Iran, Trump: “Teheran apra Hormuz entro 48 ore o colpiremo le centrali elettriche”. Netanyahu: “Europa si unisca alla lotta”

Iran, Trump: “Teheran apra Hormuz entro 48 ore o colpiremo le centrali elettriche”. Netanyahu: “Europa si unisca alla lotta”

I Pasdaran: “Chiusura totale Stretto Hormuz se Usa attaccano centrali”. Elicottero precipita in Qatar, 7 morti. Teheran fissa sei condizioni per la fine della guerra

Prosegue la guerra in Iran, come la risposta di Teheran con attacchi ai Paesi confinanti che prendono di mira infrastrutture e basi degli Usa e di Israele. In questo clima, arriva un ultimatum del presidente Usa, Donald Trump, per la riapertura al passaggio delle navi del cruciale Stretto di Hormuz: “Teheran lo apra entro 48 ore – ha detto Trump nella notte – o cominceremo a colpire le loro centrali elettriche”.

Guerra in Iran, le notizie in diretta
Le notizie di domenica 22 marzo sull’attacco di Stati Uniti e Israele all’Iran, in diretta. L’offensiva dell’Iran contro Tel Aviv e gli altri Paesi del Golfo
Inizio diretta: 22/03/26 07:00
Fine diretta: 22/03/26 23:00
Trump: "Paesi Nato non stanno facendo nulla, è una vergogna"

 “I paesi della Nato non stanno facendo nulla, è una grande vergogna”. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump in un’intervista all’emittente israeliana Channel 13. “L’Iran si è comportato malissimo per 47 anni. Ora sta ricevendo la giusta punizione”, ha aggiunto. 

Trump: "Ultimatum su centrali elettriche funzionerà alla grande"

In un’intervista all’emittente israeliana Channel 13, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato che l’ultimatum imposto all’Iran “funzionerà molto bene”. “Presto scoprirete cosa succederà con l’ultimatum sulle centrali elettriche: il risultato sarà molto positivo”, ha detto , aggiungendo che “ci sarà la distruzione totale dell’Iran e funzionerà alla grande”. 

Macron sente principe Saudita: "Momento di responsabilità e moderazione"

Il presidente francese Emmanuel Macron ha avuto un colloquio con il principe ereditario dell’Arabia Saudita Mohammed bin Salman. “Gli ho ribadito la solidarietà della Francia e il nostro impegno a contribuire alla difesa aerea del territorio saudita, mentre il Paese è oggetto di ripetuti e inaccettabili attacchi con missili e droni iraniani”, afferma in un post sul social X, “di fronte al rischio di un’escalation incontrollata, è più che mai essenziale che tutte le parti in conflitto concordino nell’istituire una moratoria sulle infrastrutture energetiche e civili e che l’Iran ripristini la libertà di navigazione nello stretto di Ormuz”. “È il momento della responsabilità e della moderazione, al fine di creare le condizioni per una ripresa del dialogo che, da solo, potrà garantire la pace e la sicurezza di tutti”, aggiunge Macron, “in questo momento critico, il G7 e il Consiglio di cooperazione degli Stati arabi del Golfo devono rafforzare il loro coordinamento. La Francia e l’Arabia Saudita stanno lavorando di concerto in tal senso”. 

Idf: "Ci prepariamo a intensificare offensiva di terra in sud Libano"

Il capo di stato maggiore delle Forze di Difesa Israeliane (Idf), il tenente generale Eyal Zamir, ha affermato che l’esercito si sta preparando a “intensificare” l’offensiva di terra nel Libano meridionale e i raid aerei contro il gruppo terroristico: “Non ci fermeremo finché la minaccia non sarà allontanata dal confine e non sarà garantita la sicurezza a lungo termine per gli abitanti del nord”. Lo riporta il Times of Israel. “Siamo pronti per una lunga campagna e continueremo ad agire come necessario, sia in attacco che in difesa, per garantire la sicurezza a lungo termine degli abitanti del nord”, ha aggiunto, “al termine della campagna in Iran, Hezbollah rimarrà solo e isolato. Si tratta di una campagna prolungata e noi siamo preparati”. 

Sanchez. "Hormuz sia riaperto, rischio crisi energetica di lungo periodo"

Il governo spagnolo chiede l’apertura dello Stretto di Hormuz e la salvaguardia di tutti i siti energetici del Medio Oriente. Ci troviamo a un punto di svolta a livello globale. Un’ulteriore escalation potrebbe scatenare una crisi energetica di lungo periodo per l’intera umanità. Il mondo non dovrebbe pagare le conseguenze di questa guerra”. Lo scrive il premier spagnolo Pedro Sanchez in un post sul social X. 

Iran, rischio imminente di esecuzione pena di morte per 18enne Melika Azizi

L’esecuzione rischia di essere imminente in Iran per la 18enne Melika Azizi, condannata alla pena di morte. La notizia sta circolando sui vari profili social di esuli e dissidenti iraniani. Melika è stata arrestata il 9 gennaio 2026 nella provincia di Gilan (nella città di Masal) dopo aver preso parte alle recenti proteste contro il regime. È stata accusata di moharebeh, ovvero ‘guerra contro Dio’ per aver dato fuoco a simboli del regime o alla bandiera della Repubblica Islamica. È detenuta nella prigione di Lakan a Rasht, dove secondo diverse fonti è stata sottoposta a violenze e isolamento. 

Teheran: "Presa di mira azienda aerospaziale Israele"

L’esercito iraniano afferma di aver preso di mira la Israel Aerospace Industries (IAI), un’azienda statale del settore della difesa e dell’aerospazio. In una dichiarazione rilasciata all’agenzia di stampa governativa iraniana, l’esercito ha affermato di aver lanciato droni contro obiettivi della IAI vicino all’aeroporto internazionale Ben Gurion di Tel Aviv, nonché contro un aereo da ricognizione statunitense presso la base aerea Prince Sultan in Arabia Saudita. Lo riporta Al Jazeera. 

Nuovo attacco Israele al ponte di Qasmiyeh in sud Libano

Aerei israeliani hanno effettuato un altro raid sul ponte di Qasmiyeh, sul fiume Litani, nel sud del Libano. È la seconda volta oggi che questo ponte, un’importante infrastruttura che collega Tiro a Sidone e al resto del Libano, viene preso di mira. Lo riporta L’Orient Le Jour, secondo cui la strada a sud è ora completamente chiusa al traffico. 

