Due attacchi di droni quasi simultanei hanno colpito veicoli che viaggiavano in direzioni opposte lungo la strada costiera dell’aeroporto di Beirut, uccidendo tre persone e ferendone sei. Lo affermato il ministero della Salute libanese. L’esercito israeliano ha dichiarato di aver preso di mira un membro di Hezbollah. Le auto hanno preso fuoco e un video della scena mostra un uomo ferito disteso sul marciapiede.
L’Iran negli ultimi giorni ha inviato una serie di messaggi agli Stati Uniti attraverso i Paesi del Golfo e altri Paesi della regione, ma Washington non ha risposto. Lo riferisce Axios, citando un funzionario dell’Amministrazione Usa e un’altra fonte informata. “Abbiamo trattato questi messaggi come stronzate”, ha affermato il funzionario statunitense.
Le milizie curdo-iraniane hanno avviato un’offensiva di terra nel nord-ovest dell’Iran. Lo riferisce Axios, citando un funzionario statunitense.
Le Forze di difesa israeliane affermano di aver completato un’ondata di attacchi contro obiettivi di Hezbollah nel Libano meridionale. Tra le decine di obiettivi dei raid, spiega l’esercito, numerosi siti di lancio di razzi e missili, tutti situati a sud del fiume Litani, e un laboratorio di produzione di droni.
Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha parlato oggi con il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan “per discutere dei recenti sviluppi in Iran e in tutto il Medioriente”. Lo ha comunicato in una nota il portavoce del Dipartimento di Stato Tommy Pigott. Con riferimento al missile iraniano intercettato dalle difese della Nato, Rubio ha dichiarato a Fidan “che gli attacchi al territorio sovrano della Turchia sono inaccettabili e ha promesso il pieno sostegno degli Stati Uniti. Entrambi i leader hanno ribadito la solidità delle relazioni bilaterali”.
Mentre la frequenza dei lanci di missili balistici iraniani su Israele rallenta, il Comando del fronte interno dell’Idf afferma che sta allentando le restrizioni imposte alla popolazione israeliana all’inizio del conflitto. Lo riporta Times of Israel. A seguito di una nuova valutazione, il Comando ha dichiarato che da domani a mezzogiorno la scala delle attività nel Paese passerà da “attività essenziale” a “attività limitata”. Come parte delle modifiche, le attività didattiche restano vietate, fatta eccezione per una serie di eccezioni delineate. Sono consentiti assembramenti fino a 50 persone, a condizione che si possa raggiungere in tempo un riparo e i luoghi di lavoro possono operare alle stesse condizioni. Le linee guida, viene spiegato, rimarranno in vigore fino a sabato sera, quando il Comando effettuerà un’altra valutazione.
La leadership iraniana “sta rapidamente svanendo. Chiunque voglia essere un leader finisce per morire”. Lo ha detto Donald Trump durante un evento alla Casa Bianca. “I loro missili vengono annientati rapidamente. I loro lanciatori vengono annientati”, ha aggiunto il presidente.
“L’Iran era una nazione fuori controllo e ci avrebbe attaccato se non lo avessi fatto prima io”. Lo ha detto Donald Trump commentando l’andamento della guerra e le rappresaglie iraniane nel corso di un evento alla Casa Bianca.
Nella guerra in Iran, “su una scala da uno a 10 stiamo facendo 15”. Lo ha detto Donald Trump intervenendo ad una tavola rotonda alla Casa Bianca dedicata ai prezzi dell’energia. Il presidente si è detto molto soddisfatto dell’andamento delle operazioni militari. “Abbiamo l’esercito più forte del mondo”, ha affermato.
Un attacco aereo israeliano ha colpito la periferia sud di Beirut, nota roccaforte di Hezbollah. Lo riferiscono i media libanesi, ripresi da Times of Israel. Al momento non ci sono commenti da parte dell’Idf.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha contattato questa sera il presidente francese Emmanuel Macron per informarlo “dello stato delle operazioni militari attualmente condotte dagli Stati Uniti in Iran”. Lo ha appreso Bfmtv dall’entourage di Macron.
Nei primi due giorni di guerra sono fuggite da Teheran 100mila persone. Lo afferma Unhcr, l’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, basando le sue stime su fonti ufficiali iraniane. Ogni giorno, aggiunge, circa 1.000-2.000 veicoli lasciano la capitale, dirigendosi principalmente verso nord. Il portavoce dell’Unhcr Babar Baloch, ha dichiarato che gli ultimi rapporti di mercoledì non indicano un aumento dei movimenti transfrontalieri legati al recente conflitto, “ma la situazione rimane fluida”.
“Per un anno e tre mesi, il nemico ha continuato la sua aggressione. Dopo l’accordo di cessate il fuoco del novembre 2024, abbiamo rispettato questo accordo insieme allo Stato libanese, mentre Israele non ne ha rispettato nessuno dei punti. Avevamo concordato di seguire la via diplomatica. Ma la pazienza ha i suoi limiti”. È quanto afferma in un discorso pubblico il leader di Hezbollah Naim Qassem. “La nostra pazienza ha un limite e la testardaggine del nemico è diventata insopportabile”, ha aggiunto, “dicono che i missili lanciati domenica sera e lunedì mattina abbiano causato la guerra? Niente affatto! Niente affatto! È una risposta a 15 mesi di violazioni in Libano!”. “È una rappresaglia per un’aggressione in corso. Pensate che una salva di razzi possa provocare una guerra del genere?”, ha continuato Qassem, “la questione della Resistenza non è in discussione con nessuno: Hezbollah e la Resistenza Islamica stanno rispondendo a un’aggressione americano-israeliana. È una questione di difesa esistenziale. La nostra scelta è affrontarli: non ci arrenderemo”. Lo riporta L’Orient Le Jour.
Era informato venerdì sera, prima dell’attacco all’Iran, che il ministro della Difesa, Guido Crosetto, era a Dubai? “No”. Così ha risposto il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, a ‘Il cavallo e la torre’ su Rai3.
L’aeronautica militare israeliana ha lanciato una nuova ondata di attacchi aerei contro obiettivi del regime iraniano a Teheran. Lo afferma l’Idf, aggiungendo che si tratta dell’undicesima ondata di raid a Teheran dall’inizio del conflitto, e della seconda di oggi.
L’esercito israeliano non ha informazioni di intelligence che indichino che il fuoco concomitante di oggi da parte dell’Iran e di Hezbollah in Libano sia stato uno sforzo coordinato. “È vero, c’è stato un attacco contemporaneamente, più o meno, si può dire simultaneamente, dall’Iran e dal Libano. Non possiedo alcuna informazione di intelligence che dica che sia stato un attacco coordinato”, ha spiegato il portavoce dell’Idf Effie Defrin in conferenza stampa. Lo riporta Times of Israel. “Detto questo, non c’è dubbio che Hezbollah lavori per le Guardie Rivoluzionarie in Iran. E’ un’ala delle Guardie Rivoluzionarie in Iran”, ha aggiunto.
“Certamente le preoccupazioni espresse dal cardinale Parolin hanno un terreno comune di condivisione”. Lo ha detto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, a ‘Il cavallo e la torre’ su Rai3. Il segretario di Stato della Santa Sede aveva detto: “Se agli Stati fosse riconosciuto il diritto alla ‘guerra preventiva’, secondo criteri propri e senza un quadro legale sovranazionale, il mondo intero rischierebbe di trovarsi in fiamme”.
In seguito alla crisi in Iran, la premier Giorgia Meloni andrà in Parlamento? “C’è un appuntamento a brevissimo termine, tra pochi giorni ci sarà il Consiglio europeo e nei giorni precedenti Meloni va in Parlamento come è sempre stato. Le comunicazioni di domani sono al massimo livello con uno dei due vicepremier che è anche ministro degli Esteri e il ministro della Difesa, certamente il governo non è sguarnito”. Lo ha detto il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, a ‘Il cavallo e la torre’ su Rai3. Alla domanda se ci sia una ritrosia da parte della premier, Mantovano ha risposto: “No, non direi questo. Stiamo facendo riunioni dalla mattina alla sera”.
Qual è il rischio più importante della crisi legata alla guerra in Iran? “I rischi sono tanti. Intanto c’è la preoccupazione per ciò che accade in quello scenario, i Paesi del Golfo sono tutti amici dell’Italia e ci sono tante vittime civili. C’è il rischio di ripercussioni nei Paesi occidentali pur in una situazione in cui le forze di polizia e l’intelligence monitorano costantemente la realtà anche con il Casa, che si sta riunendo praticamente ogni giorno. E c’è anche la preoccupazione per la speculazione sul piano energetico”. Lo ha detto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio e Autorità delegata alla sicurezza della Repubblica, Alfredo Mantovano, a ‘Il cavallo e la torre’ su Rai3.
“Ho ribadito la necessità che Hezbollah cessi immediatamente i suoi attacchi contro Israele e oltre. Questa strategia di escalation costituisce un grave errore che mette in pericolo l’intera regione”. Lo ha dichiarato il presidente francese Emmanuel Macron, informando della conversazione avuta con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, il presidente libanese Joseph Aoun e il primo ministro Nawaf Salam per discutere della situazione in Libano. “La Francia continuerà, insieme ai suoi partner, a sostenere gli sforzi delle forze armate libanesi, affinché possano assumere pienamente le loro missioni di sovranità e porre fine alla minaccia rappresentata da Hezbollah”, ha spiegato su X.
Il presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato di aver parlato oggi con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, il presidente libanese Joseph Aoun e il primo ministro Nawaf Salam per discutere della situazione in Libano, “che è molto preoccupante”. “Ho invitato” Netanyahu “a preservare l’integrità territoriale del Libano e ad astenersi da un’offensiva terrestre. È importante che le parti tornino all’accordo di cessate il fuoco”, ha dichiarato Macron su X.
