Ucraina, Zelensky: “Sì compromessi con Usa, ma no ultimatum russi”

Ucraina, Zelensky: “Sì compromessi con Usa, ma no ultimatum russi”
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky (Foto AP/Alex Brandon)

Podolyak: “Mosca non è interessata a finire la guerra, va costretta”

“Siamo pronti a compromessi reali. Ma non compromessi a scapito della nostra indipendenza e sovranità. Siamo pronti a discutere di compromessi con gli Stati Uniti. Ma non a ricevere ultimatum dai russi ancora e ancora”. Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un’intervista a Kyodo News. “Sono loro gli aggressori. Tutti lo hanno riconosciuto. Questo non è cambiato”, ha aggiunto, “molti paesi che sono stati mediatori o hanno cercato di esserlo fin dall’inizio di questa guerra, soprattutto in Medio Oriente e in Asia, così come altri stati, riconoscono tutti che la Russia è l’aggressore”

“Il Comitato Paralimpico Nazionale dell’Ucraina dichiara che la squadra paralimpica ucraina e il Comitato Paralimpico Nazionale dell’Ucraina boicotteranno la cerimonia di apertura dei XIV Giochi Paralimpici Invernali e chiedono che la bandiera ucraina non venga utilizzata alla cerimonia di apertura delle Paralimpiadi del 2026!”. È quanto si legge in un comunicato stampa che annuncia la protesta ucraina per la decisione di permettere agli atleti russi e bielorussi di partecipare ai Giochi Paralimpici di Milano Cortina sotto le proprie bandiere. “È necessario rendersi conto che la Russia, che oggi occupa i territori ucraini, uccide in modo massiccio civili – donne, bambini, anziani, persone con disabilità – e issa immediatamente la sua bandiera, intrisa del sangue della popolazione civile ucraina, sui territori che ha conquistato”, si legge nella nota, “è proprio questa bandiera del Paese assassino che la leadership dell’IPC permette di issare sul territorio delle Paralimpiadi invernali Milano-Cortina, concedendo il numero massimo di posti per la partecipazione ai rappresentanti della Russia!”.

Tutti gli aggiornamenti in diretta
Inizio diretta: 20/02/26 14:40
Fine diretta: 20/02/26 23:00
Progressi tra i 27 su nuove sanzioni Ue, resta obiettivo del 24/02

A quanto si apprende a Bruxelles, questo pomeriggio, il Coreper ha proseguito la discussione sul 20° pacchetto di sanzioni Ue contro la Russia. Il testo rivisto presentato è stato considerato un passo avanti dalla maggioranza degli Stati membri. Alcuni Stati membri hanno sollevato riserve d’esame, ma il testo è considerato stabile. Per quanto riguarda i prossimi passi, la Presidenza cipriota del Consiglio Ue proseguirà le consultazioni, con l’obiettivo di raggiungere un accordo entro il 24 febbraio.

Mosca, due morti in raid con droni Kiev a Belgorod

Due civili sono morti e altri tre sono rimasti feriti in un raid ucraino nella provincia russa di Belgorod.
Lo ha dichiarato il governatore locale Vyacheslav Gladkov, citato dai media russi, precisando che due droni di Kiev hanno attaccato un veicolo presso la sede di un’azienda.

Zelensky: "Accordo per prossimo round negoziati entro 10 giorni"

C’è un accordo per tenere il prossimo incontro trilaterale Ucraina-Russia-Usa entro dieci giorni e molto probabilmente si terrà nuovamente a Ginevra. Lo ha dichiarato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, citato da Rbc-Ukraine. Secondo Zelensky, “le risposte alle domande più difficili sono già pronte in vista del prossimo incontro” e “sono state definite anche le priorità per il team negoziale”.

Malta, Slovacchia e Ungheria bloccano nuove sanzioni alla Russia

Al momento sono soprattutto Malta, Slovacchia e Ungheria che stanno bloccando il 20° pacchetto di sanzioni contro la Russia. Lo apprende LaPresse da fonti diplomatiche Ue. Lo Stato insulare, la cui economia si basa sul commercio marittimo, si sta opponendo al divieto totale dei servizi marittimi per le petroliere russe contenuto nel nuovo pacchetto, mentre sembra rientrata l’opposizione delle Grecia. Il governo della Valletta chiede che la misura abbia il sostegno anche dei Paesi del G7. Slovacchia e Ungheria, invece, esprimono contrarietà al pacchetto di misure contro Mosca nel suo complesso. Alle 17:00 è convocata una nuova riunione del Coreper, con gli ambasciatori dei 27, per cercare di progredire sul dossier.

