“Putin ha già iniziato la Terza Guerra Mondiale, e l’unica risposta è stata un’intensa pressione militare ed economica per costringerlo a fare un passo indietro. Putin va fermato”. Così il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky in una intervista rilasciata alla Bbc. Nella giornata di ieri, l’inviato speciale della Casa Bianca Steve Witkoff, aveva annunciato un possibile incontro nelle prossime settimane tra il leader ucraino e il capo del Cremlino.
Un’esplosione si è verificata nella città Ucraina di Mykolaiv. Lo ha reso noto il presidente Volodymyr Zelensky spiegando che in relazione al fatto sette agenti di polizia sono rimasti feriti di cui due sono in gravi condizioni. “Tutte le circostanze sono in fase di chiarimento, inclusa la possibilità di un attacco terroristico”, ha scritto su X. “Ho incaricato la polizia e il Servizio di sicurezza di fornire al pubblico i dettagli necessari”, ha aggiunto.
“La colpa è della Russia, perché ha bombardato l’oleodotto Druzhba. E in realtà, non solo l’oleodotto, ma credo l’80% delle infrastrutture energetiche ucraine, e non posso davvero biasimare gli ucraini per aver riparato le infrastrutture energetiche di cui la loro gente ha bisogno, con temperature sotto lo zero, per avere calore ed elettricità, mentre stanno dando priorità alle persone che soffrono di questo problema rispetto a questo oleodotto che porta solo petrolio a basso costo in altri paesi, mentre stanno dando priorità alla loro gente. Di chi è la colpa?”. Lo afferma l’Alta rappresentante Ue per la politica estera, Kaja Kallas, nella conferenza stampa al termine del Consiglio Esteri.
Mentre l’Ucraina entra nel quinto anno di guerra su vasta scala, la sua popolazione ha subito il numero più elevato di attacchi al sistema sanitario nel 2025, con un aumento di quasi il 20% rispetto al 2024. E’ quanto affemra l’Oms in una nota dove spiega di aver documentato dal 24 febbraio 2022 almeno 2881 attacchi al sistema , che hanno colpito operatori sanitari, strutture, ambulanze e magazzini di medicinali. “Dopo quattro anni di guerra, i bisogni sanitari sono in aumento, ma molte persone non riescono a ricevere le cure di cui hanno bisogno, in parte perché ospedali e cliniche vengono regolarmente attaccati”, ha affermato Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’Oms. “Stiamo lavorando a fianco degli operatori sanitari ucraini per garantire che gli ospedali ricevano i mezzi per riscaldarsi e i farmaci di cui la popolazione ha più bisogno. In definitiva, la migliore medicina è la pace”. Nel 2025, il supporto dell’OMS ha raggiunto 1,9 milioni di persone in tutta l’Ucraina attraverso la fornitura di servizi, forniture mediche, segnalazioni e sviluppo delle capacità, con particolare attenzione alle località in prima linea e difficili da raggiungere. “Quattro anni di guerra hanno creato una grave crisi sanitaria in Ucraina”, ha affermato Hans Henri P. Kluge, Direttore Regionale dell’Oms per l’Europa. “I bisogni di salute mentale sono sconcertanti: il 72% delle persone intervistate ha sofferto di ansia o depressione nell’ultimo anno, eppure solo una su cinque ha cercato aiuto. Le malattie cardiovascolari sono in aumento, con un ucraino su quattro che soffre di pressione sanguigna pericolosamente alta. E 8 persone su 10 riferiscono di non poter accedere ai farmaci di cui hanno bisogno. Non si tratta di un’astrazione: si tratta di un paziente cardiaco che non riesce a trovare farmaci per la pressione sanguigna, di un amputato che aspetta mesi per una protesi, di un adolescente che ha troppa paura di uscire di casa. Il sistema sanitario ucraino ha bisogno del nostro sostegno costante”.
