Iran, Trump chiede resa incondizionata. Wp: “Mosca aiuta Teheran con dati intelligence”

Iran, Trump chiede resa incondizionata. Wp: “Mosca aiuta Teheran con dati intelligence”
Donald Trump (AP Photo/Alex Brandon)

A Teheran i morti sarebbero almeno 1.230

Donald Trump esclude qualsiasi negoziato con l’Iran a meno che non ci sia una “resa incondizionata“. Nel giorno 7 della guerra – iniziata sabato 28 febbraio con gli attacchi di Usa e Israele all’Iran e ora estesa a diversi Paesi, dal Libano agli Stati del Golfo – gli aerei israeliani hanno martellato di bombardamenti tanto Beirut quanto Teheran, mentre l’Iran lanciava ulteriori attacchi di ritorsione su Tel Aviv, nonché missili e droni contro Israele, Kuwait, Qatar, Arabia Saudita e Bahrein, tutti Paesi che ospitano forze Usa. Un drone ha inoltre colpito l’aeroporto di Bassora, in Iraq. E i media libanesi riportano che è stata colpita una postazione dell’Unifil e peacekeeper ghanesi sono rimasti feriti.

Meloni e Starmer a colloquio

In questo contesto il premier britannico Keir Starmer ha fatto sapere di avere parlato con la premier Giorgia Meloni e con i leader di Francia e Germania e di avere convenuto con loro che “nelle prossime ore e nei prossimi giorni saranno fondamentali un’intensa attività diplomatica e uno stretto coordinamento militare”. E per lunedì è stata organizzata una video conferenza dei vertici Ue con leader mediorientali: per l’Ue non ci saranno i 27 leader, ma solo il presidente del Consiglio europeo Costa, la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen e l’Alta commissaria Kaja Kallas, per “ascoltare le valutazioni dei leader sulla situazione e di discutere l’ulteriore sostegno dell’Ue e dei suoi Stati membri ai Paesi della regione, nonché le modalità per porre fine al conflitto in corso”. Non è invece ancora chiaro quali leader regionali parteciperanno.

Almeno 1230 i morti in Iran

Il bilancio delle vittime è altissimo. In Libano i raid lanciati da Israele – seguiti agli attacchi che Hezbollah ha fatto partire contro lo Stato ebraico in solidarietà con l’Iran – sono i più pesanti da quando il cessate il fuoco del 2024 ha posto fine all’ultima guerra fra Israele e Hezbollah. E decine di migliaia di persone sono fuggite dalla periferia di Beirut e dal sud del Libano dopo gli avvertimenti di evacuazione diffusi da Tel Aviv. In Iran, secondo quanto riferito dal governo prima dei bombardamenti martellanti di oggi, i morti sarebbero almeno 1.230. Una invece decina i morti in Israele, mentre sono almeno 15 i civili morti nei Paesi del Golfo e 6 i soldati Usa morti finora. L’Idf ha fatto sapere di avere distrutto il bunker sotterraneo dell’ex Guida suprema, l’ayatollah Ali Khamenei, con circa 100 bombe sganciate da una cinquantina di jet. L’auspicio di Trump è che dopo una resa incondizionata ci sia “la selezione di uno o più leader grandi e accettabili” e poi gli Usa, “insieme ai nostri meravigliosi e coraggiosi alleati e partner, lavoreremo instancabilmente per riportare l’Iran indietro dall’orlo della distruzione, rendendolo economicamente più grande, migliore e più forte che mai”.

Trump: “In Iran come in Venezuela”

Alla Cnn il tycoon ha detto che ritiene che “funzionerà come in Venezuela” e, alla domanda se fosse d’accordo con l’idea di avere un altro leader religioso, ha mostrato apertura: “Forse sì, sì”, ha detto. Lui – che giovedì aveva parlato in modo sprezzante del figlio di Khamenei, Mojtaba Khamenei, favorito per sostituire il padre, definendolo “un peso piuma” – qualche ora prima a Nbc News aveva dichiarato di volere un “buon leader” e che “abbiamo alcune persone che penso farebbero un buon lavoro”. Da parte di Teheran nessun commento in merito, ma il presidente Masoud Pezeshkian ha scritto sui social media che “alcuni Paesi” hanno avviato sforzi di mediazione nel conflitto, ma non ha fornito ulteriori dettagli.Intanto le ricadute economiche sono pesanti. Il ministro dell’Energia del Qatar, Saad al-Kaabi, in un’intervista al Financial Times ha avvertito che la guerra potrebbe “far crollare le economie mondiali”, prevedendo un blocco generalizzato delle esportazioni energetiche del Golfo che potrebbe portare il prezzo del petrolio a 150 dollari al barile. Non solo, anche se la guerra finisse immediatamente – ha aggiunto – potrebbero volerci “settimane o mesi” per riprendere le normali esportazioni dopo l’attacco con droni iraniani al più grande impianto di gas naturale liquefatto del Qatar all’inizio della guerra.In tutto questo fanno capolino altri due attori, Russia e Cina.

Wp: “Mosca in aiuto di Teheran”

Secondo il Washington Post, Mosca starebbe fornendo informazioni di intelligence all’Iran per colpire le forze Usa. E la Cina, che dipende fortemente dal petrolio iraniano e dall’inizio del conflitto ha ripetutamente insistito sulla necessità di mantenere la sicurezza nello Stretto di Hormuz, secondo informazioni di intelligence Usa citate dalla Cnn potrebbe prepararsi a fornire all’Iran assistenza finanziaria, pezzi di ricambio e componenti missilistici, nonostante Pechino si sia finora tenuta fuori dalla guerra. Resta l’incognita dell’eventuale invio di truppe di terra Usa. Nelle scorse ore Trump ha dichiarato a Nbc News che “sarebbe una perdita di tempo”, ritenendola un’opzione superflua perché a suo dire gli iraniani “hanno perso tutto. Hanno perso la loro marina. Hanno perso tutto ciò che possono perdere”. Il Washington Post, intanto, riporta che nei giorni scorsi l’esercito Usa ha improvvisamente annullato un’importante esercitazione di addestramento di un’unità di élite di paracadutisti, alimentando le speculazioni all’interno del Pentagono su un possibile invio dell’unità nella regione. L’unità fa parte della 82esima Divisione Aviotrasportata di Fort Bragg, in North Carolina, che comprende una brigata di combattimento composta da circa 4mila-5mila militari, pronti a schierarsi con un preavviso di 18 ore per missioni che vanno dalla conquista di aeroporti e altre infrastrutture critiche, al rafforzamento delle ambasciate statunitensi e alle evacuazioni di emergenza. Al momento, scrive il Post, non è stato emesso alcun ordine di schieramento.

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