Iran, Teheran: “Colloqui con gli Usa venerdì mattina in Oman” – La diretta

Iran, Teheran: “Colloqui con gli Usa venerdì mattina in Oman” – La diretta
Donald Trump e Ali Khamenei (AP Photo/Ben Curtis – Office of the Iranian Supreme Leader via AP)

Trump: “Khamenei dovrebbe essere molto preoccupato”. Erdogan: “No a intervento militare, pronti a mediare”

Dopo le schermaglie navali avvenute nella giornata di martedì con le motovedette di Teheran che hanno tentato di avvicinare una petroliera statunitense nello Stretto di Hormuz e l’abbattimento da parte della portaerei Lincoln di un drone di Teheran che si era avvicinato troppo il presidente americano Donald Trump avrebbe pensato di abbandonare i previsti colloqui con l’Iran. Lo scrive il Wall Street Journal citando funzionari americani. Gli stessi funzionari aggiungono di non sapere il motivo per cui invece il tycoon abbia poi deciso diversamente.

Iran, il difficile lavoro diplomatico tra Washington e Teheran – Tutte le notizie di oggi, 4 febbraio
Inizio diretta: 04/02/26 09:00
Fine diretta: 04/02/26 23:00
Teheran: "Colloqui con Usa venerdì mattina a Mascate"

“I colloqui sul nucleare con gli Stati Uniti si terranno a Mascate verso le 10 di venerdì mattina. Ringrazio i nostri fratelli omaniti per aver preso tutti gli accordi necessari”.Lo ha scritto su X il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. 

Axios: ripresi i piani per i colloqui tra Usa e Teheran

I piani per i colloqui sul nucleare tra Stati Uniti e Iran di venerdì sono ripresi, dopo che nelle ultime ore diversi leader mediorientali hanno fatto pressioni urgenti sull’amministrazione Trump affinché non desse seguito alle minacce di ritirarsi. Lo hanno detto due funzionari statunitensi ad Axios. I colloqui si terranno in Oman, come l’Iran aveva chiesto, nonostante gli Stati Uniti avessero inizialmente respinto le modifiche al piano originale di incontrarsi a Istanbul.

“Ci hanno chiesto di partecipare all’incontro e di ascoltare cosa hanno da dire gli iraniani. Abbiamo detto agli arabi che faremo l’incontro se insistono. Ma siamo molto scettici”, ha detto un funzionario statunitense. Un secondo funzionario statunitense ha affermato che l’amministrazione Trump ha accettato di tenere l’incontro “per rispetto” nei confronti degli alleati degli Usa nella regione e “per continuare a perseguire la strada diplomatica”.

Trump: "Khamenei dovrebbe essere molto preoccupato"

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha avvertito che la guida suprema dell’Iran, l’ayatollah Ali Khamenei, dovrebbe essere “molto preoccupata” a causa delle crescenti tensioni con gli Stati Uniti. “Direi che dovrebbe essere molto preoccupato”, ha detto Trump in un’intervista a Nbc News. Secondo il tycoon, le azioni statunitensi hanno sostenuto i manifestanti, pur non essendo mai intervenuto direttamente.

“Li abbiamo sostenuti. Quel Paese è un disastro in questo momento per colpa nostra. Siamo entrati e abbiamo distrutto il loro nucleare. Se non avessimo eliminato quel nucleare, non avremmo avuto la pace in Medioriente, perché i paesi arabi non avrebbero mai potuto farlo. Avevano moltissima paura dell’Iran. Ora non hanno più paura dell’Iran”, ha aggiunto. 

Media israeliani: "Saltati i colloqui Iran-Usa, divario incolmabile"

I colloqui sul nucleare tra Stati Uniti e Iran, originariamente programmati per venerdì, sono saltati. Lo hanno riferito al Jerusalem Post due fonti a conoscenza della questione. “I colloqui sono saltati”, hanno affermato le fonti, sottolineando che Teheran aveva preteso di discutere solo della questione nucleare, mentre gli Usa volevano parlare di missili balistici, dei terroristi regionali dell’Iran e di altre questioni. “Si tratta di un divario incolmabile”, hanno affermato le fonti. 

Merz: "Pronti per colloqui per pace e stop a programma nucleare Teheran"

“Vogliamo collaborare con gli Stati del Golfo per promuovere la pace nella regione. Tuttavia, gli sviluppi in Iran ostacolano questo processo. La violenza deve cessare. Siamo pronti ad aumentare ulteriormente la pressione e ad avviare colloqui volti a porre rapidamente fine al programma nucleare iraniano”. Lo ha scritto in un messaggio su X il cancelliere tedesco, Friedrich Merz.

