Iran, Mosca: “Telefonata Putin-Netanyahu”. Nuove sanzioni Usa: “Tutte le opzioni sul tavolo” – La diretta

Iran, Mosca: “Telefonata Putin-Netanyahu”. Nuove sanzioni Usa: “Tutte le opzioni sul tavolo” – La diretta
Manifestazione a sostegno delle proteste di massa in Iran, a Berlino, Germania, mercoledì 14 gennaio 2026(AP Photo/Ebrahim Noroozi)

La portaerei Lincoln verso il Medio Oriente

Gli Stati Uniti hanno varato nuove sanzioni contro i funzionari iraniani ritenuti responsabili della repressione violenta delle proteste in corso da settimane in Iran. Non è stato confermato se le sanzioni possano essere “gli aiuti in arrivo” che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva annunciato tre giorni fa o se sia ancora sul tavolo l’ipotesi di un’operazione militare in Iran. Stando a quanto ha rivelato un funzionario statunitense al New York Times, sarebbe stato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu a chiedere a Trump di rinviare l’attacco. Ma il Pentagono intanto ha annunciato lo spostamento della portaerei Lincoln verso il Medio Oriente.

Durante una riunione d’emergenza del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, convocata dagli Usa, l’ambasciatore statunitense presso le Nazioni Unite, Mike Waltz ha dichiarato che “il presidente Trump è un uomo d’azione, non di chiacchiere infinite come quelle a cui assistiamo alle Nazioni Unite”. “Ha chiarito che tutte le opzioni sono sul tavolo per fermare il massacro, e nessuno dovrebbe saperlo meglio della leadership del regime iraniano”, ha aggiunto. Intanto nella Repubblica Islamica persiste il blackout di internet che va avanti da più di una settimana.

Iran, le notizie di oggi 16 gennaio in diretta
Inizio diretta: 16/01/26 09:00
Fine diretta: 16/01/26 23:50
Media: capo del Mossad arrivato negli Usa, vedrà Witkoff

Il direttore del Mossad, David Barnea, è arrivato negli Stati Uniti per discutere della situazione in Iran. Lo riferisce la testata Axios, in un articolo a firma del giornalista Barak Ravid, citando una fonte israeliana e un’altra a conoscenza dei fatti. Ravid aggiunge che Barnea dovrebbe incontrare Steve Witkoff a Miami, in Florida, mentre non è ancora chiaro se incontrerà il presidente Usa Donald Trump a Mar-a-Lago. Axios sottolinea che la visita di Barnea rientra nelle consultazioni fra Stati Uniti e Israele sulle proteste in Iran e sulla possibilità di un’azione militare Usa in risposta alla repressione del regime.

Madonna: "Tenete duro, rivoluzione necessaria"

“Tenete duro. Mentre rifletto sul mio tempo in Marocco durante le vacanze, penso a tutte le persone in Iran che stanno combattendo una rivoluzione tanto necessaria e sono disposte a morire per ciò in cui credono”. Così sul profilo Instagram la popstar Madonna che sostiene le proteste contro il regime di Teheran.

“Diamo così tanto per scontato, me compresa. La libertà di viaggiare per il mondo. Di indossare ciò che voglio. Di cavalcare un cavallo attraverso il deserto. Di parlare liberamente e di non essere messe a tacere da punizioni, torture e forse dalla morte. Di cantare. Di ballare. Di scegliere il mio percorso spirituale, non quello di qualcun altro”, ha aggiunto. “Le donne iraniane non hanno questa libertà. Io sono con loro. Il popolo iraniano non ha conosciuto la libertà per secoli. Non posso affermare di conoscere veramente le sofferenze che sono state sopportate, ma i miei pensieri e le mie preghiere sono con il popolo iraniano. Il momento è adesso. Tenete duro. Io sto con l’Iran, fate sentire le loro voci”, ha concluso.

Iran, Nuova Zelanda chiude ambasciata: staff diplomatico ha lasciato il Paese

La Nuova Zelanda ha chiuso “temporaneamente” la sua ambasciata a Teheran e il suo personale diplomatico ha lasciato l’Iran su voli commerciali. Lo ha fatto sapere il ministero degli Esteri di Wellington, spiegando che le operazioni consolari della Nuova Zelanda sono state spostate ad Ankara, in Turchia. La decisione è stata presa dopo le dichiarazioni rilasciate giovedì dal ministro degli Esteri Winston Peters, il quale ha affermato che il suo governo è “sconvolto dall’escalation di violenza e repressione” in Iran. “Condanniamo la brutale repressione messa in atto dalle forze di sicurezza iraniane, compreso l’uccisione dei manifestanti”, aveva scritto Peters su X. Venerdì il ministero degli Esteri neozelandese ha ribadito il consiglio ufficiale ai suoi cittadini di evitare di recarsi in Iran e di “lasciare immediatamente il Paese” se già presenti sul territorio. Ha inoltre affermato che la capacità del governo neozelandese di fornire assistenza consolare ai propri cittadini in Iran è “estremamente limitata”.

