguito dell’abbattimento di un caccia Usa in Iran. Lo riferisce un funzionario israeliano, precisando che Israele non partecipa attivamente alle operazioni di soccorso sul campo.

Teheran: "Possiamo mantenere blocco Stretto di Hormuz per anni"

La situazione attuale nello Stretto di Hormuz potrebbe rimanere tale per lungo tempo, e l’Iran ha la capacità di mantenerla per anni. Lo ha dichiarato un alto funzionario della sicurezza iraniana a Press TV. “L’Iran ha la capacità di sostenere questa situazione per anni”, ha detto il funzionario, riferendosi al blocco effettivo dello stretto strategico per le navi statunitensi e alleate. “La maggior parte delle attrezzature utilizzate per rifornire le basi e le guarnigioni militari statunitensi nella regione è stata fornita via mare, e l’Iran non deve più permettere che ciò continui”, ha detto. Secondo il funzionario, l’Iran ritiene che se avesse iniziato a regolamentare lo stretto prima, le capacità logistiche del nemico sarebbero state significativamente ridotte.

jet F-15E dispongono di localizzatore d'emergenza automatico o manuale

L’F-15E Strike Eagle, cioè il tipo di caccia Usa abbattuto oggi in Iran, dispone di un localizzatore d’emergenza all’interno di un kit di sopravvivenza, che può essere impostato per attivarsi automaticamente o manualmente. Lo riferisce Alan Diehl, ex investigatore dell’Air Force Safety Center. Il velivolo ha un equipaggio standard di 2 persone, composto da un pilota e un ufficiale addetto ai sistemi d’arma. Nell’operazione di ricerca e salvataggio lanciata dalle forze Usa è stato salvato un pilota, mentre non si hanno notizie dell’altro membro dell’equipaggio e le ricerche continuano.

Colpito impianto gas negli Emirati Arabi Uniti, un morto e 4 feriti

Un cittadino egiziano ha perso la vita in un incendio divampato negli impianti di gas di Habshan negli Emirati Arabi Uniti, causato dai detriti di un attacco sventato. Lo riferisce l’ufficio stampa di Abu Dhabi, citato da Al Jazeera, aggiungendo che altre quattro persone, due pakistani e due egiziani, sono rimaste ferite. Le autorità hanno spiegato che l’incendio è stato domato e gli impianti hanno subito danni ingenti.

Teheran: "Ricostruiremo ponte Karaj dopo attacco Usa"

Gli iraniani promettono di ricostruire il ponte di Karaj danneggiato dall’attacco statunitense. Il ponte era nelle fasi finali di costruzione e avrebbe dovuto essere inaugurato ufficialmente il prossimo giugno. “Il progetto doveva essere inaugurato a breve e servire la nostra popolazione. È il risultato della pura competenza iraniana, e questo sembra essere il motivo che ha fatto infuriare i nemici”, ha dichiarato ad Al Jazeera Abolfazl Rahmani, che lavora per la Northern Freeway Construction Company. “Il ponte non ha alcuna funzione militare. Questo fatto è confermato dalle vedute aeree e dalle mappe. Contrariamente a quanto affermato da Trump, ricostruiremo il ponte”, ha aggiunto. Nell’attacco sono morte otto persone e circa 100 sono rimaste ferite. La maggior parte delle vittime era costituita da residenti di un villaggio situato nei pressi del ponte.

Media Teheran: voci non confermate su cattura pilota caccia Usa abbattuto

I commando delle forze di terra dei Guardiani della Rivoluzione Islamica, sin dalle prime ore di questa mattina, hanno condotto operazioni estese sul campo nell’area in cui è precipitato il caccia Usa abbattuto, riuscendo a identificare e catturare, secondo rapporti non ufficiali, il pilota americano. E’ quanto scrive l’agenzia NourNews, considerata vicina al regime di Teheran, aggiungendo però di non poter confermare né smentire la notizia. La popolazione della provincia di Kohgiluyeh e Boyer-Ahmad, si legge, si è mobilitata in tutta la regione in preparazione a un possibile confronto con le forze statunitensi. Tribù, villaggi e altri gruppi della provincia hanno iniziato operazioni di ricerca e pattugliamento su montagne e pianure, utilizzando le armi a loro disposizione e preparandosi a intervenire se necessario.

Il Pentagono: "Aereo Usa è stato abbattuto"

Secondo quanto risulta da un’e-mail del Pentagono ottenuta da Associated Press, l’esercito Usa ha dichiarato di aver ricevuto notifica “dell’abbattimento di un aereo” in Medioriente. L’e-mail non fornisce ulteriori dettagli.

Media, Idf sospende raid per non ostacolare ricerche equipaggio Usa

Israele ha rinviato alcuni degli attacchi aerei pianificati in Iran per oggi, al fine di non ostacolare le operazioni di ricerca e soccorso dei due membri dell’equipaggio del caccia statunitense abbattuto sopra l’Iran. Lo ha confermato alla Cnn un funzionario israeliano.

Media, tre morti in attacco su zona residenziale a Teheran

Almeno tre persone sono morte in un attacco che ha preso di mira una zona residenziale a nord di Teheran. Lo riferisce l’agenzia di stampa iraniana Mehr, citata da Al Jazeera.

Media, colpito elicottero Usa alla ricerca dell'equipaggio del caccia abbattuto

Un elicottero statunitense, impegnato in una missione di ricerca del caccia abbattuto in Iran, è stato colpito da un proiettile. Lo riporta l’agenzia di stampa iraniana Mehr, citata da Al Jazeera.

Beirut, in Libano 1.368 morti da inizio guerra per attacchi Israele

È di 1.368 morti e 4.138 feriti in Libano il bilancio delle vittime degli attacchi di Israele dall’inizio della guerra in Iran. Lo riferisce il ministero della Sanità libanese, spiegando che l’aggiornamento è dovuto al bilancio delle ultime 24 ore, che è di 23 morti e 98 feriti. Secondo il ministero, il bilancio complessivo dei morti include 125 bambini e 91 donne. Israele ha lanciato intensi attacchi aerei su tutto il Libano dopo che il 2 marzo il gruppo libanese Hezbollah ha iniziato a lanciare razzi verso il nord di Israele in segno di solidarietà con Teheran, dopo che Usa e Israele hanno attaccato l’Iran il 28 febbraio avviando la guerra ancora in corso. Sempre secondo le autorità sanitarie libanesi, fra i morti ci sono anche 53 operatori sanitari e gli attacchi israeliani hanno preso di mira anche 83 strutture dei servizi medici d’emergenza.

