Iran, Usa consegna piano di pace in 15 punti a Teheran. Colpita la centrale nucleare di Bushehr – La diretta

Iran, Usa consegna piano di pace in 15 punti a Teheran. Colpita la centrale nucleare di Bushehr – La diretta
La centrale nucleare di Bushehr, in Iran. (AP Photo/Vahid Salemi)

L’Aiea: “Nessun danno registrato a Bushehr”. In Libano 1.072 morti dall’inizio della guerra

 Sei persone sono rimaste leggermente ferite a Tel Aviv in seguito all’ultimo attacco missilistico iraniano. Lo riferisce Times of Israel, citando i servizi di emergenza. Numerosi edifici e veicoli sono stati danneggiati. Secondo quanto riportato dai media israeliani, frammenti di missili avrebbero colpito Rosh Ha’ayin, a est di Tel Aviv, causando danni.  Il ministero della Difesa dell’Arabia Saudita ha dichiarato martedì di aver abbattuto almeno 19 droni nella Provincia Orientale del Regno, ricca di giacimenti petroliferi. Ieri Donald Trump aveva parlato di colloqui in corso con l’Iran, ma Teheran aveva nettamente smentito la notizia.

Guerra in Iran
Inizio diretta: 24/03/26 07:25
Fine diretta: 24/03/26 23:30
Teheran: "Preso di mira impianto produzione armi israeliane a Haifa"

Le forze armate iraniane affermano di aver condotto attacchi con droni contro un impianto della società israeliana di armamenti Rafael nella città di Haifa, nel nord di Israele. Secondo l’agenzia di stampa iraniana Fars, un portavoce del quartier generale centrale di Khatam al-Anbiya ha affermato che le forze iraniane hanno lanciato missili e droni contro obiettivi tra cui Eilat, Dimona e aree intorno a Tel Aviv, nonché contro quelle che ha descritto come basi militari statunitensi nella regione. L’Iran ha aggiunto che la sua difesa aerea ha intercettato missili da crociera e droni nelle regioni centrali e meridionali del Paese.

Aiea: "Nessun danno registrato alla centrale nucleare di Bushehr"

“L’Aiea è stata informata dall’Iran che oggi un altro proiettile ha colpito l’area della centrale nucleare di Bushehr. Secondo l’Iran, non si sono registrati danni alla centrale stessa né feriti tra il personale, e le condizioni dell’impianto sono normali”. È quanto fa sapere in un post sul social X l’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea). “Il direttore generale dell’Aiea Rafael Grossi ribadisce l’appello alla massima moderazione per evitare rischi per la sicurezza nucleare durante il conflitto”, si legge nel post.

Macron sente Herzog: "Riprendere colloqui tra Israele e Libano"

Il presidente francese Emmanuel Macron ha avuto un colloquio telefonico con il suo omologo israeliano Israel Herzog. “Gli ho assicurato la piena solidarietà della Francia al popolo israeliano di fronte agli attacchi quotidiani dell’Iran e di Hezbollah di cui è bersaglio. Questi attacchi devono cessare immediatamente”, fa sapere Macron in un post sul social X, “in Medio Oriente, ho sottolineato l’assoluta necessità che le parti in conflitto si impegnino a preservare le infrastrutture civili ed energetiche, che garantiscono la sopravvivenza di milioni di persone, e si avviino sulla via di una sincera ripresa del dialogo, nell’interesse della pace e della sicurezza di tutti. L’Iran deve inoltre ripristinare la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz”. “Ho inoltre sottolineato l’urgenza di prevenire una nuova escalation del conflitto in Libano, la cui stabilità e integrità territoriale devono essere preservate”, ha aggiunto Macron, “Hezbollah ha commesso un grave errore decidendo di attaccare Israele. Di fronte a questa situazione, la priorità della Francia è la de-escalation, il sostegno agli sforzi dell’esecutivo libanese, che ha preso decisioni forti e coraggiose per la sovranità dello Stato libanese, e la salvaguardia delle infrastrutture e delle popolazioni civili, che sono le prime vittime di questa crisi. Ho inoltre ribadito le mie aspettative riguardo alla sicurezza della Unifil”. “Ho espresso al Presidente Herzog la mia convinzione che la ripresa dei colloqui diretti tra Israele e il Libano sia un’opportunità da cogliere. La Francia si sta mobilitando in tal senso”, conclude il presidente francese, “la crisi regionale non deve farci dimenticare la situazione a Gaza, dove la situazione umanitaria è catastrofica, e in Cisgiordania, dove si deve porre fine all’impunità di coloro che commettono violenze inaccettabili contro i civili palestinesi”.

Nyt: "Gli Usa hanno consegnato a Teheran un piano di pace in 15 punti"

Gli Stati Uniti hanno inviato all’Iran un piano in 15 punti per porre fine alla guerra. Lo riferisce il New York Times, citando due funzionari informati sugli sviluppi diplomatici. Non è chiaro in che misura il piano, consegnato tramite il Pakistan, sia stato diffuso tra i funzionari iraniani, né se l’Iran sia propenso ad accettarlo come base per i negoziati. Non è nemmeno chiaro, sottolinea il Nyt, se Israele abbia dato il proprio assenso alla proposta.

Macron sente Pezeshkian: "Vi invito a impegnarvi nei negoziati"

Il presidente francese Emmanuel Macron ha avuto un colloquio telefonico con il presidente iraniano Masoud Pezeshkian. “Ho ribadito l’assoluta necessità di porre fine agli inaccettabili attacchi contro i paesi della regione, di preservare le infrastrutture energetiche e civili e di ripristinare la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz”, fa sapere Macron in un post sul social X, “ho invitato l’Iran a impegnarsi in buona fede nei negoziati, al fine di aprire la strada a una de-escalation e fornire un quadro che consenta di rispondere alle aspettative della comunità internazionale riguardo al programma nucleare e balistico dell’Iran, nonché alle sue attività di destabilizzazione regionale”. “Infine”, conclude il presidente francese, “ho esortato l’Iran a consentire il ritorno in Francia dei nostri connazionali Cécile Kohler e Jacques Paris nel più breve tempo possibile”.