Sono in arrivo stanotte all’aeroporto di Roma Ciampino due voli dagli Emirati (uno da Abu Dhabi e uno da Dubai) con a bordo in totale circa 200 connazionali. L’arrivo del primo è stimato verso l’1.30, mentre il secondo è previsto in arrivo per le 3. Lo rende noto la Farnesina.
“In totale, abbiamo colpito circa 300 sistemi di difesa iraniani. Abbiamo colpito obiettivi nelle industrie terroristiche, abbiamo eliminato, con l’aiuto dell’intelligence, molti comandanti del regime. Non intendiamo fermarci un attimo”. Lo ha dichiarato ai media il portavoce dell’Idf, Efi Defrin. Lo riporta Ynet.
Il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares ha categoricamente smentito le dichiarazioni della portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, che ha affermato in una conferenza stampa a Washington che la Spagna “coopererà militarmente” con gli Stati Uniti. “La posizione del governo spagnolo sulla guerra in Medioriente, sui bombardamenti in Iran e sull’uso delle nostre basi non è cambiata di una virgola”, ha dichiarato Albares in un’intervista a Cadena Ser. “La nostra posizione di ‘no alla guerra’ rimane chiara e inequivocabile”, ha aggiunto. “Non ho idea” a cosa si riferisse Leavitt, ha spiegato. “Esiste un accordo, un accordo bilaterale, e al di fuori del quadro di tale accordo bilaterale non ci sarà alcun utilizzo di basi sovrane spagnole. Qualsiasi operazione deve avvenire nell’ambito delle Nazioni Unite”, ha spiegato.
“La posizione del Governo spagnolo sulla guerra in Medioriente e sui bombardamenti in Iran, così come sull’uso delle nostre basi, non è cambiata di una virgola”, ha spiegato Albares. “Pertanto lo smentisco con assoluta fermezza e, sinceramente, non ho la minima idea a cosa” la portavoce della Casa Bianca “possa riferirsi o da dove possa provenire questa affermazione”. “Sarà anche la portavoce della Casa Bianca, ma io sono il ministro degli Esteri del Governo di Spagna”, ha aggiunto. “Non ho alcuna voglia, né quasi il tempo, di fare speculazioni. Quello che posso dirle è che la nostra posizione rimane assolutamente invariata e smentisco categoricamente qualsiasi cambiamento o qualsiasi indizio in tal senso. Da dove possa provenire questa voce, non ne ho la minima idea”, ha concluso Albares.
Il segretario di Stato Marco Usa Marco Rubio ha parlato oggi al telefono con il ministro degli Esteri Antonio Tajani per discutere dei recenti sviluppi in Iran e nella regione mediorientale in generale. I leader hanno ribadito la forte partnership tra Stati Uniti e Italia. Lo riporta una nota del Dipartimento di Stato americano.
Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sta ricevendo al Quirinale la premier Giorgia Meloni. Al centro del colloquio, secondo quanto si apprende, gli sviluppi della crisi in Medio Oriente.
Il presidente Trump sta “attivamente considerando” il ruolo degli Stati Uniti in Iran dopo la guerra. Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt.
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha chiesto chiarimenti alla Casa Bianca all’inizio di questa settimana, dopo aver appreso che alcuni funzionari dell’amministrazione Trump potrebbero essere in contatto con Teheran. Lo riferisce Axios, citando due fonti a conoscenza della questione, secondo cui l’intelligence israeliana ha ottenuto informazioni che hanno fatto sorgere il sospetto che ci fossero state comunicazioni tra l’Iran e l’amministrazione Trump per discutere di un cessate il fuoco. Lunedì Netanyahu ha chiamato i funzionari della Casa Bianca e ha chiesto se tali colloqui o scambi di messaggi fossero avvenuti.
“La Casa Bianca ha detto a Netanyahu che l’amministrazione Trump non stava parlando con gli iraniani alle sue spalle”, ha affermato una fonte. Un funzionario statunitense e un’altra fonte informata hanno affermato che gli iraniani hanno inviato messaggi all’amministrazione Trump negli ultimi giorni, attraverso i paesi del Golfo e altri paesi della regione, ma gli Stati Uniti non hanno risposto.
Nella mattinata di oggi, presso la sede di Palazzo Diotti, si è riunito il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, presieduto dal Prefetto di Milano Claudio Sgaraglia, alla presenza del Sindaco di Milano Giuseppe Sala e dei vertici territoriali delle Forze di Polizia.
“Nel corso dell’incontro – si legge in una nota -, aperto alla partecipazione dei referenti di Fondazione Milano Cortina 2026, è stato svolto un approfondito esame delle misure di sicurezza connesse allo svolgimento dei Giochi Paralimpici Invernali, che si terranno dal 6 al 15 marzo prossimi, le cui competizioni sportive interesseranno, per quanto concerne il territorio milanese, la venue olimpica “Ice Hockey Arena” presso il quartiere di Santa Giulia.
In sede di Comitato è stato pertanto definito il complessivo assetto delle misure di sicurezza e di tutela della pubblica incolumità che sarà assicurato in occasione dell’importante manifestazione sportiva, anche alla luce dell’attuale quadro internazionale. E’ stato, in particolare, predisposto un articolato sistema di attività di vigilanza, nel quadro delle misure già adottate nella immediatezza da tutte le Forze di Polizia e dalle altre Istituzioni interessate subito dopo l’acuirsi delle tensioni legate alla crisi in Medio Oriente, volte ad assicurare il massimo rafforzamento dei servizi di controllo del territorio e l’ulteriore intensificazione delle misure di sicurezza di vari obiettivi sensibili. Il Comitato ha, poi, esaminato i profili di sicurezza relativi all’ incontro di calcio Inter – Milan, che si disputerà presso lo Stadio ‘Giuseppe Meazza’ di San Siro il prossimo 8 marzo. In vista dell’incontro, che vedrà la presenza di una rilevante partecipazione di pubblico, il Consesso ha deliberato l’adozione di un capillare e dedicato dispositivo di servizi per garantire il migliore ordinato svolgimento dell’evento, con l’impiego coordinato delle Forze di polizia e della polizia locale”.
L’ipotesi di impiegare truppe di terra in Iran “non fa parte attualmente del piano” di guerra, ma “non escludiamo l’opzione”. Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, in un briefing alla stampa.
La Spagna “ha accettato di collaborare” con le forze armate Usa in relazione alla guerra in Iran.Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, in un briefing alla stampa.
Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, è stato oggi al Quirinale per incontrare il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Il colloquio, secondo quanto si apprende dal Colle, è stato incentrato sugli sviluppi della crisi in Medio Oriente ed è durato circa 20 minuti.
“La condotta responsabile della Spagna nell’opporsi alle flagranti violazioni dei diritti umani e all’aggressione militare della coalizione sionista-americana contro paesi come l’Iran, dimostra che l’etica e le coscienze consapevoli esistono ancora in Occidente. Lodo i funzionari spagnoli per le loro posizioni”. Lo ha scritto su X il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian.
Il presidente Trump parteciperà alla cerimonia di arrivo delle salme dei militari deceduti dall’inizio della guerra con l’Iran. Lo ha annunciato la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, in un briefing alla stampa.
Le agenzie di intelligence Usa stanno “monitorando strettamente” le notizie riguardanti la possibilità che il figlio dell’ayatollah Khamenei possa succedere al padre come Guida Suprema. Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, in un briefing con la stampa. “dobbiamo aspettare e vedere”, ha aggiunto la funzionaria.
Nel corso delle trattative precedenti la guerra, l’Iran ha “rifiutato le nostre offerte generose e senza precedenti”. Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt.
“La chiusura di Hormuz, se prolungata, potrebbe provocare effetti fortemente negativi sulle economie internazionali”. E’ quanto affermato dal ministro degli Esteri, Antonio Tajani, nel corso di una telefonata con il Segretario di Stato americano, Marco Rubio.
“Nelle prossime ore” le forze Usa otterranno un “dominio totale sullo spazio aereo” iraniano. Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, confermando quanto affermato stamani dal Pentagono.
Il regime iraniano è stato “schiacciato” e “sta pagando col sangue i suoi crimini”. Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, in un briefing alla stampa.
“La guerra in Medio Oriente si sta rapidamente allargando. La strategia di Teheran è quella di seminare il caos e incendiare la regione attaccando indiscriminatamente i suoi vicini. Il regime sta argomentando con forza la propria fine. Naturalmente, lo scenario ideale sarebbe un Iran democratico che non rappresenti una minaccia per i suoi vicini. Ma ovviamente, questo risultato è tutt’altro che certo. Al momento, nessuno può prevedere quale direzione prenderà questa guerra”. Lo ha detto l’Alta rappresentante Ue per la politica estera, Kaja Kallas, nella conferenza stampa al termine della riunione ministeriale informale del Consiglio degli Stati del Mar Baltico.
“Per l’Europa, è un momento pericoloso – sottolinea -. La sicurezza di centinaia di migliaia di nostri cittadini nella regione è in gioco. L’UE sta coordinando l’assistenza consolare e finanziando i voli di rimpatrio per le persone bloccate nella regione, e le nostre missioni navali contribuiscono a proteggere il traffico marittimo internazionale. Domani avremo una riunione con i ministri degli Esteri dell’UE e i ministri del Consiglio di Cooperazione del Golfo per discutere la strada da seguire”.
“Mentre il mondo si concentra sulla guerra in Medio Oriente, non possiamo lasciare che l’Ucraina sfugga all’ordine del giorno. Mosca potrebbe aver perso un altro alleato a Teheran, ma gli stessi droni che stanno colpendo Dubai stanno colpendo anche Kiev”, aggiunge.
Nel corso di una telefonata con il Segretario di Stato americano, Marco Rubio, il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha espresso “il deciso sostegno dell’Italia ai paesi amici del Golfo, partner politici ed economici del nostro paese”.
Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha avuto una telefonata con il Segretario di Stato americano, Marco Rubio. I temi principali – ha spiegato il titolare della Farnesina su X – sono stati la guerra in Iran e gli effetti sulla impennata dei prezzi dell’energia. “Gli ho espresso la preoccupazione del Governo italiano per il fatto che l’Iran sta allargando il conflitto in Medio Oriente, arrivando a colpire tutti i paesi arabi del Golfo Persico”, ha affermato Tajani.
L’Italia – ha detto ancora Tajani – “conferma l’obiettivo che l’Iran non deve arrivare a detenere ordigni nucleari militari, e auspica che si possa arrivare a una fine del conflitto alla quale dovrebbe contribuire un accorto lavoro politico e diplomatico”.
L’ambasciata degli Stati Uniti a Baghdad “consiglia vivamente ai cittadini statunitensi in Iraq di lasciare il Paese non appena le condizioni lo permettano e di rimanere nei propri luoghi di residenza fino a quando non sia sicuro partire”. E’ quanto si legge in una nota su X dell’ambasciata.
Le ambasciate israeliane nel mondo diventerebbero “obiettivi legittimi” se Israele colpisse la sede diplomatica iraniana a Beirut. Lo ha dichiarato il portavoce delle Forze armate della Repubblica islamica, il generale di brigata Abolfazl Shekarchi, citato dall’agenzia semi-ufficiale Tasnim. “Israele ha minacciato di prendere di mira l’ambasciata iraniana in Libano. Se Israele attacca la nostra ambasciata, tutte le ambasciate di questo regime saranno considerate obiettivi legittimi”, ha affermato Shekarchi. Il generale ha inoltre sostenuto che Israele “non pone limiti alle proprie azioni militari” e ha rivendicato che, pur disponendo di capacità belliche adeguate, l’Iran avrebbe finora “rispettato” le norme del diritto internazionale.
Il ministro degli Esteri spagnolo, José Manuel Albares, ha annunciato che 22 cittadini spagnoli che erano in Iran hanno oltrepassato la frontiera con l’Azerbaigian e “sono al sicuro”. Da lì proseguiranno il viaggio verso Madrid dove dovrebbero arrivare domani. “Continuiamo a lavorare per proteggere il resto degli spagnoli in Medio Oriente e per garantire che tutti coloro che lo desiderano possano tornare a casa il prima possibile”, ha detto Albares in un video pubblicato sui social. In tutto erano rimasti in Iran circa 150 cittadini spagnoli.
Il governo tedesco ha annunciato altri due voli di evacuazione per i tedeschi bloccati in Medioriente a causa della guerra. Il ministro degli Esteri Johann Wadephul ha dichiarato, a margine di una visita a Varsavia, che giovedì e venerdì sarà effettuato un altro volo charter da Mascate in Oman, a Francoforte. Secondo Wadephul, un aereo Condor noleggiato dal governo tedesco dovrebbe trasportare giovedì più di 200 persone da Mascate a Francoforte. Circa due terzi di loro saranno trasportati in autobus da Dubai alla capitale dell’Oman dal ministero degli Esteri tedesco. Un terzo volo è previsto per venerdì, sempre per trasportare più di 200 persone da Mascate a Francoforte. Alcuni di questi passeggeri saranno prima trasportati in autobus da Dubai all’Oman. Secondo Wadephul, i voli di evacuazione del governo nell’attuale crisi mediorientale dovrebbero dare priorità ai gruppi particolarmente vulnerabili, come le donne incinte, i malati, gli anziani o i bambini.
Il presidente libanese, Joseph Aoun, in un incontro con l’ambasciatore statunitense a Beirut, Michael Issa, ha chiesto agli Stati Uniti di intervenire per fermare gli attacchi israeliani in Libano. E’ quanto si legge in una nota su X della presidenza libanese.
Il ministero dell’Energia dell’Iraq ha dichiarato che la rete elettrica nazionale è stata “completamente interrotta in tutte le province irachene”. La causa non è chiara. Le autorità hanno affermato che le squadre stanno lavorando per ripristinare le centrali elettriche e le linee di trasmissione. Le interruzioni di corrente avevano già colpito la regione semi-autonoma curda dopo che un importante giacimento di gas aveva interrotto le operazioni per motivi di sicurezza. Ieri il ministero del petrolio iracheno aveva dichiarato di aver interrotto la produzione in un importante giacimento vicino a Bassora, citando la carenza di petroliere nel Golfo Persico durante il conflitto.
“Siamo l’unico Paese che ha un desk in tutti gli aeroporti e assiste i propri connazionali nella maniera più concreta possibile”. Lo ha affermato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, parlando con i cronisti alla Farnesina. “Stiamo avendo ringraziamenti da moltissime persone nonostante talvolta circolino notizie non corrette”, ha aggiunto facendo riferimento al potenziale ritardo di un trapianto di midollo perché la donatrice era bloccata nel Golfo mentre si trovava in realtà già in Italia. “Poi è chiaro che la situazione non è facile – ha concluso – ci sono decine di migliaia di persone nell’area”.
“Nonostante i giorni difficili che ci troviamo di fronte non volevo perdere l’opportunità di chiudere questo dibattito dedicato a un tema che ritengo cruciale, non solo per il futuro dell’Africa ma per il futuro dell’intera Europa, cioè la costruzione dell’infrastruttura fisica e immateriale che rende possibili la crescita, l’imprenditorialità e l’occupazione”. Così la premier Giorgia Meloni intervenendo al convegno ‘Laying the groundwork for jobs in Africa: core infrastructure & business environments’, organizzato presso la sede centrale della Banca d’Italia a palazzo Koch dalla Banca Mondiale e dalla presidenza del Consiglio dei Ministri. “Il titolo di questo evento richiama una verità semplice ma incredibilmente spesso dimenticata, ovvero che i posti di lavoro non vengono creati con un semplice decreto, vengono creati quando esistono condizioni favorevoli, dove ci sono infrastrutture fisiche e digitali, energia affidabile, capitale umano addestrato, istituzioni solide, regole chiare e accesso alla finanza”, ha aggiunto la premier.
Il ministero della Salute del Libano ha affermato che il bilancio delle vittime degli attacchi israeliani nel Paese è salito a 72 morti e almeno 437 feriti. Lo riporta Al Jazeera.
“Spero che entro la giornata di domani si possano superare le 10mila persone che hanno lasciato i Paesi più a rischio”. Lo ha affermato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, parlando con i cronisti alla Farnesina. “Abbiamo incrementato il numero dei voli, abbiamo organizzato dei charter con la Difesa”, ha aggiunto. “Abbiamo organizzato con Ita un volo per Muscat. Stiamo cercando di sostenere i nostri connazionali, a partire da quelli che hanno problemi di salute, per farli rientrare in Italia. Questo è il lavoro che stiamo svolgendo, in particolare negli Emirati, Kuwait, Bahrein, Qatar e Oman”.
“Naturalmente anche in Israele stiamo facendo uscire il maggior numero possibile dei nostri concittadini. Molti pellegrini hanno lasciato Gerusalemme attraverso la Giordania e l’Egitto, stiamo lavorando anche per aiutare gli altri italiani che sono rimasti bloccati in altre parti del mondo, anche in zona dove non ci sono attacchi aerei, mi riferisco in modo particolare alle Maldive, allo Sri Lanka, alla Thailandia. Stiamo cercando di fare tutto il possibile per accelerare il tempo delle partenze”, ha detto ancora il ministro. “Dalle Maldive alcuni si sono imbarcati su una nave che li porta alle Mauritius e poi rientreranno con un volo. Stiamo lavorando per organizzare charter con voli aggiuntivi che vadano alle Maldive per prelevare circa 3 mila italiani che sono in attesa di rientro”, ha concluso.
Hezbollah afferma che i suoi combattenti hanno fatto esplodere un ordigno esplosivo e si sono scontrati con le truppe dell’esercito israeliano (Idf) nei pressi della città di Khiam, nel Libano meridionale. In una dichiarazione, il gruppo ha affermato che l’attacco è avvenuto intorno alle 18.30 ora locale, le 17.30 in Italia, dopo che i suoi combattenti hanno monitorato quella che è stata descritta come una forza israeliana che tentava di avanzare verso la zona. Lo riporta Al Jazeera. Il gruppo sciita ha affermato che l’esplosione è stata seguita da combattimenti diretti e ha causato vittime tra le truppe israeliane, aggiungendo che sono in corso scontri a fuoco. In una nota separata, Hezbollah ha affermato di aver lanciato una raffica di razzi anche contro le forze israeliane radunate nella città di Kiryat Shmona, nel nord di Israele.
Le sirene d’allarme risuonano a Tel Aviv e in tutto il centro di Israele dopo che è stato rilevato un nuovo attacco missilistico balistico dell’Iran. Ai civili nelle zone in cui risuonano le sirene viene ordinato di entrare nei rifugi antiaerei fino a nuovo avviso, mentre l’Idf afferma di essere al lavoro per abbattere i missili.
L’Iran prenderà di mira le navi degli Stati Uniti e del Regno Unite e tutte le navi che trasportano merci per Israele nel Golfo Persico, indipendentemente dalla loro bandiera. Lo hanno riferito i media statali iraniani, citando un comandante anonimo della marina delle Guardie rivoluzionarie iraniane.
“Mi attende una telefonata con il Segretario di Stato americano Marco Rubio”. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, congedandosi dai cronisti alla Farnesina.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha presieduto oggi alla Farnesina una nuova riunione della Task Force Golfo con le Ambasciate italiane nella regione per fare il punto sulle operazioni di assistenza ai connazionali nelle aree interessate dalla crisi.