Poco prima della sua visita inaugurale in Cina, il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha attribuito a Pechino un ruolo chiave nella fine della guerra in Ucraina. La Cina continua a sostenere la Russia acquistando petrolio e gas e fornendo tecnologia, ha affermato Merz, sottolineando che “se domani Xi Jinping dicesse a Putin di fermarsi, lui si dovrebbe fermare dopodomani”. Merz inizierà questo mercoledì la sua prima visita in Cina come cancelliere. Nel pomeriggio è previsto un colloquio a quattr’occhi con il presidente Xi. “Mi aspetto che potremo avere un dialogo aperto”, ha affermato Merz. “Voglio semplicemente cercare di capire il presidente. Voglio cercare di spiegare, al contrario, qual è la nostra posizione, la mia posizione personale anche in Germania, in Europa, come vedo determinati sviluppi globali, cosa potremmo eventualmente fare insieme”, ha aggiunto.
Il comandante in capo delle forze armate ucraine Oleksandr Syrskyi ha reso noto che – a partire da inizio gennaio – in direzione di Oleksandrivka, nella zona meridionale del fronte, i soldati di Kiev hanno ripreso il controllo di 400 chilometri quadrati di territorio occupati dai russi e 8 insediamenti. Lo riporta Ukrainska Pravda.
“Avevamo un piano A che utilizzava i beni russi congelati. Se ora il piano B” non funziona, “forse dovremmo lavorarci su. Era stato concordato nel Consiglio europeo di avere questo piano da 90 miliardi e noi lavoriamo affinché anche gli Stati membri rispettino quell’accordo raggiunto a livello di leader. Quindi, se non funziona, possiamo sempre tornare a utilizzare i beni congelati, cosa che potremmo fare più velocemente. Ma è vero che dobbiamo procedere rapidamente su questo, perché l’Ucraina ha bisogno del nostro aiuto”. Lo afferma l’Alta rappresentante Ue per la politica estera, Kaja Kallas, nella conferenza stampa al termine del Consiglio Esteri, parlando del blocco ungherese al prestito a Kiev da 90 miliardi.
“È davvero deplorevole che la decisione presa da tutti i leader del Consiglio europeo sia ora un passo indietro. So che il Presidente Costa e la Presidente von der Leyen saranno entrambi a Kiev domani e solleveranno sicuramente la questione anche con il Primo Ministro Orban, perché non è in linea con la clausola di leale cooperazione prevista dai trattati”. Lo afferma l’Alta rappresentante Ue per la politica estera, Kaja Kallas, nella conferenza stampa al termine del Consiglio Esteri, parlando del blocco ungherese al prestito a Kiev da 90 miliardi. “Sappiamo che in Ungheria si terranno le elezioni, ma è molto difficile per me, considerando e conoscendo la storia dell’Ungheria, immaginare che il popolo ungherese possa effettivamente sostenere il rifiuto di aiutare la popolazione Ucraina in difficoltà. Quindi trovo molto difficile credere che ciò possa portare a dei punti in più alle elezioni, non conoscendo il clima politico ungherese”, precisa.
“Purtroppo non siamo riusciti a raggiungere un accordo sul ventesimo pacchetto di sanzioni. Questa è una battuta d’arresto e un messaggio che non volevamo inviare oggi, ma il lavoro continua. Tutti capiscono che la diplomazia è preferibile alla guerra, eppure dopo un anno di colloqui, non abbiamo ancora nemmeno un cessate il fuoco. Non è l’Ucraina. Questo è l’ostacolo alla pace. La Russia deve cambiare il copione, passando dalla pressione sull’Ucraina affinché ceda il territorio a ciò che la Russia deve fare per soddisfare le condizioni fondamentali per una pace giusta e duratura”. Lo afferma l’Alta rappresentante Ue per la politica estera, Kaja Kallas, nella conferenza stampa al termine del Consiglio Esteri. L’Ungheria continua a bloccare il nuovo pacchetto di sanzioni.