Israele: "Non siamo coinvolti in nessun colloquio"

L’ambasciatore israeliano presso le Nazioni Unite, Danny Danon, ha dichiarato che, per quanto ne sappia, Israele non è coinvolto in alcun colloquio tra Stati Uniti e Iran previsto per la fine di questa settimana in Pakistan. “In questo momento, Israele e gli Stati Uniti continuano a colpire obiettivi militari in Iran e continueremo a farlo”, ha detto ai giornalisti delle Nazioni Unite. Ha aggiunto che gli attacchi hanno “ottenuto molto”, ma non tutto.

Media, Trump autorizza l'invio di altri mille militari nella regione

Donald Trump avrebbe approvato il dispiegamento in Medio Oriente di oltre 1.000 soldati dell’82ª Divisione Aviotrasportata. A riferirlo sono Sky News e NBC News, secondo le quali il presidente avrebbe approvato il dispiegamento ieri sera, mentre proprio oggi, si stanno redigendo gli ordini per il quartier generale, lo stato maggiore e alcune forze di terra. Tuttavia, non sarebbe previsto il dispiegamento dell’intera brigata, composta da tremila effettivi. In precedenza, il Wall Street Journal aveva riferito del dispiegamento di un’intera brigata dell’82esima Divisione Aviotrasportata. Le truppe, riferiscono le emittenti, non hanno ancora lasciato gli Stati Uniti, ma potrebbero essere inviate oltreoceano nei prossimi giorni.

Media, colpita in un attacco Usa-Israele la centrale nucleare di Bushehr

L’Organizzazione iraniana per l’energia atomica (Aeoi) ha riferito che è stato colpito il terreno della centrale nucleare di Bushehr, durante quelle che ha definito continue azioni ostili da parte delle forze statunitensi e israeliane. Lo riporta l’agenzia di stampa Irna. L’attacco avvenuto questa notte non ha causato perdite finanziarie, tecniche o umane, e non ha provocato danni ai vari settori dell’impianto. L’Aeoi ha affermato che gli attacchi contro impianti nucleari pacifici costituiscono una “chiara violazione delle norme internazionali riguardanti l’immunità di tali centri da azioni militari”, avvertendo di “pericolose conseguenze per la sicurezza regionale, in particolare per i paesi che si affacciano sul Golfo Persico”.

Media, vertice di giovedì probabile a Islamabad su un accordo in 15 punti

Gli Stati Uniti, insieme ai mediatori di Pakistan, Egitto e Turchia, stanno discutendo la possibilità di tenere un “vertice di pace” con l’Iran già giovedì, durante il quale le parti discuterebbero un nuovo accordo in 15 punti proposto dagli Stati Uniti. Lo riporta Channel 12, che cita tre fonti a conoscenza del piano. Secondo l’emittente israeliana, il vertice si terrebbe probabilmente a Islamabad, in Pakistan, sebbene due fonti facciano notare che l’Iran non ha ancora dato il suo consenso a tale evento.

Channel 12 elenca 14 delle 15 richieste e benefici che gli Stati Uniti hanno comunicato all’Iran, citando una fonte occidentale. Le richieste degli Stati Uniti all’Iran: 1. L’Iran deve smantellare le sue attuali capacità nucleari; 2. L’Iran deve impegnarsi a non perseguire mai lo sviluppo di armi nucleari; 3. Non ci sarà alcun arricchimento dell’uranio sul territorio iraniano; 4. L’Iran dovrà consegnare a breve all’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (Aiea) le sue scorte di circa 450 chilogrammi di uranio arricchito al 60%, secondo un calendario da concordare; 5. Gli impianti nucleari di Natanz, Isfahan e Fordow devono essere smantellati; 6. All’Aiea deve essere garantito pieno accesso, trasparenza e supervisione all’interno dell’Iran; 7. L’Iran deve abbandonare il suo “paradigma” regionale basato sui rapporti con i suoi alleati; 8. L’Iran deve cessare di finanziare, dirigere e armare i suoi gruppi alleati nella regione; 9. Lo Stretto di Hormuz deve rimanere aperto e funzionare come corridoio marittimo libero; 10. Il programma missilistico iraniano deve essere limitato sia nella gittata che nella quantità, con soglie specifiche da definire in una fase successiva; 11. Qualsiasi futuro utilizzo di missili sarebbe limitato all’autodifesa. In cambio, l’Iran trarrebbe i seguenti vantaggi: 12. L’Iran otterrebbe la revoca completa delle sanzioni imposte dalla comunità internazionale; 13. Gli Stati Uniti assisterebbero l’Iran nel portare avanti il suo programma nucleare civile, compresa la produzione di energia elettrica presso la centrale nucleare di Bushehr; 14. Verrebbe eliminato il cosiddetto meccanismo “snapback”, che consente la reintroduzione automatica delle sanzioni qualora l’Iran non si conformi.

Pasdaran: "Prese di mira stazioni ricezione satellitare Idf"

Le Guardie Rivoluzionarie iraniane affermano di aver preso di mira nella loro ultima ondata di attacchi le stazioni di ricezione satellitare al servizio dell’esercito israeliano (Idf). Secondo l’agenzia di stampa iraniana Isna, le Guardie Rivoluzionarie hanno affermato che gli attacchi sono stati condotti utilizzando missili a lungo e medio raggio, nonché droni, nell’ambito della 79ª ondata della loro operazione in corso.