Pahlavi a Usa e Israele: "In raid risparmiate infrastrutture civili"

Il figlio dell’ultimo scià dell’Iran in esilio Reza Pahlavi ha esortato gli Stati Uniti e Israele a “continuare a colpire il regime e il suo apparato repressivo, risparmiando al contempo le infrastrutture civili di cui gli iraniani avranno bisogno per ricostruire il nostro Paese”. “Le infrastrutture civili dell’Iran appartengono al popolo iraniano e al futuro di un Iran libero”, ha scritto in un post sul social X.

Aoun: "Attacchi Israele a ponti preludio di invasione di terra"

Il presidente del Libano Joseph Aoun ha affermato che gli attacchi ai ponti da parte di Israele nel sud del Paese “sono il preludio a un’invasione di terra”. Aoun ha aggiunto che il Libano ha espresso le proprie preoccupazioni attraverso i canali diplomatici. Il presidente ha promesso di disarmare Hezbollah e ha offerto negoziati diretti con Israele per porre fine alla guerra in corso. L’ultimo ponte a essere distrutto è stato il ponte di Qasmiya sul fiume Litani. 

Ministero della Salute libanese: "1.029 morti in Libano da inizio guerra"

Il ministero della Salute libanese ha dichiarato che dall’inizio della guerra sono state uccise nel Paese 1.029 persone. Tra loro ci sono 118 bambini e 79 donne, mentre almeno altre 2.786 persone sono rimaste ferite. 

Bessent: "Abbiamo fondi a sufficienza per finanziare questa guerra"

“Abbiamo fondi a sufficienza per finanziare questa guerra. Si tratta di un finanziamento supplementare”. Lo ha detto segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent, riferendosi a ulteriori finanziamenti richiesti al Congresso per garantire la prontezza militare futura. “Il presidente Trump ha potenziato le forze armate, come ha fatto durante il suo primo mandato e come sta facendo ora nel suo secondo, e vuole assicurarsi che le forze armate siano ben rifornite anche in futuro”, ha aggiunto Bessent in un’intervista a Nbc News.

 

Bessent: "Trump usa l'unica lingua che gli iraniani capiscono"

Il segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent ha affermato che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump sta usando “l’unico linguaggio che gli iraniani capiscono” minacciando di distruggere le centrali elettriche del paese se Teheran non aprirà completamente lo Stretto di Hormuz. Bessent ha dichiarato al programma ‘Meet the Press’ della Nbc che Trump “adotterà tutte le misure necessarie” per raggiungere i suoi obiettivi nella guerra con l’Iran. Al segretario è stato chiesto anche un commento sulla dichiarazione rilasciata la settimana scorsa da Trump, secondo cui quest’ultimo starebbe valutando la possibilità di “ridurre gradualmente” le operazioni militari, e se il presidente stia ora intensificando il conflitto. “Non si escludono a vicenda”, ha affermato Bessent, “a volte è necessario intensificare la tensione per poi allentarla”.

Pezeshkian: "Stretto Hormuz aperto a tutti, tranne a chi viola territorio"

“Lo Stretto di Hormuz è aperto a tutti, tranne che a coloro che violano il nostro territorio”. Lo ha scritto in un messaggio su X il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian.

 

Pezeshkian: "Affronteremo minacce deliranti sul campo di battaglia"

“L’illusione di cancellare l’Iran dalla mappa dimostra disperazione contro la volontà di una nazione che ha fatto la storia. Minacce e terrore non fanno altro che rafforzare la nostra unità”. Lo ha scritto in un messaggio su X il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian. “Affrontiamo con fermezza le minacce deliranti sul campo di battaglia”, ha aggiunto Pezeshkian.

 

Media, attacchi Usa-Israele hanno ucciso 210 bambini da inizio guerra

Gli attacchi di Stati Uniti e Israele in Iran hanno ucciso 210 bambini e ne hanno feriti altri 1.510 dall’inizio della guerra. Lo ha riferito l’emittente statale iraniana Irib, citando il ministro della Salute, Mohammad Reza Zafarghandi. Il ministro ha aggiunto che gli attacchi hanno finora danneggiato 300 centri sanitari, di cura e di emergenza.

Grossi (Aiea): "Contatti con Teheran e Washington su programma nucleare"

Il direttore generale dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (Aiea), Rafael Grossi, ha dichiarato alla Cbs di sperare di “ristabilire” i colloqui tra Iran e Stati Uniti sul programma nucleare iraniano. “Ho avuto importanti conversazioni qui alla Casa Bianca e anche con l’Iran. Ci sono stati dei contatti e speriamo di poter ristabilire quel canale di comunicazione”, ha affermato Grossi. Alla domanda se ci fosse la possibilità di raggiungere un accordo, Grossi ha risposto che “finché ci saranno negoziati, ci sarà sempre la possibilità di un accordo”. Inoltre, Grossi ha affermato di non aver parlato direttamente con Donald Trump, ma di essere consapevole del sostegno del presidente statunitense alla diplomazia. “Continueremo in questo impegno. Credo che l’essenza di tutto ciò sia che, anche nei momenti più bui, non dobbiamo mai perdere la speranza”, ha aggiunto Grossi.

Pasdaran: "Chiusura totale Stretto Hormuz se Usa attaccano centrali"

I Guardiani della Rivoluzione iraniani hanno dichiarato che, qualora le centrali elettriche venissero prese di mira, lo Stretto di Hormuz verrebbe “completamente” chiuso e non riaperto fino alla ricostruzione degli impianti. Come riportato da Al Jazeera, le forze armate iraniane hanno inoltre affermato che le centrali elettriche, le infrastrutture energetiche e le tecnologie dell’informazione e della comunicazione di Israele saranno “ampiamente prese di mira” e che aziende simili nella regione con azionisti americani saranno “completamente distrutte”. I Pasdaran hanno aggiunto che le centrali elettriche nei paesi della regione che ospitano basi statunitensi saranno obiettivi legittimi.