Axios, Usa rifiutano richiesta di cambiare sede e formato colloqui

Gli Stati Uniti hanno comunicato all’Iran che non accetteranno le richieste di Teheran di modificare la sede e il formato dei colloqui previsti per venerdì. Lo hanno riferito due funzionari statunitensi ad Axios. Gli Stati Uniti e l’Iran avevano concordato di incontrarsi a Istanbul, con la partecipazione di altri paesi del Medioriente in qualità di osservatori. Ma Teheran ieri ha dichiarato di voler spostare i colloqui in Oman e di volerli tenere in formato bilaterale. Gli Usa hanno preso in considerazione la richiesta di cambiare sede, ma oggi hanno deciso di respingerla. Il funzionario statunitense ha affermato che se gli iraniani sono disposti a tornare al formato originale, gli Stati Uniti sono pronti a incontrarsi questa settimana o la prossima. “Vogliamo raggiungere rapidamente un vero accordo, altrimenti la gente prenderà in considerazione altre opzioni”, ha affermato il funzionario, alludendo alle ripetute minacce di intervento militare da parte di Donald Trump. L’inviato della Casa Bianca Steve Witkoff e il genero e consigliere di Donald Trump, Jared Kushner, dovrebbero recarsi in Qatar giovedì per colloqui sull’Iran con il primo ministro Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim al Thani. Dal Qatar, attualmente i due inviati hanno in programma di tornare a Miami anziché recarsi a incontrare i rappresentanti di Teheran. 

Attivisti: "Oltre 50mila le persone arrestate durante proteste"

Almeno 50.834 persone sono state arrestate in Iran in relazione alla repressione delle proteste, hanno affermato gli attivisti che monitorano il numero di persone uccise o arrestate. La repressione delle manifestazioni ha anche causato la morte di almeno 6.876 persone, secondo la Human Rights Activists News Agency, con sede negli Usa, che si è dimostrata accurata nel riportare i dati dei precedenti disordini in Iran. Si teme che il numero dei morti possa essere ancora più alto. L’Associated Press non è stata in grado di valutare in modo indipendente il numero delle vittime a causa dell’interruzione di Internet. 

I media iraniani: "Colloqui con gli Usa venerdì in Oman"

Colloqui fra Iran e Stati Uniti si terranno venerdì in Oman. Lo riportano le agenzie di stampa iraniane Isna, Tasnim e Student News Network. Al momento l’Oman non ha confermato che ospiterà i colloqui. Il sultanato ha già ospitato in passato diversi round di colloqui sul nucleare fra Iran e Stati Uniti. Gli Stati Uniti non hanno confermato che i colloqui si terranno in Oman, ma la Casa Bianca ha dichiarato che prevede che i negoziati avranno luogo ugualmente nonostante martedì gli Stati Uniti abbiano abbattuto un drone iraniano e l’Iran abbia tentato di fermare una nave battente bandiera Usa.

Qatar: "Discusso con Tajani di sforzi per evitare escalation"

Il primo ministro e ministro degli Esteri del Qatar, lo sceicco Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al-Thani, ha reso noto di ricevuto ieri una telefonata dal ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani. “Durante la chiamata – si legge in una nota di Doha – si è discusso delle relazioni di cooperazione tra i due Paesi e delle modalità per sostenerle e rafforzarle, degli ultimi sviluppi nella regione, oltre a una serie di argomenti di reciproco interesse”. “Le due parti – viene spiegato ancora – hanno inoltre sottolineato l’importanza di intensificare gli sforzi regionali e internazionali per ridurre l’escalation e la tensione nella regione attraverso il dialogo e mezzi pacifici per consolidare la sicurezza regionale”.

Media, Reza Pahlavi invitato alla Conferenza sulla Sicurezza di Monaco

Reza Pahlavi, figlio dell’ultimo scià, sarebbe stato invitato come ospite alla Conferenza sulla Sicurezza di Monaco di Baviera in programma al 13 al 15 febbraio. Lo scrive la Bild. “Allo stato attuale, presumiamo che interverrà anche alla manifestazione”, ha detto al giornale tedesco un agente di polizia spiegando che in città saranno schierati oltre 6mila agenti. Pahlavi ha proclamato per il 14 febbraio una ‘Giornata globale di azione’ contro il regime di Teheran invitano gli iraniani di tutto il mondo a scendere in piazza. A Monaco sono prevista circa 100mila dimostranti.

Media, colloqui fra Teheran e Usa si svolgeranno in Oman

I colloqui sul nucleare tra Stati Uniti e Iran dovrebbero svolgersi in Oman venerdì. Lo scrive Axios citando una fonte araba. La stessa fonte ha riferito che che l’amministrazione Trump ha accettato la richiesta iraniana di spostare i colloqui dalla Turchia. Sono ancora in corso i negoziati per decidere se i paesi arabi e musulmani della regione si uniranno ai colloqui.

Erdogan: "No a intervento militare, pronti a mediare"

“La Turchia non vuole assolutamente che la nostra regione assista a una nuova guerra o a una nuova ondata di distruzione. Abbiamo dichiarato in tutte le sedi che rifiutiamo qualsiasi intervento militare contro l’Iran. Sottolineiamo alle nostre controparti la necessità di evitare qualsiasi passo che possa aumentare le tensioni”. Lo ha affermato il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, in un’intervista al quotidiano saudita Asharq Al-Awsat. “Confermiamo la nostra disponibilità ad assumere un ruolo di mediazione tra Iran e Stati Uniti al fine di ridurre le tensioni e risolvere i problemi, e continuiamo i nostri contatti in questa direzione”, ha aggiunto.

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