Il costo totale della ricostruzione e della ripresa in Ucraina sarà di quasi 588 miliardi di dollari (oltre 500 miliardi di euro) nei prossimi dieci anni, ovvero quasi tre volte il Pil nominale previsto per il Paese nel 2025. E’ quanto emerge nel report aggiornato diffuso da Kiev, Banca Mondiale, Commissione Europea e Nazioni Unite. “Con il supporto dei partner per lo sviluppo”, si legge, “Il governo ucraino sta compiendo passi significativi per affrontare le priorità della ricostruzione per il 2026, inclusi progetti di investimenti pubblici e programmi di sostegno essenziali alla ripresa, come il finanziamento per le abitazioni distrutte, la bonifica delle mine e i programmi di supporto economico multisettoriali, per un totale di oltre 15 miliardi di dollari”. Inoltre, “almeno 20 miliardi di dollari di bisogni sono già stati soddisfatti da febbraio 2022 attraverso riparazioni urgenti e attività di recupero precoce in settori come abitazioni, energia, istruzione, trasporti e altri settori essenziali”. L’ultimo aggiornamento, viene sottolineato, “si basa una valutazione che copre 46 mesi, tra febbraio 2022 e dicembre 2025. La valutazione rileva che i danni diretti in Ucraina hanno ora superato i 195 miliardi di dollari (166 miliardi di euro), rispetto ai 176 miliardi di dollari (150 miliardi di euro) del report di febbraio 2025, con i settori delle abitazioni, dei trasporti e dell’energia tra i più colpiti. I danni, le perdite e i bisogni rimangono concentrati nelle oblast di confine e nelle principali aree metropolitane”. “Dei bisogni totali a lungo termine, quelli per la ricostruzione e la ripresa sono i più alti nel settore dei trasporti (oltre 96 miliardi di dollari, 82 miliardi di euro)”, prosegue il report. “Seguono il settore energetico (quasi 91 miliardi di dollari, 77 miliardi di euro), il settore abitativo (quasi 90 miliardi di dollari, 77 miliardi di euro), il settore del commercio e dell’industria (oltre 63 miliardi di dollari, 54 miliardi di euro) e il settore agricolo (oltre 55 miliardi di dollari, 47 miliardi di euro). Il costo della gestione dei rischi esplosivi e della rimozione dei detriti è di quasi 28 miliardi di dollari (24 miliardi di euro), nonostante i progressi nella bonifica e nel deminaggio che hanno contribuito a contenere le perdite in questo settore”, si legge ancora.
Il governo tedesco insiste affinché l’Ungheria dia il via libera a un prestito Ue di 90 miliardi di euro all’Ucraina. Il portavoce del governo di Berlino, Stefan Kornelius, ha affermato che l’Ungheria ha già dato il suo consenso a dicembre. Secondo il portavoce, ora si dovrebbero evitare “considerazioni irrilevanti”, in riferimento alla richiesta ungherese di riparare l’oleodotto Druzhba in Ucraina, che trasportava petrolio russo all’Ungheria e che la Russia avrebbe distrutto durante i suoi attacchi.
I negoziati per raggiungere la pace “non sono facili”, ma “stiamo sicuramente andando avanti e ci stiamo avvicinando al momento in cui tutte le parti dovranno prendere una decisione definitiva: continuare questa guerra o procedere verso la pace. Spero che la giustizia prevalga”. Lo ha affermato il capo dell’ufficio presidenziale ucraino Kyrylo Budanov citato dai media di Kiev. “Queste guerre non finiscono da sole. O finiscono con una soluzione giusta o inevitabilmente si ripresentano in una forma ancora più grande e pericolosa”, ha aggiunto.
