Cuba: flotilla verso l’isola per rompere blocco energetico Usa. Dall’Italia anche Salis e Lucano

Cuba: flotilla verso l’isola per rompere blocco energetico Usa. Dall’Italia anche Salis e Lucano
Gli aiuti umanitari per Cuba (AP Photo/Ramon Espinosa)

Il viceministro della Salute, già cavaliere della Repubblica italiana, ringrazia: ‘Grazie Italia per solidarietà’

E’ previsto per sabato 21 marzo, intorno alle 18 ora locale, l’arrivo sulle coste di L’Avana della ‘Nuestra America’ flotilla, la missione umanitaria che fa vela verso Cuba per rompere il blocco energetico imposto negli ultimi mesi dagli Stati Uniti d’America all’isola caraibica. A organizzare la spedizione a livello globale, che conta oltre 400 operatori umanitari, è stato David Adler. L’attivista è già noto alle cronache per aver preso parte, da ebreo contrario al governo israeliano, alla ‘Global Sumud Flotilla‘ che lo scorso primo ottobre venne intercettata a largo della Palestina.

Oggi, da americano che si oppone alle politiche statunitensi, Adler ha così commentato ai microfoni di LaPresse il senso della missione:  “Nel caso della Palestina, è stato fatto in nome della sicurezza ebraica, del popolo ebraico. E ho cercato di alzarmi per dire: “No, non in mio nome”, afferma Adler, secondo cui “E ancora una volta qui a Cuba, è il nostro governo che dice di commettere l’assedio a causa della straordinaria e insolita minaccia che Cuba rappresenta. E ancora una volta è nostra responsabilità, nostro obbligo, alzarci e dire: Cuba non rappresenta una minaccia per noi o per nessuno. Anzi, al contrario, è un amico, un amico solidale di popoli e lotte in tutto il mondo”.

Adler sottolinea anche che, qualunque sarà l’esito della flotilla, “il convoglio è già un successo”, in quanto “stiamo già consegnando aiuti critici a cliniche e ospedali in tutto il paese direttamente al popolo cubano”. Ed effettivamente, la prima attività compiuta sull’isola è stata proprio la consegna di medicinali e beni di prima necessità agli ospedali della capitale. Ad occuparsene l’European Convoy to Cuba, sezione europea per l’appunto della ‘Nuestra America’. L’idea, la sua realizzazione e l’organizzazione del convoglio europeo è a guida italiana, in particolar modo di AICEC (Agenzia Interscambio Culturale ed Economico con Cuba), che ha messo insieme 19 paesi diversi, più di 50 tra associazioni e collettivi, 13 movimenti politici e sindacali e 4 europarlamentari, per un totale di oltre 5 tonnellate di medicine e materiali sanitari. Le attività dell’European Convoy rientrano all’interno della campagna ‘Let Cuba Breathe‘.

Alla consegna dei farmaci agli ospedali hanno partecipato anche i quattro eurodeputati del gruppo The Left. Si tratta degli italiani, eletti nelle liste di AVS, Ilaria Salis e Mimmo Lucano, della francese Emma Fourreau de La France Insoumise e del membro del partito del lavoro del Belgio Marc Botenga. Durante la visita all’ospedale pediatrico ‘Ramón González Coro’ di L’Avana, Salis ha dichiarato: “165 paesi hanno votato – nell’autunno 2025 – una risoluzione che diceva che l’embargo doveva essere immediatamente sollevato perché contrario al diritto internazionale”. Adesso che si è aggiunto anche il blocco energetico “ci chiediamo dove sono questi 165 paesi e perché non facciano sentire la propria voce in un momento come questo”.

A criticare le posizione dell’Unione Europea e, in particolar modo, del governo italiano rispetto alla crisi di Cuba è anche Lucano, che nel corso della stessa visita, parlando con una dottoressa dell’ospedale, ha affermato:

Io non sono qua in nome dell’Italia o del governo italiano“, sottolineando di non parlare “nemmeno a nome dell’Europa”, perché entrambe le istituzioni sono “complici del presidente americano, di Netanyahu e di tutto quello che sta accadendo nel mondo”. “Io sono qua per conto del mio paese, che è un piccolo paese e una terra dove i medici cubani sono venuti per portare la loro professione e la loro solidarietà”, ribadisce il sindaco di Riace.  

Proprio la questione dei medici cubani e del contributo dato alla sanità italiana durante il periodo Covid è al centro degli incontri che le delegazioni che partecipano all’European Convoy stanno avendo con i rappresentanti del partito e delle istituzioni a Cuba. Particolare, in questo senso, è stato il caso di Julio Guerra Izquierdo, viceministro della Sanità cubano, ma già noto in Italia per essere stato nominato da Sergio Mattarella, con decreto del 2 dicembre 2021, cavaliere dell’Ordine della Stella della Repubblica italiana. Izquierdo è stato, infatti, capo brigata medica inviata da Cuba durante la pandemia da Covid-19 a Torino, città che gli ha poi conferito la cittadinanza onoraria (“non a titolo personale, ma è in onore di tutti i 38 professionisti della salute che sono intervenuti in Italia nell’ospedale da campo montato alle OGR di Torino”, ci tiene a specificare ai nostri microfoni). 

L’attuale viceministro cubano, intervistato a margine di un evento pubblico dell’European Convoy sull’isola, ha parlato a LaPresse della solidarietà che sia Torino che la Calabria stanno esprimendo nei confronti del popolo cubano, in alcuni casi anche schierandosi contro la richiesta avanzata da Donald Trump di interrompere qualsiasi tipo di collaborazione con Cuba:

“Ho sempre sentito l’appoggio del popolo italiano e voglio ringraziare per la solidarietà sia del popolo che delle autorità che si sono espresse a favore di Cuba, perché già allora hanno riconosciuto che quello che stava succedendo a Cuba non era qualcosa di giusto”. Izquierdo insiste: “negli ultimi tempi, anche a causa dell’indurimento delle misure del bloqueo (embargo, ndr) e di questo nuovo blocco petrolifero, ho sentito vari pronunciamenti da parte di città italiane, che hanno espresso la solidarietà verso Cuba e verso un paese che sta semplicemente lottando per la propria sovranità, la propria autonomia e un sistema di salute pubblico, garantendo la salute pubblica e universale ai suoi pazienti”. Per questo motivo “ringrazio gli italiani per l’appoggio” e ricorda che Cuba “è disponibile e ci sarà quando l’Italia avrà di nuovo bisogno di loro”.

Insomma, in attesa dell’arrivo della ‘Nuestra America’ flotilla, “stiamo pensando già a una nuova missione a maggio e ad organizzare dei container che partiranno per Cuba via mare per portare il materiale”, ha dichiarato, prima della partenza, Giorgia Vernetti, attivista di AICEC. 

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