Media, un pilota jet salvato da forze Usa

Un membro dell’equipaggio del caccia Usa abbattuto in Iran è stato salvato dalle forze americane. Lo scrivono Cbs News, Cnn e l’emittente israeliana Channel 12. I media Usa riportano che il caccia coinvolto è un F-15E, un velivolo con equipaggio di 2 persone. Cbs News, che cita due funzionari Usa, sottolinea che la missione di ricerca e soccorso è ancora in corso. La Cnn, che cita tre fonti informate, scrive che due delle fonti hanno affermato che il pilota è vivo, sotto la custodia degli Stati Uniti e in cura medica. Channel 12, infine, riferisce che il pilota è stato recuperato ed è vivo e cita un alto funzionario israeliano secondo cui l’Idf ha annullato gli attacchi in Iran nell’area in cui è in corso la ricerca del secondo membro dell’equipaggio.

Secondo quanto riporta il New York Times (NYT), i caccia F-15E hanno un equipaggio standard di 2 persone, cioè un pilota e un ufficiale addetto ai sistemi d’arma. Il giornale ricostruisce cosa i piloti militari Usa sono addestrati a fare in caso di abbattimento di un aereo: “i 2 membri dell’equipaggio che si sono eiettati staranno molto probabilmente cercando un posto dove nascondersi fino a quando non potranno essere tratti in salvo, probabilmente con un elicottero”, scrive il NYT, spiegando che i piloti militari sono addestrati secondo i principi chiamati ‘Survival, Evasion, Resistance and Escape’ (SERE), per le situazioni in cui gli aerei militari Usa vengono abbattuti in territorio ostile. Il Comando Centrale degli Stati Uniti mantiene diverse task force vicino all’Iran, tra cui in Iraq e Siria, per operazioni di ricerca e soccorso nel caso in cui aerei da guerra americani vengano abbattuti. L’ammiraglio William J. Fallon, ex comandante del Comando Centrale degli Stati Uniti, citato dal New York Times, ha precisato che “il fattore chiave è l’orario”: “probabilmente è quasi il tramonto, e questo è un bene, perché di solito abbiamo un vantaggio di notte con le nostre squadre di ricerca e soccorso”, ha dichiarato.

Casa Bianca: Trump informato su caccia Usa abbattuto

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è stato informato che un caccia statunitense è stato abbattuto sopra l’Iran. Lo ha dichiarato alla Cnn la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt. 

Fonte AP, Israele aiuta Usa in operazione ricerca dopo schianto jet

Israele sta aiutando gli Stati Uniti nell’operazione di ricerca e soccorso militare lanciata dagli Usa dopo che i media iraniani hanno riferito che un caccia statunitense è caduto nel sud-ovest dell’Iran, secondo Teheran a seguito di un abbattimento. È quanto riferisce un funzionario militare israeliano ad Associated Press, parlando a condizione di mantenere l’anonimato in attesa di un annuncio ufficiale da parte degli Stati Uniti. Secondo quanto riferito dai media iraniani, almeno un membro dell’equipaggio del jet si sarebbe lanciato fuori dal velivolo. Le immagini che circolano sui social network mostrano droni, aerei ed elicotteri Usa che sorvolano la regione montuosa dove, secondo la tv iraniana, almeno un pilota si sarebbe eiettato dal jet.

Droni Israele su fedeli all'uscita da moschea in est Libano, 2 morti

Un attacco israeliano ha colpito dei fedeli all’uscita dalla moschea a Sohmor, nel Libano orientale, nella Bekaa occidentale, nell’est del Libano, e il bilancio è di 2 morti e 11 feriti. Lo riporta l’agenzia di stampa libanese Nna.

 

Zarif propone accordo con Usa: "È ora di porre fine a sofferenze"

L’ex ministro degli Esteri dell’Iran Mohammad Javad Zarif, diplomatico con una lunga esperienza nei negoziati con l’Occidente che rimane vicino all’ala pragmatica della leadership iraniana, ha pubblicato sull’influente rivista Usa Foreign Affairs una proposta per porre fine al conflitto, in cui afferma che è giunto il momento di porre fine alle sofferenze e ipotizza un accordo con gli Usa. Si tratta di un segnale che parte della leadership iraniana potrebbe essere disposta a negoziare. “Un’ostilità prolungata causerà una maggiore perdita di vite preziose e risorse insostituibili senza alterare effettivamente l’attuale situazione di stallo”, ha scritto Zarif, che contribuì a negoziare l’accordo nucleare dell’Iran del 2015 con le potenze mondiali.

Gli Usa hanno presentato all’Iran un piano in 15 punti per un cessate il fuoco che include la riapertura dello Stretto di Hormuz, lo smantellamento degli impianti nucleari iraniani e la limitazione della produzione di missili in cambio dell’alleviamento delle sanzioni, ma non sono emersi segni di progressi nell’impegno diplomatico. La controproposta iniziale in cinque punti dell’Iran, trasmessa dalla tv di Stato, includeva il riconoscimento della sovranità dell’Iran sullo stretto, la rimozione delle basi Usa dalla regione, il risarcimento per i danni di guerra e una garanzia contro ulteriori aggressioni, tutte cose probabilmente sgradite all’amministrazione Trump. La proposta di Zarif include elementi di entrambi i piani. L’Iran “dovrebbe offrirsi di porre dei limiti al proprio programma nucleare e di riaprire lo Stretto di Hormuz in cambio della fine di tutte le sanzioni: un accordo che Washington non avrebbe accettato in passato, ma che potrebbe accettare ora”, ha scritto Zarif. Non è chiaro quanto peso attribuire alla proposta di Zarif. Sebbene non ricopra alcuna carica ufficiale nel governo iraniano, ha contribuito all’elezione del presidente riformista Masoud Pezeshkian e probabilmente non avrebbe pubblicato un articolo del genere senza almeno una certa autorizzazione da parte dei vertici. Non è chiaro come reagirà il presidente Usa Donald Trump, che continua a oscillare fra l’affermare che gli Stati Uniti stanno negoziando la fine della guerra e il minacciare di estenderla. Migliaia di Marines e paracadutisti Usa sono stati inviati nella regione, alimentando le speculazioni su una possibile offensiva terrestre.o

Telefonata Putin-Erdogan, "serve cessate il fuoco immediato"

Il presidente russo, Vladimir Putin, ha avuto un colloquio telefonico con il suo omologo della Turchia, Recep Tayyip Erdogan, durante il quale i due hanno discusso della situazione in Medioriente e in Ucraina. Lo riferisce il Cremlino, citato dalle agenzie di stampa russe. Secondo il Cremlino, “si è tenuto un approfondito scambio di opinioni riguardo alla continua escalation del confronto militare e politico nella regione del Golfo Persico. È stato osservato che l’intensa azione militare sta portando a gravi conseguenze negative non solo a livello regionale ma anche globale, compresi i settori dell’energia, del commercio e della logistica” e “i leader hanno riconosciuto le loro posizioni condivise sulla necessità di un cessate il fuoco immediato e dello sviluppo di accordi di pace di che tengano conto degli interessi legittimi di tutti gli Stati della regione”.