Oggi il Consiglio dell’Ue ha imposto misure restrittive nei confronti di otto persone responsabili di gravi violazioni dei diritti umani, repressione della società civile e dell’opposizione democratica e di attentato alla democrazia e allo stato di diritto in Russia.I nuovi elenchi riguardano membri della magistratura – 2 giudici, un pubblico ministero e un investigatore – coinvolti in processi a sfondo politico, responsabili della condanna degli attivisti russi Dmitry Skurikhin e Oleg Belousov per accuse di matrice politica. Inoltre, le misure concordate oggi riguardano i responsabili delle colonie penali e di un centro di pre-detenzione, dove i prigionieri politici Aleksei Gorinov, Pavel Kushnir, Mikhail Kriger e la giornalista Maria Ponomarenko, che si sono espressi contro la guerra di aggressione russa contro l’Ucraina e hanno criticato il regime di Putin, sono stati trattenuti e tenuti in isolamento in condizioni disumane e degradanti.Le persone designate oggi sono soggette a congelamento dei beni e ai cittadini e alle aziende dell’UE è vietato mettere a loro disposizione fondi. Sono inoltre soggette a un divieto di viaggio, che impedisce loro di entrare o transitare nei territori dell’UE.L’UE rimane ferma nella sua condanna delle violazioni dei diritti umani e delle repressioni in Russia ed è profondamente preoccupata per il continuo deterioramento della situazione dei diritti umani nel Paese, soprattutto nel contesto della guerra di aggressione russa contro l’Ucraina.
“Domani il presidente ucraino Volodymyr Zelensky si rivolgerà al mondo dall’Ucraina durante la sessione plenaria straordinaria del Parlamento europeo che celebra il quarto anniversario dell’invasione. Siamo al fianco del coraggioso popolo ucraino e insieme continueremo a batterci per una pace giusta e una sicurezza duratura per l’Ucraina”. Lo scrive su X la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola. La seduta avrà inizio intorno alle 10.15 e Zelensky parteciperà in videocollegamento dall’Ucraina.
“I tanti commenti negativi sui miei social? Non penso si sia rotto il mio rapporto con il pubblico italiano, c’è sempre stato a chi piaccio e a chi no. Se ci sono personaggi che hanno un forte seguito succede, in Italia ci sono più persone che si sfogano. Perché soprattutto a me? Su 4 mila commenti ce ne sono solo 400 negativi, certo sono pesanti, alcuni anche maleducati, ma fanno più notizia quelli negativi. Io però mi sento amata in questo paese, non mi sento differente”. Così Laura Pausini in conferenza stampa alla vigilia del Festival 2026.
Nel prossimo incontro trilaterale, Ucraina, Stati Uniti e Russia intendono discutere la gestione della centrale nucleare di Zaporizhzhia. Lo riporta Ukrainska Pravda, citando una fonte negli ambienti diplomatici, secondo cui potrebbero essere coinvolti nei negoziati anche gli specialisti dell’energia. Secondo la fonte, la conversazione toccherà probabilmente la “delicata questione” di chi dovrebbe gestire la centrale e in quale formato.
L’Unione europea “deve andare avanti” per adottare le nuove sanzioni contro la Russia bloccate dall’Ungheria. Lo ha dichiarato il presidente francese Emmanuel Macron all’Eliseo durante una conferenza stampa congiunta con il presidente finlandese Alexander Stubb. Lo riportano i media francesi.
“A mio avviso, la Nato dovrebbe considerare gli Oreshnik” schierati in Bielorussia “un obiettivo legittimo. L’Ucraina valuterà questa minaccia”. Lo ha dichiarato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky rilanciando su X un’intervista concessa al media indipendente bielorusso Dzerkalo. Il presidente bielorusso Lukashenko “sta commettendo un grave errore”, ha spiegato Zelensky. “Il problema non riguarda solo i missili Oreshnik. Tutti vedono che ora stanno più che altro mettendo in scena uno spettacolo. Non hanno ancora portato l’intero sistema Oreshnik, ma solo i veicoli necessari. E stanno già facendo di tutto per intimidire l’Europa”, ha detto.