A seguito dell’aggiornamento fornito dalle sedi diplomatico-consolari sulle esigenze nell’area, è stato deciso un ulteriore rafforzamento del personale della Farnesina in Oman ed Emirati Arabi Uniti: le nuove unità si aggiungono al personale che è già stato schierato in Oman nell’aeroporto di Mascate e alle frontiere con gli Eau.
Negli Emirati Arabi Uniti, nella giornata odierna è previsto il rientro complessivo di 1.250 connazionali. In particolare, nella notte è partito un volo Emirates per Milano, in mattinata un volo FlyDubai per Bergamo, nel pomeriggio un volo Etihad per Milano, in serata due aerei diretti a Roma e in tarda nottata un ulteriore charter FlyDubai.
In Qatar è stato facilitato il primo trasferimento via terra da Doha a Riad di 114 persone. Si sta lavorando all’organizzazione di ulteriori passaggi nei prossimi giorni. Dal Kuwait 10 persone hanno già raggiunto via terra l’Arabia Saudita.
Anche dal Bahrein, 14 connazionali che ne hanno fatto richiesta già stati accompagnati alla frontiera verso Riad. In Arabia Saudita sono state accolte ai confini circa 150 persone, incluse particolari situazioni vulnerabili con assistenza particolare. Il rientro proseguirà con voli di linea e charter. In Oman continua il coordinamento per accogliere connazionali in transito anche dagli Emirati Arabi Uniti. È previsto a breve l’arrivo di ulteriori 160 persone che proseguiranno poi il viaggio verso l’Italia. In Israele sono circa 200 i connazionali attualmente monitorati, si sta valutando l’eventuale accompagnamento alla frontiera, anche attraverso l’Egitto. Alle Maldive sono giunti rinforzi da Colombo per assistere i connazionali e sono stati consegnati medicinali salvavita trasportati dal personale dell’Ambasciata. Ventiquattro connazionali rientreranno via nave con successivo transito da Mauritius grazie alla preziosa collaborazione di Costa Crociere. Domani 60 persone fragili partiranno con un volo Neos. Attualmente 150 connazionali si trovano in aeroporto, mentre altri sono dislocati sulle isole.
In Thailandia sono in aumento le richieste di rientro: l’Ambasciata ha raccolto circa 500 richieste di assistenza ed elaborato liste di priorità sulla base di condizioni sanitarie e situazioni di vulnerabilità.
Grazie al ‘Meccanismo europeo di protezione civile’ l’Italia ha fatto applicare alle compagnie voli a prezzi speciali per i connazionali presenti nelle aree coinvolte dalla crisi.
Ad oggi, il numero di chiamate gestite in Italia dall’Unità di Crisi ha superato le 14mila chiamate, a conferma dell’intensa attività di assistenza in corso.
“Vostre Maestà, capi di Stato amici e vicini, abbiamo cercato insieme a voi e attraverso la diplomazia di evitare la guerra, ma l’aggressione militare americano-sionista non ci ha lasciato altra scelta che difenderci. Rispettiamo la vostra sovranità e crediamo che la sicurezza e la stabilità della regione debbano essere raggiunte grazie agli sforzi congiunti dei suoi Stati”. È quanto scrive in un post sul social X il presidente dell’Iran Masoud Pezeshkian
Il Pentagono ha pubblicato un video che mostra l’attacco di un sottomarino statunitense alla Iris Dena, una nave da guerra iraniana al largo della costa meridionale dello Sri Lanka. Più di 80 persone sono state uccise nell’attacco, che segna il primo attacco Usa alle forze iraniane al di fuori del Medio Oriente.
“Il popolo iraniano, con una cultura e una civiltà di 7.000 anni, è sempre rimasto saldo e unito e conosce bene le regole della sopravvivenza. In caso di aggressione esterna, anche in presenza di divergenze e malcontento interni, rinsalda la propria coesione”. Lo ha affermato a LaPresse l’ambasciatore iraniano a Roma, Mohammad Reza Sabouri. “La società iraniana nel periodo successivo alla Guerra dei 12 giorni ne ha dato prova: la parola ‘Iran’ è diventata una parola chiave di unità nazionale”, ha aggiunto, “la struttura politica dell’Iran dispone di istituzioni e meccanismi ben definiti per il trasferimento del potere e la continuità della governance. La coesione delle istituzioni, il forte sostegno popolare, la gestione del Paese e le azioni delle forze militari e di sicurezza indicano la piena preparazione dell’Iran a contrastare qualsiasi possibile complotto. Pertanto, tali scenari rappresentano i desideri di alcuni sostenitori della guerra, che li utilizzano per giustificarla, ma che non corrispondono alla realtà sul terreno”.
“Il fatto che forze o interessi europei possano essere presi di mira” da Teheran “dipende dal livello di sostegno e di coinvolgimento diretto di quei Paesi a fianco degli Stati Uniti e del regime sionista in eventuali azioni militari contro l’Iran”. Lo ha affermato a LaPresse l’ambasciatore iraniano a Roma, Mohammad Reza Sabouri. “Le autorità militari e di difesa iraniane stanno monitorando attentamente i movimenti e le attività militari nella regione e risponderanno con decisione, sulla base del diritto alla legittima difesa, a qualsiasi atto aggressivo”, ha aggiunto.
“La guerra non è mai stata una scelta dell’Iran. L’Iran ha sempre sostenuto soluzioni politiche e diplomatiche per risolvere le preoccupazioni legate a crisi non necessarie. Tuttavia, purtroppo, il regime sionista e gli Stati Uniti, in meno di un anno, hanno tradito due volte la diplomazia e bombardato il tavolo dei negoziati”. Lo ha affermato a LaPresse l’ambasciatore iraniano a Roma, Mohammad Reza Sabouri.
Il primo ministro del Qatar, lo sceicco Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, ha condannato in una telefonata con il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi gli attacchi che violano la sovranità del Qatar e ha avvertito che “non possono restare senza risposta”, citando il diritto del Paese all’autodifesa, sancito dall’articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite. In una dichiarazione pubblicata su X, Al Thani ha chiesto la cessazione immediata degli attacchi iraniani contro i paesi della regione, accusando Teheran di colpire aree civili all’interno dello stato del Golfo. Araghchi avrebbe affermato che gli attacchi missilistici iraniani erano diretti contro gli interessi statunitensi e non contro il Qatar, ma Al Thani ha respinto l’affermazione, sottolineando che gli attacchi hanno colpito aree civili e residenziali, tra cui la zona dell’aeroporto internazionale di Hamad e le zone industriali che ospitano impianti di produzione di gas naturale liquefatto.
“Oggi, al quinto giorno dell’operazione, bisogna dire che la nebbia di questa guerra è ancora molto fitta e la situazione ancora opaca”. Lo ha dichiarato il ministro della Difesa tedesco, Boris Pistorius, intervenendo al Bundestag sulla crisi in Medioriente. “Non è affatto chiaro su quali Paesi il conflitto potrà estendersi né quanto durerà”, ha aggiunto, avvertendo che “il pericolo di una escalation su vasta scala e di un’ulteriore destabilizzazione dell’intera regione è enorme”. Un rischio, ha sottolineato il ministro, “troppo grande perché noi in Europa possiamo semplicemente tornare alla normale amministrazione”, evidenziando la necessità di un coinvolgimento attivo europeo nella gestione e nella stabilizzazione della crisi.
Sono saliti a 87 i corpi senza vita recuperati dal mare dopo l’attacco Usa a una nave iraniana al largo dello Sri Lanka. Il ministro degli Esteri Vijitha Herath ha dichiarato al Parlamento che la marina militare ha ricevuto informazioni secondo cui la IRIS Dena, con 180 persone a bordo, era in difficoltà e stava affondando. La nazione insulare ha inviato navi e aerei dell’aeronautica militare in missione di soccorso. Il portavoce della marina militare, il comandante Buddhika Sampath, ha affermato che quando le navi della marina militare hanno raggiunto il luogo, non c’era traccia della nave e “c’erano solo alcune chiazze di petrolio e zattere di salvataggio. Abbiamo trovato persone che galleggiavano sull’acqua”. Le 32 persone salvate sono state ricoverate in un ospedale nella città costiera di Galle, sulla costa meridionale dello Sri Lanka, mentre i corpi recuperati sono stati portati a terra. L’IRIS Dena, una delle navi da guerra più recenti dell’Iran, era una fregata di classe Moudge che pattugliava le acque profonde per la marina iraniana. Era armata con cannoni pesanti, missili terra-aria, missili anti-nave e siluri. Trasportava anche un elicottero. La fregata era il fiore all’occhiello di un tour internazionale di due navi nel 2023 che includeva scali in paesi come il Sudafrica e il Brasile. Era accompagnata dalla nave di supporto IRIS Makran, una petroliera convertita.
“Non è ancora finita, e la morte dell’imam Khamenei vi costerà cara, a Dio piacendo”. È quanto scrive in un post sul social X il segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano, Ali Larijani. “Trump ha trascinato il popolo americano in una guerra ingiusta contro l’Iran a causa delle impulsività e delle azioni ridicole di Netanyahu”, continua il post, “oggi deve rendere conto delle sue azioni: dopo la morte di oltre 500 soldati americani in questi pochi giorni, lo slogan è ancora ‘America first’ o è diventato ‘Israele first’?”.
“Il diritto internazionale deve restare il parametro centrale del nostro agire”. Lo ha detto il ministro della Difesa Boris Pistorius nel suo intervento al Bundestag sulla crisi in Medioriente. Allo stesso tempo, ha aggiunto Pistorius, “dobbiamo essere onesti: proprio queste regole sono state ignorate e contrastate dall’Iran per decenni”. Il ministro tedesco ha sottolineando che tentativi diplomatici e sanzioni europee non hanno frenato il ruolo destabilizzante di Teheran nella regione.