Ambasciatore Teheran a Roma: "Se Italia preoccupata per Hormuz chieda stop guerra"

“Prima di parlare della riapertura dello stretto di Hormuz, l’Italia deve opporsi con fermezza alla palese violazione del diritto internazionale da parte degli aggressori americano-sionisti”. E’ quanto si legge in un post sui social dell’ambasciata dell’Iran a Roma. “L’insicurezza nello stretto di Hormuz è il risultato diretto dell’aggressione degli Stati Uniti e del regime sionista, non della legittima difesa dell’Iran”, si legge ancora. “Se siete preoccupati per la crisi globale dell’energia e dei fertilizzanti, costringete gli aggressori a porre fine completamente e definitivamente alla guerra, affinché la stabilità possa tornare nella regione”, conclude il post.

WP: si cercano 2 piloti, jet caduto è F-15

Il Washington Post (WP) scrive, citando fonti Usa, che la missione di salvataggio a seguito dello schianto di un jet statunitense in Iran è stata lanciata per un equipaggio composto da 2 persone. Secondo il WP, “stando a funzionari e immagini diffuse dai media di Stato iraniani, l’aereo coinvolto sembra essere un F-15”. Il giornale sottolinea che si tratta della quarta perdita di un F-15 dall’inizio della guerra in Iran, dopo che all’inizio di marzo il personale del Kuwait aveva abbattuto per errore 3 jet di questo tipo.

NYT, fonti Usa confermano abbattimento caccia americano, ricerche

Il New York Times cita fonti Usa che confermano l’abbattimento di un caccia statunitense in Iran, precedentemente riferito da Teheran. Il giornale sottolinea che la sorte dell’equipaggio dell’aereo non è chiara e, citando sempre funzionari Usa, aggiunge che le autorità statunitensi si sono affrettate a organizzare un’operazione di ricerca e soccorso prima che l’Iran potesse raggiungere eventuali sopravvissuti.

 

Blitz Meloni nel Golfo, missione per sicurezza energetica

Il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è appena giunta a Gedda, in Arabia Saudita, per una missione istituzionale nei Paesi del Golfo. Lo riportano fonti di Palazzo Chigi, spiegando che “si tratta della prima visita nella regione da parte di un leader di Ue, G20 e Nato dall’inizio del conflitto”.

 

Unifil: esplosione in sud Libano, feriti 3 caschi blu

Tre caschi blu sono rimasti feriti, 2 in modo grave, per un’esplosione avvenuta all’interno di una postazione dell’Onu nel sud del Libano, nei pressi della città di El Adeisseh. Lo riferisce una portavoce dell’Unifil, precisando che “tutti sono attualmente in fase di evacuazione verso l’ospedale” e l’origine dell’esplosione resta sconosciuta.

“Questo pomeriggio, un’esplosione all’interno di una postazione delle Nazioni Unite nei pressi di El Adeisse ha ferito 3 peacekeeper, 2 dei quali gravemente. Sono tutti attualmente in fase di evacuazione verso l’ospedale. Non conosciamo ancora l’origine dell’esplosione”, ha dichiarato la portavoce dell’Unifil. “È stata una settimana difficile per le forze di pace che operano nella zona centrale dell’area di operazioni di Unifil. Inviiamo i nostri più sentiti auguri di pronta e completa guarigione a tutti i feriti”, aggiunge. Poi conclude: “L’Unifil ricorda a tutte le parti in causa il loro obbligo di garantire la sicurezza dei caschi blu, anche evitando attività di combattimento nelle vicinanze che potrebbero metterli in pericolo”.

Polizia Iran annuncia taglia su pilota Usa: "Consegnatelo"

La polizia iraniana ha messo una taglia sul pilota o sui piloti del caccia Usa che Teheran ha riferito di avere abbattuto, chiedendo ai cittadini di dare loro la caccia. La provincia di Kohkilouyeh e Boyer-Ahmad si trova circa 500 chilometri a sud-ovest della capitale iraniana Teheran e il suo capoluogo è Yasuj. Si tratta di una zona intensamente rurale e montuosa dell’Iran, dove vivono circa 600mila persone. La tv locale ha inizialmente esortato i propri telespettatori, qualora avessero avvistato degli americani, a “sparare loro non appena li vedessero”. Ha poi modificato le istruzioni, sulla base di una dichiarazione della polizia, chiedendo ai cittadini di consegnare eventuali piloti americani ancora in vita alle forze di sicurezza per “ricevere un premio prezioso”. Il conduttore ha chiesto al pubblico di collaborare con le autorità locali nella caccia.

Durante la guerra l’Iran ha più volte rivendicato l’abbattimento di aerei nemici con piloti, rivendicazioni che si sono rivelate false. Questa volta potrebbe essere diversa perché quella di oggi è la prima volta che l’Iran ha esortato in tv i cittadini a dare la caccia al pilota di un aereo che si sospetta essere stato abbattuto. La richiesta pubblica di aiuto suggerisce che esercito, polizia e servizi di sicurezza iraniani mantengano una piccola presenza nella regione rurale, che si estende su oltre 15.500 chilometri quadrati. La provincia ospita principalmente i Lur dell’Iran, molti dei quali sono agricoltori. L’estremo sud della provincia segna l’inizio dei giacimenti petroliferi iraniani nella zona. I media di Stato iraniani hanno condiviso online immagini di quelli che sembrano essere velivoli Usa in volo sull’area dei fatti.

“Se catturate il pilota o i piloti nemici vivi e li consegnate alla polizia, riceverete un premio prezioso”, recita l’annuncio letto dal conduttore del canale locale della tv di Stato iraniana nella provincia di Kohkilouyeh e Boyer-Ahmad. Secondo la tessa emittente un pilota si sarebbe eiettato dal velivolo nel sudovest dell’Iran.

