L’aeronautica militare israeliana ha lanciato una nuova ondata di attacchi aerei contro obiettivi iraniani a Teheran. Lo ha reso noto l’Idf citato dai media dello Stato ebraico. Intanto, i primi voli di rimpatrio per gli israeliani bloccati all’estero a causa della guerra con l’Iran sono atterrati all’aeroporto Ben Gurion. Lo riporta il Times of Israel. Altri voli sono previsti in giornata. Le compagnie aeree israeliane hanno iniziato a operare gradualmente voli di rimpatrio per aiutare a far rientrare circa 100.000 israeliani che non sono stati in grado di tornare a casa da quando Israele ha chiuso il suo spazio aereo sabato. Ieri, Donald Trump ha ribadito che l’attacco congiunto Usa-Israele avrebbe impedito all’Iran di attaccare per primo. Intervistata da Rtl 102.5, Giorgia Meloni si è detta preoccupata per la crisi del diritto internazionale. Droni di Teheran colpiscono aeroporto in Azerbaijan.
“Non abbiamo problemi di munizioni”. Lo ha detto il segretario Usa alla Difesa Pete Hegseth, durante una conferenza stampa nel quartier generale dello US Central Command in Florida.
Donald Trump ha incoraggiato i diplomatici iraniani “in tutto il mondo” a chiedere asilo. “Esortiamo anche i diplomatici iraniani in tutto il mondo a chiedere asilo e ad aiutarci a plasmare un Iran nuovo e migliore, con un grande potenziale”, ha dichiarato il presidente durante un evento alla Casa Bianca.
Con 219 voti a favore e 212 contrari, la Camera dei Rappresentanti ha bloccato il provvedimento che puntava a limitare i poteri di guerra di Donald Trump nei confronti dell’Iran. In base al provvedimento, il presidente avrebbe docuto chiedere l’approvazioned el Congresso prima di continuare le operazioni militari. Quattro democratici si sono uniti a tutti i repubblicani, tranne due, nell’opporsi all’iniziativa. Una misura simile è stata bloccata al Senato ieri.
Gli iraniani “stanno chiamando e dicono, ‘come possiamo fare un accordo?’. Ma è troppo tardi”. Lo ha detto Donald Trump parlando alla Casa Bianca.
Gli Stati Uniti e Israele “continuano a demolire il nemico in anticipo sul programma”. LO ha detto Donald Trump parlando durante una cerimonia alla Casa Bianca alla quale è presente la squadra di calcio dell’Inter Miami, campioni 2025 della Major League Soccer.
“Stiamo colpendo duramente, in prima linea e più in profondità nel Libano. Ho ordinato alle forze israeliane di avanzare ed espandere l’area di controllo lungo il confine, stabilendo posizioni nei punti chiave del Libano meridionale”. Lo ha affermato il tenente generale dell’esercito israeliano (Idf) Eyal Zamir in un discorso televisivo. Lo riporta l’Orient Le Jour.
Gli stati membri della Nato hanno rafforzato la loro strategia di difesa missilistica dopo che un missile iraniano è stato abbattuto mentre viaggiava verso lo spazio aereo turco. Lo ha affermato oggi un portavoce dell’Alleanza atlantica. Secondo Martin O’Donnell, portavoce del Quartier generale supremo delle potenze alleate in Europa della Nato, l’allerta rimarrà “a un livello elevato finché non si attenuerà la minaccia dei continui attacchi indiscriminati dell’Iran nella regione”. Lo riporta la Cnn.
Il capo di stato maggiore dell’esercito israeliano (Idf), il tenente generale Eyal Zamir, ha affermato in un comunicato stampa che Israele ha distrutto l’80% dei sistemi di difesa aerea dell’Iran e ha ottenuto una “superiorità aerea quasi totale” sull’Iran. “Nel giro di 24 ore, i nostri piloti hanno aperto la strada a Teheran”, ha detto, “finora, i piloti dell’aeronautica militare israeliana hanno effettuato 2.500 attacchi e sganciato più di 6.000 munizioni. Abbiamo neutralizzato e distrutto oltre il 60% dei lanciatori di missili balistici, un risultato molto significativo che riduce i danni al fronte interno e salva molte vite”. Lo riporta il Times of Israel. Zamir ha poi precisato che Israele sta passando alla “fase successiva della campagna” contro l’Iran. “Dopo aver completato la fase dell’attacco iniziale a sorpresa, in cui abbiamo creato la superiorità aerea e soppresso la schiera di missili balistici, ora passiamo alla fase successiva della campagna, in cui intensificheremo l’attacco alle fondamenta del regime e alle sue capacità militari”, ha spiegato sempre nel comunicato stampa. “Abbiamo in serbo altre mosse sorprendenti, che non intendo rivelare”, ha concluso Zamir.
“Per motivi di sicurezza abbiamo deciso di chiudere temporaneamente l’ambasciata d’Italia a Teheran. Il personale diplomatico si trasferisce a Baku, dove continuerà a tenere i rapporti con l’Iran, quindi presso l’ambasciata in Azerbaigian ci sarà anche l’ambasciata presso l’Iran. Adesso si è concluso il passaggio”. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, dopo le comunicazioni al Senato.
L’esercito del Kuwait ha dichiarato che le sue forze di difesa aerea stanno affrontando un nuovo attacco iraniano. Missili sono stati lanciati verso il Paese, attivando i sistemi di difesa aerea. Lo ha affermato il capo di stato maggiore dell’esercito in una nota. Il Paese ricco di petrolio, che ospita la base aerea statunitense Ali al-Salem, è stato tra i Paesi più colpiti dagli attacchi iraniani, in cui sono morti sei soldati americani e due civili.
Secondo il ministro dei Trasporti francese Philippe Tabarot, “un volo Air France noleggiato dal governo per prelevare i nostri compatrioti negli Emirati Arabi Uniti è stato costretto a tornare indietro questa sera a causa del lancio di missili nella zona”. “Questa situazione riflette l’instabilità nella regione e la complessità delle operazioni di rimpatrio”, ha scritto in un post sul social X. Air France ha chiarito che l’aereo era vuoto perché stava prelevando i cittadini.
“Hezbollah deve cessare immediatamente il fuoco contro Israele. Israele deve astenersi da qualsiasi intervento di terra o operazione su larga scala sul territorio libanese. Le autorità libanesi mi hanno dato il loro impegno a prendere il controllo delle posizioni detenute da Hezbollah e ad assumersi pienamente la responsabilità della sicurezza su tutto il territorio nazionale. Offro loro il mio pieno sostegno”. Lo ha scritto su X il presidente francese Emmanuel Macron. “La Francia rafforzerà la sua cooperazione con le Forze Armate libanesi e fornirà loro veicoli da trasporto blindati, nonché supporto operativo e logistico. Anche il distaccamento francese all’interno della Forza delle Nazioni Unite in Libano sta proseguendo la sua missione nel sud del Paese”, ha spiegato. “Preoccupato per lo sfollamento di decine di migliaia di civili libanesi attualmente in fuga dal sud, ho deciso di inviare immediatamente aiuti umanitari per loro”, ha aggiunto. “Hezbollah deve rinunciare alle armi, rispettare l’interesse nazionale, dimostrare di non essere una milizia che prende ordini dall’estero e permettere ai libanesi di unirsi per preservare il loro Paese”, ha concluso.
“Dobbiamo agire per il Libano. Bisogna fare tutto il possibile per impedire che questo Paese, così vicino alla Francia, venga nuovamente coinvolto in una guerra”. Lo ha scritto su X il presidente francese Emmanuel Macron. “I libanesi hanno diritto alla pace e alla sicurezza, come tutti in Medioriente. È per fermare la guerra e prevenire il peggio che, a seguito dei miei scambi con il presidente Trump e il primo ministro Netanyahu, ho parlato oggi con le massime autorità libanesi per elaborare un piano per porre fine alle operazioni militari attualmente condotte da Hezbollah e Israele su entrambi i lati del confine”, ha spiegato.
“Abbiamo discusso della situazione relativa all’Iran e le sfide nel mercato del petrolio e dei carburanti causate dalle azioni del regime iraniano. Abbiamo anche scambiato dettagli sui nostri contatti con i leader dei paesi attualmente sotto attacco da parte dell’Iran”. Così su X il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, riferendo della conversazione avuta con la premier Giorgia Meloni. “È necessario un coordinamento più stretto in Europa per quanto riguarda la situazione generale”, ha spiegato.
Secondo un’analisi del Center for Strategic and International Studies pubblicata oggi, si stima che le prime 100 ore della campagna militare statunitense contro l’Iran siano costate 3,7 miliardi di dollari, ovvero oltre 890 milioni di dollari al giorno. Meno di 200 milioni di dollari di questa stima totale sono costi operativi già inclusi nel bilancio del Pentagono. A loro volta, i restanti 3,54 miliardi di dollari del costo stimato “richiederanno probabilmente ulteriori finanziamenti da parte del dipartimento della Difesa, attraverso uno stanziamento supplementare o un altro disegno di legge di finanziamento, hanno affermato gli analisti del Csis secondo quanto riporta la Cnn.
Il 13 marzo si terrà una giornata di preghiera e digiuno per la pace. Lo fa sapere la Cei, Conferenza Episcopale Italiana. “L’escalation di violenza in Medio Oriente – si legge in una nota – rischia di trascinare l’umanità in una guerra di proporzioni planetarie, una nuova inutile strage dalle conseguenze incalcolabili. Unendo la propria voce a quella di Papa Leone che ha chiesto di ‘fermare la spirale della violenza prima che diventi una voragine irreparabile’, la Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana promuove una Giornata di preghiera e digiuno per venerdì 13 marzo. L’invito è rivolto a tutte le comunità ecclesiali affinché chiedano al Re della Pace di salvare l’umanità dagli orrori e dalle lacrime di tutti i conflitti in corso.
La Presidenza della Cei ribadisce, ancora una volta, che la guerra non è e non può mai essere la risposta; che la logica della forza non può e non deve sostituirsi alla paziente arte della diplomazia, unica via percorribile per la risoluzione di controversie e contese; che il rumore assordante delle armi non può soffocare la dignità e le legittime aspirazioni dei popoli; che la paura e la minaccia non possono vincere sul dialogo e sul bene comune.
In questo drammatico momento, come affermato nella Nota Educare a una pace disarmata e disarmante, ‘il grido delle vittime giunge a noi con una forza che ci interpella direttamente; le immagini di violenza crescente ci sconcertano e chiamano a un impegno rafforzato’. Un impegno corale e consapevole che deve tradursi in gesti di prossimità e di preghiera quotidiana”.