Media, quattro persone uccise in attacchi Israele in Libano

L’Agenzia Nazionale di Stampa libanese (Nna) ha riferito che quattro persone sono state uccise e altre sette ferite a seguito di raid israeliani in due aree. Tre persone sono state uccise nella città di Sultaniyeh e una vicino alla città di Marjeyoun, entrambe nel sud del Paese, afferma la Nna, citando il Ministero della Salute libanese.

Idf fanno saltare ponte Qasmiya sul fiume Litani in Libano

L’aviazione israeliana ha colpito il ponte di Qasmiya sul fiume Litani, nel Libano meridionale, poche ore dopo aver annunciato l’intenzione di bombardare il valico. L’esercito ha dichiarato che avrebbe colpito il ponte per impedire a Hezbollah di trasferire militanti e armi nel Libano meridionale. Il ministro della Difesa Israel Katz aveva dichiarato in precedenza di aver dato istruzioni alle Forze di Difesa Israeliane (Idf) di “distruggere immediatamente tutti i ponti sul fiume Litani utilizzati per attività terroristiche, al fine di impedire il passaggio verso sud di terroristi e armi di Hezbollah”.

 

Idf, da Teheran nuova ondata di missili contro Israele

Secondo un ulteriore aggiornamento delle Forze di Difesa Israeliane (Idf), l’Iran ha lanciato altri missili contro Israele. L’esercito israeliano afferma di essere al lavoro per intercettare la minaccia e di aver inviato un allarme precauzionale nelle aree interessate, come riporta la Bbc. Anche l’emittente statale iraniana Irib riporta l’inizio di una nuova ondata di attacchi missilistici.

Emirati Arabi, intercettati 4 missili balistici e 25 droni

Il ministero della Difesa degli Emirati Arabi Uniti ha dichiarato di aver intercettato domenica quattro missili balistici e 25 droni. Dall’inizio della guerra, il Paese ha intercettato 345 missili balistici, 15 missili da crociera e 1.773 droni, ha affermato il ministero, come riporta Al Jazeera. Gli attacchi iraniani hanno provocato la morte di due membri delle forze armate, sei civili e il ferimento di 160 persone.

Hezbollah effettua attacchi missilistici contro Israele vicino al confine

Hezbollah ha affermato di aver preso di mira assembramenti di truppe israeliane presso la base di Marj, di fronte alla città di Markaba, e a Jal al-Hammar, a sud di Odaisseh. Ha inoltre dichiarato di aver effettuato un terzo attacco missilistico contro soldati israeliani nell’area del progetto Taybeh, come riportato da Al Jazeera.

Turchia, contatti con Teheran, Ue, Usa e Egitto per fine guerra

Il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan ha avuto colloqui telefonici con il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, il ministro egiziano Badr Abdelatty, l’Alta rappresentante dell’Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza Kaja Kallas e funzionari statunitensi. Secondo fonti interne al ministero degli Affari Esteri turco, riporta l’agenzia Anadolu, le discussioni si sono concentrate sulle misure da adottare per porre fine al conflitto, nel quadro del coordinamento internazionale volto a disinnescare la crisi in Medioriente.

Merz: "Parlato con Trump anche di situazione in Israele e Ucraina"

“Questo pomeriggio ho discusso con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump della situazione in Iran, Israele e Ucraina. Abbiamo concordato di rimanere in stretto contatto. Il nostro scambio riprenderà presto”. Lo ha scritto in un messaggio su X il cancelliere tedesco, Friedrich Merz.

Cremlino: "Uccisione leader Teheran avrà profonde conseguenze"

L’assassinio dei vertici iraniani avrà profonde conseguenze. Lo ha affermato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, come riporta Tass. “Questa non è normalità, e ha avuto e continuerà ad avere profonde conseguenze. Non può rimanere senza conseguenze”, ha affermato Peskov, aggiungendo che l’Iran si sta difendendo e lo sta facendo in modo piuttosto attivo. “Non credo che nessuno sano di mente oserebbe prevedere come si evolverà la situazione, ma è chiaro che non sta succedendo niente di buono”, ha concluso il portavoce del Cremlino.

Axios, Trump prepara squadra per possibili negoziati con Teheran

L’amministrazione Trump ha avviato le prime discussioni su un possibile percorso negoziale con l’Iran, mentre la guerra entra nella quarta settimana. Lo riporta Axios citando fonti statunitensi e a conoscenza dei colloqui. Secondo le indiscrezioni, gli inviati Jared Kushner e Steve Witkoff sono coinvolti nella pianificazione della fase diplomatica, con l’obiettivo di farsi trovare pronti in caso di apertura ai negoziati, nonostante le aspettative di ulteriori settimane di combattimenti. Al momento non risultano contatti diretti recenti tra Washington e Teheran, ma Paesi come Qatar, Egitto e Regno Unito avrebbero svolto un ruolo di mediazione informale, trasmettendo messaggi tra le parti. L’Iran si sarebbe detto disponibile a trattare, ma a condizioni rigide, tra cui un cessate il fuoco, garanzie contro una ripresa delle ostilità e compensazioni. Gli Stati Uniti puntano invece a un accordo più ampio che includa restrizioni al programma nucleare e missilistico iraniano, il controllo delle attività sensibili e lo stop al sostegno ai gruppi alleati nella regione. Resta però ampia la distanza tra le posizioni: Teheran ha già respinto in passato richieste simili, mentre il presidente Donald Trump ha escluso, almeno per ora, concessioni su cessate il fuoco e risarcimenti, pur lasciando aperta la porta al dialogo. Parallelamente, Washington sta valutando i possibili interlocutori a Teheran e i canali di mediazione più efficaci, con il Qatar considerato tra le opzioni principali.

Ft: guerra pesa su compagnie aeree, persi 53 miliardi

La guerra in Medioriente sta colpendo duramente il settore aereo globale, che affronta la crisi più grave dai tempi della pandemia. Secondo il Financial Times, le principali compagnie hanno perso circa 53 miliardi di dollari di valore di mercato dall’inizio del conflitto. Le tensioni hanno causato cancellazioni e deviazioni di voli, oltre a forti ripercussioni sui principali hub del Golfo. A pesare è soprattutto l’aumento del costo del carburante: il prezzo del jet fuel, che rappresenta circa un terzo dei costi operativi delle compagnie, è raddoppiato dall’avvio degli attacchi contro l’Iran e continua a crescere. I dirigenti del settore avvertono che l’impennata dei prezzi avrà effetti diretti sui passeggeri, con un aumento significativo delle tariffe nei prossimi mesi, mentre le compagnie cercano di proteggere i margini. Nonostante alcune aziende siano parzialmente protette dalle oscillazioni del petrolio, l’attuale rialzo viene considerato più intenso rispetto a quello seguito all’invasione russa dell’Ucraina nel 2022. Il conflitto, giunto alla quarta settimana, solleva inoltre timori su possibili carenze di carburante e su un calo della domanda globale. Intanto, scrive ancora il Financial Times, cresce la pressione degli investitori: diverse compagnie europee, tra cui vettori low cost, sono oggetto di forti scommesse al ribasso sui mercati.

