Si sono aperti alle 8 di questa mattina, domenica, e chiuderanno alle 20 (le 21 in Italia) i seggi per le elezioni presidenziali in Portogallo. Il gran numero di candidati, 11, rende improbabile che uno di essi ottenga più del 50% dei voti necessari per l’elezione al primo turno. Ciò significa che i due più votati si sfideranno in un ballottaggio l’8 febbraio. Quasi 11 milioni di persone hanno diritto di voto e la maggior parte dei risultati è attesa in tarda serata. Il vincitore sostituirà il presidente Marcelo Rebelo de Sousa, che ha raggiunto il limite di due mandati quinquennali. Tra i favoriti, secondo i recenti sondaggi, c’è André Ventura, leader del partito populista di estrema destra Chega (Basta). Gli altri candidati principali provengono dai due partiti del Portogallo che si sono alternati al potere negli ultimi cinquant’anni: Luís Marques Mendes del Partito Socialdemocratico di centro-destra, attualmente al governo, e António José Seguro del Partito Socialista di centro-sinistra. Gli occhi sono puntanti anche sul contrammiraglio in pensione Henrique Gouveia e Melo, che si candida come indipendente e che ha ottenuto il plauso dell’opinione pubblica per aver supervisionato la rapida distribuzione dei vaccini contro il Covid-19 durante la pandemia. In Portogallo, il presidente è in gran parte una figura simbolica senza potere esecutivo. Il capo di Stato mira principalmente a rimanere al di sopra delle controversie politiche, mediando le dispute e allentando le tensioni. Tuttavia, è una voce influente e possiede alcuni strumenti potenti, essendo in grado di porre il veto alle leggi approvate dal parlamento.
