Donald Trump passa al contrattacco e ribadisce la sua estraneità ai traffici sessuali di Jeffrey Epstein, dopo la pubblicazione venerdì di oltre tre milioni di pagine di nuovi documenti da parte del dipartimento della Giustizia.
Trump attacca i Grammy e si difende sul caso Epstein
Il primo colpo il presidente lo scaglia dopo la cerimonia dei Grammy di domenica sera, scagliandosi su Truth contro il conduttore, il comico di origini sudafricane Trevor Noah. “I Grammy Awards sono il peggio, praticamente inguardabili! La CBS è fortunata a non avere più questa spazzatura a infestare le sue onde radio. Il presentatore, Trevor Noah, chiunque sia, è quasi pessimo quanto Jimmy Kimmel agli Academy Awards per i bassi ascolti”.
“Noah ha detto, sbagliando sul mio conto, che Donald Trump e Bill Clinton hanno trascorso del tempo sull’isola di Epstein. Sbagliato! Non posso parlare per Bill, ma non sono mai stato sull’isola di Epstein, né in nessun posto vicino, e fino alla falsa e diffamatoria dichiarazione di stasera, non sono mai stato accusato di esserci stato, nemmeno dai media che si occupano di fake news”. E ancora, “Noah, un completo perdente, farebbe meglio a chiarire i fatti, e a chiarirli in fretta. Manderò i miei avvocati a fare causa a questo povero, patetico, senza talento, idiota di presentatore, e gli farò causa per un sacco di soldi”, il messaggio di Trump.
Trump: “Epstein e Wolff hanno cospirato per danneggiarmi”
Poi, un altro messaggio contro il giornalista e scrittore Michael Wolff, autore di alcuni libri sul tycoon e confidente del finanziere: “Non solo non ero amico di Jeffrey Epstein, ma, in base alle informazioni appena diffuse dal dipartimento di Giustizia, Epstein e un losco e bugiardo ‘scrittore’ di nome Michael Wolff hanno cospirato per danneggiare me e/o la mia presidenza. Addio alle vane speranze della sinistra radicale, alcuni dei cui esponenti saranno oggetto di mie azioni legali”.
Dagli Epstein files emergono nuove rivelazioni
Questo, mentre dai file emergono nuove rivelazioni sui ricchi e potenti che facevano parte della cerchia del criminale di Brooklyn. L’ex ambasciatore britannico negli Stati Uniti, Peter Mandelson, ha annunciato di essersi dimesso dal partito laburista per evitare di causare “ulteriore imbarazzo” dopo le rivelazioni sulla sua amicizia col finanziere.
La principessa ereditaria di Norvegia Mette-Marit, il cui nome compare centinaia di volte nei file, ha dichiarato di essere pentita di avere avuto contatti col finanziere “Me ne rammarico profondamente ed è una responsabilità che devo assumermi. Ho dato prova di scarsa capacità di giudizio e mi dispiace di aver avuto qualsiasi contatto con Epstein”, è stata costretta a dichiarare. Tra i tanti documenti, è emersa un’email inviata dall’ex moglie di Andrew Mountbatten-Windsor, Sarah Ferguson, nel settembre 2011, secondo la quale Epstein avrebbe avuto un figlio segreto 15 anni fa. “Ho sentito dal Duca che hai avuto un maschietto”, scrisse all’epoca Ferguson.