“La Giornata del 13 marzo – si legge ancora nella nota Cei – vuole essere un’ulteriore occasione per implorare il dono della pace in Medio Oriente e in tutti gli angoli della terra devastati dalla divisione, dalla distruzione e dalla morte. Per questo, l’Ufficio Liturgico Nazionale ha offerto alcune indicazioni e proposte per la Celebrazione Eucaristica, la Via Crucis e il digiuno. In particolare, si pregherà perché ‘si apra presto un cammino di pace stabile e duratura’ e perché ‘quanti soffrono a causa della violenza e dell’odio, le vittime dei bombardamenti, i profughi, i feriti e le famiglie nel lutto trovino conforto nella solidarietà della comunità cristiana e nella speranza che viene da Dio’”.
Oggi, il Consiglio Nord Atlantico si è riunito in formato ambasciatoriale per un aggiornamento sul contesto di sicurezza, alla luce dei continui e indiscriminati attacchi dell’Iran in Medio Oriente e oltre. Il Segretario Generale della NATO Mark Rutte ha presieduto i lavori. Gli alleati della NATO hanno condannato fermamente l’attacco di ieri alla Turchia da parte dell’Iran e hanno espresso piena solidarietà ad Ankara. Lo comunica l’Alleanza atlantica.
Il Segretario Generale della NATO ha elogiato il Comandante Supremo Alleato in Europa (SACEUR) e tutto il personale alleato coinvolto per i loro sforzi congiunti, che hanno permesso di identificare, tracciare e intercettare con successo il missile balistico iraniano. Questa è una dimostrazione tangibile della capacità dell’Alleanza di difendere le nostre popolazioni da tutte le minacce, comprese quelle rappresentate dai missili balistici.
La posizione di deterrenza e difesa della NATO rimane forte in tutti i settori operativi. Le nostre forze armate rimangono vigili e il SACEUR ha adattato e continuerà ad adeguare la posizione delle forze della NATO, ogniqualvolta necessario per garantire la sicurezza di tutti gli alleati. La NATO continua a monitorare attentamente la situazione. Il Segretario generale della NATO è in contatto regolare con i leader alleati e con i leader dei partner della NATO in tutta la regione.
Anche in un’intervista a Politico, come per le dichiarazioni rilasciate a Axios, Donald Trump insiste sulla necessità di influenzare direttamente la futura leadership iraniana. “Avrò un impatto notevole” e “lavoreremo con loro per aiutarli a fare la scelta giusta”, ha affermato il presidente americano. “Lavoreremo con la popolazione e il regime per garantire che arrivi qualcuno che possa ricostruire l’Iran in modo efficace, ma senza armi nucleari”, ha detto Trump. Quanto all’andamento della campagna militare, Trump ha affermato: “Stiamo lavorando in modo chirurgico. Abbiamo una scorta illimitata di armi, illimitata. Ne abbiamo migliaia, migliaia”. Il presidente ha anche dipinto un quadro di una capacità militare iraniana di fatto smantellata. “Non hanno una marina. Non hanno un’aeronautica. Non hanno alcun sistema di rilevamento aereo. È tutto distrutto. I loro radar sono stati completamente distrutti. Il loro esercito è stato decimato”, ha detto Trump. “Tutto ciò che hanno è coraggio”.
Se c’è una minaccia della crisi iraniana alla sicurezza interna? “Stiamo facendo tutto il possibile per rendere la vita degli europei più sicura. La prima e più grande priorità è, ovviamente, la sicurezza degli europei. Stiamo facendo molte cose. Abbiamo controlli rigorosi alle frontiere esterne, che sono stati recentemente rafforzati con il sistema d’informazione Schengen, la nostra banca dati comune sulla sicurezza dell’UE, tramite la quale gli Stati membri creano un’allerta per tutti i casi relativi a reati di terrorismo”. Lo ha detto il commissario Ue per la Migrazione, Magnus Brunner, nella conferenza stampa al termine del Consiglio Interni a Bruxelles.
“Abbiamo il nuovo sistema di ingressi/uscite, che rappresenta un importante ulteriore livello di sicurezza perché ci permette di controllare chi entra nell’UE, quando, dove e chi esce dall’Unione europea – aggiunge -. Questo ci ha già permesso di fermare 500 persone considerate una minaccia per la sicurezza dell’Unione europea. Siamo sulla buona strada. Ma ovviamente, rimanere vigili è sempre importante, e intensificare anche la dimensione online. Ieri abbiamo tenuto il forum Internet dell’UE, con gli Stati membri e le piattaforme, perché abbiamo bisogno che anche le piattaforme locali collaborino con noi”.
L’Iran ha lanciato finora più di 2mila droni da sabato, giorno dell’inizio dell’attacco di Usa e Israele. Lo ha riferito l’agenzia di stampa Fars, citando una fonte militare.
“Abbiamo ricevuto una richiesta dagli Stati Uniti per un sostegno specifico nella protezione contro gli ‘shahed’ nella regione del Medio Oriente”. È quanto fa sapere in un post sul social X il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky. “Ho dato istruzioni di fornire i mezzi necessari e garantire la presenza di specialisti ucraini in grado di garantire la sicurezza richiesta”, ha aggiunto, “l’Ucraina aiuta i partner che contribuiscono a garantire la nostra sicurezza e a proteggere la vita della nostra gente”.
“Il piano A per una rapida vittoria militare pulita è fallito, signor presidente. Il suo piano B sarà un fallimento ancora più grande”. Lo ha dichiarato su X il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, rivolgendosi al presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. “La verità: l’occasione per un accordo unico è andata in fumo dopo che la cricca dell”America Last’ ha oscurato i “progressi significativi” che avevamo compiuto nei negoziati”, ha spiegato. “‘Israel First’ significa sempre ‘America Last’”, ha aggiunto.
La cooperazione tra Israele e Stati Uniti nella campagna contro l’Iran “è storica”. Lo ha affermato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, in visita alla base aerea israeliana di Ovda, nel sud di Israele, che ospita sia equipaggi israeliani che americani. “Continuiamo a colpire obiettivi del regime terroristico in Iran e di elementi terroristici in Libano”, ha affermato Netanyahu, citato da Times of Israel. “I risultati sono significativi, ma c’è ancora molto lavoro da fare”.
Il presidente della Turchia Recep Tayyip Erdogan ha parlato telefonicamente con il presidente della Francia Emmanuel Macron. Durante la chiamata, hanno discusso delle relazioni bilaterali tra Turchia e Francia, dei conflitti nella regione e di questioni regionali e globali. Lo riporta Trt Haber. Nel corso della telefonata, Erdogan ha affermato che la Turchia sta monitorando attentamente gli sviluppi in Iran, che è addolorata per le morti tra i civili e preoccupata per il loro aumento e che l’estensione del conflitto alla regione è inaccettabile. Ha aggiunto che il prolungato conflitto in Iran sarebbe fonte di instabilità sia per la regione che per il mondo e ha sottolineato che la Turchia sta compiendo intensi sforzi per rafforzare il terreno diplomatico e riprendere i negoziati. Erdogan ha infine affermato che i processi di conflitto nella regione e nel mondo richiedono una maggiore cooperazione in materia di difesa tra gli alleati della Nato e che è importante accelerare i passi congiunti a lungo rimandati nel campo dell’industria della difesa.
L’Iran è pronto a una possibile invasione di terra da parte degli Stati Uniti. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi in un’intervista a Nbc News. “Li stiamo aspettando”, ha spiegato. “Siamo fiduciosi di poterli affrontare, e questo sarebbe un grande disastro per loro”. Araghchi ha aggiunto che Teheran non ha chiesto un cessate il fuoco, nonostante i raid di Stati Uniti e Israele in tutto il Paese. “Non abbiamo chiesto un cessate il fuoco nemmeno l’ultima volta. In passato, era stato Israele a chiederlo”, ha dichiarato.
“Alcuni funzionari americani hanno dichiarato che hanno intenzione di inviare diverse migliaia di soldati in Iran. I figli dell’Imam Khomeini e dell’Imam Khamenei sono pronti a punire i funzionari americani con migliaia di morti e prigionieri. Il suolo iraniano non è un luogo di danza per i nemici”. È quanto scrive in un post sul social X il segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano, Ali Larijani.
Donald Trump, pur ritenendola probabile, considera “inaccettabile” la scelta di Mojtaba Khamenei, figlio del leader supremo assassinato Ali Khamenei, come prossimo leader iraniano. “Il figlio di Khamenei è inaccettabile per me. Vogliamo qualcuno che porti armonia e pace in Iran”, ha detto il presidente in un’intervista a Axios. Un nuovo leader iraniano che continui le politiche di Khamenei costringerebbe gli Stati Uniti a tornare in guerra “tra cinque anni”, ha aggiunto Trump.
Donald Trump vuole essere coinvolto nella scelta del prossimo leader iraniano. “Stanno perdendo tempo. Il figlio di Khamenei è un peso piuma. Devo essere coinvolto nella nomina, come con Delcy in Venezuela”, ha detto il presidente americano a Axios, in riferimento alla presidente Delcy Rodriguez, succeduta a Nicolas Maduro dopo la cattura da parte delle forze Usa.
Esplosioni sono state udite in alcune zone della zona orientale di Teheran. Lo riferisce l’agenzia di stampa statale Isna. Il rumore delle esplosioni ha riecheggiato poco dopo che l’esercito israeliano aveva intimato ai residenti di evacuare le zone nella parte orientale di Teheran e a sud-est.
Oggi sono stati previsti 7 voli dagli Emirati Arabi Uniti per l’Italia per un totale di 1.770 connazionali in partenza: 360 persone sul volo Emirates Dubai-Roma; 360 persone sul volo Emirates Dubai-Milano; 350 persone sul volo Etihad Abu Dhabi- Milano; 180 persone sul volo Fly Dubai Dubai- Napoli; 180 persone sul volo Fly Dubai Dubai- Bergamo; 180 persone sul volo Fly Dubai Dubai- Bergamo (volo charter del 04/03/2026 ma partito in data odierna); 160 persone sul volo Fly Dubai Dubai- Bergamo (per esigenza italiani a bordo MSC). È quanto fa sapere la Farnesina, che aggiunge di star lavorando per l’apertura di un nuovo volo straordinario Fly Dubai Dubai-Bergamo (volo in data odierna).
Il ministro delle finanze israeliano di estrema destra, Bezalel Smotrich, ha avvertito che la periferia sud di Beirut, dove Hezbollah ha una forte presenza, assomiglierà a Khan Younis, una città di Gaza che Israele ha completamente distrutto durante la guerra di due anni nella Striscia. “Volevate scatenare l’inferno su di noi, vi stiamo scatenando l’inferno”, ha detto Smotrich durante la sua visita alle città al confine tra Israele e Libano, “Dahiyeh assomiglierà a Khan Younis, e i nostri cittadini del nord vivranno in pace e tranquillità”.