Axios conferma abbattimento caccia Usa, è un F-15, si cercano 2 piloti

La testata statunitense Axios ha confermato l’abbattimento di un caccia Usa in Iran, precedentemente riferito da Teheran e dai media iraniani, citando una fonte informata. Secondo Axios, è in corso un’operazione di ricerca e soccorso per localizzare 2 membri dell’equipaggio. Foto e video che circolano suggeriscono che si tratti di un caccia F-15, scrive ancora Axios.

Ryanair: se Hormuz chiuso fino a maggio a rischio carburante, prenotare subito

“Non prevediamo carenze di carburante nel breve termine, ma la situazione è in evoluzione. Al momento i nostri fornitori di carburante possono garantire le forniture fino a metà/fine maggio. Se la guerra in Iran dovesse concludersi presto, l’approvvigionamento non verrà interrotto. Se invece la chiusura dello Stretto di Hormuz dovesse protrarsi fino a maggio o giugno, non possiamo escludere rischi per le forniture di carburante in alcuni aeroporti europei”. Lo dice Ryanair in una nota. “Con i prezzi del carburante addoppiati nel mese di marzo, prevediamo che tutte le compagnie aeree trasferiranno questi costi più elevati sotto forma di tariffe aeree più alte dopo Pasqua e nel corso dell’estate. Invitiamo tutti i passeggeri a prenotare i propri voli (e le vacanze) il prima possibile: in questo modo saranno protetti dagli inevitabili aumenti dei prezzi dei voli e degli alloggi dopo Pasqua e più avanti durante l’estate”, conclude Ryanair.

 

Teheran scossa da forte esplosione

Una forte esplosione causata da un attacco aereo ha colpito oggi la capitale iraniana, Teheran. Non è chiaro quale fosse stato l’obiettivo colpito. La tv iraniana, mentre dava la notizia, ha mandato in onda le immagini di detriti metallici sul cassone di un pick-up.

Trump: "Con un po' più di tempo apriamo Hormuz e facciamo una fortuna"

“Con un po’ più di tempo, potremmo facilmente aprire lo Stretto di Hormuz, impadronirci del petrolio e fare una fortuna. Sarebbe una vera e propria ‘miniera d’oro’ per il mondo”. È quanto scrive in un post sul social Truth il presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

Le ultime parole di Trump sembrano andare contro le sue dichiarazioni dei giorni scorsi, quando aveva detto che garantire la sicurezza della navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz “non è compito nostro” e ha invece criticato altri Paesi, compresi gli alleati degli Stati Uniti, per non essere intervenuti a proteggere lo Stretto dagli attacchi iraniani alle navi. Il post di Trump di oggi sembra invece riflettere alcune osservazioni fatte in privato questa settimana, in cui ha espresso il desiderio di continuare la guerra e provare a prendere il petrolio iraniano, ma ha detto che “è un peccato” che non sembri esserci pazienza nel popolo Usa per questo sforzo

 

Media Teheran, operazione Usa con elicotteri per salvare pilota

L’agenzia di stampa iraniana Tasnim, legata ai Pasdaran, citando delle fonti scrive che gli Usa avrebbero condotto un’operazione di ricerca usando elicotteri Black Hawk e un Hercules 130 nel tentativo di liberare il pilota del caccia F-35 che Teheran ha riferito di avere abbattuto, ma aggiunge che i loro sforzi sarebbero falliti. Secondo le fonti citate da Tasnim, “dato il danno alla reputazione degli Stati Uniti in questa vicenda, è probabile che entro la prossima ora presentino un’altra persona facendolo passare per il pilota salvato”.

Un’altra agenzia di stampa iraniana legata ai Guardiani della rivoluzione, Fars, riferisce dell’avvio di un’operazione di ricerca Usa per il pilota del caccia che Teheran afferma di avere abbattuto. Sempre secondo Fars, tribù nomadi e forze locali, organizzate e armate, starebbero monitorando attivamente l’area.

 

Ue: sospensione Patto solo in grave recessione, non è scenario attuale

“La clausola generale di salvaguardia (Gec) del Patto di stabilità e crescita, che consente agli Stati membri di discostarsi dal loro percorso di spesa netta, può essere attivata solo in caso di grave recessione economica nell’area dell’euro o nell’Ue nel suo complesso. Stiamo monitorando attentamente la situazione instabile in Medio Oriente, ma non ci troviamo in questo scenario”. Lo afferma una portavoce della Commissione europea in merito a una eventuale sospensione del Patto di Stabilità a cui ha fatto riferimento il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti.

La Francia condanna l'arresto dell'avvocata Nasrin Sotoudeh

In seguito all’arresto, avvenuto mercoledì, dell’avvocata iraniana Nasrin Sotoudeh, la Francia condanna la “persecuzione” dei difensori dei diritti umani. Lo riporta l’emittente Bfmtv. Nasrin Sotoudeh è anche attivista per i diritti umani.

Media Teheran, pilota F-35 Usa abbattuto potrebbe essere stato catturato

L’agenzia di stampa iraniana Tasnim, legata ai Pasdaran, scrive che “secondo alcune informazioni, a seguito della distruzione del caccia Usa ultramoderno da parte dei Guardiani della rivoluzione questa mattina, il pilota del velivolo si sarebbe eiettato e sarebbe atterrato all’interno del Paese”, cioè dell’Iran, e potrebbe essere stato catturato. Tasnim cita un suo corrispondente nella provincia di Kohgiluyeh e Buyer Ahmad, il quale parla anche di “rumors” secondo cui “gli americani, convinti che il loro pilota sia vivo, cerchino di portarlo fuori dal territorio iraniano, ma alcune fonti sostengono che il pilota sia stato probabilmente catturato dalle forze iraniane”.

Netanyahu: "Continueremo a colpire regime in pieno coordinamento con Trump"

Israele continuerà a colpire l’Iran in coordinamento con gli Stati Uniti. Lo ha dichiarato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu durante una valutazione della situazione presso il quartier generale delle Forze di Difesa Israeliane (IDF) di Kirya a Tel Aviv. “In pieno coordinamento tra me e il presidente Trump”, ha affermato il primo ministro in una dichiarazione video diffusa dal suo ufficio, “e tra le Forze di Difesa Israeliane e l’esercito degli Stati Uniti, continueremo a colpire l’Iran. Questo regime è più debole che mai, Israele è più forte che mai”. Lo riporta il Times of Israel. “Insieme ai nostri amici americani, continuiamo a colpire il regime terroristico in Iran”, ha aggiunto Tajani, “stiamo eliminando i comandanti, bombardando i ponti e colpendo le infrastrutture”.