Il Papa: "Rinnovo appello al cessate fuoco, le autorità lavorino per superare i problemi"
Papa Leone XIV (Foto Ap/Gregorio Borgia)

“Voglio rinnovare l’appello per il cessate il fuoco, per lavorare per la pace ma non con le armi, con il dialogo. Cercando veramente una soluzione per tutti”. Lo ha detto Papa Leone XIV lasciando Castel Gandolfo prima di rientrare in Vaticano. “Adesso aumenta l’odio, la violenza sempre peggio – ha aggiunto il Papa-. Più di un milione di sfollati, tanti morti. Vogliamo pregare per la pace ma invito tutte le autorità a lavorare per risolvere i problemi”.

Financial Times: "Iran concede a 'navi non ostili' di transitare nello Stretto di Hormuz"

L’Iran ha comunicato agli Stati membri dell’Organizzazione marittima internazionale (Imo) che le “navi non ostili” possono transitare nello Stretto di Hormuz a condizione che si coordinino con le autorità iraniane. Lo riporta il Financial Times, che cita una lettera all’Imo.

Truppe del Regno Unito hanno abbattuto 14 droni in Iraq

Le forze britanniche hanno abbattuto 14 droni kamikaze durante la notte, il numero più alto di velivoli abbattuti in una sola notte dall’inizio della crisi mediorientale, scatenata dagli attacchi israelo-americani contro l’Iran del 28 febbraio. Il ministro della Difesa del Regno Unito John Healey ha dichiarato ai ministri durante la riunione di gabinetto di oggi che una squadra anti-drone li ha abbattuti durante un attacco a una base congiunta in Iraq. Secondo quanto appreso dall’agenzia di stampa PA, i droni d’attacco sono stati abbattuti dalla base di Erbil, che ospita truppe britanniche e statunitensi. Truppe specializzate del Reggimento RAF, responsabile della difesa degli obiettivi britannici, hanno utilizzato il sistema di difesa aerea Rapid Sentry del Regno Unito per neutralizzare i velivoli a pilotaggio remoto (UAV). Lo riporta il Guardian.

Trump: "Gli interlocutori ci hanno fatto un regalo, sono le persone giuste"

Gli interlocutori iraniani con i quali sta trattando Washington “hanno intenzione di stringere un accordo” e ieri hanno fatto qualcosa di straordinario, ci hanno fatto un regalo”. Lo ha detto Donald Trump parlando nello Studio Ovale. “Questo regalo è arrivato oggi, si tratta di un dono molto importante, dal valore economico immenso. Non vi dirò di cosa si tratti esattamente, ma era qualcosa di estremamente significativo”, ha proseguito il presidente, precisando che il “regalo” non aveva a che fare “con il nucleare”, ma “riguardava il settore petrolifero e del gas”. È stato, ha concluso Trump, “un gesto davvero apprezzabile da parte loro, ma ciò che mi ha dimostrato è, appunto, che stiamo trattando con le persone giuste”.

Hezbollah condanna l'espulsione dell'inviato di Teheran dal Libano

Hezbollah ha condannato la dichiarazione del ministero degli Esteri libanese che ha definito l’ambasciatore iraniano Mohammad Reza Sheibani persona non grata. In una dichiarazione, Hezbollah ha affermato di “respingere” la decisione, definendola “sconsiderata e condannabile”. Ha inoltre dichiarato che l’ordine equivale a un “colpo di stato” ed è il risultato della sottomissione del governo libanese alle pressioni delle capitali straniere. “I pretesti inconsistenti su cui si basa questa decisione arbitraria, che accusa l’ambasciatore di interferire negli affari interni del Libano, non fanno che confermare che si tratta di una decisione politica maliziosa per eccellenza, priva del minimo livello di saggezza e responsabilità nazionale”, si legge nella dichiarazione di Hezbollah, pubblicata su Telegram e riportata da Al Jazeera. Il gruppo ha aggiunto che le autorità libanesi dovrebbero unire i cittadini nella resistenza all’aggressione israeliana nel Paese in questo “momento estremamente pericoloso”.

Libano, ucciso a Tiro un membro del partito Amal

Ahmad Dib, membro del movimento Amal, è stato ucciso in un attacco al villaggio di Chouhour, nel distretto di Tiro, nel sud del Libano. Lo ha annunciato il movimento in un comunicato, come riporta L’Orient Le Jour.

Trump: "Vance e Rubio coinvolti nei negoziati"

Anche il vicepresidente JD Vance e il segretario di Stato Marco Rubio sono coinvolti nei negoziati con l’Iran. Lo ha detto Donald Trump, parlando nello Studio Ovale. “Siamo attualmente in fase di negoziati. Se ne stanno occupando loro, —insieme a Marco, a JD e a diverse altre persone”, ha detto il presidente ai giornalisti.

Trump: "In Iran il regime è cambiato ma non mi fido di nessuno"

“Abbiamo ucciso tutti i leader dell’Iran, ora c’è un nuovo gruppo. C’è stato un cambio di regime”. Lo ha detto Donald Trump, parlando con i giornalisti nello Studio OVale. Ma, ha aggiunto il presidente, “non mi fido di nessuno”.

Prima nave cinese attraversa corridoio nello Stretto di Hormuz

Secondo i dati del transponder di localizzazione, una nave di proprietà cinese ha attraversato il corridoio a pagamento nello Stretto di Hormuz tra le isole di Larak e Qeshm, istituito dall’Iran all’inizio di questo mese. Secondo il sito di notizie finanziarie cinese Caixin, la nave battente bandiera panamense Newvoyager è la prima nave portacontainer di proprietà cinese ad aver attraversato il corridoio. La nave, di proprietà di una compagnia di navigazione della provincia cinese di Anhui, ha trasmesso via radio la propria dicitura ‘Armatore cinese’ durante la traversata avvenuta ieri. I dati mostrano che la nave è salpata dalle acque iraniane domenica e ha lasciato lo stretto nella giornata di ieri.

