Il premier spagnolo Pedro Sanchez ha annunciato l’approvazione di un piano integrale di risposta alla crisi in Medio Oriente, che “mobiliterà 5 miliardi di euro” e che include 80 misure per far fronte al “terremoto economico su scala globale” provocato dalla guerra “illegale in Iran”, di cui si sentono già “le prime scosse”.
Il piano di Sanchez
“Le guerre costano vite umane e rifugiati, e ciò sarebbe sufficiente per dire di no” ai conflitti, ma hanno anche un costo economico, ha affermato il leader socialista. La guerra in Iran, che è “illegale”, ha ripetuto più volte Sanchez, “ci costerà a ora 5 miliardi di euro che avremmo potuto destinare a borse studio, alla sanità” e che invece dovremo impiegare per “proteggere il tessuto produttivo” spagnolo e le persone più vulnerabili. Il primo ministro ha affermato che la Spagna è ora “più preparata” per affrontare questa nuova crisi. “Ne usciremo più forti, come avvenuto nelle crisi precedenti”.
“Sono molto arrabbiato per la situazione che sta vivendo il mondo e a cui ci stanno portando determinate decisioni e governi”, ha aggiunto il leader socialista. “Qualsiasi decisione che si prenda fuori dal Paese e che alimenta il conflitto bellico finiamo per pagarla tutti”, e “la cosa più grave è il costo in vite innocenti”.
Iva al 10% sui carburanti, meno 30 centesimi al litro
La Moncloa ha pensato di inserire nel piano la “riduzione drastica di tutta la fiscalità energetica” e quindi l’abbassamento dell’Iva al 10% sui prezzi della benzina e del gasolio. La misura “si traduce in una riduzione di 30 centesimi a litro in funzione del carburante”, ha spiegato Sanchez, “per darvi un’idea, circa 20 euro di risparmio per ogni pieno per un’auto media”.
Congelamento temporaneo dei prezzi degli affitti
Il Psoe (Partito Socialista Operaio Spagnolo) e gli alleati di governo Sumar sono arrivati a un accordo per approvare un decreto legge che stabilisce “un congelamento temporaneo dei prezzi degli affitti”. Si tratta di un decreto legge separato, rispetto alle altre misure annunciate da Sanchez per far fronte al caro energia scatenato dalla guerra in Iran.
La misura è stata fortemente voluta da Sumar, ma è stata ‘staccata’ dalle altre perché, come ha ammesso lo stesso premier, “non esiste” al momento “una maggioranza parlamentare per poterla convalidare”. “Non per questo però rinunceremo a dare una risposta all’emergenza abitativa che soffre buona parte della cittadinanza” e “continueremo a negoziare con i gruppi politici per portarle avanti” il decreto, ha spiegato in conferenza stampa.
Sanchez: “Dispiegato il maggior scudo sociale ed economico in Ue”
“Quando il piano integrato di risposta alla crisi in Medio Oriente entrerà in vigore”, ovvero domani, “la Spagna sarà il Paese ad aver dispiegato il maggior scudo sociale ed economico in tutta l’Ue in risposta a questa guerra illegale” in Iran, ha detto ancora il numero uno della Moncloa in conferenza stampa. Ha sottolineato che le misure “rimarranno in vigore per tutto il tempo che sarà necessario” e ha affermato che, se le circostanze lo richiederanno, le misure verranno “ampliate”. “Non è un piano chiuso”, ha rimarcato, affermando poi che “nessun piano, per quanto ambizioso che sia, può neutralizzare tutte le miserie di questa guerra illegale”.