Idf: al via nuova ondata 'estesa' di raid contro Hezbollah in Libano

Le Forze di Difesa Israeliane (Idf) hanno comunicato di aver avviato un’ondata “estesa” di attacchi aerei contro le infrastrutture di Hezbollah nel Libano meridionale. Come riporta Times of Israel, gli attacchi giungono dopo ripetuti allarmi relativi alla presenza di droni nelle città del nord. In mattinata, un attacco missilistico contro un kibbutz vicino al confine ha ucciso un agricoltore.

Idf: "Eliminato comandante forze speciali Hezbollah in Libano"

Le Forze di Difesa Israeliane (Idf) hanno comunicato di aver eliminato Abu Khalil Barji, comandante delle forze speciali dell’unità ‘Forza Radwan’ di Hezbollah, e altri due terroristi durante un raid nel sud del Libano. Lo ha annunciato il portavoce delle Idf, come riporta Ynet.

Israele: "Civili colpiti intenzionalmente, pronti a rispondere duramente"

Il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha affermato che Israele farà regredire l’Iran di decenni in risposta ai suoi attacchi, accusando Teheran di prendere di mira deliberatamente i civili. “Se la situazione continua così, colpiremo sicuramente l’Iran con una tale violenza da riportarlo indietro di decenni”, ha dichiarato Katz durante una visita al luogo in cui un missile ha colpito la città meridionale di Arad la scorsa notte, ferendo decine di persone. Katz ha dichiarato che i Guardiani della Rivoluzione stanno “sparando intenzionalmente contro centri civili”, un’azione che, a suo dire, ha lo scopo di esercitare pressioni interne sul governo israeliano affinché ponga fine alla guerra. “Questo non accadrà”, afferma Katz. “Il fronte interno è forte.”

Quindici feriti in Israele a seguito degli ultimi attacchi a Tel Aviv

Il servizio di emergenza israeliano Magen David Adom ha comunicato che 15 persone sono rimaste ferite in seguito ad attacchi contro Israele nell’area di Tel Aviv. Una portavoce ha dichiarato che un uomo di 53 anni è in “condizioni moderate”, mentre gli altri 14 sono in “condizioni lievi”. I 15 feriti sono ricoverati in ospedale, ha aggiunto il servizio di ambulanze, precisando che seguiranno aggiornamenti.

Netanyahu: "Iran è pericolo per il mondo, di quali altre prove avete bisogno?"

“Stanno bloccando una rotta marittima internazionale, una via energetica fondamentale, e stanno cercando di ricattare il mondo intero”. Così il premier israeliano Benjamin Netanyahu in una intervista a Fox News, dopo l’attacco ad Arad, riferendosi al regime iraniano. “Di quali altre prove avete bisogno – afferma – per convincervi che questo regime, che minaccia il mondo intero, debba essere fermato?”. L’ho sempre detto. Ora hanno la capacità di raggiungere il cuore dell’Europa. “Hanno già sparato contro Cipro”, ha affermato Netanyahu, “stanno prendendo di mira tutti”.

Qatar, morti tutti e sette i passeggeri a bordo dell'elicottero

Il ministero dell’Interno del Qatar ha comunicato che anche la settima persona coinvolta nello schianto di un elicottero, inizialmente data per dispersa, è deceduta. Ciò significa che tutti e sette i passeggeri a bordo dell’elicottero sono morti, come riporta Ynet.

Centcom: distrutto impianto Teheran per missili balistici

Il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha dichiarato di aver distrutto all’inizio del mese un impianto militare iraniano dove venivano costruiti missili balistici a corto, medio e corto raggio. In un post su X, ha identificato il sito come l’impianto di assemblaggio di missili balistici di Kuh-e Barjamali e ha allegato foto satellitari del complesso prima e dopo la distruzione. L’impianto si trova sulle colline di Barjamali, a sud-est di Teheran.

Teheran, danni ingenti nei settori idrico e elettrico

Il ministro dell’Energia iraniano Abbas Aliabadi ha dichiarato che le infrastrutture idriche ed elettriche vitali del Paese hanno subito danni significativi a seguito degli attacchi aerei e informatici perpetrati dagli Stati Uniti e da Israele durante il conflitto in corso con l’Iran. Intervenendo in occasione della Giornata mondiale dell’acqua, riporta Isna, Aliabadi ha spiegato che i recenti attacchi hanno preso di mira decine di impianti di trasmissione e trattamento dell’acqua, distruggendo parti delle vitali reti idriche del Paese. Ha aggiunto che “la maggior parte di queste infrastrutture è tornata in servizio il più rapidamente possibile”, secondo quanto riportato dalla televisione di stato iraniana.

Hacker filo-Teheran minacciano pubblicazione mappe infrastrutture Israele

 

Il gruppo hacker Hanzala legato all’Iran è pronto a pubblicare la mappa delle infrastrutture elettriche e idriche di Israele. Lo riporta l’agenzia iraniana Tasmin. “Pubblicheremo la mappa delle infrastrutture elettriche e idriche del regime sionista e della regione”, ha affermato in un messaggio Hanzala, riferisce Tasmin. “Nelle prossime ore pubblicheremo tutte le mappe delle infrastrutture elettriche e idriche del regime e della regione. Sono tutte registrate nella banca dati degli obiettivi e stiamo aspettando la vostra stupida mossa”, si legge nel messaggio.