Wadephul: "Germania pronta a contribuire a sicurezza rotte marittime"

 Il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul ha affermato che la Germania è pronta a contribuire alla sicurezza delle rotte commerciali marittime in Medioriente. “Come gli Stati Uniti e altri Paesi, abbiamo interesse a vedere riaperte le rotte commerciali nel Golfo Persico e nel Mar Rosso”, ha dichiarato Wadephul ai giornali del gruppo mediatico Funke. “E naturalmente, in linea di principio, siamo pronti a partecipare alla sicurezza di queste vie marittime”, ha aggiunto il ministro, sottolineando che il governo discuterà il contributo della Germania con un gruppo più ampio di Stati “una volta risolto il conflitto militare e soddisfatti i presupposti legali”. “Purtroppo, non siamo ancora a quel punto”, ha aggiunto Wadephul.

Iran, Pasdaran: "Impianto desalinizzazione Kuwait attaccato da Israele"

Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane (IRGC) ha condannato quello che ha definito un attacco israeliano “non convenzionale e illegittimo” contro centrali elettriche e impianti di desalinizzazione in Kuwait. Il dipartimento di pubbliche relazioni del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche ha accusato Israele di prendere di mira infrastrutture civili. “L’attacco non convenzionale e illegittimo del regime sionista contro gli impianti di desalinizzazione del Kuwait è un segno della viltà e della bassezza degli occupanti sionisti”, si legge in una nota dei Pasdaran, “le Guardie Rivoluzionarie condannano questo atto disumano e dichiarano che le basi e il personale militare americani nella regione, così come i centri militari e di sicurezza del regime sionista nei territori palestinesi occupati, sono i nostri obiettivi prioritari”. Lo riporta Al Jazeera.

Libano: 4 morti in attacchi Israele, anche fedeli che uscivano da moschea

Secondo l’agenzia di stampa nazionale libanese, gli attacchi israeliani hanno causato la morte di quattro persone e il ferimento di altre nel Libano meridionale e orientale. Nella città di Sahmar, nella Bekaa occidentale, un attacco di droni ha preso di mira i fedeli che uscivano da una moschea, uccidendo due persone e ferendone altre undici. Altri attacchi sono stati segnalati a Qalawiya, dove una persona ha perso la vita. A Yahmar al-Shaqif, nel distretto di Nabatieh, secondo alcune fonti, è stata uccisa una persona. 

Petroliera giapponese attraversa lo Stretto di Hormuz

Una nave cisterna giapponese per il trasporto di GNL ha attraversato lo Stretto di Hormuz. Lo ha annunciato la compagnia armatrice Mitsui OSK Lines, come riporta Iran International. La compagnia ha affermato che l’equipaggio a bordo della nave è al sicuro. 

Media, Usa hanno espulso vice ambasciatore Iran per motivi sicurezza

 Lo scorso dicembre il Dipartimento di Stato americano ha espulso il vice ambasciatore iraniano presso le Nazioni Unite, adducendo motivi di sicurezza nazionale. Lo riporta Axios che cita un funzionario statunitense e una fonte a conoscenza dell’incidente. Gli Stati Uniti hanno chiesto al diplomatico Saadat Aghajani di lasciare l’incarico a dicembre, attraverso una procedura interna riservata, spesso utilizzata in casi delicati. Secondo quanto riferito, almeno altri due diplomatici iraniani a New York sarebbero stati espulsi nei mesi scorsi.

Teheran: "Soldati Usa saranno riportati a epoca precedente a età pietra"

 Un comandante dell’esercito iraniano ha avvertito le forze statunitensi che avrebbero subito gravi conseguenze dopo che funzionari americani avevano minacciato di riportare l’Iran “all’età della pietra”. Secondo quanto riportato dalla televisione di stato iraniana, Ali Jahanshahi avrebbe affermato che i soldati statunitensi non sarebbero stati inviati “all’età della pietra, ma a un’epoca precedente”. “Il suolo iraniano è il cimitero degli aggressori; se avete dei dubbi, metteteli alla prova”, ha detto, aggiungendo che le forze speciali dell’esercito sono in stato di massima allerta. 

Emirati: almeno 12 feriti da schegge di un missile

 Le schegge di un missile intercettato nella zona di Ajban ad Abu Dhabi hanno causato il ferimento di almeno 12 persone. Secondo le autorità, sette dei feriti erano nepalesi e cinque indiani. Anche le chiese negli Emirati Arabi Uniti hanno annunciato che rimarranno chiuse la domenica di Pasqua a causa degli ordini del governo, mentre la guerra continua.

Teheran: "Distruggere ponti è crimine di guerra degno dell'Isis"

“Distruggere grandi ponti, che si ergono maestosi a testimonianza dell’ingegno, della dedizione e dell’instancabile impegno di ingegneri e operai iraniani, non rende grandi coloro che li distruggono. Questo crimine di guerra terroristico in stile Isis/Daesh, insieme ad attacchi simili contro le infrastrutture critiche dell’Iran, rivela una verità innegabile: il loro obiettivo finale è la distruzione dell’Iran, un obiettivo che perseguono incessantemente da quasi cinquant’anni attraverso pressioni politiche, campagne diffamatorie, sanzioni economiche e l’assassinio dei più brillanti scienziati ed esperti iraniani”. Lo scrive su X il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baqaei. “Eppure – aggiunge – l’Iran è più forte, più fiero e più grande che mai”. 

Regno Unito pronto a dispiegare sistema difesa aerea in Kuwait

Il premier britannico Keir Starmer ha sottolineato il sostegno del Regno Unito al Kuwait durante la sua telefonata con il principe ereditario Sheikh Sabah Khalid Al Sabah, dopo l’attacco con droni che ha provocato incendi nella raffineria di Mina al-Ahmadi. Lo riferisce l’ufficio del premier. Il ministro della Difesa britannico ha dichiarato questa settimana che il Regno Unito è pronto a schierare un sistema di difesa aerea in Kuwait nell’ambito degli sforzi per proteggere i propri interessi nella regione.