“È molto difficile immaginare l’organizzazione di elezioni in Ucraina mentre la Russia continua a bombardare le nostre città e la linea del fronte. In uno Stato che vive sotto attacchi quotidiani con missili e droni, la priorità assoluta resta la sicurezza dei cittadini. Senza un cessate il fuoco reale e verificabile, o almeno senza garanzie di sicurezza solide, organizzare elezioni in tempi brevi è estremamente complicato”. Lo ha affermato a LaPresse l’incaricata d’affari dell’ambasciata d’Ucraina in Italia, Oksana Amdzhadin, in occasione del quarto anniversario dell’invasione russa in Ucraina. “Le elezioni non sono solo una data sul calendario: sono un processo che deve essere libero, sicuro e credibile. Non c’è paura delle elezioni. Ma per essere vere elezioni devono svolgersi in condizioni che garantiscano sicurezza, pluralismo e pari opportunità. Prima la sicurezza e la fine delle ostilità, poi un processo politico pienamente legittimo, inclusivo e conforme ai principi democratici”, ha aggiunto Amdzhadin, sottolineando la “questione fondamentale dei diritti”. “Dobbiamo garantire non solo il diritto di voto – cioè la possibilità di scegliere –, ma anche il diritto di candidarsi ed essere eletti. La democrazia significa entrambe le cose. In tempo di guerra, assicurare l’elettorato attivo e passivo in modo equo e trasparente richiede un quadro giuridico chiaro e condizioni che oggi, oggettivamente, non esistono”, ha rimarcato Amdzhadin, “pensiamo ai nostri militari al fronte: devono poter votare. Pensiamo ai milioni di sfollati interni. E pensiamo anche alla grandissima comunità di ucraini che oggi si trova temporaneamente all’estero. Parliamo di milioni di persone. Creare le condizioni perché possano votare in modo sicuro, accessibile e trasparente nei Paesi che li ospitano è una sfida logistica enorme che richiede tempo, coordinamento e stabilità”.
“Il presidente Zelensky sta lavorando con determinazione affinché i rappresentanti europei siano inclusi nei colloqui” di pace con la Russia, “il coinvolgimento europeo nei negoziati non è una questione formale, ma una conseguenza logica del livello di responsabilità e di sostegno dimostrato finora. Una pace giusta e duratura non può essere negoziata senza l’Europa, perché la sicurezza dell’Ucraina è inseparabile dalla sicurezza europea”. Lo ha affermato a LaPresse l’incaricata d’affari dell’ambasciata d’Ucraina in Italia, Oksana Amdzhadin, in occasione del quarto anniversario dell’invasione russa in Ucraina. “L’impegno politico, economico, finanziario e militare dei Paesi europei è stato fondamentale per rafforzare la nostra capacità di resistenza. Di questo siamo profondamente riconoscenti”, ha aggiunto, “l’Ucraina difende oggi principi che sono alla base dell’ordine europeo: sovranità, integrità territoriale, rispetto del diritto internazionale. Una pace sostenibile e duratura richiederà il contributo di tutti gli attori direttamente interessati, e l’Europa è certamente tra i protagonisti”.
“Sin dall’inizio dell’aggressione russa su larga scala, la posizione di Roma è stata chiara e coerente. Il governo italiano ha fornito un sostegno politico, militare, economico e umanitario di grande importanza”. Lo ha affermato a LaPresse l’incaricata d’affari dell’ambasciata d’Ucraina in Italia, Oksana Amdzhadin, in occasione del quarto anniversario dell’invasione russa in Ucraina. “Anche recentemente, dopo i gravi attacchi russi contro le infrastrutture energetiche, l’Italia è stata tra i primi Paesi che hanno contribuito concretamente al rafforzamento della nostra resilienza energetica”, ha aggiunto, “è naturale che in una democrazia vi siano discussioni e sensibilità diverse all’interno della maggioranza di governo. Questo fa parte del normale dibattito politico. Tuttavia, fino a oggi, l’impegno dell’Italia a sostegno dell’Ucraina non è venuto meno”. “Noi confidiamo – ha concluso Amdzhadin – che l’Italia continuerà a svolgere un ruolo importante, perché il sostegno internazionale resta essenziale, non solo per la nostra difesa, ma anche per creare le condizioni di una pace giusta e duratura. E come ha detto il presidente Zelensky: ‘Per favore, prestate attenzione all’Ucraina. Se fosse stato così prima, questa guerra non ci sarebbe stata’”.