Oggi l’esercito israeliano ha emesso un avviso di evacuazione invitando tutti i residenti della periferia sud di Beirut a “salvare le proprie vite ed evacuare immediatamente le proprie case”, apparentemente segnalando l’intenzione di bombardare pesantemente la zona.
Secondo la Lloyd’s Market Association, nel Golfo Persico o nelle sue vicinanze si trovano circa 1.000 navi per un valore di 25 miliardi di dollari. In particolare, il commercio attraverso il Golfo Persico è stato notevolmente interrotto a causa della guerra in Iran, soprattutto dopo che l’Iran ha dichiarato di voler bloccare lo Stretto di Hormuz e ha minacciato di bruciare qualsiasi nave che avesse tentato di attraversarlo. Secondo quanto affermato da Sheila Cameron, ceo della Lloyd’s Market Association, riporta Sky News , nel Golfo e nelle acque limitrofe si trovano circa 1.000 imbarcazioni, metà delle quali sono petroliere o gasiere, con un valore stimato del carico di oltre 25 miliardi di dollari. Almeno 40 imbarcazioni hanno attraversato lo Stretto di Hormuz da domenica, ha aggiunto. Si tratta di un calo notevole rispetto alle 116 imbarcazioni segnalate sabato, quando sono stati lanciati i primi attacchi israelo-americani contro l’Iran.
Secondo gli ultimi dati della società di analisi del settore aeronautico Cirium, circa 25.000 dei circa 44.000 voli programmati in entrata e in uscita dal Medio Oriente tra sabato e oggi sono stati cancellati. Il servizio di tracciamento dei voli FlightAware ha segnalato circa 2.050 cancellazioni di voli in tutto il mondo oggi, dopo le oltre 2.600 cancellazioni di ieri. L’aeroporto internazionale di Dubai ha continuato a registrare il maggior numero di disagi.
La Francia ritiene “ingiustificabile” l’attacco dei “droni iraniani” contro un aeroporto e nei pressi di una scuola in Azerbaigian e offre al Paese “la sua piena solidarietà”. Lo ha annunciato il ministero degli Esteri francese, come riporta l’emittente Bfmtv. Questo attacco “costituisce una flagrante violazione della sovranità dell’Azerbaigian e del diritto internazionale”, ha aggiunto la diplomazia francese in merito a questo attacco attribuito da Baku all’Iran, che a sua volta accusa Israele.
Il portavoce persiano delle Idf, il tenente colonnello Kamal Pinhasi, ha diramato un avviso di evacuazione per diverse aree dell’Iran e ha invitato le persone ad andarsene immediatamente. Lo riporta Ynet. “Questo è un avvertimento urgente per coloro che si trovano nella zona industriale di Abbas Abad e in quella di Shanzar, vicino a Sharif Abad e a est del Pakistan. Nelle prossime ore, le Idf opereranno nell’area, come hanno fatto in tutto l’Iran negli ultimi giorni, per attaccare le infrastrutture militari del regime iraniano”, ha dichiarato il portavoce.
Il ministero degli Interni del Bahrein ha reso noto che è stato attaccato un impianto in un’area infrastrutturale petrolifera. “Una struttura a Maameer è stata presa di mira e le autorità competenti stanno gestendo l’incidente”, si legge in un post sul social X. Maameer ospita la raffineria della Bahrain Petroleum Company, oltre a numerose altre fabbriche che producono materiali tra cui cemento e asfalto.
L’esercito israeliano afferma di aver preso di mira e ucciso un comandante di Hamas, Wasim Attallah Ali, nella città di Tripoli, nel nord del Libano. In una dichiarazione su Telegram, l’esercito ha affermato che la responsabilità dell’omicidio di Ali è attribuita alle forze della marina.
La guerra in Medio Oriente ha costretto l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) a sospendere le operazioni presso il suo centro logistico di emergenza globale a Dubai. Lo afferma il direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus. “Le operazioni presso il centro logistico dell’Oms per le emergenze sanitarie globali a Dubai sono attualmente sospese a causa dell’insicurezza”, ha affermato in una conferenza stampa. Hanan Balkhy, direttore regionale dell’Oms per il Mediterraneo orientale, ha spiegato che “le operazioni dell’hub sono temporaneamente sospese a causa dell’insicurezza, delle chiusure dello spazio aereo e delle restrizioni che incidono sull’accesso allo Stretto di Hormuz”. L’interruzione, ha aggiunto, “impedisce l’accesso a 18 milioni di dollari di forniture sanitarie umanitarie, mentre altri 8 milioni di dollari di spedizioni non riescono a raggiungere l’hub”. Lo riporta Al Jazeera.
In seguito all’attacco con droni a Nakhchivan, il Procuratore generale della Repubblica dell’Azerbaigian ha avviato un’indagine penale sulla questione. In una nota della Procura generale dell’Azerbaigian si afferma che gli attacchi hanno causato “gravi danni” ad alcune parti dell’aeroporto internazionale di Nakhchivan e hanno “deliberatamente e illegalmente” interrotto le operazioni dell’aeroporto. Si aggiunge che saranno indagate anche “l’origine e la traiettoria di volo” dei droni, sottolineando tuttavia che “l’attacco è stato effettuato dal territorio della Repubblica islamica dell’Iran”. Lo riporta Bbc Persian.
Almeno 102 persone sono state uccise in Libano dall’inizio dell’ultimo conflitto tra Israele e il gruppo militante Hezbollah. Lo ha affermato il ministero della Salute libanese in una nota. Almeno altre 638 persone sono rimaste ferite.
L’ufficio del Procuratore Generale dell’Azerbaigian ha dichiarato che quattro dipendenti aeroportuali sono rimasti feriti nell’attacco con drone iraniano a Nakhchivan, due in più rispetto a quanto riportato in precedenza. Nakhchivan è un’enclave autonoma dell’Azerbaigian senza sbocco sul mare, al confine con l’Iran. Ha aggiunto che l’attacco ha inflitto “danni significativi” a un edificio amministrativo dell’aeroporto di Nakhchivan e che un volo per Nakhchivan da Baku, capitale dell’Azerbaigian, è stato dirottato per motivi di sicurezza. Il ministero della Difesa dell’Azerbaigian ha condannato la negazione dell’attacco da parte dell’Iran e ha affermato che “non può in alcun modo essere considerata accettabile”.
Il portavoce del ministero della Salute iraniano, Hossein Kermanpour, ha affermato in un post su X che gli attacchi hanno danneggiato parti critiche del sistema sanitario del Paese. Tra le vittime figurano un ortopedico, un tecnico di radiologia, un medico di base e un tecnico di pronto soccorso. Ha affermato che i danni hanno colpito anche i servizi di emergenza e le ambulanze.
Il prezzo della benzina negli Stati Uniti continua a salire, arrivando ai livelli più alti da quasi un anno. Secondo l’ultima rilevazione della American Automobile Association, il prezzo medio è di 3,25 dollari al gallone (3,78 litri), il più alto degli ultimi 11 mesi. Si tratta di 27 centesimi in più rispetto a una settimana fa, prima che gli Stati Uniti lanciassero i loro primi attacchi contro l’Iran. L’attuale impennata dei prezzi del petrolio si verifica mentre le spedizioni che attraversano lo Stretto di Hormuz, circa il 20% del traffico mondiale, sono state interrotte a causa della guerra.
La Camera dei Rappresentanti si prepara a votare oggi una risoluzione sui poteri di guerra che imporrebbe a Donald Trump di chiedere l’autorizzazione del Congresso prima di continuare la guerra con l’Iran. Ieri, il Senato ha respinto una proposta simile. Si prevede che il voto della Camera sarà di stretta misura, ma sarà comunque indicativo del sostegno politico, o dell’opposizione, all’operazione militare Usa-Israele e delle motivazioni addotte dal presidente per aggirare il Congresso, che è l’unico ad avere il potere di dichiarare guerra.
Secondo un avviso alle missioni aeree (NOTAM), l’Azerbaigian ha chiuso una sezione meridionale del suo spazio aereo, vicino al confine con l’Iran, per un periodo di 12 ore. Lo riporta Iran International.
“È molto discutibile lanciare attacchi militari contro un Paese sovrano se non esiste una minaccia immediata che deve essere neutralizzata. Per quanto mi risulta, non c’era alcuna minaccia immediata nel caso dell’Iran”. Così, ai media vaticani, il cardinale Blase Cupich, arcivescovo di Chicago, ha commentato le recenti tensioni in Medio Oriente con l’escalation regionale seguita all’attacco di Stati Uniti e Israele all’Iran. “Ci è stato detto ù osserva il porporato ù che le capacità nucleari dell’Iran erano state neutralizzate da un bombardamento avvenuto mesi fa. La sovranità di una nazione è molto importante. Lo stesso vale per la guerra in Ucraina. Quando il principio della sovranità di uno Stato viene violato, si può sempre trovare una scusa per fare la guerra. È un principio che dobbiamo salvaguardare ed è parte del consenso costruito dopo la Seconda guerra mondiale”.
Sono “in corso” diversi voli charter per evacuare gli americani dal Medio Oriente. Lo ha riferito un portavoce del dipartimento di Stato alla Cnn. Il portavoce ha anche riferito che 20mila americani sono rientrati negli Stati Uniti dall’inizio della guerra e che la metà di questi sono stati assistiti direttamente dalla task force del dipartimento di Stato.
Il ministro degli Esteri iraniano ha dichiarato alla sua controparte azera che Teheran non è dietro l’attacco con i droni all’enclave di Nakhchivan. Durante una telefonata, il ministro israeliano Abbas Araghchi ha negato che l’Iran abbia lanciato un attacco con droni contro l’Azerbaigian e ha affermato che le forze armate iraniane stanno conducendo le necessarie indagini e verifiche. Araghchi ha anche sottolineato il ruolo di Israele in tali attacchi, al fine di distorcere l’opinione pubblica e distruggere i buoni rapporti dell’Iran con i suoi vicini, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Tasnim.
“A seguito del rinvio dei Consigli informali e delle riunioni informali dei gruppi di lavoro che si stavano tenendo questa settimana a Cipro, e date le parziali interruzioni dei collegamenti aerei, al fine di garantire la prevedibilità ed evitare disagi alle delegazioni, tutte le riunioni previste a Cipro a marzo si svolgeranno virtualmente o saranno riprogrammate”. Lo riferisce un funzionario cipriota, della presidenza di turno del Consiglio Ue. Ad aprile, il 23 e 24, è previsto anche il vertice dei leader nella capitale Nicosia.