Netanyahu: "È ora che l'Europa si unisca alla lotta"

“Hanno lanciato un missile balistico intercontinentale contro Diego Garcia… Ora hanno la capacità di raggiungere zone profonde dell’Europa” ed “è ora che i leader degli altri Paesi si uniscano”. Così il primo ministro Benjamin Netanyahu, in visita al luogo di un attacco missilistico nella città meridionale di Arad, esorta i leader mondiali alla campagna militare congiunta israelo-americana contro l’Iran, citando – come riporta il Times of Israel – il missile lanciato da Teheran contro la base militare anglo-americana di Diego Garcia, nell’Oceano Indiano, avvenuto nel fine settimana. “Stanno prendendo di mira tutti. Stanno bloccando una rotta marittima internazionale, una via energetica fondamentale, e stanno cercando di ricattare il mondo intero. “È ora che i leader degli altri Paesi si uniscano”. Netanyahu afferma che alcuni Paesi stanno iniziando a muoversi ma aggiunge che “serve di più”.

 

Araghchi sente Kallas, colloquio su crisi e sicurezza globale

Il ministro degli Affari Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha parlato al telefono con l’Alta rappresentante Ue per la politica estera e la sicurezza, Kaja Kallas. Secondo quanto comunicato dal ministero degli Esteri iraniano, nel corso della conversazione sono stati discussi gli ultimi sviluppi nella regione a seguito dei “continui attacchi illegittimi statunitensi e israeliani contro l’Iran e le relative conseguenze politiche, di sicurezza e umanitarie”. Entrambe le parti hanno espresso preoccupazione per l’escalation in corso, discutendo gli effetti delle tensioni sulla stabilità regionale e sull’equilibrio internazionale.

Bahrein, intercettati 145 missili e 246 droni da inizio guerra

Le forze di difesa del Bahrein affermano di aver intercettato e distrutto 145 missili e 246 droni dall’inizio della guerra. In una dichiarazione, riporta Al Jazeera, le Forze di Difesa del Bahrein hanno affermato che i loro sistemi di difesa aerea continuano a contrastare “ondate successive” di attacchi, attribuiti all’Iran. Hanno precisato che le intercettazioni sono avvenute dall’inizio di quella che hanno definito un’escalation in corso. Le autorità hanno sottolineato che l’uso di “missili balistici e droni per colpire infrastrutture civili e proprietà private costituisce una flagrante violazione del diritto internazionale umanitario”.

Teheran minaccia danni irreversibili a infrastrutture energetiche regionali

Dopo l’ultimatum del presidente Usa Donald Trump sullo stretto di Hormuz, il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, avverte che gli attacchi alle centrali elettriche del Paese sarebbero “immediatamente” contrastati con attacchi contro le infrastrutture energetiche e petrolifere in tutta la regione con danni “irreversibili”. “Le infrastrutture critiche, energetiche e petrolifere di tutta la regione – scrive su X – saranno considerate obiettivi legittimi e distrutte in modo irreversibile, e i prezzi del petrolio aumenteranno a lungo”.

Esplosione per proiettile vicino a nave al largo degli Emirati Arabi

Una nave portarinfuse ha segnalato un’esplosione causata da un proiettile non identificato vicino alla sua posizione al largo della costa degli Emirati Arabi Uniti. Tutto l’equipaggio è illeso, secondo quanto riportato dall’Ukmto (United Kingdom Maritime Trade Operations). L’incidente è avvenuto a circa 15 miglia nautiche a nord di Sharjah. Il bersaglio previsto non è stato identificato con certezza. Le autorità stanno indagando e hanno allertato le navi presenti nella zona.

Arabia Saudita espelle diplomatici iraniani

L’Arabia Saudita ha dichiarato persona non grata l’addetto militare iraniano e quattro diplomatici dell’ambasciata iraniana nel regno, ordinando loro di lasciare il Paese entro 24 ore. Lo riporta Al Jazeera. Il Qatar ha fatto lo stesso mercoledì, dopo che l’Iran ha colpito un importante impianto di gas nel Paese in rappresaglia per l’attacco israeliano al giacimento di gas iraniano di South Pars.

Tokyo: rilasciato da Teheran un cittadino giapponese

L’Iran ha rilasciato uno dei due cittadini giapponesi detenuti nel Paese, che è ora in viaggio di ritorno verso il Giappone. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri giapponese, Toshimitsu Motegi. Parlando a un programma televisivo, Motegi ha spiegato che la persona era detenuta dallo scorso anno ed è stata liberata mercoledì. Il rientro in Giappone è previsto domenica, con un volo partito dall’Azerbaigian. Un secondo cittadino giapponese, arrestato all’inizio di quest’anno in Iran, resta invece in custodia. Il ministro ha dichiarato di essere al lavoro per ottenerne al più presto il rilascio, dopo aver sollevato più volte la questione con le autorità iraniane. Secondo il Committee to Protect Journalists, il cittadino arrestato a gennaio sarebbe un giornalista dell’emittente pubblica Nhk, fermato dai Guardiani della Rivoluzione e successivamente trasferito nel carcere di Evin. Il ministero degli Esteri giapponese ha riferito che entrambi i detenuti sono in buone condizioni di salute.

Idf: da Teheran oltre 400 missili da inizio guerra, 92% intercettati

L’esercito israeliano ha dichiarato che l’Iran ha lanciato oltre 400 missili balistici contro Israele dall’inizio della guerra in Medioriente, intercettandone circa il 92%. “L’Iran ha lanciato oltre 400 missili balistici. Abbiamo avuto un’ottima percentuale di intercettazione. Abbiamo un tasso di successo di circa il 92%”, ha dichiarato il tenente colonnello Nadav Shoshani, portavoce dell’esercito israeliano, come riportano i media israeliani. Sabato, missili iraniani hanno colpito due città nel sud di Israele, causando il ferimento di almeno 175 persone.

 

Media, Teheran afferma di aver intercettato caccia nemico vicino Hormuz

L’esercito iraniano ha comunicato che un “aereo nemico F-15”, che si era avvicinato troppo alla costa meridionale dell’Iran, nei pressi dell’isola di Hormuz, è stato intercettato dalla forza di difesa aerea dell’esercito. Secondo la Bbc, l’esercito iraniano afferma di aver preso di mira l’F-15 “dopo averlo intercettato e aver lanciato un missile”. Secondo l’agenzia di stampa statale Irna, “i sistemi terra-aria della difesa aerea dell’esercito” hanno colpito l’aereo. Secondo quanto dichiarato dall’esercito iraniano, “è stata avviata e tuttora in corso un’indagine per ottenere informazioni sulla sorte del caccia”.