“La Germania non è parte in guerra. La Bundeswehr non parteciperà a questo conflitto”. Lo ha detto il ministro della Difesa tedesco, Boris Pistorius, nel suo intervento al Bundestag. “La Germania farà tutto il possibile per contribuire alla de-escalation e contenere l’espansione della violenza. Ho parlato con il mio omologo israeliano e sono in contatto con il Pentagono e con i colleghi europei. Chiediamo all’Iran di cessare gli attacchi, di non trascinare altri Stati nel conflitto e di porre fine al bombardamento indiscriminato, anche contro obiettivi civili”, ha detto ancora Pistorius.
Il ministero degli Esteri turco ha convocato l’ambasciatore iraniano per protestare contro il lancio di un missile balistico intercettato prima di entrare nello spazio aereo turco. Lo afferma un funzionario turco.
“La Cina invierà un inviato speciale per le questioni mediorientali nella regione per mediare e promuovere il ritorno alla pace e alla stabilità”. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri della Cina Wang Yi in una telefonata con il ministro degli Esteri degli Emirati Arabi Uniti Abdullah Bin Zayed. “Le ricadute della guerra non sono nell’interesse di nessuna delle parti e le uniche vittime saranno le popolazioni della regione”, si legge in una nota del ministero degli Esteri cinese, “la linea rossa della protezione dei civili durante il conflitto non deve essere oltrepassata; obiettivi non militari come quelli energetici, economici e di sostentamento non devono essere attaccati e la sicurezza delle rotte marittime deve essere mantenuta”. “La Cina non rinuncerà alla speranza di pace e continuerà a svolgere un ruolo costruttivo in tal senso”, aggiunge la nota.
“Le azioni militari statunitensi e israeliane contro l’Iran violano le leggi internazionali e il commercio non dovrebbe essere strumentalizzato o utilizzato come arma”. Lo ha detto la portavoce del ministero degli Esteri cinese, Mao Ning, commentando le minacce avanzate dal presidente Usa Donald Trump di rompere le relazioni commerciali con la Spagna per il rifiuto di Madrid di far usare a Washington le basi di Rota e Moron durante gli attacchi contro Teheran. Lo riporta il media cinese Global Times.
Il segretario alla Difesa degli Stati Uniti Pete Hegseth ha affermato in un punto stampa al Pentagono che Washington è a conoscenza dell’intercettazione di un missile iraniano nel Mediterraneo orientale prima che entrasse nello spazio aereo della Turchia. Tuttavia, ha affermato di non ritenere che l’incidente possa attivare l’articolo 5 della Nato sulla difesa collettiva.
Durante una visita alla Direzione dell’intelligence dell’esercito israeliano (Idf), il ministro della Difesa Israel Katz ha affermato che Israele ha accelerato la sua campagna militare pianificata contro l’Iran da metà 2026 a febbraio a causa dell’evoluzione delle circostanze e delle nuove capacità di intelligence. “Inizialmente era stata pianificata un’operazione per la metà dell’anno”, ha raccontato Katz agli ufficiali dell’intelligence, aggiungendo che “si è resa necessaria l’anticipazione di tutto a febbraio”, a causa di “sviluppi e circostanze”, tra cui le proteste anti-regime in Iran, durate settimane. Lo riporta il Times of Israel.
Il Senato Usa voterà oggi sulla decisione di Donald Trump di lanciare una guerra contro l’Iran. La legge, nota come risoluzione sui poteri di guerra, prevede che il presidente chieda l’approvazione del Congresso prima che vengano effettuati ulteriori attacchi. La risoluzione del Senato e un disegno di legge simile, in votazione alla Camera entro la fine di questa settimana, affrontano un percorso difficile in un Congresso controllato dai Repubblicani. Anche se approvati, i due disegni di legge incontrerebbero quasi certamente il veto di Trump
Il segretario al Tesoro degli Stati Uniti Scott Bessent ha detto, in un’intervista alla Cnbc, che il rifiuto della Spagna di consentire agli Stati Uniti di utilizzare le basi di Rota e Moron nell’attacco contro l’Iran ha messo in pericolo la vita dei cittadini americani. Rispondendo alla domanda se sia possibile un embargo commerciale con la Spagna, come ha minacciato ieri il presidente Usa Donald Tramp, Bessent ha affermato che “sarebbe uno sforzo congiunto”, senza fornire ulteriori spiegazioni.
Gli stoccaggi sono “superiori al 50%”, “il più alto livello in Ue”. Lo ha detto il ministro per le Imprese e il Made in Italy Adolfo Urso rispondendo al question time alla Camera a una interrogazione del Pd sui prezzi dell’energia elettrica e dei carburanti alla luce della guerra in Iran. Urso ha sottolineato però “siamo tutti consapevoli che la guerra in corso ha significative conseguenze sui costi dell’energia, soprattutto per i Paesi che non hanno il nucleare, e potrebbe averne anche sulle forniture, ove perdurasse del tempo. Dipende ovviamente dalla durata del conflitto”.
Il traffico di petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz è diminuito di circa il 90%. A riporta il netto calo è il sito di monitoraggio delle navi MarineTraffic.com. L’interruzione è costosa per il commercio globale del petrolio, dato che un quinto del petrolio mondiale passa attraverso lo stretto. Le principali compagnie di navigazione hanno dirottato le navi lontano dalla zona per motivi di sicurezza.
Il segretario alla Difesa degli Stati Uniti Pete Hegseth ha affermato che l’amministrazione Trump sta indagando su un attacco che, secondo i media statali iraniani, ha causato la morte di oltre 100 persone in una scuola elementare femminile nel sud dell’Iran. “Tutto quello che so, tutto quello che posso dire è che stiamo indagando sulla questione”, ha detto Hegseth in un punto stampa al Pentagono. “Naturalmente non abbiamo mai preso di mira obiettivi civili, ma stiamo valutando di indagare su questo aspetto”, ha aggiunto, lasciando intendere che la verifica è in corso.
Il segretario alla Difesa degli Stati Uniti Pete Hegseth ha affermato che la tempistica della guerra in Iran potrebbe essere più lunga di quanto ipotizzato in precedenza. “Si può dire quattro settimane, ma potrebbero essere sei, otto, tre”, ha detto in un punto stampa al Pentagono, “alla fine, siamo noi a stabilire il ritmo e la velocità”.
Il capo di stato maggiore congiunto degli Stati Uniti, il generale Dan Caine, ha affermato oggi che i lanci di missili iraniani sono diminuiti drasticamente dall’inizio degli attacchi israelo-statunitensi contro il paese. “Da questa mattina, il Comando Centrale degli Stati Uniti sta facendo progressi costanti. I missili balistici di teatro iraniani sono diminuiti dell’86% rispetto al primo giorno di combattimenti”, ha detto Caine durante un briefing al Pentagono. “Si è registrato un calo del 23% solo nelle ultime 24 ore, e i loro attacchi con droni unidirezionali sono diminuiti del 73%”, ha aggiunto.
Il segretario alla Difesa degli Stati Uniti, Pete Hegseth, ha affermato in un punto stampa al Pentagono che un sottomarino statunitense ha affondato una nave da guerra iraniana nell’Oceano Indiano. “Un sottomarino americano ha affondato una nave da guerra iraniana che pensava di essere al sicuro in acque internazionali”, ha detto Hegseth, “invece, è stata affondata da un siluro”. “Il primo affondamento di una nave nemica tramite siluro dalla Seconda guerra mondiale”, ha aggiunto. Hegseth non ha fatto il nome della nave iraniana attaccata ma in precedenza la marina militare dello Sri Lanka aveva riferito che l’IRIS Dena era affondato nell’Oceano Indiano, con circa 140 persone a bordo che risultano attualmente disperse.
Nella regione del Golfo risultano al momento circa 94.800 italiani, di cui 9.400 turisti in Bahrein, Qatar, Emirati Arabi Uniti e Oman. La Task Force Golfo – fa sapere la Farnesina – ha gestito dall’inizio della crisi oltre 13.500 contatti, circa 200 all’ora. Ad oggi sono circa 2.500 i connazionali rientrati in Italia da Abu Dhabi, Riad e Mascate con l’assistenza del ministero degli Esteri. Questa mattina sono decollati da Mascate due voli diretti a Roma, con a bordo un totale di 249 cittadini italiani.
“I leader iraniani più importanti sono morti… dispersi o rannicchiati nei bunker, troppo terrorizzati persino per occupare la stessa stanza”. Lo ha detto il segretario alla Difesa degli Stati Uniti Pete Hegseth in un punto stampa al Pentagono, parlando dell’offensiva lanciata contro l’Iran. “Dopo quattro giorni, abbiamo appena iniziato a combattere”, ha aggiunto.
In meno di una settimana, le “due forze aeree più potenti del mondo”, gli Stati Uniti e Israele, “avranno il controllo completo dei cieli iraniani, uno spazio aereo incontrastato”. Lo ha detto il segretario alla Difesa degli Stati Uniti Pete Hegseth in un punto stampa al Pentagono. “Voleremo tutto il giorno, tutta la notte, giorno e notte, alla ricerca, alla riparazione e al completamento della base industriale missilistica e difensiva dell’esercito iraniano”, ha aggiunto, “troveremo e sistemeremo i loro leader e i loro capi militari. Sorvoleremo Teheran, sorvoleremo l’Iran, sorvoleremo la loro capitale, sorvoleremo l’IRGC (Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica), i leader iraniani alzeranno lo sguardo e vedranno solo la potenza aerea statunitense e israeliana. Ogni minuto di ogni giorno finché non decideremo che è finita. E l’Iran non potrà farci niente”. “Si stanno verificando ondate sempre più grandi, ma siamo solo all’inizio”, ha aggiunto il numero uno del Pentagono.