L’Ungheria blocca il prestito da 90 miliardi a Kiev per il blocco dell’oleodotto Druzhba? “Il Consiglio europeo ha accettato il prestito ucraino a condizione che tre Stati membri non partecipassero finanziariamente al programma. Ora questa condizione è stata soddisfatta e pertanto ci aspettiamo che tutti i leader rispettino i propri impegni, e non rispettarli è chiaramente o costituirebbe una violazione della leale cooperazione”. Lo dice la portavoce della Commissione europea, Anna-Kaisa Itkonen, nel briefing quotidiano con la stampa. “La Russia ha distrutto l’oleodotto Druzhba. La nostra priorità è la sicurezza energetica dei nostri Stati membri. L’Ucraina si è impegnata a riparare l’oleodotto e la decisione sulla tempistica spetta a loro”, aggiunge. “Sul prestito ucraino c’è stato un accordo politico da parte di tutti i capi di Stato, incluso il capo di Stato, che ora minaccia di bloccarlo. Quindi, se c’è credibilità da parte di tutti i leader che si sono impegnati per questo prestito, questa deve essere dimostrata. Ci aspettiamo che tutti i leader, incluso il Primo Ministro Orbán, rispettino il suo impegno politico del Consiglio europeo di dicembre”, rimarca la prima portavoce Paula Pinho.
Oggi, la Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen e il Presidente del Consiglio Europeo António Costa si recheranno a Kiev alla vigilia del quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina su vasta scala.Domani, i Presidenti von der Leyen e Costa parteciperanno alla cerimonia commemorativa ufficiale, per commemorare i quattro anni di guerra. Visiteranno anche un sito di infrastrutture energetiche danneggiato dagli attacchi missilistici russi. I due presidenti incontreranno poi il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. I leader parteciperanno anche a una riunione della Coalizione dei Volenterosi, convocata dal Presidente francese Emmanuel Macron e dal Primo Ministro britannico Keir Starmer. L’incontro ribadisce l’impegno dei 35 paesi partecipanti a sostenere l’Ucraina nel raggiungimento di una pace duratura e solida, garantendo la sicurezza sia dell’Ucraina che dell’Europa.Il Commissario per l’Energia e l’Edilizia Abitativa, Dan Jørgensen, si recherà a Kiev insieme alla Presidente von der Leyen. Anche il Commissario per la Difesa e lo Spazio, Andrius Kubilius, e la Commissaria per l’Allargamento, Marta Kos, si recheranno a Kiev la prossima settimana.
Il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, ha accusato la Russia del presidente Vladimir Putin di essere “al livello più profondo di barbarie”. “La Russia non sta vincendo questa guerra, al contrario di quanto tenta di far credere. Ma i fatti sono ben diversi”, ha detto Merz, come riporta Br24, parlando alla vigilia del quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina ad un evento organizzato dalla Fondazione Konrad Adenauer. Merz ha fatto appello a tutti gli alleati europei affinché continuino e rafforzino il loro sostegno all’Ucraina. I finanziamenti di Mosca alla guerra devono essere interrotti, ha affermato ancora il cancelliere.
Il ministro degli Esteri tedesco, Johann Wadephul, ha avvertito che un eccesso di offerte di dialogo alla Russia rischierebbe di produrre l’effetto opposto. “Troppi segnali di disponibilità ai colloqui potrebbero dare l’impressione che con maggiore ostinazione si possano ottenere più concessioni”, ha osservato Wadephul al suo arrivo al Consiglio Affari Esteri dell’Ue. Il ministro tedesco ha ribadito che l’Europa non deve avere esitazioni finché da parte russa non si vedrà una reale disponibilità al compromesso. “La Ucraina – ha concluso – difende non solo la propria libertà e sovranità, ma anche quella europea. Per questo continueremo a essere al suo fianco”.
“La questione non è se il ventesimo pacchetto di sanzioni verrà adottato; lo sarà, questo è certo. È la ventesima volta che affrontiamo questo processo. La questione è quando verrà adottato”. Lo dice il ministro degli Esteri francese Jean Noel Barrot al suo arrivo al Consiglio Affari esteri a Bruxelles. “Si aggiungerà alle già numerose sanzioni che stanno attualmente incidendo sulle risorse che Vladimir Putin sta investendo nel suo sforzo bellico. Con queste sanzioni, senza precedenti dell’Unione europea, che abbiamo imposto negli ultimi quattro anni, abbiamo privato, impedito e ostacolato la capacità di Vladimir Putin di scatenare le sue ambizioni coloniali in Ucraina, e continueremo a farlo”, rimarca.