Elicottero precipitato in Qatar, tra i morti due civili e un ufficiale turchi

Il Ministero della Difesa del Qatar rende noti i nomi delle vittime dell’incidente dell’elicottero precipitato nelle acque del Golfo, tra di loro un ufficiale delle forze congiunte Qatar-Turchia e due cittadini turchi, collaboratori civili passeggeri dell’elicottero. Le altre vittime sono militari delle forze armate del Qatar. Sono ancora in corso le ricerche di un altri ufficiale qatariano, uno dei piloti dell’elicottero. “Il Ministero della Difesa porge le sue più sincere condoglianze alle famiglie dei martiri”, si legge in un posto su X.

Idf, eliminato militante di Hamas in operazione in Libano

L’esercito israeliano afferma di aver ucciso in Libano un militante di Hamas, ritenuto coinvolto nel finanziamento delle attività del gruppo. In un comunicato, si legge che Walid Muhammad Dib è stato preso di mira all’inizio di questa settimana in un attacco condotto su ordine dell’agenzia di intelligence Shin Bet, riporta Al Jazeera. Secondo le Idf, l’uomo era responsabile del trasferimento di fondi alle reti di Hamas nella Cisgiordania occupata, in Libano e altrove, nonché del reclutamento di militanti.

Israele ordina distruzione di tutti i ponti sul fiume Litani in Libano

Le Forze di Difesa Israeliane (Idf) hanno comunicato che bombarderanno un altro ponte sul fiume Litani, in Libano “a causa delle attività di Hezbollah e del trasferimento di terroristi nel Libano meridionale, mascherati da civili”. Per impedire a Hezbollah di trasferire militanti e armi nel Libano meridionale, l’esercito ha annunciato che colpirà il ponte di Qasmiya, situato sulla strada costiera nel Libano meridionale. Nel frattempo, il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha dichiarato che lui e il primo ministro Benjamin Netanyahu hanno dato istruzioni alle Idf di “distruggere immediatamente tutti i ponti sul fiume Litani utilizzati per attività terroristiche, al fine di impedire il passaggio verso sud di terroristi e armi di Hezbollah”. Katz ha affermato inoltre di aver dato istruzioni all’esercito di “accelerare la distruzione delle case libanesi nei villaggi lungo la linea di contatto, per contrastare le minacce alle comunità israeliane, secondo il modello di Beit Hanoun e Rafah”, riferendosi alla distruzione di città nella Striscia di Gaza da parte di Israele durante l’offensiva di terra contro Hamas.

Regno Unito: "Un missile caduto vicino Diego Garcia e uno intercettato, nessun allarme Ue"

Il Regno Unito ridimensiona l’allarme sui missili iraniani, chiarendo quanto accaduto dopo il lancio di ieri verso l’area della base Gb-Usa di Diego Garcia, nell’Oceano Indiano. Secondo il ministro britannico per l’Edilizia e le Comunità locali, Steve Reed, uno dei missili è stato intercettato mentre l’altro non ha raggiunto il bersaglio, cadendo senza causare danni. Un episodio che, ha sottolineato parlando alla Bbc, dimostra l’efficacia dei sistemi di difesa e non rappresenta una minaccia diretta. Le dichiarazioni arrivano dopo l’avvertimento delle Forze di difesa israeliane, secondo cui Teheran avrebbe sviluppato missili a lungo raggio potenzialmente in grado di colpire capitali europee. Londra invita però alla cautela su questa valutazione: Reed ha parlato di affermazioni non supportate da elementi concreti, escludendo che vi siano indicazioni di una capacità o intenzione iraniana di colpire il Regno Unito o altri Paesi europei. Il ministro ha ribadito che “il governo britannico non è coinvolto nel conflitto” e che Londra vuole evitare un’escalation, pur mantenendo alta l’attenzione sulla sicurezza e sulla protezione dei propri interessi e alleati.

L'Iraq proroga di 72 ore la chiusura dello spazio aereo

L’Autorità dell’aviazione civile irachena ha disposto la proroga per altre 72 ore della chiusura dello spazio aereo a tutti i voli. Lo scrive Al Jazeera. Questa mattina i media iraniani hanno riferito di un attacco di droni contro una base militare vicino all’aeroporto internazionale di Baghdad.

Media, Teheran nega responsabilità per attacco a base Usa-Gb

Un alto funzionario iraniano ha dichiarato ad Al Jazeera che l’Iran non è responsabile e non è coinvolto negli attacchi missilistici contro la base militare anglo-americana di Diego Garcia nell’Oceano Indiano. La smentita è giunta dopo che il Wall Street Journal aveva riportato che due missili balistici a medio raggio erano stati lanciati verso la base, senza però colpirla. Diego Garcia è una delle due basi che il Regno Unito ha autorizzato gli Stati Uniti a utilizzare nell’ambito della campagna contro l’Iran. L’incidente segnalato ha attirato l’attenzione perché Diego Garcia si trova a 4.000 chilometri dall’Iran, il doppio del limite di 2.000 chilometri che, secondo il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, Teheran avrebbe deliberatamente imposto ai suoi missili. L’isola, la più grande dell’arcipelago delle Chagos nell’Oceano Indiano centrale, ospita una presenza militare congiunta tra Stati Uniti e Regno Unito sin dagli anni ’70 e funge da base per bombardieri a lungo raggio e altre risorse strategiche.

Teheran fissa sei condizioni per la fine della guerra

L’Iran ha indicato sei condizioni chiave per porre fine al conflitto con Stati Uniti e Israele, delineando quello che viene definito un nuovo quadro “giuridico-strategico”. Lo riferisce l’agenzia di stampa iraniana Tasmin, citando un alto funzionario politico e della sicurezza iraniano. Secondo il funzionario, Teheran starebbe attuando un piano elaborato mesi fa, procedendo “con pazienza strategica” nelle operazioni militari. Il funzionario ha inoltre sostenuto che, dopo aver colpito le difese aeree nemiche, l’Iran avrebbe acquisito il controllo dello spazio aereo, escludendo al momento prospettive di un cessate il fuoco imminente. Tra le condizioni poste per fermare il conflitto figurano: garanzie che la guerra non si ripeta, la chiusura delle basi militari statunitensi nella regione e il pagamento di risarcimenti a favore dell’Iran. Teheran chiede inoltre la fine delle ostilità su tutti i fronti regionali. Completano la lista la richiesta di un nuovo assetto giuridico per lo Stretto di Hormuz e l’estradizione di persone legate a media considerati ostili al Paese. Il funzionario ha aggiunto che proposte di mediazione sarebbero già state avanzate da attori regionali, ma ha ribadito che le condizioni iraniane devono essere prese in seria considerazione.