In meno di una settimana, le “due forze aeree più potenti del mondo”, gli Stati Uniti e Israele, “avranno il controllo completo dei cieli iraniani, uno spazio aereo incontrastato”. Lo ha detto il segretario alla Difesa degli Stati Uniti Pete Hegseth in un punto stampa al Pentagono. “Voleremo tutto il giorno, tutta la notte, giorno e notte, alla ricerca, alla riparazione e al completamento della base industriale missilistica e difensiva dell’esercito iraniano”, ha aggiunto, “troveremo e sistemeremo i loro leader e i loro capi militari. Sorvoleremo Teheran, sorvoleremo l’Iran, sorvoleremo la loro capitale, sorvoleremo l’IRGC (Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica), i leader iraniani alzeranno lo sguardo e vedranno solo la potenza aerea statunitense e israeliana. Ogni minuto di ogni giorno finché non decideremo che è finita. E l’Iran non potrà farci niente”.
“Sono qui oggi con un messaggio inequivocabile sull’Operazione Epic Fury: l’America sta vincendo. In modo decisivo, devastante e senza pietà”. Lo ha detto il segretario alla Difesa degli Stati Uniti Pete Hegseth in un punto stampa al Pentagono.
“Condanniamo gli attacchi dell’Iran contro la Turchia. La NATO è fermamente al fianco di tutti gli alleati, inclusa la Turchia, mentre l’Iran continua i suoi attacchi indiscriminati in tutta la regione. La nostra posizione di deterrenza e difesa rimane forte in tutti i settori, anche per quanto riguarda la difesa aerea e missilistica”. Lo afferma la portavoce della NATO, Allison Hart. La portavoce non ha confermato se le difese aeree dell’organizzazione militare siano state utilizzate per abbattere il missile. La NATO possiede parti di un più ampio sistema europeo di difesa missilistica balistica sul suolo turco, tra cui un radar di allerta precoce presso la base di Kurecik in grado di rilevare missili provenienti dall’Iran.
Il premier britannico, Keir Starmer, ha dichiarato che non è pronto a far partecipare il Regno Unito a una guerra senza un piano. Lo riporta l’emittente britannica Sky News. “Quello che non ero disposto a fare sabato era che il Regno Unito entrasse in guerra, a meno che non fossi convinto che ci fosse una base legale e un piano fattibile e ben ponderato. Questa rimane la mia posizione”, ha detto Starmer parlando al Question Time alla Camera dei Comuni. Il primo ministro afferma che la sua “priorità numero uno” è la protezione dei cittadini britannici, motivo per cui ha autorizzato azioni difensive in seguito all’attacco delle basi della Raf a Cipro e in Bahrein da parte dell’Iran.”Dobbiamo quindi agire con chiarezza, determinazione e sangue freddo”, afferma Starmer. Aggiunge che i jet britannici Typhoon e F-35 hanno difeso Cipro e il Medioriente, “in particolare il Qatar”. “Gli elicotteri Wildcat con capacità anti-drone saranno a Cipro questa settimana e la HMS Dragon sarà dispiegata nel Mediterraneo”, ha concluso.
L’Iran è “vicino” alla scelta del suo prossimo leader supremo. Lo ha dichiarato l’ayatollah Ahmad Khatami è membro dell’Assemblea degli Esperti, l’organismo incaricato di scegliere il nuovo leader. Le sue dichiarazioni sono state trasmesse dalla televisione di Stato.”Le opzioni sono diventate chiare”, ha detto Khatami. Altri alti funzionari hanno indicato che una decisione potrebbe essere vicina. Ieri Iran International ha riportato che l’Assemblea degli Esperti avrebbe scelto il figlio di Ali Khamenei, Mojtaba, come nuova Guida suprema.
Un’agenzia dell’esercito britannico, la United Kingdom Maritime Trade Operations (Ukmto), afferma che una nave portacontainer ha registrato un incendio nella sala macchine dopo che, mentre stava navigando verso est attraverso lo Stretto di Hormuz, è stata colpita da un proiettile sconosciuto.
Il ministro degli Esteri turco, Hakan Fidan, ha parlato al telefono con il suo omologo iraniano, Abbas Araghchi, dopo che oggi è stato intercettato un missile balistico iraniano diretto verso lo spazio aereo della Turchia. Lo ha riferito un funzionario turco coperto dall’anonimato, aggiungendo che durante la telefonata, Fidan ha sottolineato che “tutte le misure che potrebbero aggravare il conflitto e contribuire alla sua diffusione” devono essere evitate.
Le sirene anti-aeree tornano a suonare a Gerusalemme e in altre località in Israele per lanci simultanei dal Libano e dall’Iran.
“Ogni misura adottata per difendere il nostro territorio e il nostro spazio aereo sarà presa con determinazione e senza esitazione”. Lo afferma il ministero della Difesa della Turchia, dopo avere riferito che le difese della Nato hanno intercettato un missile balistico lanciato dall’Iran prima che entrasse nello spazio aereo turco. “Ricordiamo a tutte le parti che ci riserviamo il diritto di rispondere a qualsiasi azione ostile contro il nostro Paese”, afferma ancora il ministero. Secondo quanto riferito dal ministero della Difesa turco, il missile è stato individuato dopo aver attraversato lo spazio aereo di Iraq e Siria ed è stato intercettato dalle unità della Nato di stanza nel Mediterraneo orientale. I detriti del missile sono caduti in un distretto della provincia di Hatay, vicino al confine con la Siria. Non sono state registrate vittime.
Secondo quanto riferito dal ministero della Difesa turco, il missile è stato individuato dopo aver attraversato lo spazio aereo di Iraq e Siria ed è stato intercettato dalle unità della Nato di stanza nel Mediterraneo orientale. I detriti del missile sono caduti in un distretto della provincia di Hatay, vicino al confine con la Siria. Non sono state registrate vittime.
“Ho appena avuto una telefonata con il premier Pedro Sanchez, per esprimere la piena solidarietà dell’UE con la Spagna. L’Ue garantirà sempre che gli interessi dei suoi Stati membri siano pienamente protetti. Ribadiamo il nostro fermo impegno per i principi del diritto internazionale e per l’ordine internazionale basato su norme in tutto il mondo”. Lo scrive sui social il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, intervenendo sulle minacce di Donald Trump alla Spagna.
Questa mattina sono partiti altri due voli della Oman Air da Mascate in direzione di Roma con a bordo un totale di 249 cittadini italiani, assistito dalla Farnesina. A questi si aggiungono i circa 2500 italiani rientrati in Italia nelle ultime ore da Abu Dhabi, Riad e Mascate, utilizzando voli commerciali facilitati dalla Farnesina e voli prenotati privatamente. Nei prossimi giorni altri voli, facilitati dalla Farnesina con l’aiuto delle Sedi diplomatico-consolari nella regione, partiranno da Abu Dhabi, Dubai, Mascate, Riad, Malè e Colombo verso l’Italia. La Farnesina rinnova l’invito a seguire le comunicazioni ufficiali e a registrarsi sull’App Viaggiare Sicuri o sul sito www.dovesiamonelmondo.it per ogni aggiornamento sugli sviluppi nella regione, che sarà comunicato attraverso questi canali istituzionali. I cittadini non registrati sui siti del Ministero – viene spiegato – non riusciranno a ricevere le comunicazioni che l’Unità di Crisi, le ambasciate e i consolati sono in grado di inviare per aggiornare le indicazioni sui voli e sulle indicazioni di sicurezza.
Il centro operativo Usa colpito domenica da un attacco con droni iraniani, che ha causato la morte di sei soldati statunitensi, era situato nel cuore di un porto civile in Kuwait, a chilometri di distanza dalla base militare principale. E’ quanto emerge dalle immagini satellitari esaminate da Associated Press e dalla testimonianza di un funzionario Usa. Il marito di una militare uccisa, che faceva parte di un’unità di rifornimento e logistica con sede in Iowa, ha detto ad AP che il centro era un edificio simile a un container e non aveva difese. La notizia, riportata in precedenza da Cnn e Cbs News, solleva interrogativi sulle misure di sicurezza adottate dall’esercito statunitense quando, insieme a Israele, ha lanciato l’attacco contro l’Iran. Il presidente Donald Trump e i vertici della difesa affermano che è probabile che ci saranno altre vittime americane. Il segretario Usa alla Difesa Pete Hegseth ha dichiarato che i sei soldati sono stati uccisi in un “centro operativo tattico” quando un proiettile ha superato le difese aeree. Il giorno dopo, il Pentagono ha confermato che si è trattato di un attacco con droni a Port Shuaiba, annunciando i nomi di quattro dei soldati uccisi. Un’immagine satellitare scattata lunedì ed esaminata da Ap mostra l’edificio principale del complesso distrutto, con una scia di fumo nero. Questo si trova nel cuore di Port Shuaiba, un porto commerciale e zona industriale appena a sud di Kuwait City. Il funzionario statunitense, che ha parlato a condizione di anonimato per discutere di una questione sotto indagine, ha confermato che l’immagine raffigura il luogo dell’attacco di domenica. La base militare, Camp Arifjan, si trova a più di 10 miglia a sud. Il centro operativo si trova a poco più di un miglio da alcuni moli dove le navi mercantili scaricano i container ed era circondato da serbatoi di stoccaggio di petrolio, raffinerie e una centrale elettrica. Joey Amor, marito della sergente Nicole Amor, ha detto che sua moglie era stata trasferita fuori dalla base in quello che ha descritto come un edificio simile a un container una settimana prima dell’attacco iraniano. La 39enne di White Bear Lake, Minnesota, è stata una dei soldati uccisi nell’attacco. “Si stavano disperdendo perché temevano che la base in cui si trovavano sarebbe stata attaccata e ritenevano che fosse più sicuro stare in piccoli gruppi in luoghi separati”, ha detto. Dopo la diffusione delle notizie sul centro operativo, il portavoce capo del Pentagono Sean Parnell ha dichiarato sui social media che “la struttura sicura era fortificata con muri alti 1,8 metri”. Ha affermato che l’esercito dispone “del più esteso sistema di difesa aerea al mondo nel Medio Oriente”. L’ufficio di Parnell non ha risposto alle domande sul ruolo che le mura avrebbero svolto nella difesa contro un attacco con droni o sulle difese aeree presenti nel raggio d’azione del centro di comando del porto. Il capitano Tim Hawkins, portavoce del Comando Centrale degli Stati Uniti, ha dichiarato che “sarebbe inappropriato commentare, dato che l’incidente è sotto indagine”.