Trump: "Questa non è una guerra ma un'operazione militare"

Quella in corso in Iran non è “una guerra”, ma “un’operazione militare”. Lo ha detto Donald Trump, tracciando una distinzione tra le due espressioni. “La chiamano guerra, ma per me è un’operazione militare”, ha detto il presidente parlando nello Studio Ovale. In precedenza, Trump aveva anche usato il termine “escursione”.

Trump: "Teheran ha accettato di non avere mai un'arma nucleare"

Gli Iraniani “hanno accettato di non avere mai un’arma nucleare”. Lo ha ribadito Donald Trump, parlando nello Studio Ovale.

Trump: "Stiamo parlando con la gente giusta, vogliono fare un accordo"

In Iran “stiamo parlando con la gente giusta” e “vogliono fare un accordo”. Lo ha detto il presidente Donald Trump parlando nello Studio Ovale in occasione del giuramento di Markwayne Mullin come nuovo segretario alla Sicurezza interna.

Francia: "Usa sono alleati sempre meno prevedibili"

Il capo delle forze armate francesi, il generale Fabien Mandon, ha affermato che gli Stati Uniti sono “sempre meno prevedibili” come alleato. Mandon, durante un forum sulla difesa e la sicurezza a Parigi, ha descritto le relazioni tra Francia e Stati Uniti come “molto solide”, ma ha lamentato che “hanno deciso di intervenire nel Vicino e Medio Oriente senza avvisarci”. “Abbiamo agito immediatamente, colti di sorpresa da un alleato americano, che resta tale, ma che è sempre meno prevedibile e non si preoccupa nemmeno di informarci quando decide di intraprendere operazioni militari. Questo incide sulla nostra sicurezza. Questo incide sui nostri interessi”, ha detto.

Erdogan: "Non permettere a Israele di sabotare soluzioni diplomatiche"

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha insistito sul fatto che la guerra debba essere conclusa attraverso il dialogo e negoziati seri, ma ha suggerito che la posizione di Israele stia minando la diplomazia. “Non si deve permettere che la posizione intransigente, massimalista e radicale di Israele saboti le soluzioni diplomatiche”, ha detto Erdogan, critico costante e schietto di Israele, in un discorso televisivo. “Nessun Paese che tenga alla pace e alla stabilità mondiale dovrebbe continuare ad alimentare il fuoco che Israele ha ingiustamente appiccato nella nostra regione”, ha aggiunto.

Donna uccisa in Israele dalle schegge di un missile lanciato dal Libano

Una donna è stata uccisa dalle schegge di un missile lanciato dal Libano contro il nord di Israele. È la prima vittima israeliana della guerra causata da colpi di arma da fuoco provenienti dal Libano. I paramedici del servizio di soccorso israeliano Magen David Adom hanno riferito che la donna è stata trovata riversa in un fossato a lato di una strada con ferite gravissime, a sud della città di Safed, ed è stata dichiarata morta poco dopo. I soccorritori hanno aggiunto che altre due persone sono rimaste leggermente ferite nell’attacco. Oggi, per ore, le sirene hanno suonato quasi ininterrottamente in tutto il nord di Israele, avvertendo della presenza di droni e razzi lanciati dal Libano.

1.072 morti in Libano dall'inizio della guerra

Il ministero della Salute libanese ha annunciato nel suo rapporto quotidiano che, a partire dal 2 marzo, gli attacchi di Israele in Libano hanno provocato 1.072 morti e 2.966 feriti. Nelle ultime 24 ore, 33 cittadini sono stati uccisi e altri 90 feriti, ha aggiunto il ministero. Lo riporta L’Orient Le Jour.

Media, Gb schiererà nave per sminare Hormuz con Francia e Usa

Il Regno Unito schiererà capacità di sminamento “all’avanguardia a livello mondiale” a fianco di Stati Uniti e Francia. Lo hanno rivelato fonti ufficiali al Times, secondo cui la Royal Navy guiderà gli sforzi della coalizione per riaprire lo Stretto di Hormuz.

Fonti Teheran a Cnn: "Contatti con Usa ma ancora non c'è un negoziato"

Una fonte iraniana ha riferito alla Cnn che vi sono stati dei “contatti” tra gli Stati Uniti e Teheran e che l’Iran è disposto ad ascoltare proposte “sostenibili” per porre fine alla guerra. “Negli ultimi giorni vi sono stati dei contatti tra gli Stati Uniti e l’Iran, avviati da Washington, ma nulla che abbia raggiunto il livello di veri e propri negoziati”, ha affermato la fonte. “Sono stati ricevuti messaggi tramite vari intermediari per sondare la possibilità di raggiungere un accordo per porre fine alla guerra”, ha aggiunto. “Le proposte attualmente al vaglio non mirano semplicemente a ottenere un cessate il fuoco, bensì a raggiungere un accordo concreto per porre fine al conflitto tra gli Stati Uniti e l’Iran”, ha detto ancora la fonte, senza scendere nei dettagli.

QatarEnergy dichiara lo stato di forza maggiore sui contratti di Gnl, anche con l'Italia

QatarEnergy ha dichiarato lo stato di forza maggiore sulla sua possibilità di adempiere ad alcuni dei suoi contratti di fornitura di Gnl a lungo termine, in particolare quelli che riguardano Paesi come Italia, Belgio, Corea del Sud e Cina. Lo riporta al-Jazeera, sottolineando che l’azienda qatariota attribuisce la responsabilità di quanto accaduto agli attacchi missilistici iraniani all’impianto di Ras Laffan.