Teheran, attacco su aeroporto Tel Aviv con drone ultima generazione

L’esercito iraniano afferma di aver attaccato l’aeroporto internazionale Ben Gurion di Tel Aviv con un “drone Arash 2 di ultima generazione”. Lo riporta la Bbc. Secondo il portavoce militare iraniano Mohammad Akraminia, il drone ha un raggio d’azione di “circa 2.000 chilometri” e “grazie alla sua bassissima sezione radar equivalente, è in grado di eludere facilmente i sistemi radar”. Ha inoltre affermato che l’autonomia di volo e la capacità produttiva del drone sono elevate e che “è stato utilizzato con successo in recenti operazioni

Emirati, intercettati attacchi con missili e droni da Teheran

Gli Emirati Arabi Uniti hanno annunciato che le difese aeree del Paese hanno reagito agli attacchi missilistici e dei droni provenienti dall’Iran. Come riporta Ynet, il ministero della Difesa emiratino ha dichiarato che sono state effettuate diverse intercettazioni. Anche l’Arabia Saudita, riporta la Bbc, ha riferito di di aver intercettato attacchi questa mattina, con due missili caduti in un’area “disabitata”.

Parlamentare Teheran: "Navi pagano 2 milioni di dollari per passare lo Stretto di Hormuz"

Il parlamentare iraniano Alaeddin Boroujrrdi ha affermato alla televisione di Stato che alcune navi che attraversano lo Stretto di Hormuz sono soggette a una “tassa di 2 milioni di dollari” imposta dall’Iran. Lo riporta la Bbc, sottolineando di non aver potuto verificare in modo indipendente l’affermazione del parlamentare iraniano riguardo al pedaggio. Boroujrrdi ha dichiarato che nello Stretto si sta imponendo un “nuovo regime di governo” e che “la guerra ha un costo”, aggiungendo che ciò dimostra “l’autorità e il diritto di cui gode la Repubblica Islamica dell’Iran”.

Elicottero precipitato in Qatar, 6 morti e un disperso

Il Qatar afferma che sei persone sono state trovate morte, mentre una è ancora dispersa, in un incidente di elicottero nelle acque del Paese del Golfo. Il ministero della Difesa qatarino ha attribuito la causa dell’incidente dell’elicottero a un “guasto tecnico”. Il Ministero dell’Interno ha dichiarato che una persona risulta ancora dispersa nell’incidente, avvenuto ieri, ma non chiarisce la nazionalità delle vittime né se fossero civili o militari.

Idf, uccisi 10 miliziani di Hezbollah in operazione in Libano

Le Forze di Difesa Israeliane (Idf) hanno comunicato che le truppe hanno ucciso militanti di Hezbollah e sequestrato armi durante le operazioni di terra in corso nel Libano meridionale. Come riporta Times of Israel, le forze della 36 Divisione hanno recentemente fatto irruzione in diversi edifici che, secondo l’esercito, erano utilizzati da Hezbollah, dove sono state rinvenute numerose armi. Le Idf affermano che la 7 Brigata Corazzata della divisione ha ucciso più di 10 militanti di Hezbollah che “rappresentavano una minaccia immediata” durante l’incursione. Quattro divisioni delle Idf, composte da migliaia di soldati, sono attualmente operative nel Libano meridionale. Le Idf si stanno preparando a schierare ulteriori forze nel Libano meridionale e ad ampliare ulteriormente la zona cuscinetto per allontanare la minaccia di Hezbollah dal confine.

 

Ministro Esteri dell'Iran Araghchi sente omologo dell'Oman

Abbas Araghchi, ministro degli Affari Esteri dell’Iran, ha parlato telefonicamente con Seyyed Badr Al Busaidi, ministro degli Affari Esteri dell’Oman. Lo riporta l’agenzia iraniana Irna. Nel corso della telefonata, Araqchi, nel congratularsi con noi per l’Eid al-Fitr, ha illustrato la posizione iraniana sugli ultimi sviluppi nella regione e sulla “crudele aggressione americano-sionista contro la Repubblica Islamica dell’Iran”, riferisce ancora Irna, aggiungendo che Al-Busaidy, a sua volta, si è congratulato con il ministro degli Esteri e con il popolo iraniano per l’Eid al-Fitr, nonché per l’arrivo del nuovo anno e del Nowruz. I ministri degli Esteri di Iran e Oman hanno sottolineato la necessità di proseguire le consultazioni tra le parti.

Media, sottomarino britannico a propulsione nucleare arriva nel Mar Arabico

Il sottomarino britannico a propulsione nucleare Hms Anson è arrivato nel Mar Arabico, nel contesto della minaccia statunitense di intensificare le operazioni militari contro l’Iran. Secondo il Daily Mail, il sottomarino ha lasciato Perth il 6 marzo e si ritiene che si stia posizionando nella parte settentrionale del Mar Arabico, in un’area vicino allo Stretto di Hormuz. L’Hms Anson è equipaggiato con missili da crociera Tomahawk Block IV con una gittata di 1.600 km e siluri pesanti Spearfish. L’arrivo del sottomarino nella regione mediorientale coincide inoltre con l’accordo raggiunto dal premier britannico Keir Starmer, che ha autorizzato gli Stati Uniti a utilizzare le basi militari britanniche per lanciare attacchi contro obiettivi iraniani.

 

Hezbollah rivendica attacco a Misgav Am, direttto contro soldati Israele

 

Hezbollah ha rivendicato l’attacco mortale di questa mattina contro la comunità di confine settentrionale di Misgav Am. Come riporta Times of Israel, in un comunicato, il gruppo terroristico afferma di aver colpito con un lancio di razzi un “raduno di soldati dell’esercito nemico israeliano nell’insediamento di Misgav Am” alle 8 del mattino. Le Forze di Difesa Israeliane (Idf) affermano di aver rilevato colpi provenienti dal Libano a quell’ora, che hanno colpito due veicoli, uccidendo un uomo. L’esercito israeliano sta indagando per accertare se si sia trattato di un missile anticarro.