Gli Stati Uniti sono pronti, se necessario, a scortare le petroliere nello Stretto di Hormuz per garantire il libero flusso dell’energia globale. Lo ha dichiarato la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt, sottolineando che l’amministrazione del presidente Donald Trump sta monitorando la situazione nel Golfo. Leavitt ha ricordato che gli Stati Uniti restano il maggiore produttore mondiale di petrolio e gas naturale e che l’amministrazione intende rafforzare la “leadership energetica americana”, anche sfruttando nuove opportunità di approvvigionamento in Venezuela. La portavoce ha inoltre annunciato che la U.S. International Development Finance Corporation offrirà assicurazioni contro il rischio politico per petroliere e navi cargo che operano nel Golfo, con l’obiettivo di sostenere il commercio energetico e la navigazione. Se la situazione lo richiederà, ha aggiunto, il presidente Trump ha dichiarato che la marina statunitense potrà iniziare a scortare le navi cisterna nello Stretto di Hormuz per garantire la sicurezza delle rotte energetiche globali. Leavitt ha infine assicurato che l’intero team energetico dell’amministrazione Trump – dalla Casa Bianca al Consiglio per la leadership energetica nazionale fino ai segretari competenti – stava già pianificando queste misure.
Il primo ministro del Regno Unito Keir Starmer ha anche annunciato in un punto stampa che domani arriveranno a Cipro elicotteri Wildcat con capacità anti-drone e l’HMS Dragon verrà schierato nel Mediterraneo. Lo riporta la Bbc. Il premier ha aggiunto che Londra ha permesso agli Stati Uniti di utilizzare le basi britanniche “per condurre operazioni difensive”. “Manterremo questo scudo sul popolo britannico nella regione e sui nostri alleati”, ha aggiunto.
Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa semi-ufficiale Tasnim, l’esercito iraniano ha dichiarato di aver attaccato una base che ospita truppe statunitensi a Erbil, nel nord dell’Iraq, utilizzando dei droni. L’attacco ha causato “danni significativi”, ha riferito l’agenzia.
Il ministero della Difesa del Qatar ha dichiarato che questa mattina sono stati intercettati 14 missili balistici e quattro droni provenienti dall’Iran. Lo riporta Al Jazeera. Il ministero si è inoltre rivolto a cittadini, residenti e visitatori, esortandoli a “mantenere la calma, attenersi alle istruzioni ufficiali impartite dalle autorità di sicurezza, evitare le voci e fare affidamento esclusivamente sulle informazioni diffuse attraverso i canali ufficiali”.
Il governo del Regno Unito sta inviando altri quattro caccia Typhoon in Qatar. Lo ha annunciato il primo ministro Keir Starmer in un punto stampa. Starmer ha spiegato che ciò fa parte della risposta del governo alle richieste di “ulteriore aiuto” da parte degli alleati nel Golfo. Questo dispiegamento ha lo scopo di “rafforzare le nostre operazioni difensive in Qatar e in tutta la regione”, ha aggiunto. A gennaio il governo britannico aveva schierato in Qatar il 12° squadrone della RAF “su invito del governo del Qatar”.
“Il mio obiettivo è quello di fornire una leadership calma e equilibrata nell’interesse nazionale”. Lo ha affermato il primo ministro del Regno Unito Keir Starmer in un punto stampa, aggiungendo che ciò significa “avere la forza di restare saldi sui nostri valori e sui nostri principi, nonostante le pressioni che ci spingono a fare altrimenti”. “Ecco perché ho deciso che il Regno Unito non avrebbe partecipato all’attacco iniziale”, ha spiegato, “quella decisione è stata deliberata. Era nell’interesse nazionale. E la sostengo”.
Oggi si è riunito il Consiglio atlantico della Nato per discutere della situazione in Iran e nella regione. A quanto apprende LaPresse da fonti diplomatiche, non sono emersi particolari allarmismi, mentre gli alleati hanno espresso solidarietà alla Turchia, colpita da un drone iraniano, intercettato dalle difese Nato nel Mediterraneo orientale. Incidente ridimensionato dalla stessa Ankara. La Nato non è coinvolta nel conflitto: l’unico paese alleato della regione è la Turchia, mentre Cipro non fa parte dell’Alleanza. Nell’incontro non si è parlato né di articolo 4 del Trattato Nord Atlantico, che stabilisce che i paesi membri si consulteranno ogni volta che, a giudizio di uno di essi, l’integrità territoriale, l’indipendenza politica o la sicurezza siano minacciate, né di attivazione dell’articolo 5, che prevede l’obbligo di difesa collettiva degli alleati.
Il ministero della Difesa degli Emirati Arabi Uniti ha dichiarato che un missile balistico e sei droni hanno colpito il territorio del Paese, mentre la guerra in Medio Oriente si allarga. Il ministero ha aggiunto in una nota di aver respinto sei missili e 131 droni. All’inizio di questa settimana, le schegge provenienti dall’intercettazione di missili da crociera hanno ucciso tre residenti, mentre le schegge cadute nei giorni scorsi hanno ferito 94 persone.
La Turchia ha condannato fermamente gli attacchi dei droni iraniani contro l’enclave di Nakhchivan, in Azerbaigian, e ha chiesto la fine degli attacchi contro paesi terzi. “Sottolineiamo ancora una volta la necessità di fermare gli attacchi contro paesi terzi nella regione, che comportano il rischio di diffondere la guerra”, ha affermato il ministero degli Esteri turco in una nota. Il ministero ha affermato che i massimi diplomatici di Turchia e Azerbaigian hanno discusso degli attacchi in una telefonata questa mattina.
“La guerra in corso non è la nostra guerra”. Lo ha affermato in merito al conflitto fra Usa e Israele e l’Iran il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov. Lo riporta Ria Novosti. Siamo in grado di fermare questa guerra? No, non lo siamo. Può essere fermata solo da chi l’ha iniziata”, ha aggiunto ancora.
Secondo quanto appreso da Iran International, gli attacchi contro l’Iran hanno colpito a Teheran impianti sportivi, stazioni di polizia e un parco acquatico, utilizzati dalle forze di sicurezza iraniane per autodifesa. Tra i luoghi colpiti ci sono una stazione della polizia antidroga, un’altra stazione di polizia nel sud-est di Teheran e l’edificio municipale del distretto 18 di Teheran. Tra gli altri sono stati colpiti anche gli stadi Be’sat e Azadi, i complessi sportivi Shahidan Esmaili ed Eskandarlou e il parco acquatico Azadegan.
Il ministero dei Trasporti israeliano ha affermato che oltre 20mila israeliani bloccati all’estero sono tornati a casa negli ultimi giorni attraverso i valichi di frontiera terrestri e le rotte marittime, mentre lo spazio aereo del Paese è stato gradualmente riaperto durante la notte. Secondo gli ultimi dati, 120mila israeliani attualmente all’estero cercano di rientrare in Israele. Il ministero dei Trasporti – spiegano i media locali – stima che l’attuale operazione di rimpatrio degli israeliani richiederà dai 7 ai 10 giorni, a seconda della situazione della sicurezza e dell’entità delle operazioni del traffico aereo.
Il bilancio delle vittime in Iran a causa della guerra in corso con gli Stati Uniti e Israele ha raggiunto almeno 1.230 morti. Lo ha dichiarato oggi un’agenzia governativa iraniana, la Fondazione iraniana per gli affari dei martiri e dei veterani.
Secondo la Fondazione iraniana per gli affari dei martiri e dei veterani questa statistica si basa sul numero di persone sepolte finora. Il capo dell’Organizzazione iraniana per le emergenze aveva precedentemente riferito che più di 6.000 persone erano rimaste ferite durante la guerra e, secondo l’organizzazione, 2.500 di loro sono ancora ricoverate in ospedale. Nel frattempo, secondo il capo della Mezzaluna Rossa iraniana, dall’inizio della guerra sono state attaccate 3.646 unità residenziali. Inoltre finora 14 centri medici sono stati colpiti da questi attacchi e 3 ospedali sono stati chiusi. Lo riporta Bbc Persian.
Il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul ha espresso cautela sul possibile coinvolgimento dei curdi nel rovesciamento della leadership di Teheran. La Germania non sta prendendo parte ad alcuna misura concreta per un cambio di regime in nessun Paese, Iran compreso, ha dichiarato Wadephul, come riporta Bild. “Manteniamo contatti con alcuni gruppi di opposizione. È giusto, è necessario. Siamo al fianco del popolo iraniano, in particolare dei curdi, che soffrono in modo particolare sotto questo regime spietato”, ha aggiunto il ministro tedesco.
Sarebbero ancora circa 8.900 i turisti italiani nell’area del Golfo. E’ quanto si evince dagli ultimi dati forniti dalla Farnesina aggiornata o oggi: 92 in Bahrein, 948 in Qatar, 6.536 negli Emirati Arabi Uniti e 1.386 in Oman.
Durante una riunione di gabinetto, il primo ministro del Libano Nawaf Salam ha chiesto l’arresto di qualsiasi personaggio iraniano in Libano legato alla Guardia rivoluzionaria iraniana. Nawaf Salam “ha chiesto al Consiglio dei ministri di prendere la decisione di chiedere ai ministeri e alle agenzie competenti di adottare le misure necessarie per impedire qualsiasi attività militare o di sicurezza da parte delle Guardie rivoluzionarie in vista del loro arresto e rimpatrio in Iran”. Lo ha affermato il ministro dell’Informazione Paul Morcos. Lo riporta l’Orient Le Jour.
Sul fronte delle forniture fisiche di gas, l’Autorità conferma che non si rilevano criticità nei livelli di approvvigionamento almeno fino ad aprile: le riserve nazionali di stoccaggio si attestano su valori in linea con i parametri stagionali e i flussi di gas naturale liquefatto (GNL) risultano regolari e conformi ai programmi di consegna. ARERA sta controllando che i prezzi applicati dagli operatori corrispondano alla reale disponibilità di gas nel Paese. Attualmente le forniture sono regolari e sufficienti al fabbisogno nazionale. ARERA ricorda che, ai sensi del decreto legislativo n. 3/2026, i contratti di fornitura elettrica a prezzo fisso stipulati con i clienti finali non sono suscettibili di modifica unilaterale da parte del fornitore, né possono essere risolti anticipatamente in senso pregiudizievole per il cliente. L’Autorità rafforzerà le attività di sorveglianza sul rispetto di tale disposizione, con specifico riferimento alle condotte commerciali scorrette tramite vendita telefonica o porta a porta. I clienti finali che ricevessero comunicazioni di variazione contrattuale non previamente concordata sono invitati a presentare segnalazione allo Sportello per il Consumatore Energia e Ambiente
A fronte delle significative variazioni delle quotazioni registrate nei mercati energetici europei nei giorni più recenti, Arera, come già anticipato il 2 marzo in Commissione Attività Produttive della Camera dei Deputati, ha istituito l’Unità di Vigilanza Energetica con il compito di monitorare in tempo reale l’evoluzione dei prezzi all’ingrosso e al dettaglio di gas ed elettricità, valutare i possibili effetti sui corrispettivi applicati ai clienti finali e fornire al Governo, al Parlamento e alle Istituzioni europee gli elementi di analisi necessari per le valutazioni di competenza. L’Unità opererà con sessioni di aggiornamento giornaliere: una prima ricognizione a fine mattinata – in coincidenza con la pubblicazione del Prezzo Unico Nazionale da parte del Gestore dei Mercati Energetici – e una seconda nel tardo pomeriggio, a seguito della chiusura delle contrattazioni sul mercato del gas. Gli indicatori di riferimento saranno pubblicati con cadenza quotidiana sulla pagina principale del sito istituzionale dell’Autorità www.arera.it.
