È di due vittime il bilancio del raid russo avvenuto nella notte su Dnipro, in Ucraina. Lo riporta Ukrinform, citando Oleksandr Ganja, capo dell’amministrazione regionale di Dnipropetrovsk. “L’attacco è avvenuto di notte. È scoppiato un incendio, un’abitazione privata è stata distrutta e altre due sono rimaste danneggiate”, ha scritto Ganja su Telegram. Tre donne sono rimaste ferite in un attacco russo con droni che ha colpito il reparto maternità di un ospedale a Zaporizhzhia, nel sud dell’Ucraina. In totale i feriti sono almeno sei. Lo riferiscono i servizi di emergenza ucraini, aggiungendo che l’attacco ha anche provocato un incendio nella reception del reparto di ginecologia, successivamente domato.
Nella notte tra sabato e domenica, la Russia ha lanciato 90 droni d’attacco, 14 dei quali hanno colpito nove località, secondo quanto riferito dall’aeronautica militare ucraina in un post su Telegram: una donna e un uomo sono stati uccisi in un attacco notturno con droni a Dnipro, una città nell’Ucraina orientale, secondo il capo dell’amministrazione locale Oleksandr Hanzha; inoltre i bombardamenti russi hanno colpito il centro di Kherson, nel sud dell’Ucraina, poco dopo le 7 del mattino ora locale, ferendo gravemente una donna di 59 anni, secondo un post su Facebook dell’amministrazione militare municipale.
Attacco russo su un bus di minatori nel Dnipropetrovsk
Un’altra offensiva di Mosca ha preso di mira le miniere del gruppo energetico Dtek, nella regione di Dnipropetrovsk. Il bilancio momentaneo è di 15 morti e sette feriti. Lo fa sapere la stessa Dtek in un post su Telegram, secondo cui è stato colpito un autobus che trasportava i minatori dell’azienda dopo il turno.
La premio Nobel Matviichuk: “Non ci si può fidare di Putin”
“Non non ho mai creduto alla tregua di Putin mentre noi congeliamo. Per niente”. Lo dice in una intervista a Repubblica Oleksandra Matviichuk, premio Nobel per la Pace nel 2022 con la sua ong Center for Civil Liberties.
“Sinora la Russia ha sempre bombardato esplicitamente 1 civili, senza alcuna pietà. Ricordo le parole di Trump anche in favore dei manifestanti in Iran, e poi invece nulla è stato fatto contro il massacro di decine di migliaia di innocenti. Allo stesso modo, l’anno di negoziati del presidente americano con lo zar stato, dati alla mano, il più mortale per noi ucraini – afferma – Se Putin ha davvero accettato di fermare per qualche giorno la sua furia omicida contro di noi avrà di certo un secondo scopo. Come quello di riorganizzarsi militarmente, o forse è a corto di missili. Appena li riavrà, ricomincerà a bombardarci”.
Zelensky: “Trilaterale il 4-5 febbraio ad Abu Dhabi”
“Le date dei prossimi incontri trilaterali sono state fissate: 4 e 5 febbraio ad Abu Dhabi. L’Ucraina è pronta per una discussione sostanziale e noi siamo interessati a garantire che il risultato ci avvicini a una conclusione reale e dignitosa della guerra”. Lo scrive su X il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.
“Solo nel mese di gennaio, la Russia ha lanciato contro di noi più di 6mila droni d’attacco, circa 5.500 bombe aeree guidate e 158 missili di vario tipo. Praticamente tutti questi attacchi hanno preso di mira il settore energetico, le ferrovie e le nostre infrastrutture, ovvero tutto ciò che sostiene la vita normale”, aggiunge il leader di Kiev denunciando che “gli attacchi continuano ancora oggi” e “nell’ultima settimana la Russia ha utilizzato più di 980 droni da attacco, quasi 1.100 bombe aeree guidate e due missili contro l’Ucraina”. “Ogni giorno sono necessari missili per Patriot, Nasams, F-16 e altre piattaforme. Ringrazio tutti i partner che lo comprendono e ci aiutano”.
Sergei Shoigu è in Cina
Il Segretario del Consiglio di Sicurezza russo, Sergei Shoigu, è arrivato in Cina. Durante la sua visita, discuterà della situazione di sicurezza internazionale e regionale con il Ministro degli Esteri cinese Wang Yi, Direttore dell’Ufficio della Commissione Affari Esteri del Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese. Lo ha riferito l’ufficio stampa del Consiglio di Sicurezza russo, come riporta la Tass.Nel corso della sua visita, il Segretario del Consiglio di sicurezza russo discuterà della situazione nell’ambito della sicurezza internazionale e regionale con il capo del Ministero degli Esteri cinese, Wang Yi.
Pompeo: “Putin non ha dato segni di volere la pace”
“Oggi non vedo prove che Mosca voglia la pace e la fine del conflitto se non nei termini che ha cercato di ottenere attraverso la guerra di aggressione. Putin non è stato capace di prendere quel che voleva militarmente, perché darglielo al tavolo negoziale”. Lo dice in una intervista a La Stampa Mike Pompeo, ex segretario di Stato americano. “La questione dei territori è sicuramente un tema centrale, ma il nodo è più complesso. Putin non ha mostrato alcuna intenzione di chiudere il conflitto e gli ucraini sono senza le garanzie di sicurezza”, afferma.
“Sono stato un critico di Biden e ora lo sono di Trump per la stessa ragione. L’Amministrazione democratica ha sbagliato. La gente ha dimenticato e attribuisce la colpa di ogni cosa a Trump. Capisco, ma mi sembra sciocco e immaturo. È un dato di fatto che Putin non ha invaso l’Ucraina sotto gli occhi di Trump, l’ha fatto una prima volta quando c’era Obama prendendosi la Crimea e poi si è ripetuto con Biden nello Studio Ovale”, aggiunge.
“Dopo l’invasione, Biden non ha fatto nulla di forte: ha stanziato risorse appena sufficienti per impedire l’avanzata della Russia e per non favorire la vittoria degli europei. Si è rifiutato di dare copertura aerea e poi ha imposto una serie di linee rosse. Per esempio ha vietato agli ucraini di colpire obiettivi di Putin nel cuore del territorio russo così da spingere Putin ad arretrare. E questo atteggiamento l’abbiamo visto nel primo anno di governo Trump”.