Giappone potrebbe partecipare a operazioni sminamento Stretto Hormuz

Il Giappone potrebbe valutare l’impiego delle proprie forze armate per operazioni di sminamento nello Stretto di Hormuz qualora venisse raggiunto un cessate il fuoco nella guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Toshimitsu Motegi, come riporta il Guardian. “Se ci fosse un cessate il fuoco completo, ipoteticamente parlando, allora si potrebbe prendere in considerazione l’ipotesi di operazioni di sminamento”, ha detto Motegi a Fuji Tv.

 

Media, attacco con droni contro base vicino aeroporto di Baghdad

L’agenzia di stampa ufficiale iraniana Irna ha riferito che un attacco di droni ha preso di mira una base militare vicino all’aeroporto internazionale di Baghdad. “La base militare, situata vicino all’aeroporto internazionale di Baghdad, è stata nuovamente bersaglio di attacchi di droni”, ha scritto Irna, riferendosi a un complesso utilizzato in passato dall’esercito statunitense, come riporta il Guardian.

Media israeliani, quasi 200 feriti in attacchi a Dimona e Arad, 11 gravi

Quasi 200 persone sono rimaste ferite, 11 delle quali in modo grave, negli attacchi iraniani nelle città meridionali di Dimona e Arad di ieri, dopo che la difesa aerea israeliana non è riuscita a intercettare almeno due missili balistici.
Questo il bilancio riportato dal Times of Istrael, che cita fonti sanitarie. Tra i feriti gravi negli attacchi nel sud del Paese figurano un ragazzino di 12 anni, colpito da schegge durante l’attacco a Dimona, e una bambina di 5 anni, ferita nel successivo attacco ad Arad. Secondo i media statali iraniani, gli attacchi erano diretti contro l’impianto di ricerca nucleare israeliano, situato a circa 10 chilometri da Dimona e a 30 chilometri da Arad.

Media, un morto in Israele dopo attacco con missili anticarro da Hezbollah

Una persona è rimasta uccisa in un presunto attacco con un missile anticarro nella località di confine settentrionale di Misgav Am. Lo riportano i media israeliani, aggiungendo che le Forze di Difesa stanno indagando su un presunto attacco di Hezbollah proveniente dal Libano. Channel 12 scrive che l’uomo era rimasto intrappolato nel suo veicolo, nella località dell’Alta Galilea, a seguito di un attacco anticarro. Secondo l’emittente israeliana si tratta del terzo attacco in un’ora, in precedenza, gli allarmi erano scattati nel centro, nelle pianure, a Sharon, nell’area di Gerusalemme e nel Sud.

Teheran lancia una nuova ondata di missili contro Israele

L’Iran ha lanciato una nuova ondata di missili contro Israele, secondo quanto riportato dall’emittente statale iraniana Irib. Nel frattempo, le Forze di Difesa Israeliane affermano di essere al lavoro per intercettare la minaccia e di aver inviato un messaggio di allerta nelle aree interessate.

Teheran pronta ad aprire Stretto Hormuz tranne a 'navi Paesi nemici'

L’Iran è pronto a cooperare con l’Organizzazione Marittima Internazionale per migliorare la sicurezza marittima e proteggere i marittimi nel Golfo. Lo ha dichiarato il rappresentante iraniano presso l’agenzia marittima delle Nazioni Unite, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa semi-ufficiale Mehr, come riporta il Guardian. Ali Mousavi ha affermato che lo Stretto di Hormuz rimane aperto a tutte le navi, ad eccezione di quelle legate ai “nemici dell’Iran”, aggiungendo che il passaggio attraverso lo stretto è possibile grazie al coordinamento delle misure di sicurezza con Teheran. “La diplomazia rimane la priorità dell’Iran. Tuttavia, una completa cessazione dell’aggressione, così come la fiducia reciproca, sono ancora più importanti”, ha dichiarato Mousavi. Ha inoltre affermato che gli attacchi israeliani e statunitensi contro l’Iran sono alla “radice dell’attuale situazione nello Stretto di Hormuz”.

Iran, blackout internet entra nella quarta settimana

Il blocco di internet in Iran è entrato nella sua quarta settimana, superando ormai le 500 ore. Su X NetBlocks ricorda che “pochi strumenti di elusione funzionano, poiché le autorità intensificano la repressione contro gli utenti di connessioni satellitari e Vpn al di fuori della lista bianca approvata dallo Stato”. Testimoni sentiti da Al Jazeera affermano di incontrare “estreme difficoltà” nel raggiungere il mondo esterno e, dato che la guerra non accenna a finire, non è possibile prevedere con certezza quando i collegamenti verranno ripristinati. 

Teheran: "Attacchi a siti energetici se verrà colpita rete elettrica"

L’esercito iraniano ha minacciato di attaccare tutte le infrastrutture energetiche legate agli Stati Uniti e a Israele in Medio Oriente qualora le sue centrali elettriche venissero prese di mira. Così Teheran risponde all’ultimatum lanciato nella notte dal presidente Usa Donald Trump sul suo social Truth.L’avvertimento è giunto che Trump aveva minacciato di attaccare le centrali elettriche iraniane se l’Iran non avesse riaperto lo Stretto di Hormuz entro 48 ore. L’agenzia di stampa Fars, citata da Al Jazeera, ha inoltre ricordato che il defunto capo del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano, Ali Larijani, aveva avvertito che “l’intera regione sarebbe rimasta senza corrente entro mezz’ora” se la rete elettrica iraniana fosse stata presa di mira. 

Trump: "Teheran apra Hormuz entro 48 ore o colpiremo centrali elettriche"

Nella notte il presidente degli Stati Uniti ha lanciato un ultimatum a Teheran su su Hormuz: “Se l’Iran non aprirà completamente, senza minacce, lo Stretto di Hormuz entro 48 ORE da questo preciso momento, gli Stati Uniti d’America colpiranno e distruggeranno le sue varie centrali elettriche, comincando da quella più grande!”, scrive Trump su Truth. 

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