In seguito alle dure critiche del presidente degli Stati Uniti Donald Trump alla Spagna durante la visita del cancelliere Friedrich Merz, il ministro degli Esteri tedesco, Johann Wadephul, ha ribadito il suo chiaro sostegno a Madrid. La Spagna può contare sulla solidarietà europea, e quindi anche su quella tedesca, in qualsiasi momento di fronte alla minaccia di nuove barriere commerciali, ha assicurato Wadephul. “Non ci lasceremo dividere; restiamo saldamente uniti. L’Unione europea ha un mercato interno comune e lo difenderemo insieme in ogni momento”, ha aggiunto. Wadephul ha anche invitato il governo degli Stati Uniti a impegnarsi a rispettare gli accordi commerciali con l’Ue. Il ministro ha affermato di dare per scontato che tutto ciò che è stato negoziato con gli Stati Uniti in materia di accordi commerciali possa essere attuato. “Ma naturalmente, abbiamo anche bisogno che gli Stati Uniti chiariscano che rispettano gli accordi”, ha sottolineato.
“I Ministri hanno condannato fermamente gli ingiustificati attacchi iraniani contro i Paesi del Consiglio di cooperazione del Golfo, che minacciano la sicurezza regionale e globale, e hanno invitato l’Iran a cessare immediatamente i suoi attacchi. E’ quanto si legge nel comunicato congiunto della riunione straordinaria Ue-Consiglio di Cooperazione del Golfo (Ccg) svoltasi oggi. “L’Unione Europea ha ribadito la sua solidarietà con i Paesi del Consiglio di cooperazione del Golfo. I Ministri hanno ribadito il loro impegno per la stabilità regionale e hanno chiesto la protezione dei civili e il pieno rispetto del diritto internazionale, del diritto internazionale umanitario e dell’obbligo di attenersi ai principi della Carta delle Nazioni Unite. I Ministri hanno ricordato di aver costantemente esortato l’Iran a limitare il suo programma nucleare e il suo programma missilistico balistico, ad astenersi da attività destabilizzanti nella regione e in Europa e a cessare la spaventosa violenza contro il suo stesso popolo”. “I Ministri hanno sottolineato gli ingenti sforzi diplomatici compiuti dall’UE e dai suoi Stati membri e dagli Stati membri del Consiglio di cooperazione del Golfo prima degli attacchi, nonché l’impegno di questi ultimi a non utilizzare i loro territori per lanciare attacchi contro l’Iran. I Ministri hanno ribadito il loro incrollabile impegno al dialogo e alla diplomazia come mezzi per risolvere la crisi, elogiando il ruolo costruttivo dell’Oman in questo senso e sottolineando la necessità di ripristinare la stabilità e la sicurezza regionale”, si legge ancora nel testo.
“Sono state sollevate diverse preoccupazioni riguardo alle prospettive di crescita ed è stato osservato che l’ultima indagine condotta tra gli analisti monetari suggeriva che i rischi per la crescita stavano diventando sempre più negativi. L’incertezza continuava a essere diffusa e poteva indurre comportamenti cauti da parte delle famiglie e delle imprese. Fattori esterni sfavorevoli, quali le persistenti tensioni commerciali, la volatilità dei mercati finanziari globali e le incertezze geopolitiche, comprese quelle associate all’Iran, alla Groenlandia e a Cuba, potevano pesare sulla domanda interna e compromettere il recente slancio di crescita. In questo contesto, è stato osservato che gli indicatori di fiducia delle famiglie e delle imprese erano ancora modesti rispetto ai dati concreti”. Così la Bce nelle minute dell’ultima riunione del 4-5 febbraio, quindi ben prima dell’evolversi della crisi iraniana.
L’esercito israeliano ha diffuso un “avviso urgente” ai residenti della periferia sud di Beirut, roccaforte di Hezbollah, in vista di attacchi pianificati contro il gruppo sciita. Lo riportano i media israeliani. Si tratta della prima volta in cui viene intimata l’evacuazione di ampie zone della capitale libanese dopo l’attacco all’Iran.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha offerto “un’ampia copertura aerea statunitense” e altre forme di sostegno ai gruppi di opposizione curdi iraniani e del kurdistan iracheno qualora decidessero di sferrare un’offensiva di terra in Iran. Lo scrive il Washington Post. Secondo quanto riferito Trump avrebbe parlato con i leader curdi in Iran e nel Kurdistan iracheno.
L’Iran deve fornire “spiegazioni e scuse” all’Azerbiagian dopo l’incidente con i droni accaduto nell’exclave azera di Nakhchivan. Lo ha affermato il presidente Ilham Aliyev. Non tollereremo questo ingiustificato atto di terrorismo commesso contro il nostro Paese”, ha aggiunto.
Intervenendo durante una riunione del Consiglio di sicurezza da lui presieduta, Aliyev ha precisato che l’Azerbaigian non prenderà parte ad alcuna operazione contro l’Iran e che aveva precedentemente assicurato a Teheran che il suo territorio non sarebbe stato utilizzato contro gli stati confinanti. Ha aggiunto che le forze armate azere sono state messe in stato di massima allerta e che sono in corso azioni diplomatiche, tra cui la convocazione dell’ambasciatore iraniano.
“Non prevedo un cambio di regime imminente, purtroppo. Il cambio di regime sostanzialmente sarà ancora più rigido e quindi paradossalmente peggiorerà”. Lo ha dichiarato a LaPresse l’attivista per i diritti umani e scrittrice Pegah Moshir Pour, nata in Iran e cresciuta in Italia. “Uno può anche dire: come può peggiorare, più di così? Mojtaba, il figlio secondogenito di Ali Khamenei, è una persona che ha sempre agito nell’ombra, è una figura molto emblematica e misteriosa. Viene chiamato ‘il milionario britannico’ perché, a proposito di figli dell’élite che hanno studiato nelle migliori università in Europa e negli Stati Uniti, hanno delle vite al di fuori dell’Iran molto lontane da quello che il regime vuole imporre nella vita delle persone comuni”, rimarca l’attivista, “Ali Khamenei voleva che il figlio diventasse Guida suprema, ma il clero sciita non voleva. Innanzitutto perché non è un ayatollah, non ha il grado religioso per diventarlo, così come anche lui quando era stato nominato per diventare Guida suprema. Dall’altro, perché altrimenti poteva sembrare come una gerarchia monarchica, con un passaggio di padre in figlio, contrariamente alla propaganda che il regime aveva costruito dopo la guerra del ’79. Adesso invece va bene, perché siamo in uno stato emergenziale. È probabilmente la scelta anche del nome, la continuità di quello che c’era, solo che diventerà ancora peggio”.
L’esercito iraniano afferma di aver lanciato ulteriori attacchi con droni contro le forze statunitensi presso Camp Arifjan in Kuwait. Lo riporta l’agenzia Tasnim.
La Francia ha autorizzato gli aerei non da combattimento statunitensi a utilizzare una base aerea sulla terraferma francese con la “piena garanzia” che questi aerei “non partecipino in alcun modo alle operazioni statunitensi in Iran”, solo a difesa dei partner regionali. Lo ha dichiarato alla Cnn un portavoce delle Forze Armate francesi. Agli aerei non da combattimento è stato consentito di utilizzare la base aerea di Istres, fuori Marsiglia, nel sud della Francia. Il portavoce ha aggiunto che si tratta di una “procedura di routine” nell’ambito della Nato. La Francia non ha autorizzato gli aerei statunitensi a utilizzare le basi aeree del paese nella regione del Medioriente.
L’Iran ha avvertito che “se l’Europa rimane in silenzio” di fronte all’ “aggressione al diritto internazionale” rappresentata dall’attacco degli Stati Uniti e di Israele, “tutti i Paesi ne pagheranno il prezzo”. “Chi rimane in silenzio sarà complice di questa ingiustizia. Se l’Europa rimane in silenzio di fronte a questo attacco al diritto internazionale, tutti i paesi prima o poi ne pagheranno il prezzo. Nessun paese delle Nazioni Unite può rimanere indifferente”. Lo ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqae, in un’intervista all’emittente spagnola Tve.
Il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha annunciato che le voci sull’abbattimento di un jet F-15 in Iran sono “infondate e false”. “Le voci che circolano sui social media circa uno schianto di un F-15E statunitense in Iran mercoledì mattina sono infondate e false”, ha riferito Centcom. Secondo alcuni media un F-15 americano era precipitato nell’ovest dell’Iran con l’equipaggio che era riuscito a mettersi in salvo.
L’esercito iraniano ha negato qualsiasi attacco con droni sull’Azerbaigian. Lo riporta Bfmtv. Il ministero degli Esteri dell’Azerbaigian ha riferito di un attacco da parte dell’Iran in cui due persone sono rimaste ferite a causa di un drone nella regione di Nakhichevan: una in un aeroporto e l’altra nei pressi di una scuola in un villaggio. Baku affermato che l’attacco dei droni iraniani sul suo territorio “non rimarrà senza risposta”, mentre l’esercito iraniano nega formalmente qualsiasi attacco.
La televisione di stato iraniana ha trasmesso un messaggio dell’ayatollah Abdollah Javadi Amoli che chiedeva lo “spargimento” del sangue degli israeliani e del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Il messaggio rappresenta una delle poche dichiarazioni provenienti dai religiosi dall’Iran.
“Ora siamo sull’orlo di una grande prova e dobbiamo stare attenti a preservare pienamente questa unità, a preservare pienamente questa alleanza”, ha dichiarato invocando poi “lo spargimento del sangue dei sionisti, lo spargimento del sangue di Trump”.