Teheran: "Attaccati aerei in fase di rifornimento ad aeroporto Ben Gurion"

L’esercito iraniano afferma di aver condotto attacchi con droni contro infrastrutture presso l’aeroporto Ben Gurion di Israele e nell’area di Haifa. Al Jazeera riferisce che l’esercito ha affermato di aver attaccato aerei in fase di rifornimento all’aeroporto fin dalle prime ore del mattino utilizzando droni, e ha aggiunto di aver preso di mira anche siti industriali militari e aerospaziali vicino all’aeroporto, nonché ad Haifa.

Wsj: dietro la svolta di Trump incontri tra intermediari

Una serie di incontri tra intermediari ha aperto la strada alla svolta di Donald Trump sull’Iran. Lo riferisce il Wall Street Journal, secondo cui i ministri degli Esteri di Egitto, Turchia, Arabia Saudita e Pakistan si sono riuniti prima dell’alba di giovedì a Riad per colloqui volti a trovare una via d’uscita diplomatica alla guerra. I servizi di intelligence egiziani, riporta il quotidiano, sono riusciti ad aprire un canale con il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche dell’Iran e hanno avanzato una proposta per sospendere le ostilità per cinque giorni, al fine di costruire fiducia per un cessate il fuoco.

Due giorni dopo l’ultimatum lanciato all’Iran, Trump ha cambiato linea, abbracciando la diplomazia con Teheran e sospendendo gli attacchi minacciati. Una svolta, secondo le fonti consultate dal Wsj, arrivata dopo una serie di colloqui a porte chiuse attraverso mediatori mediorientali che hanno dato speranza che fosse possibile un accordo per risolvere il conflitto. Nonché una decisione che riflette anche un crescente desiderio di Trump e di alcuni suoi consiglieri di porre fine alla guerra.

Premier Pakistan: "Pronti a ospitare colloqui di pace"

“Il Pakistan accoglie con favore e sostiene pienamente gli sforzi in corso per promuovere il dialogo al fine di porre fine alla guerra in Medioriente, nell’interesse della pace e della stabilità nella regione e oltre. Previo consenso di Stati Uniti e Iran, il Pakistan si dichiara pronto e onorato di ospitare colloqui significativi e conclusivi per una soluzione globale del conflitto in corso”. Lo ha scritto su X il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif.

Frammento missile su comunità beduina in deserto Negev, ferita famiglia

Quattro persone sono rimaste ferite dopo che un frammento di un missile intercettato ha colpito una casa mobile di una comunità beduina nel deserto del Negev, nel sud di Israele. Lo riferiscono i servizi di soccorso citati da Times of Israel, secondo cui un uomo sulla quarantina è in condizioni moderate, mentre altre tre persone, tra cui due neonati e una donna sulla quarantina, hanno riportato ferite lievi. 

Media: Vance capo dei negoziatori per gli Usa se i colloqui di pace proseguiranno

Il vicepresidente statunitense JD Vance potrebbe essere il capo negoziatore degli Stati Uniti, al posto di Steve Witkoff e Jared Kushner, qualora i colloqui di pace tra Washington e l’Iran dovessero andare avanti con la mediazione del Pakistan. Lo riferiscono al Guardian citando fonti diplomatiche, secondo cui Stati Uniti e Iran potrebbero incontrarsi a Islamabad già questa settimana. La capitale del Pakistan non è ancora stata ufficialmente confermata come sede di eventuali colloqui, sui quali nessuna delle due parti ha ancora dato il proprio consenso formale.

G7, Rubio venerdì parteciperà alla riunione dei ministri degli Esteri in Francia

Il segretario di Stato statunitense Marco Rubio parteciperà venerdì alla riunione dei ministri degli esteri del G7 a Versailles, alle porte di Parigi, “per promuovere gli interessi chiave degli Stati Uniti” e “discutere le preoccupazioni condivise in materia di sicurezza e le opportunità di cooperazione”. Lo ha annunciato in una nota il Dipartimento di Stato. “Tra i temi principali ci saranno la guerra tra Russia e Ucraina, la situazione in Medioriente e le minacce alla pace e alla stabilità nel mondo”, si legge.

Qatar: "Ancora nessuna decisione su ritorsioni ma lavoriamo a de-escalation"

Il Qatar “si riserva il diritto di reagire”, ma intende adoperarsi per la “pace regionale” piuttosto che per un’escalation. Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri del Qatar, Majed al-Ansari, interpellato su possibili ritorsioni agli attacchi iraniani contro il Paese. “Ci riserviamo il diritto di reagire in modo conforme al diritto internazionale, ma siamo anche consapevoli del fatto che vivremo in questa regione a tempo indeterminato e che, pertanto, dobbiamo lavorare insieme per la pace regionale e non per un’escalation”, ha affermato.

“La decisione di reagire sarà presa in base alla valutazione della situazione fornita dai nostri militari e alle decisioni dei nostri leader. Non è stata ancora presa alcuna decisione in tal senso, ma stiamo adottando ogni precauzione possibile, ogni misura possibile nella nostra posizione difensiva per assicurarci che questi attacchi non abbiano successo. Abbiamo visto più del 90% degli attacchi sventati”, ha aggiunto.

Fadlun: "Viviamo blindati, torna un odio che non si vedeva da decenni"

In questa fase di conflitto in Medioriente “stiamo vivendo con la consapevolezza che esistono dei rischi, ma anche con una ragionevole tranquillità: la zona della comunità ebraica è protetta e il governo e il ministero dell’Interno si adoperano in ogni modo per garantire agli ebrei una vita il più possibile ordinaria. Anche se non è del tutto tale, perché viviamo blindati. Percepiamo un’intolleranza e manifestazioni di odio inconsulte che davvero non vedevamo da decenni, e che avvertiamo oggi”. Così il presidente della comunità ebraica di Roma, Victor Fadlun, a margine della cerimonia di commemorazione dell’82º anniversario dell’eccidio delle Fosse Ardeatine, a Roma.