“Domani riuniremo, sotto la guida del Presidente Macron, la Coalizione dei volenterosi – forse una delle coalizioni di paesi più ambiziose della storia recente – che ha deciso di unire le proprie capacità militari per progettare le garanzie di sicurezza necessarie affinché la pace sia giusta e duratura e affinché non si verifichino mai più ulteriori aggressioni”. Lo dice il ministro degli Esteri francese Jean Noel Barrot al suo arrivo al Consiglio Affari esteri a Bruxelles.
La Russia “sta lottando per il suo futuro, la sua verità e la sua indipendenza”. Lo ha dichiarato il presidente russo Vladimir Putin durante una cerimonia di conferimento di onorificenze al Cremlino in occasione della Giornata dei Difensori della Patria. Lo riporta la Tass. “Onoriamo tutti coloro che, a rischio della propria vita, con coraggio e audacia, e con amore per la Russia e il nostro popolo, svolgono il loro dovere militare nella zona di operazioni militari speciali, sorvegliano i nostri confini e garantiscono la parità strategica”, ha spiegato.
“Credo che fermare Putin oggi e impedirgli di occupare l’Ucraina sia una vittoria per il mondo intero. Perché Putin non si fermerà all’Ucraina”. Lo ha dichiarato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un’intervista alla Bbc. “Al momento non è possibile, ma tornare ai giusti confini del 1991 è senza dubbio non solo una vittoria, ma anche giustizia. La vittoria dell’Ucraina è la preservazione della nostra indipendenza, e una vittoria di giustizia per il mondo intero è la restituzione di tutte le nostre terre”, ha aggiunto.
“Dobbiamo mostrare fermezza e sostenere l’Ucraina in modo sostenibile”. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri tedesco, Johann Wadephul, al suo arrivo al Consiglio Affari Esteri dell’Ue, ribadendo la linea di Berlino a favore di un rafforzamento della pressione su Mosca. Wadephul ha sottolineato che l’Unione europea sta lavorando intensamente al 20° pacchetto di sanzioni contro la Russia e si è detto convinto che “alla fine della giornata saremo riusciti a superare tutte le difficoltà”. Secondo il capo della diplomazia tedesca, la strategia resta chiara: sostenere militarmente Kiev, rafforzarne anche le infrastrutture energetiche e mantenere alta la pressione su Mosca. Il ministro ha inoltre avvertito che un eccesso di offerte di dialogo alla Russia rischierebbe di produrre l’effetto opposto. “Troppi segnali di disponibilità ai colloqui potrebbero dare l’impressione che con maggiore ostinazione si possano ottenere più concessioni”, ha osservato, ribadendo che l’Europa non deve avere “autodubbi” finché da parte russa non si vedrà una reale disponibilità al compromesso.“La Ucraina – ha concluso – difende non solo la propria libertà e sovranità, ma anche quella europea. Per questo continueremo a essere dalla sua parte”.
Il ministro degli Esteri tedesco, Johann Wadephul, ha espresso sorpresa per la posizione dell’Ungheria sul dossier ucraino, annunciando un confronto con Budapest. “Sono sorpreso dalla posizione ungherese. Ne discuteremo con i nostri colleghi”, ha dichiarato al suo arrivo al Consiglio Affari Esteri dell’Ue, aggiungendo che non sarebbe giusto se l’Ungheria “tradisse la propria lotta per la libertà e la sovranità europea”. Wadephul ha ricordato il debito storico della Germania nei confronti di Budapest e ha sottolineato che, a suo avviso, l’Ungheria “in ultima analisi si è sempre schierata dalla parte della libertà”. Per il capo della diplomazia tedesca, questo è il momento di mantenere un chiaro orientamento europeo. “La sovranità europea si costruisce con unità, chiarezza e orientamento agli interessi comuni”, ha affermato, ribadendo che il governo tedesco continuerà a seguire questa linea anche nei prossimi negoziati a livello Ue.