Cremlino: "Telefonata Putin-Netanyahu"

Il presidente russo, Vladimir Putin, ha avuto un colloquio telefonico con il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, e “sono state discusse la situazione in Medioriente e la situazione relativa all’Iran”. Lo riferisce il Cremlino, citato dall’agenzia di stampa russa Interfax.

Putin “ha delineato approcci fondamentali a favore dell’intensificazione delle misure politiche e diplomatiche nell’interesse di garantire la stabilità e la sicurezza nella regione”, fa sapere il Cremlino, aggiungendo che “la parte russa ha confermato la sua disponibilità a continuare a intraprendere adeguati sforzi di mediazione e a facilitare il progresso di un dialogo costruttivo con la partecipazione di tutti gli Stati interessati”. Il Cremlino precisa che Putin e Netanyahu hanno concordato di continuare i contatti a vari livelli.

Iran, media: "Usa si preparano a mandare forze aggiuntive in Medio Oriente"

Il Pentagono si sta preparando a mandare forze Usa aggiuntive in Medio Oriente. Lo ha dichiarato un funzionario Usa a Nbc News mercoledì, aggiungendo che si tratta di un gruppo da battaglia di portaerei, ulteriori velivoli e sistemi di difesa aerea terrestri. Secondo la fonte citata da Nbc News, le forze aggiuntive hanno lo scopo di rafforzare le risorse militari nella regione poiché le tensioni rimangono elevate e Trump sta valutando un’azione militare in Iran. Le forze hanno anche lo scopo di garantire che l’esercito sia pronto nel caso in cui l’Iran attaccasse le risorse americane o gli alleati degli Stati Uniti nella regione, secondo il funzionario, che ha precisato che equipaggiamenti e migliaia di forze aggiuntive arriveranno nei prossimi giorni e settimane. Ieri, giovedì, il Pentagono ha annunciato lo spostamento di un gruppo d’attacco navale dal Mar Cinese Meridionale verso il Medioriente; in particolare, secondo quanto riportato da The Hill, la portaerei USS Abraham Lincoln e il suo gruppo d’attacco sono stati avvistati mentre si dirigevano verso ovest, allontanandosi dalla regione indo-pacifica. Lo spostamento del gruppo d’attacco, che comprende aerei da combattimento, cacciatorpediniere lanciamissili e almeno un sottomarino d’attacco, dovrebbe richiedere circa una settimana.

Media: "Blackout internet potrebbe durare fino a marzo

L’Iran intende mantenere il blackout internet a livello nazionale almeno fino al Capodanno iraniano, il Nowruz, che cade intorno al 20 marzo. Lo riporta Iran international citando IranWire, che ha a sua volta citato attivisti che ne sono stati informati dalla portavoce del governo, Fatemeh Mohajerani. Il servizio internet è bloccato da giovedì 8 gennaio. “Il blocco, giunto ormai alla sua seconda settimana, dovrebbe rimanere in vigore fino al termine del periodo di lutto di 40 giorni per le vittime delle recenti proteste nazionali”, ha affermato IranWire. 

NetBlocks: "Blackout internet in Iran da oltre 180 ore, superata durata 2019"

 Il blackout di internet in Iran ha superato le 180 ore, una durata che supera ormai quella complessiva del blackout del 2019. È quanto riferisce NetBlocks, organizzazione che monitora i servizi internet nel mondo tenendo traccia della connettività dei Paesi, sottolineando che “non si registra ancora nessun ripristino parziale né regionale”. “Nel 2019 solo dopo il ripristino della connettività si è potuta comprendere la portata della brutale repressione”, sottolinea NetBlocks. 

Darzi all'Onu: "Usa cercano un pretesto, fomentano disordini"

“Con il vuoto pretesto della preoccupazione per il popolo iraniano e delle affermazioni di sostegno dei diritti umani, gli Stati Uniti stanno cercando di presentarsi come amici del popolo iraniano, mentre allo stesso tempo gettano le basi per la destabilizzazione politica e l’intervento militare”. Lo ha detto Hossein Darzi, vice ambasciatore iraniano presso le Nazioni Unite, nel suo intervento al Consiglio di Sicurezza dell’Onu attaccando duramente gli Stati Uniti per quello che ha definito come un “coinvolgimento diretto nel fomentare i disordini in Iran fino alla violenza”.

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