Il ministero della Difesa della Turchia ha dichiarato che le difese della Nato hanno intercettato un missile balistico lanciato dall’Iran prima che entrasse nello spazio aereo turco.
“Stanno chiudendo i pozzi di petrolio, ci siamo: era quello che si attendeva. Altri Paesi del Golfo Persico hanno chiuso i pozzi, dopo il Qatar, è la volta dell’Iraq, non si carica il greggio su navi o altri mezzi logistici, i siti di Rumaila e West Qurna sono off. Diversi greggi provenienti da oleodotti sono bloccati del flusso e sono stati messi gli impianti in sicurezza. A ruota e con effetto domino anche l’Egitto, Israele e offshore di Gaza. Oil & Gas sono in grande difficoltà. Sono in vista possibili difficoltà dei rigassificatori italiani che ricevono Lng dal Medio Oriente”. Così il presidente di Federpetroli, Michele Marsiglia, a LaPresse, sugli effetti del conflitto in Iran.
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, sta presiedendo a Palazzo Chigi un vertice sulla crisi in Medio Oriente. Alla riunione, secondo quanti si apprende da fonti di palazzo Chigi, partecipano il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani, il vicepresidente del Consiglio e Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini (collegato da remoto), il ministro della Difesa Guido Crosetto, il ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti, i sottosegretari alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari, e i vertici dell’intelligence.
“Il presidente francese Emmanuel Macron ha appena parlato con il premier spagnolo Pedro Sánchez, per esprimere la solidarietà europea della Francia in risposta alle recenti minacce di coercizione economica, di cui la Spagna è stata bersaglio ieri”. Lo riferiscono fonti dell’Eliseo.
La televisione di Stato iraniana ha annunciato che i funerali dell’ayatollah Ali Khamenei sono stati rinviati e si terranno in un secondo momento. L’annuncio giunge dopo gli intensi attacchi che hanno colpito Teheran. La cerimonia sarebbe dovuta iniziare alle 22 ora locale e protrarsi per 3 giorni. La tv di Stato ha motivato il rinvio con l’afflusso di partecipanti senza precedenti e ha riferito cha la nuova data e l’orario saranno annunciati dagli organizzatori successivamente.
Il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares ha detto che l’accordo di collaborazione tra Madrid e Washington afferma che le basi di Rota e Moron sono sotto la sovranità spagnola e che il loro utilizzo da parte degli Usa è limitato, contrariamente a quanto affermato ieri dal presidente Usa Donald Trump il quale ha detto di poterle utilizzare quando vuole. Il capo della diplomazia spagnola, in un’intervista alla tv pubblica Tve, ha poi risposto alle parole del tycoon affermando che la Spagna è un alleato “assolutamente affidabile della Nato” e anche “un paese sovrano”. “Esigiamo rispetto dai nostri alleati”, ha affermato, sottolineando che l’esecutivo prenderà “sempre le sue decisioni in modo sovrano”.
Israele ha colpito più di 250 obiettivi di Hezbollah in Libano nelle ultime 48 ore. Lo ha dichiarato un portavoce dell’esercito israeliano, il generale di brigata Effie Defrin. In una dichiarazione registrata, il portavoce ha detto che il gruppo militante Hezbollah, sostenuto dall’Iran, ha lanciato razzi contro Israele durante la notte. Defrin ha affermato che Israele continuerà a colpire Hezbollah fino a quando “la minaccia non sarà eliminata”. “Sottolineo: non abbiamo alcun problema con il popolo libanese. Il popolo libanese sta pagando il prezzo del regime iraniano”, ha affermato.
L’agenzia di stampa ufficiale libanese, la National News Agency, ha riferito che l’esercito israeliano (Idf) è penetrato per 6 chilometri nella città di Khiam, nel Libano meridionale. La notizia è stata ripresa dai principali media della regione.
Israele sta registrando un calo dei lanci di attacchi dall’Iran mentre la campagna entra nel suo quinto giorno. Lo ha affermato un portavoce dell’esercito israeliano, il generale di brigata Effie Defrin, aggiungendo che Israele non è sorpreso da nessuna nuova arma che l’Iran potrebbe utilizzare e che si è preparato ampiamente allo scontro.Ha affermato che Israele continuerà a “cacciare e distruggere” le capacità militari dell’Iran.
L’esercito israeliano ha dichiarato di aver colpito durante la notte un impianto di stoccaggio e produzione di missili a Isfahan nell’ambito della sua campagna di attacchi aerei sull’Iran.
“Abbiamo evidenze di danni nei siti di Natanz e Isfahan. In questo momento non sembra esserci nulla di particolarmente grave. Ma non si possono escludere altri attacchi nelle prossime ore. Da una panoramica generale dei bombardamenti, posso però confermare che questa campagna militare non si sta concentrando sugli impianti nucleari”. Lo dice il direttore generale dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea), Rafael Mariano Grossi, in un’intervista al quotidiano la Repubblica. “Abbiamo costantemente immagini satellitari che ci arrivano da governi e operatori commerciali. Una copertura abbastanza completa da permetterci di capire cosa sta succedendo, senza essere condizionati dalle parti in causa”, spiega. “L’autorità di sicurezza nucleare dell’Iran non risponde. Abbiamo contatti naturalmente con la con la missione permanente di Teheran qui a Vienna, presso la sede dell’Agenzia”, aggiunge. Alla domanda se ci siano pericoli di fughe radioattiva, Grossi risponde: “No, in questo momento non c’è nulla. Abbiamo una rete di stazioni di monitoraggio, non solo quelle dell’Iran ma anche dei Paesi vicini, come Arabia Saudita, Qatar, Oman. E non c’è alcun segnale che la radioattività sia al di sopra della norma. Il che conferma che nei raid non sono stati colpiti impianti e laboratori nucleari”. Quanto all’uranio arricchito di cui l’Iran è in possesso, il numero uno dell’Aiea dichiara: “All’Agenzia non risulta che sia stato distrutto dagli attacchi, né a giugno né nelle ultime ore. È sempre lì, nei tunnel sotterranei dove è conservato. Anche se in questi mesi i nostri ispettori non hanno avuto accesso fisico alle infrastrutture nucleari iraniane, abbiamo una visione abbastanza chiara su questo punto. E siamo preoccupati”.
Una nuova ondata di missili e droni iraniani sta prendendo di mira il Kuwait. Lo riferisce l’esercito del Kuwait.
“Non ci fidiamo degli americani e non abbiamo alcuna intenzione di negoziare con gli Stati Uniti”. Lo ha detto Mohammad Mokhber, consigliere del defunto Ayatollah Ali Khamenei, secondo quanto riporta Iran International. Il consigliere ha aggiunto che Teheran può “continuare la guerra per tutto il tempo necessario, proprio come ha fatto durante gli otto anni di conflitto con l’Iraq”.
L’esercito israeliano ha riferito che uno dei suoi caccia stealth F-35 ha abbattuto oggi un caccia YAK-130 dell’aeronautica militare iraniana sopra Teheran. Israele lo ha descritto come il primo abbattimento in combattimento aria-aria di un aereo pilotato da parte di un caccia.
“La Commissione garantirà la piena tutela degli interessi dell’Unione Europea. Siamo pienamente solidali con tutti gli Stati membri e tutti i suoi cittadini e, attraverso la nostra politica commerciale comune, siamo pronti ad agire, se necessario, per salvaguardare gli interessi dell’Ue. Continueremo a sostenere relazioni commerciali transatlantiche stabili, prevedibili e reciprocamente vantaggiose, a vantaggio di tutti”. Lo afferma il portavoce della Commissione europea per il commercio, Olof Gill, commentando le minacce commerciali di Donald Trump alla Spagna per il mancato sostegno all’operazione in Iran. “Gli scambi commerciali tra l’Unione Europea e gli Stati Uniti sono profondamente integrati e reciprocamente vantaggiosi. Salvaguardare queste relazioni, soprattutto in un momento di crisi globale, è più importante che mai ed è chiaramente nell’interesse di entrambe le parti. L’Ue e gli Stati Uniti hanno concluso un importante accordo commerciale lo scorso anno. La Commissione europea si aspetta che gli Stati Uniti rispettino pienamente gli impegni assunti nella nostra dichiarazione congiunta”, aggiunge.
“La posizione del governo spagnolo si riassume in quattro parole: no alla guerra”. Lo ha detto il premier spagnolo Pedro Sanchez in una dichiarazione istituzionale dal Palazzo della Moncloa, invitando a “non ripetere gli errori del passato”. “Il mondo, l’Europa e la Spagna ci sono già passati 23 anni fa, quando un’altra amministrazione statunitense ci trascinò in una guerra in Medio Oriente, una guerra che in teoria, secondo quanto affermato allora, era volta a eliminare le armi di distruzione di massa di Saddam Hussein, portare la democrazia e garantire la sicurezza globale, ma che in realtà ha prodotto l’effetto contrario, scatenando la più grande ondata di insicurezza che il nostro continente abbia subito dalla caduta del muro di Berlino”, ha affermato il leader spagnolo, sottolineando che la guerra in Iraq “ha generato un drastico aumento del terrorismo jihadista, una grave crisi migratoria nel Mediterraneo orientale e un aumento generalizzato dei prezzi dell’energia e del costo della vita”.
