Non si ferma la guerra in Iran. L’aeronautica israeliana ha messo in atto nella notte raid aerei “su larga scala” in diverse aree dell’Iran. Lo ha dichiarato l’esercito israeliano (Idf) come riportato dal Times of Israel. L’esercito ha specificato che gli attacchi hanno preso di mira “siti infrastrutturali del regime iraniano”.
Il Comando Centrale degli Stati Uniti, Centcom, ha reso noto in un post sul social x che la portaerei USS Abraham Lincoln continua le operazioni di volo contro obiettivi militari in Iran mentre naviga nelle acque regionali.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha confidato ai suoi collaboratori, nei giorni scorsi, di voler porre fine alla guerra in Iran entro poche settimane ed evitare un conflitto prolungato. Lo hanno riferito al Wall Street Journal fonti a conoscenza dei fatti. In privato Trump, avrebbe affermato di credere che la guerra fosse nella sua fase finale e avrebbe esortato i consiglieri a rispettare una tempistica di quattro-sei settimane. Sempre secondo alcune fonti, i funzionari della Casa Bianca avevano programmato un vertice a metà maggio con il presidente cinese Xi Jinping, prevedendo che la guerra si sarebbe conclusa prima dell’incontro. Trump avrebbe anche detto a un collaboratore che il conflitto sta distogliendo l’attenzione dalle priorità interne.
Il servizio di ambulanze di Israele ha affermato di aver prestato soccorso persone rimaste ferite in un’esplosione avvenuta dopo un lancio di missili a nord di Tel Aviv, nella località di Kfar Qasim. Un paramedico israeliano, il primo ad arrivare sul luogo dell’incidente, lo ha descritto come un “caos”. “Siamo arrivati in pochi minuti con unità di terapia intensiva e ambulanze. Sul posto regnava il caos. Abbiamo iniziato a perlustrare l’interno della casa e abbiamo trovato distruzione al centro dell’abitazione. Cinque persone che si trovavano all’interno sono rimaste ferite dall’esplosione”, ha raccontato Tomer Gussman, secondo un comunicato stampa diffuso dai servizi di soccorso israeliani. Gussman ha dichiarato che i feriti lievi sono stati trasportati in ospedale.
Secondo quanto riportato dai media locali, il parlamento iraniano sta lavorando a un disegno di legge per formalizzare le tariffe che, a quanto pare, verranno applicate ad alcune navi in transito nello Stretto di Hormuz. Le agenzie di stampa Fars e Tasnim, entrambe vicine alle Guardie Rivoluzionarie iraniane, hanno citato il parlamentare Mohammadreza Rezaei Kouchi, il quale avrebbe affermato che “il parlamento sta portando avanti un piano per codificare formalmente la sovranità, il controllo e la supervisione dell’Iran sullo Stretto di Hormuz, creando al contempo una fonte di entrate attraverso la riscossione di pedaggi”. “È del tutto naturale, così come le merci pagano tasse di transito quando attraversano altri corridoi, anche lo Stretto di Hormuz è un corridoio”, avrebbe dichiarato, “noi ne garantiamo la sicurezza, ed è naturale che navi e petroliere paghino tali tasse”.
Il Ministero della Difesa degli Emirati Arabi Uniti ha comunicato che il Paese del Golfo sta “rispondendo alle minacce missilistiche e dei droni provenienti dall’Iran”. I rumori uditi nella notte nel Paese sono “il risultato dell’intercettazione di missili e droni da parte dei sistemi di difesa aerea”, ha aggiunto il ministero in una breve dichiarazione pubblicata su X.