Francia, 24 febbraio riunione Volenterosi in videoconferenza

Il presidente francese, Emmanuel Macron, copresiederà insieme al primo ministro britannico Keir Starmer una riunione della Coalizione dei Volenterosi in videoconferenza martedì 24 febbraio. Lo ha comunicato l’Eliseo, come riporta la stampa francese. “Mentre la guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina sta già entrando nel suo quinto anno” questa riunione “deve consentire di ribadire l’impegno dei 35 Paesi partecipanti a fianco dell’Ucraina, per aiutarla a creare le condizioni per una pace solida e duratura che garantisca la sicurezza dell’Ucraina e dell’Europa”, sottolinea l’Eliseo.

Zelensky: "Decisivo sarebbe incontro tra leader, noi siamo pronti"

“Sono state definite le priorità del nostro team negoziale per il futuro incontro in formato trilaterale e con gli Stati Uniti. Continuiamo a lavorare per garantire che i leader siano pronti a incontrarsi e a risolvere le questioni che non possono ancora essere risolte a livello di team. È il formato dei leader che potrebbe rivelarsi decisivo sotto molti aspetti, e l’Ucraina è pronta per tale formato”. È quanto scrive il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un post sui social. “Crediamo che esistano ancora reali opportunità per porre fine alla guerra con dignità e che la capacità del mondo di esercitare pressioni sull’aggressore potrebbe contribuire in modo significativo a garantire che una pace dignitosa sostituisca la guerra”, aggiunge Zelensky, “contiamo che un altro ciclo di negoziati venga organizzato molto presto, già nel mese di febbraio, e che tale ciclo sia davvero produttivo”.

Podolyak: "A parte Orban Ue consapevole di minaccia russa ma sia più autonoma

“La posizione europea oggi è chiara e, almeno formalmente, consensuale, salvo alcune figure politiche che talvolta con dichiarazioni o azioni sembrano sabotare anche se stesse, come ad esempio il primo ministro ungherese Orban.
Nel complesso però l’Europa comprende bene i rischi rappresentati dalla Russia per il continente e cosa accadrebbe se la guerra finisse in modo inadeguato. Capisce anche che gli Stati Uniti stanno cambiando strategia e che quindi deve cercare nuove soluzioni, tentativi che sono già in corso e talvolta riusciti”. Lo ha detto in un’intervista a LaPresse Mykhailo Podolyak, consigliere del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, in vista del quarto anniversario dell’invasione russa in Ucraina. “L’Europa può ed è pronta a essere più autonoma, ad assumersi responsabilità e a occuparsi maggiormente della propria sicurezza. Comprende inoltre che un elemento chiave di questa sicurezza potrebbero essere le forze armate ucraine, come base di una nuova architettura di sicurezza europea. Grazie all’esperienza militare ucraina e allo sviluppo dell’industria bellica, la sicurezza del continente può rafforzarsi rapidamente”, ha sottolineato Podolyak, “secondo questa visione, l’Europa dovrebbe: ridurre la burocrazia e i tempi lunghi decisionali; adottare decisioni rapide e responsabili; investire nella propria industria militare e in acquisti di armi; mantenere una posizione attiva nel dialogo per porre fine alla guerra, con pressioni sanzionatorie e diplomatiche sulla Russia e contrasto alla propaganda”.

Podolyak: "Già al lavoro per organizzare elezioni ma solo con tregua stabile"

“Attualmente è impossibile tenere elezioni o referendum, perché la guerra coinvolge tutto il territorio ucraino e ogni notte avvengono attacchi missilistici e con droni contro grandi città. Non esistono condizioni di sicurezza. Solo un cessate il fuoco stabile permetterebbe elezioni”. Lo ha detto in un’intervista a LaPresse Mykhailo Podolyak, consigliere del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, in vista del quarto anniversario dell’invasione russa in Ucraina. “Milioni di persone in zone di combattimento o sfollate non potrebbero votare, e sarebbe necessario ricostruire l’intero sistema elettorale”, ha spiegato Podlyak, sottolineando che “tuttavia il presidente ha più volte dichiarato che, se verrà stabilita una tregua stabile, le elezioni saranno annunciate immediatamente. Una commissione parlamentare sta già preparando modifiche legislative per organizzare il voto nel dopoguerra”.

