In un periodo di forti tensioni sia in Europa che nelle Americhe, anche in Oriente la situazione è delicata. In particolare tra Cina e Taiwan. “La parte cinese si oppone fermamente al fatto che i Paesi che intrattengono relazioni diplomatiche con la Cina negozino e firmino accordi con la regione cinese di Taiwan che abbiano implicazioni sovrane e siano di natura ufficiale”. A dirlo è un portavoce del ministero degli Esteri di Pechino, Guo Jiakun, rispondendo a una domanda sull’accordo commerciale raggiunto da Usa e Taiwan. Il portavoce ha inoltre esortato gli Stati Uniti a rispettare scrupolosamente il principio di “una sola Cina” e i tre comunicati congiunti Cina-Usa.
Investimenti per 250 miliardi
L’intesa raggiunta da Washington e Taipei prevede nuovi investimenti per 250 miliardi di dollari da parte di aziende taiwanesi produttrici di semiconduttori e tecnologiche negli Stati Uniti. In cambio l’amministrazione Trump ridurrà i dazi sui prodotti taiwanesi.
Quello con Taiwan, è l’ultimo degli accordi stipulati dal governo repubblicano, dopo quelli con Ue e Giappone, intese che sono state negoziate dopo che il presidente Usa ad aprile dell’anno scorso ha presentato un piano radicale di dazi per affrontare dal suo punto di vista degli squilibri commerciali. Trump ha anche stipulato una tregua commerciale di un anno con la Cina per stabilizzare i rapporti con la seconda economia mondiale.
Dazi Usa per Taiwan ridotti al 15%
Per quanto riguarda Taiwan, il tycoon aveva inizialmente fissato i dazi al 32% sui prodotti taiwanesi, ma in seguito li aveva ridotti al 20%. Il nuovo accordo riduce le tariffe per i prodotti taiwanesi al 15%, la stessa applicata ad altri partner commerciali degli Stati Uniti nella regione Asia-Pacifico, come il Giappone e la Corea del Sud. Il dipartimento del Commercio degli Stati Uniti ha affermato che l’accordo con Taiwan istituirà un “partenariato economico” per creare diversi parchi industriali “di livello mondiale” con sede negli Stati Uniti, al fine di contribuire a rafforzare la produzione interna. Il dipartimento lo ha descritto come “un accordo commerciale storico che porterà a un massiccio ritorno del settore dei semiconduttori americano”.
Il governo taiwanese ha confermato i dettagli chiave dell’accordo in una dichiarazione, affermando che il “modello taiwanese” sarà esportato negli Stati Uniti e contribuirà ad espandere la competitività globale dell’industria tecnologica dell’isola, approfondendo al contempo la cooperazione strategica fra i due Paesi. L’esecutivo di Taipei ha dichiarato che le aziende dell’isola investiranno nello specifico 250 miliardi di dollari in settori quali semiconduttori, applicazioni di intelligenza artificiale ed energia.

