Il governo iraniano risponde all’Unione Europea, i cui 27 Stati membri hanno trovato ieri, giovedì, l’accordo per inserire le Guardie Rivoluzionarie di Teheran (i cosiddetti “pasdaran“) nella lista delle organizzazioni terroristiche a causa del loro ruolo nella sanguinaria repressione delle proteste nel Paese. “L’Unione Europea è pienamente consapevole che, in conformità con la risoluzione dell’Assemblea Consultiva Islamica, gli eserciti dei paesi che hanno partecipato alla recente risoluzione dell’Ue contro il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche sono considerati terroristi“, ha scritto, in un post su X, Ali Larijani, il segretario del Supremo consiglio per la sicurezza nazionale dell’Iran. “Di conseguenza, le ripercussioni ricadono sugli Stati europei che hanno intrapreso tale azione”, ha aggiunto.
Araghchi: “Da Ue errore strategico sui Pasdaran”
“L’Europa ha commesso errori strategici. L’Ue è diventata un’organizzazione in declino e ha perso il suo ruolo e la sua influenza sulla scena internazionale. Non è nemmeno in grado di vedere e comprendere chiaramente i propri interessi“, ha inoltre ribadito oggi, venerdì, il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, nel corso di un punto stampa a Istanbul con il suo omologo turco Hakan Fidan, a proposito dell’inserimento dei Pasdaran nella lista Ue delle organizzazioni terroristiche.
Araghchi: “Pronti a tornare al tavolo dei negoziati con Usa”
Araghchi ha anche detto che il suo Paese è pronto a tornare al tavolo dei negoziati con gli Stati Uniti: il massimo diplomatico iraniano ha affermato che il processo deve basarsi sulla “giustizia e sul diritto”, aggiungendo che Teheran non abbandonerà la diplomazia nonostante le crescenti pressioni. “Non rinunceremo mai alla diplomazia”, ha aggiunto Araghchi, sottolineando che il dialogo, piuttosto che il confronto, rimane l’approccio preferito dall’Iran. Il ministro ha poi dichiarato che al momento non sono previsti incontri o contatti con funzionari statunitensi, sottolineando che non sono ancora state soddisfatte le condizioni per i colloqui.
Media Israele: attacco Usa in Iran entro pochi giorni
Secondo il quotidiano israeliano ‘Maariv’, un attacco americano in Iran potrebbe verificarsi entro poche ore o giorni. Stati Uniti e Israele – riporta ancora il quotidiano – sono in stato di allerta e si stanno preparando a un conflitto regionale di vasta portata. Secondo ‘Maariv’, mentre l’Iran sta alzando il livello di allerta, l’esercito statunitense è pronto con le sue armate sia in cielo che in mare.
Cacciatorpediniere Usa attracca in porto israeliano Eilat
Continuano infatti gli spostamenti in Medio Oriente delle risorse militari statunitensi in vista di un possibile attacco contro l’Iran. Secondo quanto scrive il Times of Israel pubblicando una foto, il cacciatorpediniere americano USS Delbert D. Black ha attraccato nel porto israeliano di Eilat sul Mar Rosso. Le navi da guerra americane navigano regolarmente nella zona del Mar Rosso, anche se il loro arrivo al porto di Eilat è raro.
Nyt: tra le opzioni presentate a Trump anche incursione truppe
E il New York Times, citando funzionari statunitensi, scrive che tra le varie opzioni militari presentate al presidente americano Donald Trump per un eventuale attacco nei confronti dell’Iran ci sono anche potenziali incursioni delle truppe statunitensi su strutture all’interno del Paese, anche se Trump non ha ancora deciso se attaccare o meno. Al momento il tycoon – viene spiegato ancora – sta usando con Teheran un approccio simile a quello usato con il Venezuela rafforzando le forze nelle vicinanze del Paese e minacciando il suoi leader, intimando loro di accettare le sue richieste o, in alternativa, di affrontare un’azione militare.