I Guardiani della rivoluzione islamica dell’Iran affermano di aver lanciato questa mattina missili balistici con testate esplosive da 1 tonnellata contro l’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv. In una dichiarazione, l’Irgc afferma che all’alba ha lanciato missili Khorramshahr-4 “nel cuore di Tel Aviv, l’aeroporto Ben Gurion e la base del 27° squadrone dell’aeronautica militare israeliana in questo aeroporto”. Nell’aeronautica militare israeliana non esiste alcun 27° squadrone e l’affermazione si riferisce probabilmente alla base aerea 27, o base aerea di Lod, che un tempo faceva parte dell’aeroporto Ben Gurion prima di essere chiusa definitivamente nel 2010, spiega Times of Israel. Secondo le Idf, tutti i missili balistici iraniani lanciati durante la notte contro Israele sono stati intercettati dalle difese aeree. Un missile lanciato al mattino ha colpito un’area aperta in una città centrale.
Lo stadio Azadi di Teheran, che ha ospitato partite di calcio internazionali, è stato “distrutto” durante gli attacchi sul Paese, secondo quanto riportato dall’emittente statale iraniana Irib, che ha pubblicato un filmato che mostra ingenti danni allo stadio, con nuvole di fumo che si alzano dagli spalti.
Il ministero della Salute libanese afferma che gli attacchi israeliani nel Paese da lunedì hanno ucciso un totale di 77 persone e ne hanno ferite 527. Lo riporta Al Jazeera, aggiungendo che almeno otto persone sono state uccise negli attacchi oggi, tra cui quattro membri della stessa famiglia nel villaggio meridionale di Kfar Tebni.
Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha invitato la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni e il premier greco Kyriakos Mitsotakis a “coordinare lo spiegamento di risorse militari a Cipro”. “In uno spirito di solidarietà europea”, Emmanuel Macron ha preso l’iniziativa questa mattina di chiamare Meloni e Mitsotakis. Lo riporta l’emittente Bfmtv, citando fonti vicine al presidente francese. I tre leader “hanno concordato di coordinare l’impiego di risorse militari a Cipro e nel Mediterraneo orientale e di collaborare per garantire la libertà di navigazione nel Mar Rosso”.
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha avuto una conversazione telefonica con il Presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron. Lo riferisce una nota di palazzo Chigi spiegando che i due leader hanno discusso “le implicazioni del conflitto in Iran sia sul quadro regionale mediorientale che a livello globale, concentrandosi in particolare sull’impatto delle ostilità sulla libertà di navigazione”. Meloni e Macron hanno anche “ribadito il comune impegno per sostenere le Nazioni del Golfo colpite dagli ingiustificabili attacchi iraniani e la sicurezza di Cipro e a evitare un’escalation militare in Libano”. I due leader hanno concordato di mantenersi in stretto contatto sull’evoluzione della crisi, conclude la nota.
Misure di sicurezza rafforzate al Villaggio olimpico di Predazzo e a Tesero, campo di gara a partire da sabato delle competizioni paralimpiche di sci di fondo e biathlon. A seguito del conflitto in Medioriente, le venues dei Giochi invernali sono finite sotto la lente d’ingrandimento degli apparati di sicurezza assieme ad altri luoghi definiti sensibili del Trentino. A quanto si apprende le misure adottate saranno discrete ma complessivamente visibili. A fare da coordinamento la Sala operativa approntata, come per i Giochi, all’interno della caserma dei vigili del fuoco di Cavalese.
“Questa aggressione selvaggia, immotivata e totalmente ingiustificata contro la Repubblica Islamica dell’Iran si estende ben oltre il campo di battaglia. Si ripercuote sui mercati globali, facendo salire i prezzi dell’energia, destabilizzando le valute ed erodendo il potere d’acquisto della gente comune in tutto il mondo”. Lo ha scritto su X il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei. “Ma per noi iraniani il costo è incommensurabilmente più alto: il nostro popolo viene brutalmente massacrato mentre gli aggressori prendono deliberatamente di mira le aree civili e qualsiasi luogo che ritengono possa infliggere la massima sofferenza e perdita di vite umane”, ha aggiunto.
Sei persone sono rimaste ferite a causa della caduta di detriti ad Abu Dhabi, dopo che le difese aeree hanno intercettato un drone, secondo l’ufficio stampa di Abu Dhabi, come riporta il Guardian. I feriti sono cittadini pakistani e nepalesi, ha affermato l’ufficio stampa. Le loro ferite sono state considerate lievi o moderate.
Cipro ha emesso un’allerta per minacce alla sicurezza nei pressi della base aerea della Raf di Akrotiri. Lo riporta Sky News Uk, aggiungendo che, poco dopo, Cipro ha dichiarato che l’incidente alla sicurezza presso la base aerea militare si era concluso. Il Segretario alla Difesa britannico, John Healey, è a Cipro dopo un attacco con droni ad una base britannica lunedì.
Secondo quanto riportato dai media, la Francia ha autorizzato le forze statunitensi a utilizzare temporaneamente le basi francesi nella guerra contro l’Iran. La notizia è stata riportata dall’emittente televisiva francese Bfmtv. L’ufficio stampa del ministero della Difesa francese non ha risposto immediatamente alla richiesta di commento, riporta Bild.
“L’Iran non può colpire con i droni Israele per la distanza tra i due Paesi. E gli attacchi di Teheran stanno dimostrando una strategia diversa dalla volta scorsa: l’obiettivo dell’Iran è creare caos”. Lo ha detto Guido Crosetto, ministro della Difesa, nelle comunicazioni alla Camera sulla situazione in Iran e nei Paesi del Golfo. “L’evoluzione è dunque molto diversa – ha affermato – basti pensare che hanno subito molti più attacchi gli Emirati di Israele. Gli attacchi di Teheran si sono concentrati su Paesi non interessati dal conflitto”.
“L’Iran sta esportando la guerra, cercando di estenderla al maggior numero di paesi possibile, per seminare il caos. Noi chiediamo stabilità, vediamo cosa possiamo fare insieme. Naturalmente, la nostra prima priorità è anche la sicurezza dei nostri cittadini che si trovano attualmente nella regione. Stiamo organizzando la risposta e stiamo organizzando il nostro personale per uscire dalla regione. Stiamo coordinando i servizi consolari”. Lo afferma l’Alta rappresentante Ue per la politica estera, Kaja Kallas, prima di iniziare la riunione del Consiglio Affari esteri in videoconferenza. “E’ chiaro che le guerre finiscono davvero con la diplomazia, e deve esserci spazio per la diplomazia qui per uscire davvero da questo ciclo di escalation.
Mosca non ha ricevuto alcuna richiesta di assistenza da Teheran, nemmeno in termini di armi, nel contesto dell’escalation in Medioriente. Lo ha annunciato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, durante un briefing, come riporta Tass. “In questo caso, non ci sono state richieste dall’Iran. La nostra posizione coerente è ben nota a tutti. Non ci sono stati cambiamenti”, ha affermato quando gli è stato chiesto se la Russia intende fornire all’Iran assistenza, come ad esempio forniture di armi.
La Russia accusa gli Stati Uniti e Israele di cercare di trascinare i paesi arabi in un conflitto più ampio in Medioriente, “provocando” l’Iran ad attaccare obiettivi in tutta la regione. “Hanno deliberatamente provocato l’Iran ad attaccare obiettivi di rappresaglia in alcuni paesi arabi, il che ha causato perdite umane e materiali, cosa di cui la parte russa si rammarica profondamente”, ha affermato il ministero degli Esteri russo in una nota. “Così facendo, stanno cercando di trascinare gli arabi in una guerra per gli interessi di qualcun altro”. L’unico modo per impedire che il Medio riente venga ulteriormente destabilizzato è fermare l’”aggressione” degli Stati Uniti e di Israele, sostiene il ministero, affermando che per ora non ci sono segnali che i due “aggressori” cesseranno i loro attacchi.
L’Azerbaigian ha convocato l’inviato diplomatico iraniano dopo che due persone sono rimaste ferite in un attacco con un drone contro un aeroporto e nei pressi di una scuola. Lo riporta il Guardian. “Un drone ha colpito il terminal dell’aeroporto nella Repubblica Autonoma di Nakhchivan, mentre un altro drone è caduto nei pressi di un edificio scolastico nel villaggio di Shakarabad”,ha dichiarato il ministero degli Esteri dell’Azerbaigian in una nota. “Condanniamo fermamente questi attacchi con droni lanciati dal territorio della Repubblica Islamica dell’Iran, che hanno causato danni all’aeroporto e il ferimento di due civili”, ha affermato ancora il ministero.
Negli Stati Uniti è in corso un dibattito sui veri obiettivi dell’operazione militare contro l’Iran condotta da Usa e Israele. Lo ha affermato il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov, come riporta Tass. “Molti stanno attualmente discutendo sugli obiettivi dell’operazione militare contro l’Iran, anche negli Stati Uniti, dove molti politici non riescono a comprendere lo scopo di questa operazione”, ha affermato Lavrov.
Il ministero degli Esteri dell’Azerbaigian ha accusato l’Iran di aver condotto un attacco con droni contro la sua exclave di Nakhchivan. Un drone si è schiantato vicino all’aeroporto di Nakhchivan e un altro vicino a una scuola, ha dichiarato il ministero in una nota. Due civili sono rimasti feriti, ha aggiunto il ministero. L’Iran non ha ammesso di aver preso di mira l’Azerbaigian, ma i suoi attacchi si sono diffusi in modo irregolare con il proseguire della guerra che ha coinvolto paesi della regione e oltre.
Una seconda nave da guerra iraniana si sta dirigendo verso le acque territoriali dello Sri Lanka, la stessa area in cui ieri un sottomarino statunitense ha distrutto una fregata iraniana. Lo riporta Al Jazeera. Il ministro dei media dello Sri Lanka, Nalinda Jayatissa, ha affermato che la nave da guerra, che si dice abbia a bordo oltre 100 membri dell’equipaggio, si trova appena fuori dalle acque territoriali dello Sri Lanka. Mercoledì, un sottomarino statunitense ha affondato una nave da guerra iraniana con un siluro in acque internazionali al largo delle coste dello Sri Lanka.
