È l’Ucraina e non la Russia a rallentare il raggiungimento di un accordo di pace. È quanto ha detto il presidente Usa, Donald Trump, in un’intervista rilasciata a Reuters mercoledì nello Studio Ovale, di cui riferisce l’agenzia sul suo sito. Il presidente russo Vladimir Putin “penso che sia pronto a fare un accordo”, mentre “penso che l’Ucraina sia meno pronta a fare un accordo”, ha detto Trump. Poi, alla domanda sul perché i negoziati guidati dagli Usa non abbiano ancora risolto la guerra, l’inquilino della Casa Bianca ha risposto: “Zelensky”. Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, nelle comunicazioni sul decreto legge Ucraina, alla Camera: “Quando si parla di pace il pericolo maggiore è scambiare un desiderio per la realtà. La pace non arriva perché la invochiamo, la invochiamo. Né perché l’opinione pubblica è stanca della guerra. La pace si costruisce con fatica, con fermezza e con lucidità. Con responsabilità e un lavoro intenso. Che magari un giorno si vede distrutto e bisogna ricominciare a ricostruire”.
“E’ oggettivamente un elemento di debolezza il fatto che l’Europa non abbia una voce unitaria in politica estera. Perché la Callas può andare in giro, ma se poi arriva Macron e dice un’altra cosa quello che ha detto la Callas non conta”. Così il ministro della Difesa, Guido Crosetto, alla Camera, al termine del dibattito sulle comunicazioni rese dal ministro sul dl Ucraina.
Flash mob del ‘Team Vannacci’ in piazza Montecitorio dove, durante l’informativa del ministro della Difesa Guido Crosetto in Aula, una decina di persone legate all’associazione Mac (Mondo al contrario-Team Vannacci) ha manifestato srotolando uno striscione con su scritto ‘Basta finanziamenti a Kiev per le armi. Le risorse per i cittadini italiani’.”Il generale dice da sempre e con coerenza basta ai finanziamenti a Kiev per l’acquisto di armi e noi seguiamo questo principio – dice il responsabile romano di Mac Marco Pomarici -. Quei fondi destiniamoli ai cittadini italiani e alle tante urgenze del nostro Paese. Anche perché tanti di questi fondi sono andati a cessi d’oro e al cerchio magico di chi governa l’Ucraina”.”Un generale, un militare, non deve avere necessariamente una visione guerrafondaia – aggiunge – e proprio perché ha una visione completa dice di dare le risorse ai nostri cittadini.Questa è la linea del Mondo al contrario che è accanto al progetto politico del generale”. Vannacci non partecipa al flash mob e chi chiede se alcuni parlamentari voteranno no alla risoluzione di maggioranza, Pomarici risponde: “Noi pensiamo sicuramente sì, poi si vedrà chi si sarà distinto”. A chi chiede se Vannacci dovrebbe uscire dalla Lega, risponde: “Allo stato attuale il generale è all’interno della Lega, da qui in avanti si vedrà”. E conclude: “Noi oggi ci auguriamo solo che il Parlamento voti contro questo provvedimento”.
Il Cremlino spera che la visita degli inviati Usa Steve Witkoff e Jared Kushner in Russia avvenga e ritiene necessario continuare il dialogo con Usa e Ucraina. Lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, secondo quanto riporta l’agenzia di stampa russa Interfax. “Non appena sarà concordata una data, speriamo che tale visita abbia luogo”, ha dichiarato ai giornalisti, commentando le notizie secondo cui Witkoff e Kushner visiteranno la Russia nelle prossime settimane per ricevere la risposta di Mosca alle iniziative di pace di Washington riguardo all’Ucraina. “Riteniamo che il dialogo continuo sia necessario, pertinente e importante”, ha aggiunto Peskov, secondo cui “gli americani hanno avuto molte conversazioni sia con gli ucraini che con gli europei” ed “è importante che anche la parte russa esprima il proprio punto di vista sulle discussioni in corso”.
È l’Ucraina e non la Russia a rallentare il raggiungimento di un accordo di pace. È quanto ha detto il presidente Usa, Donald Trump, in un’intervista rilasciata a Reuters mercoledì nello Studio Ovale, di cui riferisce l’agenzia sul suo sito.Il presidente russo Vladimir Putin “penso che sia pronto a fare un accordo”, mentre “penso che l’Ucraina sia meno pronta a fare un accordo”, ha detto Trump. Poi, alla domanda sul perché i negoziati guidati dagli Usa non abbiano ancora risolto la guerra, l’inquilino della Casa Bianca ha risposto: “Zelensky”. Quando gli è stato chiesto perché ritenga che Zelensky stia frenando i negoziati, Trump non ha fornito spiegazioni, limitandosi a dire: “Penso solo che stia avendo difficoltà ad arrivare lì”. Il presidente ucraino ha pubblicamente escluso la possibilità di qualsiasi cessione territoriale a Mosca.Alla domanda se incontrerebbe Zelensky al Forum economico mondiale di Davos la prossima settimana, Trump ha risposto che lo farebbe, ma ha precisato che non ci sono piani definiti. “Lo farei, se lui c’è”, ha detto Trump, “io ci sarò”.