 

Katz: Idf stanno completando offensiva di terra nel sud

Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha affermato che Israele resta impegnato a disarmare Hezbollah “attraverso mezzi militari e politici”. Lo riporta il Times of Israel. “La politica di Israele in Libano è stata e rimane chiara: l’obiettivo principale è il disarmo di Hezbollah attraverso mezzi militari e politici, a prescindere dalla questione iraniana”, ha dichiarato Katz dopo un incontro con i vertici militari. Katz ha aggiunto che le Forze di difesa israeliane (Idf) stanno completando l’offensiva di terra nel Libano meridionale fino alla linea da cui Hezbollah può lanciare missili anticarro contro le comunità israeliane. “Le case nei villaggi vicino al confine in Libano, che fungono a tutti gli effetti da avamposti di Hezbollah, saranno demolite secondo il modello di Rafah e Khan Younis a Gaza, per eliminare la minaccia per le comunità israeliane”, torna a ribadire.
Katz ha sottolineato che le Forze di difesa israeliane (Idf) “manterranno il controllo della sicurezza” nel Libano meridionale, fino al fiume Litani, “e il ritorno dei 600.000 residenti del Libano meridionale evacuati verso nord… non sarà consentito finché non sarà garantita la sicurezza dei residenti del nord”.

Herzog a Papa: "Teheran è minaccia per persone di tutte le fedi"

Il presidente israeliano Isaac Herzog ha reso noto che nel corso della telefonata con Papa Leone XIV si è discusso della guerra con l’Iran ” compresa la continua minaccia di attacchi missilistici da parte del regime iraniano e dei suoi gruppi terroristici contro le persone di tutte le fedi nella regione”. “Ho ricordato i recenti attacchi missilistici iraniani su Gerusalemme, che hanno colpito un’area di luoghi sacri per cristiani, musulmani ed ebrei”, ha aggiunto Herzog. Quanto al popolo iraniano ” merita un futuro migliore, libero da questo pericoloso e violento regime terroristico”.

“Abbiamo parlato anche della situazione in Libano, compresa l’importanza della sicurezza delle comunità cristiane su entrambi i lati del confine”, ha reso noto ancora Herzog. “Ho sottolineato che non si può permettere all’organizzazione terroristica Hezbollah di continuare a minacciare sia il popolo di Israele che quello del Libano, entrambi meritevoli di un futuro di pace e stabilità”. Infine – ha concluso Herzog – “ho espresso a Papa Leone XIV la grande importanza del rapporto tra lo Stato di Israele e la Santa Sede, la Chiesa Cattolica e i cristiani di tutto il mondo. Abbiamo espresso la nostra comune speranza di un futuro più pacifico per le persone di tutte le fedi in tutto il mondo, libero dalla minaccia della violenza e dello spargimento di sangue”.

Telefonata Papa-Herzog, porre fine a grave conflitto

Telefonata, questa mattina, tra Papa Leone XIV e il presidente d’Israele Isaac Herzog in occasione delle festività pasquali. Lo rende noto la sala stampa della Santa Sede.
“Durante il colloquio – si legge in una nota -, è stata ribadita la necessità di riaprire tutti i possibili canali di dialogo diplomatico, per porre fine al grave conflitto in corso, in vista di una pace giusta e duratura in tutto il Medio Oriente.
Nel prosieguo della conversazione ci si è soffermati sull’importanza di proteggere la popolazione civile e di promuovere il rispetto del diritto internazionale e umanitario”.

Nave portacontainer francese ha attraversato Stretto di Hormuz

Una nave portacontainer appartenente al gruppo armatoriale francese Cma cgm ha attraversato lo Stretto di Hormuz. Lo ha riferito Bfmtv, emittente di proprietà della compagnia di navigazione. Secondo il sito web MarineTraffic, la CMA CGM Kribi, battente bandiera maltese e gestita dalla compagnia di navigazione francese CMA CGM, è diventata probabilmente la prima nave con legami con la Francia ad attraversare lo stretto da quando l’Iran lo ha di fatto chiuso. Secondo i dati di MarineTraffic, la nave è partita ieri dalle acque al largo di Dubai ed è arrivata oggi al largo di Muscat, in Oman. 

Zelensky: "Ucraina pronta a impegno per riapertura Stretto Hormuz"

 Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha affermato che l’Ucraina è disposta a sostenere gli sforzi per la riapertura dello Stretto di Hormuz e potrebbe contribuire alla protezione delle rotte marittime, se invitata, citando l’esperienza maturata nel mantenere aperte le vie di navigazione del Mar Nero durante i continui attacchi russi. “Se verremo invitati, daremo il nostro contributo”, ha detto Zelensky, “lo stretto deve essere sbloccato”

Jorgensen: "Crisi sarà lunga, Ue valuta razionamento carburante"

L’Ue sta valutando “tutte le possibilità”, tra cui il razionamento del carburante e il rilascio di ulteriori riserve petrolifere dalle riserve di emergenza, in previsione di uno shock energetico “di lunga durata” derivante dalla guerra in Medio Oriente. Lo ha dichiarato il commissario europeo per l’Energia, Dan Jorgensen, al Financial Times. “Questa sarà una crisi lunga” e “i prezzi dell’energia rimarranno alti per molto tempo”, ha detto Jorgensen avvertendo che per alcuni prodotti più “critici” “prevediamo che la situazione peggiorerà ulteriormente nelle prossime settimane”. La quasi chiusura del cruciale Stretto di Hormuz e gli scioperi alle infrastrutture nel Golfo hanno creato il caos nei mercati energetici, facendo impennare i prezzi e alimentando i timori di una carenza di approvvigionamento a lungo termine. “La retorica e le parole che stiamo usando sono ora più serie di quanto non lo fossero all’inizio della crisi”, ha affermato Jorgensen. “Certamente, secondo le nostre analisi, questa sarà una situazione prolungata e i Paesi devono essere certi di avere ciò di cui hanno bisogno”, ha rimarcato. Il commissario ha rimarcato che, sebbene l’Ue “non si trovi ancora in una crisi di approvvigionamento”, Bruxelles sta elaborando piani per affrontare gli “effetti strutturali e duraturi” del conflitto.  

Detriti su impianto gas ad Abu Dhabi, incendio e attività sospese

 Le autorità di Abu Dhabi hanno segnalato la caduta di schegge presso gli impianti di gas di Habshan a seguito di un’intercettazione della difesa aerea. Secondo le autorità, le attività presso gli impianti sono state sospese mentre si cerca di spegnere un incendio divampato. Nessuno è rimasto ferito nell’incidente. Lo riporta Ynet

Malesia: dipendenti pubblici in smartworking dal 15 aprile

La Malesia prevede di introdurre una politica di lavoro da casa per i dipendenti pubblici a partire dal 15 aprile, al fine di ridurre gli spostamenti e attenuare l’impatto della crisi globale dei carburanti. I dipendenti che risiedono nei principali centri amministrativi, inclusa la capitale Kuala Lumpur, con un tragitto casa-lavoro di sola andata superiore a 8 chilometri, possono lavorare da remoto fino a tre giorni a settimana. Sono esentati i lavoratori essenziali, compresi quelli impiegati nei settori della sicurezza, della difesa, della sanità e dell’istruzione. Il segretario capo del governo, Shamsul Azri Abu Bakar, ha dichiarato che i dipendenti pubblici devono effettuare l’accesso ogni ora e garantire lo stesso livello di produttività. 