“Assumere, in ogni sede bilaterale e multilaterale, ogni iniziativa utile e urgente volta a fermare le azioni militari in corso, promuovendo con determinazione un cessate il fuoco immediato e un processo strutturato di de-escalation del conflitto, nel pieno rispetto del diritto internazionale e umanitario”. È quanto si legge nella risoluzione firmata da Pd, M5S, Avs e +Europa rispetto alle comunicazioni in Parlamento dei ministri Tajani e Crosetto. IL testo impegna il governo a “sostenere con fermezza il ritorno alla via negoziale, favorendo la riapertura di canali diplomatici e il coinvolgimento delle organizzazioni internazionali competenti, al fine di pervenire a una soluzione politica e duratura della crisi, rilanciando in particolare il negoziato in corso a Ginevra, nella salvaguardia delle prerogative dell’AIEA a partire dal rispetto stringente degli impegni e dalle necessarie garanzie di trasparenza da parte dell’Iran”. Inoltre, si chiede di “adoperarsi per la liberazione di tutti i prigionieri politici in Iran, a partire dalla premio Nobel Narges Mohammadi, nel rispetto dei diritti fondamentali della persona e a chiedere la sospensione immediata di ogni esecuzione capitale, quale misura imprescindibile di civiltà giuridica e di tutela dei diritti umani fondamentali, e a favorire una transizione pacifica e democratica nelle mani del popolo iraniano”. Infine, l’appello a “porre in essere tutte le misure diplomatiche e operative necessarie per garantire il rientro in sicurezza dei connazionali attualmente bloccati nelle aree interessate dalla crisi, assicurando assistenza consolare costante e adeguata”.
Alcuni droni iraniani avrebbero colpito l’aeroporto di Nakhchivan, exclave dell’Azerbaigian che si trova tra Iran, Armenia e Turchia. Lo riporta l’agenzia Apa spiegando che un drone avrebbe colpito “uno dei terminal dell’aeroporto” mentre altri sarebbero caduti “in punti diversi” anche nei pressi di una scuola.
“Abbiamo ricevuto segnali dai nostri partner in Medioriente di attacchi da parte degli ‘shahed‘ iraniani contro i civili in quei Paesi. Siamo aperti, se i loro rappresentanti vogliono forniremo la nostra competenza”. Lo ha affermato su X il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky spiegando che la richiesta in merito è giunta anche da parte di “europei e Stati Uniti”.
Il ministro dei trasporti israeliano Miri Regev ha annunciato che Israele si prepara a riaprire lo spazio aereo del Paese ai voli in partenza da domenica. Lo riporta il Times of Israel. “Dopo aver valutato la situazione, abbiamo deciso di riaprire i cieli a partire da domenica per i voli in partenza, subordinatamente agli sviluppi della sicurezza”, ha affermato annunciando altri aggiornamenti nel corso della giornata.
“Partecipare con assetti nazionali allo sforzo comune in ambito Unione Europea per sostenere, in caso di richiesta, Stati membri UE nella difesa del proprio territorio da attacchi missilistici o via droni da parte iraniana”. È quanto si legge nella bozza di risoluzione del centrodestra su cui la maggioranza si sta confrontando prima della presentazione in Parlamento. Il testo – viene riferito – è ancora in fase di definizione e verrà limato fino all’ultimo, anche nel corso di interlocuzioni con il governo prima dell’inizio delle comunicazioni in aula alla Camera dei ministri Tajani e Crosetto.
In una nota riportata dalle agenzie iraniane i Pasdaran hanno reso noto di aver colpito una petroliera americana nel Golfo Persico settentrionale che sarebbe attualmente in fiamme. “Avevamo già affermato che, in base alle leggi e alle risoluzioni internazionali, in tempo di guerra la Repubblica islamica dell’Iran avrebbe avuto il controllo sulle regole di passaggio attraverso lo Stretto di Hormuz”, si legge nella nota. La nave in questione sarebbe stata colpita al largo delle coste del Kuwait.
Cipro afferma che il drone Shahed che ha colpito una base aerea britannica sulla costa meridionale del paese è stato lanciato da Beirut. Un funzionario cipriota ha confermato giovedì che il drone che ha danneggiato un hangar della Raf ad Akrotiri subito dopo mezzanotte di lunedì era partito dalla capitale libanese. Il funzionario ha parlato sotto anonimato perché non è autorizzato a parlare pubblicamente dell’attacco.
Nuove esplosioni si sono sentite nei cieli di Doha e Manama, capitali del Qatar e del Bahrein. Lo riporta Al Jazeera.
Sulla sicurezza interna, “al momento non c’è alcuna minaccia per l’Europa. Naturalmente, restiamo vigili, non dovremmo prendere alla leggera la situazione. Il nostro Stato membro di prima linea, siamo molto vicini alla regione, ed è per questo che abbiamo adottato tutte le misure necessarie per prevenire qualsiasi rischio per la sicurezza. Ma dato che si tratta di una situazione in corso, è importante scambiare opinioni con i nostri partner ed esplorare modi per affrontare questa crisi in corso”. Lo afferma il vice ministro cipriota per la Migrazione Nicholas Ioannides, della presidenza di turno Ue, al suo arrivo al Consiglio Affari interni a Bruxelles. Quanto ai flussi migratori, “non abbiamo avuto partenze dal Libano. E nella nostra esperienza, nell’esperienza precedente, quando c’è una crisi, soprattutto nel Libano meridionale, si verificano solo sfollamenti interni. Quindi non abbiamo notato partenze dal Libano, ma restiamo vigili per affrontare qualsiasi crisi che potrebbe scoppiare”, prosegue.”Cipro non è coinvolta nel conflitto – spiega -. No. Il presidente di Cipro ha già affermato che non è coinvolta e non sarà coinvolta nella crisi in corso”. Quello dei droni “non direi che si è trattato di un attacco a Cipro. Cipro non è sotto attacco. Naturalmente, restiamo vigili e prendiamo tutte le misure necessarie per affrontare la situazione e la sicurezza. Non c’è stata alcuna interruzione della vita quotidiana. Ci sono state alcune misure preventive ma nessun rischio serio”.
Il ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot ha parlato telefonicamente ieri con il suo omologo iraniano Abbas Araghchi. Lo ha reso noto il Quai d’Orsay. “Il ministro – viene spiegato – ha condannato gli attacchi iraniani, ha ribadito l’impegno della Francia per la stabilità del Medioriente, per la de-escalation e per la ripresa di un dialogo diplomatico nel rispetto del diritto internazionale che deve regolamentare l’uso della forza”, Barrot infine ha espresso la “costante preoccupazione” della Francia per la sorte dei “cittadini detenuti in Iran” e ha chiesto il loro “rilascio immediato e incondizionato”.
“Un eventuale utilizzo da parte americana delle basi in Italia per bombardare in Iran deve passare per il governo e il Parlamento, come è successo in passato. È regolato da una serie di trattati e accordi con gli Usa rinnovati negli anni. Rischi per noi? Non dai missili di Teheran che hanno una gittata di 2mila chilometri, arriverebbero al massimo in Grecia se lanciati dall’estremo confine occidentale iraniano. Piuttosto c’è il pericolo di una ripresa del terrorismo”. Così il generale Vincenzo Camporini, ex capo di Stato maggiore della Difesa e dell’Aeronautica, al Corriere della sera.Come si dovrebbe comportare Roma in caso Trump chiedesse le basi? “Come fecero il Parlamento e il governo nel 2003 – dice Camporini- quando gli Usa ci chiesero la stessa cosa per inviare i paracadutisti di stanza ad Ederle in Iraq per una missione non Nato. Ci furono consultazioni, anche con il Quirinale, e alla fine arrivò l’ok ma solo con destinazione Turchia, non in zona di combattimento. Un movimento logistico, insomma. Parliamo infatti di installazioni militari con sovranità italiana. Il fatto è che bisogna esaminare caso per caso: due anni fa, ad esempio, è stato autorizzato un attacco con i droni da Sigonella. Lì fu ritenuto necessario”.
“Per il Parlamento Europeo il diritto internazionale è la pietra fondante, ma bisogna evitare di abusarne per giustificare un regime tirannico che uccide la sua gente, destabilizza la regione con i suoi “vassalli”, rifornisce la Russia di droni contro l’Ucraina e costituisce una minaccia globale. Se il regime iraniano rispettasse il diritto internazionale come lo facciamo noi, il popolo iraniano sarebbe libero, Jina Masha Amini sarebbe viva, il terrore non avrebbe regnato in Iran per quasi 50 anni. E l’Europa e gli Stati del Golfo non dovrebbero affrontare attacchi indiscriminati”. Così la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola in un’intervista ad “Avvenire Quanto è grande la sua preoccupazione? Metsola risponde: “Indubbiamente l’instabilità in Medio Oriente ha implicazioni globali e questo riguarda anche l’Europa. In questi giorni abbiamo già visto le conseguenze: attacchi contro basi europee e Usa, contro infrastrutture civili ed energetiche negli Stati del Golfo e civili in Israele. Tutti atti deplorevoli e ingiustificati. Dobbiamo assicurare che gli eventi in corso non portino a una escalation da parte del regime iraniano, che avrebbe un impatto su tutti noi”. “Certamente l’Europa- aggiunge Metsola – deve diventare più autonoma e avere più fiducia in se stessa, riducendo le proprie dipendenze e assumendo maggiori responsabilità nella sua sicurezza. Abbiamo gli strumenti per esser visti per quel che siamo, e cioè partner alla pari. Investendo nella nostra difesa facciamo avanzare l’innovazione, rilanciamo la nostra economia e, così facendo, creiamo pure posti di lavoro altamente qualificati. Un’Europa più forte è anche un alleato migliore e più affidabile in un mondo sempre più instabile. Detto questo, gli Stati Uniti e la Nato restano la spina dorsale della nostra sicurezza transatlantica e faremo tutto ciò che è in nostro potere per preservarla. Le nostre relazioni con gli Stati Uniti sono radicate in storia e valori comuni. Continueremo a investire tempo ed energia nel rafforzare queste relazioni con i nostri amici americani, riconoscendo che gli Stati Uniti sono stati per lungo tempo i nostri alleati Nato più fidati”.
L’escalation del conflitto in Medio Oriente “preoccupa su diversi fronti. In generale, io sono preoccupata intanto da una crisi sempre più evidente del diritto internazionale, degli organismi multilaterali, che sta generando un mondo sempre più governato dal caos”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, intervenendo su Rtl 102.5. “Era purtroppo prevedibile – spiega la premier – dopo l’anomalia totale di un membro del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite”, ovvero la Russia, “che invadeva un suo vicino e chiaramente ha reso la situazione sempre più instabile. Sono preoccupata da un conflitto che, in particolare con la reazione scomposta dell’Iran, che sta sostanzialmente bombardando tutti i Paesi, compresi quelli che si erano spesi per un accordo sul nucleare iraniano. E chiaramente questo comporta il rischio di un’escalation che può avere conseguenze totalmente imprevedibili. Sono ovviamente preoccupata per le possibili ripercussioni sull’Italia. Noi stiamo lavorando su tutti questi fronti”.