Il Cremlino concorda con il presidente Usa Donald Trump, che in un’intervista a Reuters ha dichiarato che è l’Ucraina e non la Russia a ostacolare il raggiungimento di un accordo di pace. Lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, secondo quanto riportano le agenzie di stampa russe. “Su questo punto siamo pienamente d’accordo. È proprio così. Il presidente Putin e la parte russa mantengono la loro apertura”, ha dichiarato Peskov. “La posizione della parte russa è ben nota sia ai negoziatori americani che al presidente Trump. È ben nota anche a Kiev e alla leadership del regime di Kiev. Questa posizione è coerente”, ha aggiunto. “La situazione sta peggiorando di giorno in giorno per il regime di Kiev e il margine per prendere una decisione si sta riducendo” per l’Ucraina, “è giunto il momento che Zelensky si assuma la responsabilità e prenda la decisione appropriata”. Lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, secondo quanto riporta l’agenzia di stampa russa Interfax.
“Interrompere immediatamente la fornitura di materiali d’armamento alle autorità governative ucraine, ferme restando le misure destinate agli aiuti umanitari”. È questo uno degli impegni contenuti nella risoluzione del M5S in vista delle comunicazioni del ministro della Difesa Guido Crosetto sul decreto Ucraina. Il testo impegna poi l’esecuzione “a relazionare alle Camere i dettagli in merito alle spese sostenute per le cessioni di forniture militari”; “a voler interpretare l’articolo 1, comma 1, del decreto-legge 31 dicembre 2025, n. 201, nel senso che il Governo comunica preventivamente alle Aule parlamentari in merito a ciascuna autorizzazione relativa all’invio di armi, anche con riferimento al loro potenziale offensivo, procedendo alla declassificazione degli allegati contenenti la lista di armamenti inviati ed eventualmente da inviare e l’eventuale autorizzazione al loro utilizzo in territorio russo, al fine di garantire un ampio coinvolgimento delle Camere in merito”; “a ottemperare regolarmente al l’obbligo di riferire alle Camere, con cadenza almeno trimestrale, sull’evoluzione della situazione bellica in atto”; “a sostenere, a fronte dell’unico processo negoziale attualmente in corso, quello degli Stati Uniti, un rinnovato protagonismo dell’Unione europea nell’approccio alla risoluzione della crisi Ucraina”; “a relazionare con urgenza alle Camere gli impegni assunti nell’ultima riunione della Coalizione dei Volenterosi, di cui in premessa, con particolare riferimento all’invio di materiali di armamento, al supporto militare, all’addestramento dei militari ucraini nonché in merito all’attività di intelligence”; “ad adottare le opportune iniziative, anche di carattere normativo, volte alla diminuzione delle spese per i sistemi di armamento, che insistono sul bilancio dello Stato”; “a sostenere il costante invio di aiuti umanitari per la popolazione Ucraina”; “ad adottare iniziative di carattere normativo volte ad introdurre una imposta straordinaria sui cosiddetti extraprofitti netti conseguiti dalle aziende del settore dell’industria della difesa”.
“Sostenere con urgenza ogni iniziativa diplomatica e politica che garantisca un ruolo dell’Unione europea, in collaborazione con gli alleati, per il perseguimento di una pace giusta e sicura, che preservi i diritti del popolo ucraino a partire da quello alla propria autodeterminazione, l’ordine internazionale basato sulle regole e offra le necessarie garanzie di sicurezza per una soluzione duratura”. È questo uno degli impegni contenuti nella risoluzione del Pd in vista delle comunicazioni del ministro della Difesa Guido Crosetto sul decreto Ucraina. Il Pd chiede anche al governo l’impegno “a continuare a garantire pieno sostegno e solidarietà al popolo e alle istituzioni ucraine, mediante tutte le forme di assistenza necessarie, anche al fine di assicurare quanto previsto dall’articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite, confermando gli impegni assunti dall’Italia nel quadro dell’azione multilaterale, a partire dall’Unione europea e dall’Alleanza atlantica, rispetto alla grave, inammissibile ed ingiustificata aggressione russa dell’Ucraina; a sostenere, altresì, la ripresa e la ricostruzione dell’Ucraina, nonché il percorso di adesione europea dell’Ucraina, quale investimento strategico nella stabilità, nella sicurezza e nella democrazia del continente europeo, favorendo le opportune necessarie riforme; a proseguire l’azione fattiva e costante già svolta dall’Italia per il sostegno della popolazione Ucraina in patria, nonché a implementare le misure di accoglienza adottate per le persone in fuga dalla crisi bellica, con particolare attenzione alle esigenze dei soggetti minori; ad adoperarsi in sede europea e internazionale per promuovere azioni di solidarietà nei confronti dei cittadini russi perseguitati, arrestati o costretti a fuggire dal Paese, per aver protestato contro il regime e contro la guerra”.
“Non si registra alcun segnale concreto di reale disponibilità russa a ridimensionare le proprie pretese territoriali ed egemoniche”. Così il ministro della Difesa, Guido Crosetto, nelle comunicazioni sul decreto legge Ucraina, alla Camera.