Podolyak: "Usa accelerano ma per Putin la guerra è un'idea ossessiva"

“C’è una doppia natura della situazione. Da un lato, la presenza degli Stati Uniti e il loro ruolo attivo di moderazione accelerano molti processi. Vediamo una piattaforma negoziale realistica moderata dagli Stati Uniti. Vediamo la posizione costruttiva dell’Ucraina, fortemente interessata alla fine della guerra. Vediamo la posizione dell’Europa, che esprime chiaramente preoccupazioni e disponibilità. Tre parti lavorano in modo costruttivo. La retorica pubblica di Trump e le sue azioni per limitare la presenza globale della Russia ù ad esempio nei tentativi di estrometterla da varie regioni come America Latina, Caraibi, Medioriente e, attraverso questo, Africa centrale e centro-orientale ù indicano che gli Stati Uniti sono molto interessati alla fine della guerra e quindi molto attivi in questa direzione”. Lo ha detto in un’intervista a LaPresse Mykhailo Podolyak, consigliere del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, in vista del quarto anniversario dell’invasione russa in Ucraina. “Dall’altro lato la Russia non è interessata a porre fine alla guerra, perché la guerra rappresenta per lei opportunità e vantaggi competitivi. Senza guerra, la Russia scivolerebbe gradualmente ai margini della grande politica globale.
Per Putin l’idea della guerra è fondamentale nella sua visione del mondo: è un’idea ossessiva. Vuole realizzare il concetto di ricostruzione dell’Unione Sovietica nei territori oggi occupati da Stati sovrani, compresa l’Ucraina, e ottenere il diritto di esercitare su di essi un controllo di fatto”, ha aggiunto Podolyak, “inoltre la guerra gli consente di mantenere il controllo sullo spazio politico interno, dove oggi non esistono concorrenza, né alternative. Infine, l’economia russa è stata completamente riorganizzata: l’ordine militare è oggi la principale fonte finanziaria”. Secondo Podolyak, “tutto ciò indica che Putin non è interessato alla fine della guerra”, “solo una coercizione dura, soprattutto economico-finanziaria, può davvero portare la Russia a un tavolo negoziale realistico. Limitare definitivamente la sua presenza nei mercati globali può costringerla a negoziare. Strumenti di questo tipo esistono, sia per Trump, sia congiuntamente per l’alleanza euro-atlantica Stati Uniti ed Europa”.

Podolyak: "Nessun territorio o città sarà ceduto volontariamente a Mosca"

“L’Ucraina partecipa costruttivamente ai negoziati, ma non si possono discutere pubblicamente dettagli, perché le trattative sono in fase attiva.
Esistono tre direzioni, due delle quali con consenso: le garanzie di sicurezza postbelliche e i progetti di investimento per la ricostruzione economica. Il terzo punto, molto difficile, riguarda la formula per la fine della guerra nei colloqui tra Russia, Ucraina e Stati Uniti”. Lo ha detto in un’intervista a LaPresse Mykhailo Podolyak, consigliere del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, in vista del quarto anniversario dell’invasione russa in Ucraina. Sulle ‘linee rosse’ dell’Ucraina, Podolyak è netto: “La posizione è chiara: nessun territorio sarà ceduto volontariamente alla Russia e nessuna città con cittadini ucraini sarà consegnata”, “la formula proposta è: fermarsi sulle linee attuali, fissare una linea di separazione e discutere missioni di monitoraggio per evitare avanzate e bombardamenti. Altri scenari realistici non esistono”.

