Crans-Montana, Jessica Moretti ai pm: “Mettevamo sempre un fuoco d’artificio sulla bottiglia”

Crans-Montana, Jessica Moretti ai pm: “Mettevamo sempre un fuoco d’artificio sulla bottiglia”
Jacques e Jessica Moretti, indagati a Sion, Svizzera (Foto Jean-Christophe Bott/Keystone via AP)

La titolare del bar Le Constellation è stata interrogata dagli inquirenti svizzeri. Per lei niente domiciliari, solo misure sostitutive. Nei frame delle telecamere interne si vede un mobiletto che blocca un’uscita

Le bottiglie venivano servite “sistematicamente” con un piccolo fuoco d’artificio. Lo ha confermato Jessica Moretti durante l’interrogatorio di garanzia davanti alla magistratura inquirente della Svizzera. La donna è titolare, assieme al marito Jacques Moretti, del bar-discoteca Le Constellation di Crans-Montana dove la notte di Capodanno sono morte 40 persone, per lo più giovanissimi, e altre 116 sono rimaste ferite.

“È una cosa che facciamo da sempre, da 10 anni. Sistematicamente, quando serviamo una bottiglia in sala, aggiungiamo un piccolo fuoco d’artificio alla bottiglia. Durano circa 20 secondi. Solo il personale se ne occupa. Fissiamo un elastico alla bottiglia insieme al fuoco d’artificio. È fatto apposta. Lo accendiamo poi con un accendino e serviamo il tavolo. Spesso il fuoco d’artificio si spegne prima ancora di arrivare al tavolo del cliente”, ha detto Moretti a cui il pubblico ministero ha imposto “delle misure sostitutive alla detenzione preventiva” escludendo dunque i domiciliari.

“Al momento dell’incendio, avevamo appena usato circa dieci fuochi d’artificio per servire le bottiglie ai tavoli di Lucas e Charles, uno per bottiglia. A mia memoria, i fuochi d’artificio erano già finiti prima ancora di raggiungere i tavoli; erano spenti prima che notassi la luce arancione”.

Inoltre dai frame delle telecamere interne, diffusi dagli investigatori, si vede un mobiletto che blocca un’uscita, pochi minuti prima dell’incendio devastante.

Crans-Montana, Jessica Moretti ai pm: “Mettevamo sempre un fuoco d’artificio sulla bottiglia”

Jessica Moretti: “Candelotti in sala da 10 anni”

“In generale, i camerieri”, ha detto ancora Moretti parlando di chi era incaricato di portare le bottiglie ai clienti. “Le misure sono di recuperare sempre i fuochi d’artificio. Non li lasciamo mai sul tavolo con i clienti. Appena si spengono, li prendiamo e li mettiamo in un bicchiere d’acqua. Facciamo così da 10 anni. I clienti non devono mai toccarli. Mi chiedete se questa animazione è stata usata dopo le ristrutturazioni. Vi rispondo che sì, la facciamo da 10 anni”, ha spiegato ancora la proprietaria del Constellation.

L’investigatore, nel corso dell’interrogatorio ha poi domandato: “I vostri dipendenti erano travestiti? Se sì, come?”. La donna ha risposto “No, non erano travestiti. Tuttavia indossavano delle maschere, come maschere di carnevale. Erano maschere che avevo nel mio ufficio. Appena arrivati ai tavoli, tutti le hanno tolte. Era solo per il tempo di servire. Per quanto riguarda l’abbigliamento, chiediamo solo che il personale sia vestito di nero per Capodanno”.

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Un candelotto repertato dalla polizia

Jessica Moretti: “Usavamo caschi per servire lo champagne”

“Sono i caschi ‘Dom Perignon’. Ci vengono forniti dal nostro fornitore di champagne e li usiamo di tanto in tanto quando serviamo lo champagne”, ha detto Moretti parlando dei caschi che venivano indossati dal personale che portava le bottiglie ai tavoli del locale.

“Riconosco Cyane (una delle vittime, ndr) nella foto. È effettivamente sulle spalle di qualcuno. Mi chiedete se è abituale: non era la prima volta, ma non lo faceva sempre. In quel momento era sulle spalle di Matthieu. Lo ha fatto di sua spontanea volontà. La riconosco perché ero dietro di lei con le bottiglie in mano”.

“Per il servizio delle bottiglie, il personale si prepara dietro il bar. Una volta pronti, mi informano e chiediamo al DJ di cambiare musica. Ieri è andata così. L’équipe voleva creare atmosfera e quindi ha messo i caschi. Si divertono. Non li ho mai obbligati né impediti. Cyane era come una sorellina per me. Aveva passato il Natale con noi. È il dramma della mia vita. Non so cosa fare e per questo sono stata completamente trasparente con voi. Non ho mai avuto intenzione di fare del male a nessuno”. 

Jessica Moretti: “Ho visto le fiamme sul soffitto e ho urlato”

“Verso le 01:15, quando il Dj ha iniziato la sua programmazione, l’atmosfera è cambiata e le persone hanno iniziato a ballare. Abbiamo servito i tavoli di Lucas e Charles: al tavolo di Lucas tre bottiglie di champagne e due di vodka, al tavolo di Charles sette bottiglie di champagne e una di vodka. Serviamo più champagne che alcolici forti per evitare eccessi. Improvvisamente ho sentito un movimento di folla. Ho visto una fiamma arancione vicino al bar e ai tavoli 60-61. Ho urlato “Tutti fuori!” e ho chiamato i pompieri alle 01:28″, ha raccontato la proprietaria del locale.

“L’uscita dal bar è larga circa tre metri alla base delle scale, poi si restringe leggermente. Sono rimasta fuori, ho avvisato mio marito Jacques (era al Senso) e ho cercato il personale. Ho aiutato anche vicini come Olivier a mettersi in sicurezza. Ho poi recuperato i miei figli a casa con la babysitter, fino all’arrivo della polizia”. 

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