Comando militare Teheran: "Avanti fino a vittoria completa"

Il portavoce del comando militare iraniano, generale di divisione Ali Abdollahi Aliabadi del quartier generale centrale di Khatam-al Anbiya, ha dichiarato che le forze armate combatteranno “fino alla vittoria completa”. “Le potenti forze armate iraniane sono orgogliose, vittoriose e ferme nella difesa dell’integrità dell’Iran, e questo cammino continuerà fino alla vittoria completa”, le sue parole riportate dalla televisione di Stato iraniana. Il generale non ha specificato cosa significherebbe una “vittoria completa”, ma sembrava probabile che l’esercito iraniano stesse cercando di mettere in guardia nel fare concessioni in eventuali negoziati con gli Stati Uniti. 

Nominato successore di Larijani, Zolghadr nuovo capo consiglio sicurezza

 L’Iran ha nominato un ex comandante delle Guardie Rivoluzionarie come nuovo segretario del Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale del Paese. La televisione di Stato di Teheran ha identificato in Mohammad Bagher Zolghadr il successore di Ali Larijani, ucciso in un attacco aereo israeliano. Zolghadr ha raggiunto il grado di generale di brigata nelle Guardie. In precedenza ha ricoperto l’incarico di segretario del Consiglio di Discernimento dell’Interesse del Sistema dell’Iran, l’organo che media i rapporti tra il Parlamento e il Consiglio dei Guardiani, che controlla se le leggi sono compatibili con la Costituzione e la legge islamica.

Idf: "Attacchi contro 'siti di produzione' nel Paese"

 L’aeronautica israeliana ha annunciato di aver completato una “vasta” ondata di raid aerei contro “siti di produzione” iraniani a Isfahan e in altre zone dell’Iran. Le Forze di Difesa Israeliane hanno affermato che forniranno ulteriori dettagli sugli attacchi. 

Lavrov: "Ultimatum e uso forza non aiutano interessi del Medioriente"

 La Russia è convinta che solo l’unione dei paesi del Medioriente risponda agli interessi della regione, e non il diktat e l’uso della forza. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov, citato da Ria Novosti. “Siamo convinti che la strada dei negoziati, della cooperazione e della conciliazione degli interessi, risponda agli interessi” del Medioriente, “e non il tentativo di costringere con la forza un Paese, tanto meno l’Iran, a seguire i diktat provenienti dall’estero”, ha affermato Lavrov.  

Pasdaran a Israele: "Stop attacchi in Libano e Gaza o attaccheremo"

 Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica dell’Iran ha accusato Israele di sfruttare le attuali “condizioni di guerra” per compiere “ampi crimini di guerra contro i civili” in Libano e Palestina. Lo riferisce l’agenzia di stampa iraniana Irna. I Pasdaran hanno affermato che, se tali azioni continueranno, verranno lanciati “pesanti attacchi missilistici e con droni” contro le truppe israeliane nel nord di Israele e nell’area vicino a Gaza “senza restrizioni”

Cremlino: "Su negoziati non sappiamo come stiano le cose"

Sulla situazione relativa all’Iran “stiamo assistendo a una serie di dichiarazioni contrastanti provenienti da tutte le parti. Alcune si contraddicono a vicenda e non sappiamo come stiano le cose”. Lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov ai giornalisti, come riporta Ria Novosti. “Per quanto riguarda l’apertura dell’Iran ai colloqui di pace, Teheran lo ha confermato nei fatti. Di fatto, fino all’ultimo minuto, prima dell’inizio delle ostilità, fino al momento del primo attacco, Teheran è rimasta aperta alla prosecuzione dei negoziati”.  

Lavrov: "Da Usa e Israele dura aggressione militare contro Teheran"

 “Dalla fine di febbraio, gli Stati Uniti e Israele hanno intrapreso una dura aggressione militare contro la Repubblica islamica dell’Iran. La situazione minaccia di destabilizzare non solo la regione del Golfo Persico, come è già accaduto, e non solo l’intero Medioriente, cosa che sta accadendo, ma anche il commercio globale, la sicurezza energetica, i trasporti internazionali e le comunicazioni commerciali”. Lo ha affermato il ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov, citato dall’agenzia Tass.

Costa: "Usa non hanno informato Ue e ignorato nostra sicurezza"

“Non possiamo ignorare che per la prima volta gli Stati Uniti hanno lanciato una guerra in Medio Oriente, nel nostro vicinato, senza informare preventivamente nessuno dei loro alleati europei, né la NATO. E di fatto stanno perseguendo questa azione, ignorando qualsiasi effetto collaterale sull’economia globale, sull’economia europea, sulla nostra sicurezza. Uno dei nostri Stati membri, Cipro, è stato colpito dall’Hezbollah”. Lo dice il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, parlando alla Scuola di Affari Internazionali di Parigi Sciences Po di Parigi. “Abbiamo una catena di comando ufficiale degli Stati Uniti nella loro strategia di sicurezza nazionale, e hanno una visione molto chiara sull’Europa e sull’Unione Europea, e dobbiamo prenderne atto e agire di conseguenza. E non possiamo ignorarlo. Gli Stati Uniti hanno deciso di distruggere l’integrità territoriale di uno Stato membro dell’Unione Europea”, ha aggiunto. 

Fonti Teheran: "Ricevuto messaggio dagli Usa tramite mediatori"

L’Iran ha ricevuto un messaggio dagli Stati Uniti tramite mediatori come possibile premessa a colloqui tra i due Paesi in guerra. Lo dichiarato a Cbs News un alto funzionario del ministero degli Esteri iraniano, dopo che il presidente Donald Trump ha indicato che un accordo è possibile. “Abbiamo ricevuto dei punti dagli Stati Uniti attraverso mediatori e li stiamo esaminando”, ha affermato il funzionario. Iran e Stati Uniti comunicano indirettamente, con altri Paesi della regione che fungono da mediatori. Secondo Cbs, il Pakistan ha cercato di proporsi come possibile mediatore. Anche l’Oman ha spesso svolto il ruolo tra Teheran e Washington, più recentemente facilitando diversi round di colloqui sul nucleare all’inizio dell’anno. 