Podolyak: "Giusto sostegno Roma a Kiev, anche Italia a rischio con questa guerra"

“Questa guerra riguarda le regole future: se i diritti saranno protetti o se prevarrà la legge del più forte. Anche se l’Italia è lontana geograficamente, ciò non significa che non possa subire rischi”. Lo ha detto in un’intervista a LaPresse Mykhailo Podolyak, consigliere del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, in vista del quarto anniversario dell’invasione russa in Ucraina, in merito al dibattito politico in Italia sul sostegno militare a Kiev. “Per la Russia il dominio globale attraverso la violenza è centrale. Non è un Paese orientato a economia e cooperazione, ma usa le risorse anche per corruzione e interferenze politiche. Il suo strumento principale di politica estera è la coercizione: violenza, ricatto, propaganda, destabilizzazione”, ha sottolineato Podolyak, “è una guerra per i principi su cui si baserà il futuro sistema internazionale. Non è solo una guerra Ucraina-Russia, ma una guerra difensiva per il diritto di esistere.
L’Italia, considerando la sua posizione di sostegno all’Ucraina e quella del governo, occupa una posizione corretta”.

Podolyak: "Russia non è interessata a finire la guerra, va costretta"

“Senza dubbio la guerra può finire in qualsiasi momento, se la parte chiamata Federazione russa, cioè l’aggressore, sarà finalmente pronta a terminarla. È
matematicamente chiaro cosa bisogna fare in questa guerra: aumentare il volume delle sanzioni e della pressione economica sulla Russia per ridurre la sua capacità di finanziare il blocco militare, esercitare una forte pressione diplomatica affinché non si creino illusioni sul fatto che la guerra possa concludersi con grandi vantaggi per loro, proseguire con un sostegno consolidato all’Ucraina da parte dei Paesi europei e degli Stati Uniti, così che la Russia sia certa che l’Ucraina non resterà sola contro l’aggressore”. Lo ha detto in un’intervista a LaPresse Mykhailo Podolyak, consigliere del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, in vista del quarto anniversario dell’invasione russa in Ucraina. “Esistono quindi fattori che possono spingere verso la fine della guerra. Il problema è che, purtroppo, lunghe discussioni, ritardi nelle forniture militari all’Ucraina e sanzioni che non bloccano completamente la capacità della Russia di guadagnare sui mercati energetici globali non creano in Russia la sensazione stabile che più la guerra continuerà, più gravi saranno le crisi interne e minore sarà il suo peso nella gerarchia globale dell’influenza. La questione non è una data precisa, ma l’applicazione obbligatoria di strumenti di coercizione verso la Russia”, ha sottolineato Podolyak, “la Russia, purtroppo, non è interessata a porre fine alla guerra, perché la guerra ù una guerra infinita ù è la sua forma di soggettività internazionale. Grazie alla guerra può essere presente nei dibattiti globali e realizzare quello che ritiene il proprio dominio. Limitare le sue capacità di fare guerra, soprattutto in termini di risorse, e una posizione dura della comunità internazionale sul fatto che la guerra sia uno strumento inaccettabile di politica estera possono accelerare bruscamente la fine del conflitto”.

Salvini: "Sbagliato Ucraina assente a cerimonia Paralimpiadi"

L’Ucraina boicotterà la cerimonia inaugurale delle Paralimpiadi? “Sbagliano se dicono ‘non vengo perché ci sono i russi’, perché le Olimpiadi dovrebbero avvicinare i popoli. Sarò con orgoglio e gioia alla cerimonia di inaugurazione delle Paralimpiadi. Gli atleti paralimpici sono ancora più campioni degli atleti delle Olimpiadi. Boicottare la cerimonia inaugurale nella splendida Arena di Verona mi sembra un atteggiamento poco olimpico. Spero e lavoro perché questa maledetta guerra finisca prima possibile”. Lo ha detto il vicepremier, ministro delle Infrastrutture e dei trasporti e leader della Lega, Matteo Salvini, a Telelombardia.

Cremlino non conferma nuovo round di colloqui a Ginevra

Il Cremlino non ha confermato le notizie secondo cui il prossimo round di colloqui trilaterali Mosca-Washington-Kiev sull’Ucraina potrebbe svolgersi la prossima settimana a Ginevra. Lo riporta Interfax. “Non posso ancora confermarlo. Una volta raggiunta un’intesa definitiva, vi informeremo, come abbiamo fatto ultimamente”, ha dichiarato il portavoce presidenziale russo Dmitry Peskov.

