Hong Kong, annullata una condanna per frode all’ex editore Jimmy Lai

Hong Kong, annullata una condanna per frode all’ex editore Jimmy Lai
Jimmy Lai durante un’intervista a Hong Kong (AP Photo/Vincent Yu)

Il fondatore del quotidiano pro-democrazia Apple Daily resta comunque in carcere dove sta scontando una pena a 20 anni

La corte d’appello di Hong Kong ha annullato la condanna per frode inflitta all’attivista ed ex editore Jimmy Lai in un caso legato a violazioni contrattuali negli uffici del suo gruppo editoriale, l’Apple Daily Printing . I giudici hanno stabilito che l’accusa non ha provato oltre ogni ragionevole dubbio la responsabilità per false dichiarazioni, cancellando la pena di cinque anni e nove mesi inflitta nel 2022.

La vicenda

La condanna ribaltata riguarda un caso di frode in cui i pubblici ministeri sostenevano che una società di consulenza controllata da Lai avesse utilizzato gli uffici affittati dalla sua azienda mediatica per scopi editoriali e di stampa. Un giudice di primo grado aveva ritenuto che Lai e il suo coimputato Wong Wai-keung avessero nascosto che la società occupava gli spazi e avesse violato il contratto di locazione, utilizzando la sua organizzazione mediatica come scudo protettivo. Aveva inoltre multato Lai per 2 milioni di dollari di Hong Kong (216mila euro).

La sentenza della Corte d’Appello

I giudici della Corte d’appello hanno scritto nella loro sentenza che, sebbene Apple Daily Printing avesse violato i termini del contratto di locazione consentendo all’azienda di utilizzare parte dello spazio, non aveva l’obbligo di rivelare tale violazione. Hanno aggiunto che, anche se avesse avuto tale obbligo e lo avesse violato, lo stesso non poteva essere attribuito a Lai e Wong dal punto di vista giuridico. Il “ragionamento del giudice di primo grado nel concludere che i ricorrenti fossero responsabili dell’occultamento, come sostenuto dall’accusa, è insostenibile”, hanno scritto nella loro decisione, stabilendo, inoltre, che l’accusa non era riuscita a provare oltre ogni ragionevole dubbio che gli imputati avessero fatto false dichiarazioni.

Il governo valuta il ricorso

Il governo di Hong Kong ha dichiarato in un comunicato che il Dipartimento di Giustizia avrebbe studiato attentamente la sentenza per valutare se presentare ricorso. Il governo ha sottolineato che, sebbene la Corte d’Appello abbia ritenuto che la violazione del contratto non soddisfacesse i requisiti per una condanna per frode, ciò non cambiava il fatto che Lai avesse utilizzato lo spazio dell’ufficio per scopi personali illegittimi.

Lai resta in carcere

Lai, fondatore del quotidiano pro-democrazia Apple Daily, resta comunque in carcere: all’inizio del mese è stato condannato a 20 anni di reclusione in base alla legge sulla sicurezza nazionale imposta dalla China. La sua vicenda continua a suscitare critiche internazionali e preoccupazioni per la libertà di stampa nell’ex colonia britannica.

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