Katz: "Idf manterrà controllo zona di sicurezza nel sud del Libano"

Israele manterrà il controllo di una “zona di sicurezza” nel Libano meridionale, fino al fiume Litani, finché non sarà eliminata la minaccia di Hezbollah. Lo ha affermato il ministro della Difesa Israel Katz. “L’Idf continuerà a operare in Libano con tutta la sua forza contro Hezbollah”, ha spiegato durante un incontro con i vertici dell’esercito. “Centinaia di migliaia di residenti del Libano meridionale che si sono rifugiati a nord non torneranno a sud del fiume Litani finché non sarà garantita la sicurezza dei residenti del nord”, ha aggiunto. Katz ha spiegato che tutti i ponti sul fiume Litani utilizzati da Hezbollah per trasportare militanti e armi nel Libano meridionale “sono stati fatti saltare in aria e l’Idf controllerà i ponti rimanenti e la zona di sicurezza fino al Litani”. 

Miliziani filo-Teheran in Iraq, in raid Usa ucciso nostro comandante

 Nelle vittime del raid che ha colpito, nel nord dell’Iraq, le Forze di Mobilitazione Popolare irachene (Pmf), una coalizione di milizie sostenute dall’Iran, figura anche Saad Dawai al-Baiji, al comando delle operazioni delle Pmf nella provincia di Anbar. Lo ha annunciato il gruppo in un comunicato. Le Pmf hanno attribuito la responsabilità del raid agli Stati Uniti, sostenendo che l’attacco, nel quale sono morti 15 miliziani, ha colpito il quartier generale del comando della coalizione ad Anbar. 

Idf, distrutti a Beirut edifici utilizzati come centri comando Hezbollah

Durante la notte, l’aeronautica militare israeliana ha distrutto un edificio a più piani e ha colpito altre strutture a Beirut utilizzate da Hezbollah come centri di comando. Lo riferisce l’Idf, spiegando che i raid nella capitale libanese hanno preso di mira i quartier generali di Hezbollah, tra cui uno appartenente alla forza d’élite Radwan e un altro della divisione di intelligence dell’organizzazione. Un altro attacco notturno nella città di at-Tiri, nel sud del Libano, ha preso di mira un centro di comando di Hezbollah che era stato insediato all’interno di uno studio della stazione radio Al-Nour. L’esercito israeliano afferma che il quartier generale è stato colpito mentre gli agenti di Hezbollah erano operativi sul posto

Attacco contro Peshmerga nel Kurdistan iracheno, 6 morti e 30 feriti

Sei combattenti peshmerga, le forze armate ufficiali del Kurdistan iracheno, sono morti e altri 30 sono rimasti feriti dopo che missili balistici iraniani hanno colpito due posizioni militari nell’area di confine di Soran, nella regione del Kurdistan. Lo riportano i media locali. Il ministero dei Peshmerga ha definito l’attacco un “atto ostile”, che rappresenta una violazione della sicurezza nella regione. 

Von der Leyen: "Inaccettabili attacchi Teheran e chiusura Hormuz"

 “Sono profondamente preoccupata per l’escalation del conflitto. L’Iran deve cessare immediatamente le sue minacce, la posa di mine, gli attacchi con droni e missili e gli altri tentativi di bloccare lo Stretto alla navigazione commerciale. I recenti attacchi iraniani contro navi mercantili disarmate nel Golfo, gli attacchi contro infrastrutture civili, tra cui impianti petroliferi e del gas, e la chiusura di fatto dello Stretto di Hormuz da parte delle forze iraniane sono inaccettabili e devono essere condannati. Voglio anche sottolineare che la libertà di navigazione è un principio fondamentale del diritto internazionale”. Lo ha detto la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, in conferenza stampa a Canberra con il premier australiano Anthony Albanese.

Media Teheran, 6 morti e 9 feriti in raid nella notte a Tabriz

 Attacchi aerei condotti nella notte da Stati Uniti e Israele hanno colpito diverse zone residenziali nella provincia nord-occidentale di Tabriz, in Iran. Lo riferisce l’agenzia di stampa iraniana Tasnim, secondo cui nei raid, che hanno distrutto completamente diverse unità abitative, sono morte almeno sei persone e sono rimaste ferite altre nove.

Israele, sono 4 i feriti a Tel Aviv dopo attacco missilistico Teheran

E’ stato rivisto a 4 il numero dei feriti nell’attacco iraniano a Tel Aviv. Lo affermano i servizi medici israeliani, spiegando di aver prestato soccorso a quattro persone sul luogo dell’impatto del missile balistico. Nessuna ha avuto bisogno di essere ricoverata in ospedale.

Asia chiude in rialzo, attesa per colloqui tra Trump e Iran

I mercati asiatici registrano per lo più guadagni, sullo scia del cauto sollievo che ha pervaso Wall Street dopo che il presidente Donald Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti hanno avviato colloqui con l’Iran in merito a una possibile fine del conflitto tra i due paesi. L’indice di riferimento giapponese Nikkei 225 della Borsa di Tokyo ha guadagnato l’1,1% nelle contrattazioni pomeridiane, attestandosi a 52.102,08 punti, recuperando parte delle perdite subite il giorno precedente. Il prezzo delle azioni di Toyota Motor Corp ha guadagnato lo 0,9% dopo che la società ha annunciato nella notte che investirà 1 miliardo di dollari nei propri stabilimenti automobilistici in Kentucky e Indiana. Ciò fa parte di un piano per investire fino a 10 miliardi di dollari negli Stati Uniti nei prossimi cinque anni, annunciato dalla casa automobilistica giapponese a novembre. L’indice australiano S&P/ASX 200 è salito dello 0,2% a 8.379,40. Il Kospi sudcoreano è salito del 2,7% a 5.550,95. L’Hang Seng di Hong Kong ha registrato un balzo del 2,2% a 24.908,00, mentre lo Shanghai Composite ha guadagnato l’1,3% a 3.862,39.I mercati globali hanno vissuto un periodo altalenante a causa dei timori relativi alla guerra in Iran, iniziata alla fine di febbraio, in particolare i paesi asiatici, che risentono pesantemente di qualsiasi interruzione dell’accesso allo Stretto di Hormuz, cruciale per le spedizioni di energia dal Medio Oriente. 