“Noi ripudiamo il regime iraniano che reprime e uccide i propri cittadini, in particolare le donne, ma allo stesso tempo rifiutiamo questo conflitto e chiediamo una soluzione diplomatica e politica. Alcuni ci accuseranno di essere ingenui per questo, ma ingenuo è pensare che la soluzione sia la violenza, ingenuo è credere che le democrazie o il rispetto tra le nazioni nascano dalle rovine o pensare che un’obbedienza cieca e servile significhi leadership”. Lo ha detto il premier spagnolo Pedro Sanchez in una dichiarazione istituzionale dal Palazzo della Moncloa, parlando della guerra in Iran, dopo che ieri il presidente Usa Donald Trump ha definito la Spagna un alleato “terribile” e ha minacciato di tagliare i rapporti commerciali.
Una serie di attacchi aerei israeliani ha colpito ieri a Teheran decine di centri di comando delle forze paramilitari iraniane Basij e delle forze di sicurezza interne iraniane. Lo ha riferito l’esercito israeliano (Idf), aggiungendo di avere anche colpito siti appartenenti alla divisione logistica dell’esercito iraniano, lanciamissili e sistemi di difesa aerea. “I centri di comando presi di mira erano utilizzati dal regime iraniano per mantenere il controllo in tutto il Paese”, afferma l’Idf.
L’aviazione israeliana sta effettuando una serie “estesa” di attacchi contro obiettivi del regime iraniano a Teheran. È quanto riferisce l’esercito israeliano (Idf), senza fornire al momento altri dettagli.
“Il Pd è in piazza accanto al movimento Donna, vita e libertà e agli studenti iraniani dalla morte di Mahsa Amini, nel 2022. Lì non ho mai visto Meloni, Tajani o Salvini: non ho mai visto questa destra ipocrita che ci accosta al regime che abbiamo sempre condannato”. Lo dice la segretaria del Pd, Elly Schlein, in un’intervista al quotidiano La Stampa. Alla domanda se sia d’accordo con quello che dice l’alleato Matteo Renzi, che ringrazia Trump per aver fatto cadere la dittatura, prima di Maduro, poi di Khamenei, Schlein ha risposto: “Sono intervenuta in Commissione Esteri ribadendo la posizione che abbiamo da sempre: siamo sempre stati chiari sulla condanna del brutale regime teocratico di Teheran, Khamenei era un dittatore sanguinario e di certo non ci mancherà. Per noi, però, c’è al contempo un problema”, cioè “che siamo convinti che gli attacchi militari fatti violando il diritto internazionale e scavalcando ogni sede multilaterale siano pericolosi, un precedente pericoloso, perché allora qual è il criterio? decide Trump? Simpatia personale? In un ordine mondiale ci sono delle regole condivise, non è che qualcuno una mattina può svegliarsi e decidere di bombardare un Paese”.
Le operazioni di volo di Qatar Airways rimarranno temporaneamente sospese, almeno fino a venerdì, a causa della chiusura dello spazio aereo del Qatar. Ne ha dato notizia la compagnia aerea in una nota. “Qatar Airways riprenderà le operazioni non appena l’Autorità per l’aviazione civile del Qatar annuncerà la riapertura in sicurezza dello spazio aereo. Ulteriori aggiornamenti saranno forniti il 6 marzo alle ore 09:00, ora di Doha (06:00 Utc)”, si legge nella nota.
La televisione di stato iraniana ha riferito che nell’ultima ondata di attacchi i Guardiani della rivoluzione hanno lanciato 40 missili balistici contro obiettivi associati all’esercito statunitense in Medioriente. Sono stati presi di mira Erbil in Iraq, due basi militari in Kuwait e due navi da guerra statunitensi.
Oggi inizierà la cerimonia di addio all’Ayatollah Ali Khamenei che durerà tre giorni. Si svolgerà presso la Grande Mosalla di Teheran con la bara contenente il corpo del leader supremo dell’Iran, secondo quanto riportato dalla televisione di Stato iraniana. La commemorazione inizierà alle ore 22:00 di questa sera.
Gli Emirati Arabi Uniti sembrano smentire le indiscrezioni secondo cui starebbero valutando la possibilità di unirsi agli Stati Uniti e a Israele in un attacco contro l’Iran. Axios ha riferito che Abu Dhabi starebbe valutando un’azione senza precedenti in risposta agli attacchi con droni e missili iraniani contro il proprio Paese. Gli Emirati Arabi Uniti hanno dichiarato tramite l’agenzia di stampa statale Wam in cui affermano di “non aver preso alcuna decisione di modificare la propria posizione difensiva in risposta ai ripetuti attacchi iraniani”. “Gli Emirati Arabi Uniti ribadiscono di non essere parte in questa guerra e di non aver permesso l’uso del proprio territorio, delle acque territoriali o dello spazio aereo per alcun attacco contro l’Iran, in linea con la loro politica di buon vicinato, di distensione e con il loro fermo impegno nei confronti della Carta delle Nazioni Unite”, recita la dichiarazione, citata da Times of Israel. “Inoltre, gli Emirati Arabi Uniti sottolineano di conservare il proprio legittimo diritto all’autodifesa, come riconosciuto dal diritto internazionale e dalla Carta delle Nazioni Unite”, si legge. “Gli Emirati Arabi Uniti sottolineano inoltre l’importanza della responsabilità giornalistica e la necessità di affidarsi a fonti ufficiali e credibili prima di pubblicare o diffondere notizie inesatte o fuorvianti”, aggiunge la dichiarazione, senza tuttavia smentire apertamente la notizia riportata da Axios.
“Oggi, sotto la pressione del cancelliere tedesco” Friedrich Merz, “alcuni membri dell’Ue rischiano di finire dalla parte sbagliata della storia, apparendo complici degli atti di aggressione e dei crimini di guerra commessi dagli Stati Uniti e da Israele contro la nazione iraniana, uno degli Stati-nazione più antichi e longevi del mondo. L’Unione deve opporsi a qualsiasi mossa che ricordi la mentalità storica nazista e sostenere invece il proprio impegno a favore del diritto internazionale e della giustizia”. Lo afferma il portavoce del ministero degli Esteri dell’Iran, Esmaeil Baqaei. “L’Ue/E3 ha svolto un ruolo fondamentale nella diplomazia internazionale, contribuendo alla stipula del JCPOA del 2015, un risultato storico della politica estera europea che è stato affossato dall’attuale amministrazione Usa”, aggiunge il portavoce.
Il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, afferma che qualsiasi leader nominato dal regime iraniano per sostituire Ali Khamenei sarà “un obiettivo inequivocabile da eliminare”. “Qualsiasi leader nominato dal regime terroristico iraniano per continuare a guidare il piano di distruzione di Israele, minacciare gli Stati Uniti, il mondo libero e i paesi della regione, e opprimere il popolo iraniano, sarà un obiettivo inequivocabile da eliminare”, ha affermato Katz. “Non importa come si chiama o dove si nasconde”, prosegue, “continueremo ad agire con tutta la nostra forza, insieme ai nostri partner americani, per smantellare le capacità del regime e creare le condizioni affinché il popolo iraniano lo rovesci e lo sostituisca”.
Donald Trump e i suoi suoi collaboratori, nei colloqui privati, non sembrano avere ancora deciso chi guiderà l’Iran dopo la guerra. Lo ha detto il cancelliere tedescoFriedrich Merz in una conferenza stampa dopo il suo incontro alla Casa Bianca col presidente americano. “A quanto ne so e capisco, il governo americano non ha una strategia chiaramente formulata per la futura leadership civile di questo Paese”, ha detto Merz ai giornalisti.
Le forze statunitensi hanno colpito quasi 2mila obiettivi dall’inizio dell’operazione contro l’Iran. Lo ha dichiarato Brad Cooper, capo del Comando Centrale degli Stati Uniti, in un video pubblicato su X.
Una bambina di 11 anni è morta in Kuwait dopo che alcune schegge sono cadute in una zona residenziale della città di Kuwait City. Lo ha riferito il ministero della Sanità del Paese, spiegando che la bambina è morta in ospedale a causa delle ferite riportate, mentre la madre della bambina e altri tre parenti sono rimasti feriti e sono stati ricoverati in ospedale. Secondo quanto riferito dall’esercito del Kuwait, le schegge sono cadute su una casa mentre le forze armate stavano intercettando “diversi bersagli aerei ostili” sul Paese.
Nuovi bombardamenti di Usa e Israele sull’Iran, con attacchi segnalati in tutto il Paese. La tv di Stato iraniana ha mostrato le rovine di edifici nel centro di Teheran, con intervistati che lamentavano che gli attacchi avevano danneggiato le loro case durante la notte. Testimoni hanno anche affermato che i bombardamenti hanno colpito intensamente la parte occidentale di Teheran, così come la città di Karaj. Sono stati segnalati attacchi anche nella città santa sciita di Qom come pure a Behbahan, Kermanshah, Khorramabad, Shiraz e Tabriz.
È di almeno 5 morti, 15 feriti e 3 dispersi in Libano il bilancio di un attacco israeliano che ha colpito un complesso residenziale nella città di Baalbek. Lo riporta l’agenzia di stampa libanese Nna.
Esplosioni sono state udite stamattina a Gerusalemme. L’esercito israeliano (Idf) ha riferito che l’Iran ha lanciato missili contro Israele per la seconda volta in meno di due ore e che le difese aeree israeliane sono al lavoro per intercettarli. Nella prima ondata di attacchi iraniani di stamattina non sono stati registrati feriti.
Il corpo dei Guardiani della rivoluzione in Iran ha affermato che controlla del tutto lo stretto di Hormuz. Lo riferisce Al-Arabiya.
Le Forze di difesa israeliane annunciano di aver lanciato una “vasta ondata di attacchi” in tutto l’Iran, con attacchi mirati a siti di lancio, sistemi di difesa “e altre infrastrutture del regime terroristico iraniano”. Lo riporta Times of Israel.