Kuwait: "Attacco ha danneggiato impianto di desalinizzazione"

Il Kuwait ha affermato che un attacco iraniano ha danneggiato un impianto di desalinizzazione. Il Kuwait ha dichiarato, senza fornire ulteriori dettagli, che l’attacco all’impianto di desalinizzazione ha causato “danni materiali ad alcuni componenti dell’impianto”. La desalinizzazione fornisce la maggior parte dell’acqua agli stati arabi del Golfo e all’Iran, trasformando le acque salate del Golfo Persico in acqua potabile per la regione desertica. 

Attacco droni colpisce magazzino Mezzaluna Rossa, distrutti mezzi

Un attacco di droni ha colpito un magazzino di aiuti umanitari della Mezzaluna Rossa nella provincia iraniana di Bushehr. L’attacco, avvenuto nelle prime ore del mattino, ha colpito una struttura nella zona di Choghadak, distruggendo due container di aiuti umanitari, due autobus e veicoli di emergenza. Lo riporta l’agenzia di stampa Fars. Non si sono registrate vittime.

Teheran: "Se attacchi a centrali elettriche colpiremo siti energia"

 L’emittente iraniana Press TV ha pubblicato un filmato in cui il portavoce dell’esercito, Ebrahim Zolfaghari, avverte che, se gli Stati Uniti continueranno a minacciare attacchi contro le centrali elettriche iraniane, Teheran prenderà di mira le infrastrutture energetiche regionali e le società di telecomunicazioni e informatica con azionisti americani.

Araghchi: "Qualsiasi azione provocatoria Onu complicherà situazione"

 Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha messo in guardia contro qualsiasi “azione provocatoria”, anche in seno al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, in vista del voto di domani su una proposta di risoluzione che, se approvata, autorizzerebbe gli Stati membri dell’Onu a utilizzare “mezzi difensivi” per riaprire lo Stretto di Hormuz. “Qualsiasi azione provocatoria da parte degli aggressori e dei loro sostenitori, anche in seno al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, riguardo alla situazione nello Stretto di Hormuz, non farà altro che complicare la situazione”, ha affermato Araghchi. Lo riporta Al Jazeera. 

Resti umani a bordo di nave thailandese colpita in Stretto Hormuz

Una squadra impegnata nelle ricerche di una nave thailandese speronata vicino allo Stretto di Hormuz l’11 marzo ha rinvenuto resti umani a bordo. Lo ha affermato il ministero degli Esteri della Thailandia. La Mayuree Naree è stata colpita da un proiettile poco a nord dell’Oman. Tre membri dell’equipaggio risultano dispersi. La squadra di ricerca è stata ingaggiata dall’armatore della nave, la Precious Shipping Co. Né la compagnia né il ministero hanno specificato quando è stata effettuata la ricerca o dove si trovi attualmente la nave. Una precedente ricerca dell’imbarcazione era stata resa nota il 30 marzo. Il ministero ha dichiarato che la squadra non è stata in grado di verificare immediatamente l’identità dei resti, rinvenuti in una zona danneggiata della nave.

Teheran, abbattuto caccia Usa F-35: improbabile che pilota sia salvo

Un portavoce del quartier generale centrale di Khatam al-Anbiya, base operativa dell’esercito regolare dell’Iran e dei Pasdaran, ha annunciato che un caccia Usa F-35 è stato preso di mira “nei cieli centrali dell’Iran” e “si è schiantato”. I media iraniani hanno affermato che il caccia è stato abbattuto “dal moderno sistema di difesa aerea delle Guardie Rivoluzionarie”. Lo riporta Bbc Persian. Il quartier generale di Khatam al-Anbiya ha aggiunto che “a causa della grave esplosione del caccia al momento dell’impatto e dello schianto, la possibilità che il pilota si sia eiettato è bassa”.

Slitta a domani voto a Consiglio Onu su risoluzione su Hormuz

 Il Consiglio di Sicurezza dell’Onu aveva inizialmente programmato una votazione sulla risoluzione sulla riapertura dello Stretto di Hormuz per oggi, che è un giorno festivo delle Nazioni Unite in occasione del Venerdì Santo. Ma in seguito ha annullato quella riunione e i diplomatici dell’Onu, che hanno parlato in condizione di anonimato, hanno detto che il voto dovrebbe tenersi domani. La bozza finale della proposta avanzata dal Bahrein, ottenuta ieri dall’Associated Press, autorizza azioni difensive ma non offensive per garantire che le navi possano transitare in sicurezza nello stretto. Russia, Cina e Francia, tutti paesi con diritto di veto nel Consiglio di Sicurezza composto da 15 membri, avevano espresso opposizione all’uso della forza. La proposta ora autorizza quindi i paesi “a utilizzare tutti i mezzi difensivi necessari e commisurati alle circostanze nello Stretto di Hormuz e nelle acque adiacenti” per garantire il passaggio e scoraggiare i tentativi di interferire con la navigazione internazionale “per un periodo di almeno sei mesi”. 

Portaerei USS Gerald R. Ford ha lasciato la Croazia

 La più grande portaerei americana in servizio, la USS Gerald R. Ford, ha lasciato Spalato, in Croazia, e “rimane pronta a svolgere tutte le missioni a supporto degli obiettivi nazionali in qualsiasi area operativa”. Lo ha annunciato la Sesta Flotta della Marina. Non è chiaro dove sia diretta. Dopo una sosta nella baia di Souda, in Grecia, per riparazioni a seguito di un incendio nella lavanderia, si era diretta in Croazia, dove sono state effettuate ulteriori riparazioni e i marinai si sono presi un periodo di licenza durante la sosta in porto. La Ford ha lasciato Norfolk, in Virginia, il 24 giugno 2025, dando inizio a una delle missioni più lunghe nella storia della Marina. La USS Abraham Lincoln rimane nel Mar Arabico. Il Comando Centrale delle forze armate statunitensi ha dichiarato che “continua a condurre operazioni di volo, sia di giorno che di notte”. La portaerei USS George HW Bush è partita da Norfolk mercoledì, diretta in Medio Oriente. 