Media Teheran, attacchi su impianti gas a Isfahan e Khorramshahr

Gli attacchi di Stati Uniti e Israele hanno colpito due impianti del gas e un gasdotto in Iran, poche ore dopo l’annuncio del presidente americano Donald Trump di un rinvio degli attacchi alle infrastrutture energetiche iraniane. Lo riferisce l’agenzia iraniana Fars, secondo cui “l’edificio dell’amministrazione del gas e la stazione di regolazione della pressione del gas a Isfahan sono stati presi di mira”. Le strutture sono state “parzialmente danneggiate”. L’agenzia aggiunge che un attacco ha colpito anche il gasdotto della centrale elettrica di Khorramshahr, nel sud-ovest del Paese. 

Media Beirut: raid israeliani in Libano, colpite abitazioni e un ponte

Raid aerei israeliani hanno colpito la zona di Hermel, nel nord-est del Libano. Lo riferisce l’agenzia di stampa di Beirut Nna, spiegando che altri attacchi si sono verificati nelle zone meridionali di Deir Intar, Habboush, Chehabiyeh, Hanin e Majdal Selm, con diverse abitazioni prese di mira. Un altro raid ha colpito il ponte di Dalafa, in Libano, che collega alcune zone del sud del paese con la valle della Bekaa.

Media, 14 morti in raid Usa contro base miliziani filo-Teheran in Iraq

Quattordici persone sono morte in un raid degli Stati Uniti contro le Forze di Mobilitazione Popolare, allineate all’Iran, nella provincia di Anbar, nell’ovest dell’Iraq. Lo riporta Al Jazeera, sottolineando che l’attacco ha colpito il quartier generale del comando operativo della coalizione di milizie armate.

Idf, colpiti oltre 50 obiettivi regime a Teheran durante la notte

 Le Forze di Difesa Israeliane hanno annunciato che l’aeronautica ha completato lunedì una “ondata di attacchi su vasta scala” che ha colpito oltre 50 siti infrastrutturali del regime a Teheran, tra cui due centri di comando dell’intelligence del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, un centro di comando del ministero dell’Intelligence iraniano, depositi di armi e sistemi di difesa aerea, nonché siti di stoccaggio e lancio di missili balistici. Lo riporta Haaretz. 

Polizia Israele: 100 kg esplosivo in missile che ha colpito Tel Aviv

 I danni riportati nel centro di Tel Aviv dopo l’ultimo attacco iraniano sono stati causati da una testata contenente circa 100 chilogrammi di esplosivo. Lo ha confermato il sovrintendente della polizia israeliana Fadida Yaniv, che fa parte dell’unità che indaga sulle esplosioni. Il missile, ha dichiarato all’Associated Press sul posto, ha danneggiato abitazioni e automobili lungo una strada residenziale, ma non sono stati segnalati feriti gravi. 

Nella notte raid israeliani in sette zone periferia sud di Beirut

Le Forze di difesa israeliane hanno colpito nella notte sette aree della periferia meridionale di Beirut. Lo ha riferito l’agenzia di stampa libanese Nna. Ieri sera l’Idf aveva diramato l’ordine di evacuazione per i sobborghi meridionali di Beirut, in vista degli attacchi contro le postazioni di Hezbollah. 

Libano, 2 morti e 5 feriti in raid israeliano a sud di Beirut

Due persone sono morte e cinque sono rimaste ferite in un attacco israeliano a Bshamoun, a sud di Beirut. Lo ha riferito il ministero della Salute libanese.

Raid aereo contro Forze Mobilitazione Popolare in Iraq, ucciso comandante

Saad Dawai al-Baiji, comandante delle Forze di Mobilitazione Popolare (PMF), è rimasto ucciso insieme a diverse altre persone in un attacco aereo che ha colpito il quartier generale del gruppo nella provincia occidentale di Anbar, secondo quanto riferito dal gruppo sciita in un comunicato diffuso martedì. Le PMF, che sono formalmente sotto il controllo dell’esercito iracheno ma che in pratica operano ancora con una notevole autonomia, hanno accusato gli Stati Uniti di aver effettuato l’attacco. Da quando è iniziata la guerra con l’Iran, le postazioni delle PMF ad Anbar e in altre parti dell’Iraq sono state oggetto di ripetuti attacchi aerei.Alcuni gruppi all’interno della coalizione hanno periodicamente lanciato attacchi con droni contro le basi che ospitano le truppe statunitensi. 

Schegge difesa aerea Kuwait danneggiano linee elettriche alta tensione

 Sette linee elettriche ad alta tensione in Kuwait sono state danneggiate da schegge provenienti da operazioni di difesa aerea, causando interruzioni parziali in diverse zone. Lo riferisce il ministero dell’Energia del Kuwait. Le squadre stanno lavorando per ripristinare l’elettricità, ha aggiunto il comunicato

Bahrein attiva sirene allarme, Kuwait cerca di abbattere missili

Il Bahrein ha attivato le sirene di allarme missilistico, mentre il Kuwait ha dichiarato che le sue difese aeree stanno cercando di abbattere i missili in arrivo.

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