La Mezzaluna Rossa dell’Iran ha dichiarato che la campagna di bombardamenti aerei condotta da Stati Uniti e Israele contro l’Iran ha colpito 174 città del paese. In un comunicato diffuso giovedì, la Mezzaluna Rossa ha riferito di aver registrato finora almeno 1.332 attacchi in 636 località. Secondo l’organizzazione, aree residenziali sono state colpite in diverse città. È stato inoltre segnalato che sette basi e filiali della Mezzaluna Rossa sono state danneggiate, così come tre dei suoi veicoli di soccorso e 14 centri medici.
Il ministero della Salute israeliano ha riferito che nelle ultime 24 ore 199 feriti sono stati trasportati in ospedale a causa del conflitto con l’Iran. Di questi 14 sono in condizioni definite moderate e 170 in buone condizioni. Dall’inizio dei combattimenti, sabato, sono state ricoverate in totale 1.473 persone. Di queste, 145 sono ancora in ospedale mentre le restanti sono state curate e dimesse. Quattro delle persone ancora ricoverate in ospedale versano in gravi condizioni, anche se due di loro non sono state ferite direttamente dagli attacchi missilistici.
Altri due voli con cittadini italiani di rientro dal Golfo sono atterrati nella notte all’aeroporto di Ciampino provenienti dagli Emirati Arabi Uniti, uno da Dubai e uno da Abu Dhabi. Secondo quanto si apprende a bordo dei due velivoli c’erano in totale 192 connazionali.
Il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha parlato durante la notte con il capo del Pentagono, Pete Hegseth. Lo ha fatto sapere l’ufficio dello stesso Katz citato dai media dello Stato ebraico. Secondo quanto riportato Katz ha espresso le sue condoglianze per la morte di sei militari statunitensi rimasti uccisi negli attacchi iraniani, “e ha sottolineato che Israele sta facendo e continuerà a fare tutto il possibile per contribuire a proteggere la sicurezza delle truppe statunitensi nella regione”. Katz ha inoltre ringraziato Hegseth “per il suo grande sostegno a Israele e per l’ampia assistenza nella difesa dei cittadini dello Stato di Israele dalla minaccia missilistica iraniana, e ha sottolineato la stretta e senza precedenti cooperazione tra le forze armate per raggiungere tutti gli obiettivi della guerra”. Hegseth, dal canto suo, “ha elogiato la cooperazione senza precedenti tra le forze armate e le capacità delle Idf”. “Continua fino alla fine, siamo con te”, avrebbe detto il capo del Pentagono all’omologo israeliano.
Il premier australiano Anthony Albanese ha annunciato che il governo ha deciso di schierare “risorse militari” in Medioriente nell’ambito di un piano di emergenza per assistere gli australiani bloccati. L’Australia ha affermato che circa 115mila suoi cittadini si trovano nella regione. Secondo quanto riportato dai media locali si tratterebbe di un aereo da trasporto pesante C-17A Globemaster e un aereo da trasporto cisterna multiruolo KC-30A della Royal Australian Air Force. La destinazione non è stata resa nota per questioni di sicurezza.
Secondo quanto appreso dal Times of Israel, l’esercito israeliano sta pianificando almeno altre una o due settimane di operazioni in Iran, durante le quali mira a colpire altre migliaia di obiettivi del regime iraniano. L’obiettivo di Israele – viene spiegato – sarebbe il “degrado sistematico” dei siti militari di Teheran. Nel frattempo, alcuni funzionari delle Idf ritengono che gli stati del Golfo, attaccati dall’Iran nel corso del conflitto, si uniranno alla campagna in modo offensivo.
Sirene che avvertono di una sospetta infiltrazione di droni sono suonate nel sud di Israele al confine con la Giordania. Lo riporta il Times of Israel.
Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica dell’Iran ha reso noto di aver effettuato un attacco missilistico contro le posizioni delle unità paramilitari curde nel Kurdistan iracheno. “L’IRGC ha attaccato con missili le postazioni dei gruppi curdi anti-iraniani nel Kurdistan iracheno”, si legge in una nota riportata dalle agenzie iraniane. Teheran ha specificato che sono stati effettuati “tre attacchi missilistici” contro unità curde nel nord dell’Iraq.
Nel corso di una visita in Australia il premier canadese Mark Carney non ha escluso la partecipazione militare del Canada alla guerra di Israele e Stati Uniti contro l’Iran, nel quadro dell’escalation del conflitto in Medioriente. “Lei ha posto un’ipotesi fondamentale in un conflitto che potrebbe estendersi molto ampiamente”, ha detto Carney al cronista che gli aveva posto la domanda. “Quindi non si può mai escludere categoricamente una partecipazione. Sosterremo i nostri alleati quando avrà senso farlo”, ha aggiunto.
Gli aerei da guerra iraniani erano a “due minuti” dall’attaccare la base aerea di al-Udeid in Qatar, la più grande base militare che ospita truppe americane in Medioriente, prima che gli F-15 di Doha li abbattessero. Lo riporta la Cnn, citando due fonti anonime. I bombardieri tattici Su-24 dell’era sovietica delle Guardie rivoluzionarie sono stati identificati mentre trasportavano “bombe e munizioni guidate” verso al-Udeid, che di solito ospita circa 10.000 soldati statunitensi, e il complesso di lavorazione del gas naturale di Ras Laffan in Qatar, e non hanno risposto alle chiamate radio, afferma una delle fonti. Gli aerei si sono schiantati nelle acque territoriali del Qatar e sono in corso le ricerche degli equipaggi, affermano le autorità.
Il ministro degli Esteri iraniano ha dichiarato che gli Usa “si pentiranno profondamente per il precedente che hanno creato” dopo che un sottomarino statunitense ha affondato una fregata iraniana al largo della costa dello Sri Lanka. Il commento di Abbas Araghchi rappresenta il primo riconoscimento da parte del governo iraniano dell’affondamento della IRIS Dena nell’Oceano Indiano. Araghchi, in un post su X, ha detto che “gli Stati Uniti hanno perpetrato un’atrocità in mare, a 2.000 miglia dalle coste dell’Iran”. “La fregata Dena, ospite della Marina indiana con a bordo quasi 130 marinai, è stata colpita in acque internazionali senza preavviso”. “Segnatevi le mie parole – ha scritto ancora – gli Stati Uniti arriveranno a pentirsi profondamente per il precedente che hanno creato”.
Il Pentagono ha reso noti gli ultimi due nomi dei sei soldati statunitensi uccisi in un attacco con drone in Kuwait. Si tratta di Robert Marzan, 54enne originario della California, e Jeffrey O’Brien, 45enne dell’Iowa. Marzan sarebbe morto sul posto durante l’attacco al centro di comando. L’identificazione ufficiale sarà confermata da un medico legale. Gli altri quattro soldati deceduti erano stati già identificati.
Gli ambasciatori di Iran e Israele hanno tenuto conferenze stampa separate a Seul, capitale della Corea del Sud, scambiandosi dure accuse. L’ambasciatore dell’Iran in Corea del Sud, Saeed Koozechi, ha chiesto a Seul — un importante alleato degli Stati Uniti — di essere più esplicita nel chiedere la cessazione di quella che ha definito un’aggressione illegale da parte delle forze statunitensi e israeliane, che hanno lanciato attacchi nonostante fossero in corso negoziati. Il diplomatico ha affermato che “molte bare tornerebbero negli Stati Uniti” se Washington decidesse di dispiegare forze di terra e ha difeso gli attacchi iraniani contro gli stati del Golfo che ospitano basi militari statunitensi, definendoli inevitabili. L’ambasciatore israeliano in Corea del Sud, Raphael Harpaz, ha dichiarato che le operazioni militari congiunte tra Stati Uniti e Israele mirano sia a distruggere le strutture iraniane per lo sviluppo nucleare e i siti di missili balistici, sia ad aiutare il popolo iraniano a liberarsi dall’oppressione. La Corea del Sud ha sostenuto gli sforzi diplomatici guidati dagli Stati Uniti per limitare le ambizioni nucleari dell’Iran, ma non ha esplicitamente appoggiato gli attacchi statunitensi e israeliani, chiedendo invece un rapido ritorno al dialogo.
L’Iran ha smentito di aver lanciato un missile, poi abbattuto, verso la Turchia. “Le Forze Armate della Repubblica Islamica dell’Iran rispettano la sovranità del Paese vicino e amico, la Turchia, e negano qualsiasi lancio di missili verso il territorio di tale Paese”, si legge in una dichiarazione riportata dall’agenzia Irna.
“Una petroliera è stata colpita da una grande esplosione a 30 miglia nautiche a sud-est di Mubarak al Kabeer, in Kuwait, mentre il conflitto Usa-Iran-Israele interrompe le rotte energetiche globali cruciali del mondo. Lo riferisce United Kingdom Maritime Trade Operations (UKMTO) sul sito web. “Il comandante di una petroliera all’ancora riferisce di aver assistito e udito una forte esplosione sul lato sinistro e di aver poi visto una piccola imbarcazione allontanarsi dalle vicinanze”, si legge sul sito web.”C’è petrolio nell’acqua proveniente da una cisterna di carico, il che potrebbe avere un impatto ambientale. La nave ha imbarcato acqua, non sono stati segnalati incendi e l’equipaggio è sano e salvo. Le autorità stanno indagando”, si legge sul sito.
I media statali libanesi affermano che un attacco israeliano nella notte ha ucciso un funzionario di Hamas. Si tratta del primo omicidio mirato di un membro del gruppo palestinese dall’inizio degli attacchi di Usa e Israele contro l’Iran. Wassim Atallah al-Ali e sua moglie sono stati uccisi quando un “drone nemico ha preso di mira la loro casa” a Beddawi, in un attacco prima dell’alba, riporta la National News Agency libanese.
L’Iran prenderà di mira l’impianto nucleare israeliano di Dimona se Israele e gli Stati Uniti cercheranno di ottenere un cambio di regime a Teheran. E’ l’avvertimento lanciato da un alto funzionario militare iraniano, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa semi-ufficiale Isna, citata da Iran International.
Nessun curdo iracheno ha attraversato il confine con l’Iran. Aziz Ahmad, vice capo dell’ufficio del primo ministro del Kurdistan, ha smentito su X le voci, lanciate dai media statunitensi, secondo cui sarebbe iniziata un’offensiva di terra con un certo numero di combattenti: “E’ completamente falso”. Anche un comandante del Partito Komala ha smentito, all’emittente Rudaw, l’entrata in territorio iraniano: “Siamo pronti a ogni eventualità e siamo vigili, ma finora in nessun modo alcuna nostra forza si è recata nel Kurdistan orientale. Le notizie diffuse non sono vere”, ha spiegato.

