Le Borse europee dopo il pesante calo di ieri, in scia al conflitto in Iran, oggi riprendono levemente fiato in avvio di giornata di contrattazioni. Piazza apre la seduta poco sopra la parità. Il Ftse Mib in avvio di sessione di scambi segna +0,06% a 44.495 punti. Francoforte nelle fasi iniziali della seduta segna +0,61%. Parigi avanza dello 0,42%. Londra invece cede lo 0,11%.
Per Tokyo chiusura in profondo rosso a -3,61%
Chiusura in fortissimo calo per la Borsa di Tokyo. Il Nikkei 225 a fine contrattazioni è crollato del 3,61%, a 54.245 punti, in scia agli sviluppi del conflitto in Iran.
Mantovano: “Timori su energia ma Italia ha superato altre crisi“
“È intenso il lavoro diplomatico per affrontare, sul piano dell’Unione europea e delle alleanze internazionali, questa nuova crisi del Golfo. Ed è altrettanto intenso l’impegno per circoscriverne gli effetti dannosi, anche per quanto riguarda gli approvvigionamenti energetici”. Così il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, rispondendo ai giornalisti sui timori legati alla guerra nel Golfo, a margine della presentazione della relazione annuale sulla politica dell’informazione per la sicurezza. “Abbiamo alle spalle altre crisi, che non sto qui a mettere in graduatoria, ma che sono state seguite da interventi di contenimento e neutralizzazione. Quando è iniziata la guerra in Ucraina, le importazioni di gas dalla Russia erano in grado di soddisfare il 40% del nostro fabbisogno. Oggi sono azzerate, senza che i riscaldamenti delle case degli italiani ne abbiano risentito. Non è avvenuto un miracolo, ma il risultato di un lavoro che ha portato a un’implementazione delle forniture da altri Paesi”, ha concluso.
Task force Ue, per ora nessuna emergenza gas ma preoccupano prezzi
Per ora non c’è nessuna richiesta di SoS o emergenza, ma i prezzi e le conseguenze rimangono una forte preoccupazione. E’ quanto emerso dalla riunione di coordinamento sul gas convocata questa mattina dalla Commissione europea, secondo quanto riferisce un funzionario Ue.La durata del conflitto, l’entità dei danni e la sospensione delle operazioni degli impianti di GNL in Qatar determineranno le conseguenze per i mercati europei. Nell’incontro non è stata avanzata nessuna richiesta di misure coordinate a livello Ue, né misure individuali pianificate dagli Stati membri – aggiunge la fonte -. Alla riunione sono intervenuti rappresentanti dell’Italia, Ungheria, Spagna, Germania, Francia, Polonia, Belgio. Più un rappresentante dell’Agenzia Internazionale dell’Energia.Secondo quanto riferito, la Commissione non ha evidenziato nessun problema immediato di sicurezza dell’approvvigionamento, mentre continua a valutare attentamente la situazione. Lo stoccaggio è di circa il 30% e resta stabile, nessun prelievo significativo registrato negli ultimi giorni, come previsto dalla preparazione invernale dell’ENTSOG, la Rete europea dei gestori dei sistemi di trasporto del gas. Questo livello consente di ricaricare lo stoccaggio fino al 90% prima dell’inverno, ma ciò richiederà maggiori importazioni/iniezioni durante l’estate.Lo Stretto di Hormuz è di fatto chiuso con gli attacchi alle navi che tentano di attraversarlo. Anche nel Qatar la produzione di GNL interrotta. Gli Stati Uniti rimangono il principale fornitore di GNL per l’Europa, questi carichi non sono interessati dalla situazione in Medio Oriente. La situazione attuale è molto diversa da quella del 2022/2023, in quanto ora siamo complessivamente molto più diversificati e molto meno merci attraversano lo Stretto di Hormuz rispetto al passato, inoltre la domanda è diminuita del 15-17%.Il prossimo incontro è previsto per il 26 marzo, a meno che non sia necessario organizzare una riunione ad hoc in precedenza.

