Per la guerra in Ucraina, nuovi negoziati trilaterali ad Abu Dhabi il 4 e 5 febbraio. Intanto il Cremlino fa sapere che “Zelensky propone contatti, Putin ha detto che sono possibili a Mosca. Questa rimane la nostra posizione”, lo ha detto il portavoce Dmitry Peskov citato da Interfax. “Restiamo aperti ai negoziati. I lavori sono in corso attraverso gruppi di lavoro. Accogliamo con favore questa iniziativa e siamo pronti a proseguire nell’interesse di una soluzione in Ucraina”. Intanto Kiev accusa Mosca di aver interrotto la cosiddetta ‘tregua energetica‘.
Il segretario generale della Nato Mark Rutte sarà in visita a Kiev domani, 3 febbraio, e terrà un discorso alla Verkhovna Rada, il Parlamento ucraino. Lo riferisce Ukrainska Pravda, citando le dichiarazioni di alcuni deputati ucraini.
“Il dispiegamento in Ucraina di unità militari, strutture militari, depositi e altre infrastrutture dei paesi occidentali è per noi inaccettabile e sarà considerato un’intervento straniero che costituisce una minaccia diretta alla sicurezza della Russia”. Lo ha affermato il ministero degli Esteri di Mosca, citato dalla Tass.
“Consideriamo completo il documento sulle garanzie di sicurezza bilaterali con gli Stati Uniti e prevediamo un ulteriore lavoro sostanziale sui documenti relativi alla ripresa e allo sviluppo economico. Prevediamo inoltre che la parte americana continuerà a essere determinante nel garantire le condizioni necessarie per il dialogo”. Lo ha scritto su X il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky. “Le misure di de-escalation entrate in vigore nella notte tra giovedì e venerdì scorso stanno contribuendo a rafforzare la fiducia dell’opinione pubblica nel processo negoziale e nei suoi possibili risultati. La guerra deve finire”, ha spiegato.
L’India ha accettato di “smettere di acquistare petrolio russo e di acquistarne molto di più dagli Stati Uniti e, potenzialmente, dal Venezuela”. Lo annuncia Donald Trump su Truth, dando conto di una sua telefonata col premier indiano Narendra Modi. “Questo contribuirà a porre fine alla guerra in Ucraina, che è in corso proprio ora e che causa la morte di migliaia di persone ogni settimana!”, scrive il presidente Usa.
“Abbiamo deciso di porre fine all’importazione di energia russa in Europa. Abbiamo affermato che non contribuiremo più a finanziare indirettamente la guerra di Putin in Ucraina acquistando gas dalla Russia. Questa è una decisione molto positiva. Significa anche che non è più possibile per la Russia ricattare gli Stati membri dell’Ue, di usare l’energia come un arma contro di noi. Quindi è una decisione molto importante”. Lo dice il commissario europeo all’Energia Dan Jorgensen in Portogallo.
“Avrei ovviamente preferito – aggiunge – che fosse stata sostenuta da tutti gli Stati membri. Purtroppo, due Stati membri dell’Ue non la sostengono. Naturalmente ho anche letto che uno di loro sta valutando di intentare una causa legale. Se così fosse, allora sono ovviamente liberi di farlo. Ma posso assicurare a tutti che la proposta che abbiamo presentato è giuridicamente valida al 100% e che, naturalmente, tutti gli Stati membri devono rispettare la legislazione europea”. Il commissario sottolinea poi che “ovviamente siamo molto attivi nell’aiutare i Paesi che saranno maggiormente colpiti dal divieto, perché non mancano le sfide quando si interrompono le importazioni di gas a basso costo”.
“Ho parlato con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky questo pomeriggio, in vista dei colloqui di pace di questa settimana. Mentre ci avviciniamo al quarto anno di brutale guerra contro l’Ucraina, la Russia continua a raddoppiare i crimini di guerra, colpendo infrastrutture e abitazioni civili. Giorno dopo giorno, anno dopo anno, il sostegno dell’Europa all’Ucraina rimane incrollabile. Stiamo inviando centinaia di generatori per mantenere accesi il riscaldamento e le luci. Abbiamo presentato una proposta di prestito da 90 miliardi di euro per i prossimi due anni. Stiamo procedendo verso un progetto di prosperità unico e unificato con l’Ucraina e i nostri partner statunitensi. E molto presto presenteremo il nostro ventesimo pacchetto di sanzioni”. Lo afferma su X la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. “Si tratta – sottolinea – di aumentare la pressione sulla Russia affinché si presenti al tavolo dei negoziati con una reale intenzione di pace”.
“Nelle ultime 24 ore, ci sono stati nuovi attacchi russi contro le strutture energetiche nelle comunità di frontiera e di confine”. Lo scrive il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un post sul social X. “Come nei giorni precedenti, l’esercito russo continua a concentrarsi sul terrorismo contro la nostra logistica, in particolare le infrastrutture ferroviarie”, aggiunge, “in particolare, ci sono stati attacchi nella regione di Dnipro e a Zaporizhzhia, mirati specificamente alle strutture ferroviarie”.
Il secondo round di incontri trilaterali fra Russia, Usa e Ucraina per discutere del mondo con cui arrivare al termine del conflitto fra Mosca e Kiev si terrà ad Abu Dhabi mercoledì e giovedì prossimi. Lo ha reso noto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov. “Possiamo confermarlo”, ha dichiarato. Quanto agli incontri che erano in programma nello scorso weekend e invece sono stati rinviati “era necessario un ulteriore coordinamento tra i programmi delle tre parti”, ha spiegato.
Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha dichiarato di non avere nulla da aggiungere a quanto precedentemente affermato in merito alla tregua energetica in Ucraina. “Non ho nulla da aggiungere a quanto vi ho detto nell’ultima conference call, dove abbiamo discusso specificamente del 1° febbraio”, ha detto Peskov, rispondendo a una domanda se il cessate il fuoco sulle infrastrutture energetiche fosse ancora in vigore o se, come aveva affermato la Russia, fosse scaduto ieri, 1° febbraio. Lo riporta l’agenzia Tass.
La ‘tregua energetica’ è terminata e la Russia sta nuovamente colpendo le infrastrutture energetiche dell’Ucraina. I bombardamenti hanno provocato interruzioni di corrente in diverse regioni. Lo ha affermato il viceministro dell’Energia ucraino Artem Nekrasov durante un briefing, come riporta Rbc-Ucraina. “A seguito degli attacchi nemici alle infrastrutture energetiche, gli utenti delle regioni di Kharkiv, Sumy, Dnipropetrovsk e Cherkasy sono rimasti senza elettricità”, ha detto, “sono in corso lavori di ripristino presso gli impianti energetici danneggiati a seguito degli attacchi nemici”. “A causa delle difficili condizioni meteorologiche, più di 160 insediamenti nelle regioni di Odessa, Mykolaiv e Kirovohrad rimangono senza elettricità”, ha aggiunto Nekrasov.