Ue: "Assenza Parampiadi non è boicottaggio ma mossa simbolica"

“La decisione del Commissario” per l’equità intergenerazionale, i giovani, la cultura e lo sport Glenn Micallef “di non partecipare alla cerimonia di apertura delle Paralimpiadi è una mossa simbolica per mostrare preoccupazione per la decisione presa” di far partecipare atleti russi e bielorussi sotto la bandiera del loro Paese. “Non si tratta di un boicottaggio, come abbiamo visto anche interpretare. Quindi non si tratta di un boicottaggio. Non è un invito a boicottare i Giochi Paralimpici”. Lo afferma la portavoce della Commissione europea, Anna-Kaisa Itkonen, nel briefing quotidiano con la stampa. “Noi, come Commissione, abbiamo già espresso la nostra ferma posizione sulla decisione del comitato a settembre, insieme ai nostri partner internazionali che condividono gli stessi ideali, e manteniamo la nostra ferma convinzione nello spirito unitario dello sport e dei movimenti olimpico e paralimpico, e siamo al fianco degli atleti paralimpici”, prosegue. “Guardiamo a questo sviluppo con seria preoccupazione. L’aggressione russa contro l’Ucraina continua, come tutti sappiamo, domenica entriamo nel quarto anno, e anche le violazioni russo-bielorusse della Carta Olimpica permangono, quindi non siamo d’accordo con la decisione di ammettere partecipanti russi e bielorussi al caso. Ribadiamo la nostra ferma solidarietà all’Ucraina e restiamo in contatto con tutti i nostri partner, compresa l’Ucraina”, conclude la portavoce.

Merz: "Continuiamo a sostenere Kiev senza se e senza ma"

“Continuiamo a sostenere l’Ucraina. Senza se e senza ma”. Lo ha detto il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, nel suo intervento al congresso della Cdu a Stoccarda. “La minaccia alla libertà è palpabile anche qui. Solo a posteriori comprenderemo la profondità e la dimensione del cambiamento che stiamo vivendo”, ha detto ancora Merz, sottolineando che “l’appeasement non crea la pace”. “Chiunque segua oggi un pacifismo ingenuo, promuove le guerre di domani”, ha affermato ancora il cancelliere.

Zelensky: "Pronti a compromessi con Usa, ma no a ultimatum russi"

“Siamo pronti a compromessi reali. Ma non compromessi a scapito della nostra indipendenza e sovranità. Siamo pronti a discutere di compromessi con gli Stati Uniti. Ma non a ricevere ultimatum dai russi ancora e ancora”. Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un’intervista a Kyodo News. “Sono loro gli aggressori. Tutti lo hanno riconosciuto. Questo non è cambiato”, ha aggiunto, “molti paesi che sono stati mediatori o hanno cercato di esserlo fin dall’inizio di questa guerra, soprattutto in Medio Oriente e in Asia, così come altri stati, riconoscono tutti che la Russia è l’aggressore”. “Hanno conquistato quasi il 20% del nostro territorio. E ora siamo pronti a parlare di pace basandoci sul principio ‘restiamo dove siamo’”, ha sottolineato Zelensky, “questo è un grande compromesso”.

Associazione ucraini in Italia: "Giusto boicottare apertura Paralimpiadi"

“La decisione dell’Ucraina di boicottare la Cerimonia di apertura della Paralimpiadi è naturale ed è il minimo che si potesse fare per non legalizzare questa decisione contraria allo spirito delle Olimpiadi. Permettere di usare la propria bandiera ad un Paese che ogni giorno bombarda civili e uccide persone non è in regola con i principi dell’olimpismo”. Lo ha affermato a LaPresse, Oles Horodetskyy, presidente dell’associazione dei cristiani ucraini in Italia. “Invito gli altri Paesi fare altrettanto”, ha aggiunto.

Zelensky: "Attualmente 10mila soldati nordcoreani in Russia"

“10.000 soldati nordcoreani si trovano attualmente in territorio russo. È estremamente pericoloso che stiano acquisendo conoscenze sulla moderna guerra ibrida”. Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un’intervista all’agenzia giapponese Kyodo News. “Stanno imparando a contrastare missili, diversi tipi di droni, compresi quelli a fibra ottica, dai droni FPV a quelli a lungo raggio”, ha aggiunto Zelensky, “si stanno addestrando ora in territorio russo, perché stiamo rispondendo agli attacchi russi. Quindi hanno questa opportunità”.

© Riproduzione Riservata