“Non vedo alcuna disponibilità da parte russa a giungere davvero, nella sostanza, a un compromesso”. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri tedesco, Johann Wadephul, al suo arrivo al Consiglio Affari Esteri dell’Ue, sottolineando che al momento spetta a Mosca dimostrare concretamente la volontà di fare passi verso Kiev. Secondo Wadephul, l’Europa deve restare pronta ai colloqui, evidenziando che il presidente ucraino Volodymyr Zelensky “è pronto per i negoziati”. Tuttavia, ha aggiunto, “è ancora sulla Russia dimostrare che intende dare qualcosa, nella sostanza, all’Ucraina”. Il capo della diplomazia tedesca ha ribadito che per tutto l’anno in corso la linea europea dovrà restare chiara: “L’Europa deve essere al fianco dell’Ucraina. Siamo i sostenitori dell’Ucraina”. Wadephul ha inoltre affermato che, qualora il presidente russo Vladimir Putin fosse pronto a negoziare, “spetterebbe al presidente Zelensky incontrarlo”, invitando a non mettere in discussione la posizione europea. “È chiaro – ha concluso – che siamo al fianco dell’Ucraina in questa situazione”.
“Domani ricorre il quarto anniversario di questa orribile guerra. Ovviamente ci sarà una discussione sul ventesimo pacchetto di sanzioni. Penso che non ci saranno progressi in merito oggi, ma faremo sicuramente questo sforzo”. Lo dice l’Alta Rappresentante Ue per la Politica estera Kaja Kallas arrivando al Consiglio Affari esteri. “Finora – aggiunge – la pressione è stata esercitata sull’Ucraina per quanto riguarda i colloqui di pace, ma è chiaro che deve essere effettuata sulla Russia perché sono loro l’aggressore in questa guerra. E se vogliamo che questa guerra finisca allora dobbiamo anche vedere delle concessioni da parte russa. Questo è molto chiaro”. “Stiamo facendo del nostro meglio per avere questo pacchetto di sanzioni” e “ho parlato con gli Stati membri che solleveranno la questione e proveranno a convincere i Paesi che lo stanno bloccando. Stiamo cercando modi per farlo. Ma poiché abbiamo sentito alcune dichiarazioni molto forti dall’Ungheria, ecco perché non credo che cambieranno la posizione che hanno oggi”, continua Kallas. “Abbiamo appreso dai media – sottolinea – che i problemi che hanno non sono assolutamente correlati al ventesimo pacchetto di sanzioni. Quindi, penso che non dovremmo legare insieme cose che non sono affatto collegate tra loro. Ma li ascolteremo spiegare quali sono le ragioni per cui stanno bloccando il pacchetto e poi vediamo se ci sono possibilità di superarle”.
“Non sono ottimista sul fatto che vedremo risultati nelle prossime settimane e nei prossimi mesi” nelle negoziazioni con la Russia. Lo dice l’Alta Rappresentante Ue per la Politica estera Kaja Kallas arrivando al Consiglio Affari esteri. “Guardando i segnali, non condivido l’ottimismo”, mostrato dall’inviato Usa Witkoff, “perché i negoziatori da parte russa non sono molto seri e non sono disposti a parlare di nulla di politico. Abbiamo visto molta pressione sull’Ucraina affinché conceda e rinunci a ciò che non è disposta a rinunciare. Ma questo non porta a una pace a lungo termine”.
È di tre vittime il bilancio di un attacco russo con droni e missili sull’Ucraina. Due persone sono morte dopo essere state colpite da droni caduti nella regione di Odessa, come riferisce il governatore dell’amministrazione regionale Oleg Kiper e riportato dai media ucraini. A Zaporizhzhia, un attacco su strutture industriali ha causato la morte di un uomo di 33 anni. Negli attacchi numerose persone sono rimaste ferite.

