Taiwan, navi cinesi si ritirano dall’isola: rimane l’allerta

Taiwan, navi cinesi si ritirano dall’isola: rimane l’allerta
Deck crew of Taiwanese navy stand by on a Taiwan’s domestically made Tuo Chiang patrol ship during a simulated attack drill off Kaohsiung City, southern Taiwan, Thursday, Jan. 9, 2025. (AP Photo/Chiang Ying-ying) Associated Press / LaPresse Only italy and Spain

Pechino: “Critiche da Paesi ‘irresponsabili’ su esercitazioni militari”

Taiwan è rimasta in stato di massima allerta dopo le imponenti esercitazioni militari organizzate dalla Cina attorno all’isola e sta mantenendo attivo il suo centro di risposta marittima alle emergenze per monitorare le manovre navali cinesi, ha affermato la guardia costiera. Le esercitazioni denominate ‘Justice Mission 2025’ hanno visto la Cina lanciare decine di razzi verso Taiwan e schierare un gran numero di navi da guerra e aerei nei pressi dell’isola, in una dimostrazione di forza che ha suscitato preoccupazione negli alleati occidentali. Taipei ha condannato le esercitazioni, definendole una minaccia alla sicurezza regionale e una palese provocazione. Secondo Kuan Bi-ling, capo del Consiglio per gli affari oceanici di Taiwan, le navi cinesi si stanno allontanando da Taiwan, ma Pechino non ha ancora dichiarato formalmente la fine delle esercitazioni. “La situazione marittima si è calmata, con navi e imbarcazioni che stanno gradualmente partendo. Poiché la Cina non ha annunciato la conclusione delle esercitazioni militari, il centro di risposta alle emergenze rimane operativo”, ha dichiarato in un post su Facebook.

La replica di Pechino alle critiche per le esercitazioni


La Cina ha respinto le critiche di Giappone, Australia, istituzioni dell’Unione europea e di alcuni Paesi europei alle esercitazioni dell’Esercito popolare di liberazione (Pla) intorno a Taiwan, affermando di aver presentato formali proteste diplomatiche. Il portavoce del ministero degli Esteri, Lin Jian, ha accusato tali Paesi e istituzioni di ignorare le attività delle forze separatiste indipendentiste taiwanesi e le interferenze esterne negli affari interni cinesi, mentre criticano “in modo irresponsabile” le azioni di Pechino volte a tutelare la sovranità nazionale e l’integrità territoriale, definendo tali prese di posizione “ipocrite”. Lin ha ribadito che Taiwan è parte integrante del territorio cinese e che la questione taiwanese è un affare interno della Cina, sul quale non è ammessa alcuna interferenza straniera. Ha aggiunto che lo status quo fondamentale nello Stretto di Taiwan è che entrambe le sponde appartengono a un’unica Cina e che la principale minaccia alla pace e alla stabilità dell’area deriva dalle attività separatiste e dal sostegno esterno. Il portavoce ha inoltre sottolineato che il principio dell’’0Unica Cina’ è un consenso ampiamente riconosciuto dalla comunità internazionale e la base dei rapporti diplomatici tra Pechino e i 183 Paesi che hanno relazioni con la Cina. Rivolgendosi in particolare a Giappone, Australia ed Europa, Lin ha invitato a rispettare rigorosamente tale principio e a cessare ogni sostegno alle forze indipendentiste di Taiwan.

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