Australia ad automobilisti: "Fate rifornimento in città"

Il ministro dell’Energia australiano Chris Bowen ha esortato gli automobilisti che si concedono un lungo weekend per le vacanze di Pasqua a fare rifornimento nelle città, poiché la maggior parte della carenza di carburante nel Paese si registra nelle zone rurali. Nel Nuovo Galles del Sud, lo stato più popoloso dell’Australia, su 2.400 distributori di benzina, 182 avevano esaurito il gasolio. Nello stato di Victoria, il secondo più popoloso dell’Australia, 76 distributori di benzina erano senza gasolio. Negli altri stati, classificati dal più popoloso al più piccolo, il Queensland contava 75 distributori senza gasolio, l’Australia Occidentale 37, l’Australia Meridionale 28 e la Tasmania sette. “Per gli australiani che hanno in programma un viaggio in auto questo fine settimana, dato che le carenze di carburante si riscontrano prevalentemente nelle zone rurali e regionali, è consigliabile fare il pieno in città per dare una mano al Paese, se possibile”, ha detto Bowen a Sydney. Il governo, che ha attribuito le carenze regionali agli acquisti dettati dal panico e ai problemi di distribuzione, si sta concentrando sulla fornitura di carburante agli agricoltori per la semina. 

Bangladesh attua nuove misure contro crisi energetica

Il Bangladesh sta riducendo gli orari di lavoro e imponendo la chiusura anticipata di centri commerciali e negozi a partire da oggi per far fronte alla crisi energetica legata alla guerra. Il governo del paese ha ordinato tagli del 30% alla spesa per carburante ed energia elettrica negli uffici governativi, ha sospeso alcuni corsi di formazione per il personale e ha bloccato l’acquisto di nuovi veicoli, navi e aerei. Non sarà consentita l’illuminazione decorativa per le celebrazioni.Il Bangladesh, una nazione con oltre 170 milioni di abitanti, è alla ricerca di fonti energetiche alternative e di 2,5 miliardi di dollari di finanziamenti esterni per le importazioni di carburante, che coprono il 95% del suo fabbisogno. 

Kuwait: raffineria di Mina al-Ahmadi colpita da droni Teheran

Alcuni droni iraniani hanno colpito la raffineria di petrolio di Mina al-Ahmadi in Kuwait, provocando incendi all’interno della struttura. La Kuwait Petroleum Corp., società statale, ha rilasciato una dichiarazione sull’attacco e ha affermato che i vigili del fuoco stanno lavorando per domare le fiamme. Non sono stati segnalati feriti.  Il Kuwait gestisce tre raffinerie di petrolio. Mina al-Ahmadi è stata colpita più volte durante la guerra. Le raffinerie sono fondamentali per la produzione petrolifera del Kuwait perché, senza di esse, i pozzi petroliferi dovrebbero essere chiusi per mancanza di una destinazione per il petrolio. Riavviare le raffinerie richiede molto tempo per motivi di sicurezza e quei pozzi rimarrebbero in gran parte inattivi fino a quando le raffinerie non dovessero tornare operative.

Cnn: "Metà dei lanciamissili e droni Teheran ancora intatti"

Secondo recenti valutazioni dell’intelligence statunitense, riferite alla Cnn da tre fonti a conoscenza dei fatti, circa la metà dei lanciamissili iraniani è ancora intatta e migliaia di droni d’attacco rimangono nell’arsenale iraniano, nonostante i quotidiani bombardamenti statunitensi e israeliani. “Sono ancora pronti a scatenare il caos più totale in tutta la regione”, ha affermato una delle fonti, riferendosi all’Iran. La stima dell’intelligence statunitense potrebbe includere nel totale anche lanciatori attualmente inaccessibili, come quelli sepolti sottoterra dai bombardamenti ma non distrutti. Secondo quanto riferito da due fonti, migliaia di droni iraniani sono ancora in servizio, circa il 50% delle capacità di droni del Paese. Le informazioni raccolte nei giorni scorsi indicano inoltre che un’ampia percentuale dei missili da crociera iraniani per la difesa costiera è rimasta intatta. 

Arabia Saudita: intercettati cinque droni da ieri

 Il ministero della Difesa dell’Arabia Saudita ha dichiarato su X di aver intercettato e distrutto un drone durante la notte, senza fornire ulteriori dettagli. La notizia fa seguito a quella comunicata ieri, secondo cui sono stati intercettati e abbattuti quattro droni. Lo riferisce la tv panaraba Al Jazeera. 

Media: tre petroliere Oman attraversano Hormuz evitando blocco

 Tre navi omanite stanno attraversando lo Stretto di Hormuz al di fuori del “corridoio autorizzato” iraniano, nei pressi dell’isola di Larak. È quanto risulta dai dati di tracciamento monitorati dalla rivista specializzata ‘Lloyd’s List’. Il convoglio è composto da due grandi petroliere e una nave per il trasporto di gas naturale liquefatto (Gnl) che navigano “insolitamente vicino alla costa omanita”, secondo la testata britannica. Se le navi completassero il passaggio, sarebbero le prime imbarcazioni, tracciate con il sistema di identificazione automatica (Ais) attivo, ad attraversare lo Stretto – riferisce Al Jazeera – senza utilizzare il corridoio iraniano in quasi tre settimane.

Attacco missilistico con 10 siti impatto in Israele, danni ma no feriti

Dieci siti di impatto sono stati segnalati dopo un attacco missilistico iraniano con testate a grappolo contro Israele centrale, segnalando danni ma nessun ferito. È quanto hanno riscontrato i medici del Magen David Adom. Secondo quanto riferito, il missile non è stato intercettato. Le testate a grappolo hanno colpito Ramat Gan, Givat Shmuel e Petah Tikva, causando danni a case, strade e auto parcheggiate. Lo riporta ‘The Times of Israel’. 

Hezbollah: "Attacchi a forze israeliane in Libano meridionale e nord Israele"

Il gruppo libanese Hezbollah afferma che i suoi combattenti hanno fatto scoppiare un ordigno esplosivo contro le forze israeliane a Biyyada, nel Libano meridionale. Il gruppo ha anche dichiarato di aver preso di mira un assembramento di truppe israeliane nell’insediamento di Malkia e un altro di soldati israeliani a Dishon, nel nord di Israele. Entrambi gli assembramenti, secondo quanto riporta Al Jazeera, sono stati colpiti da razzi.

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