Dopo giorni di attesa febbrile, dal Venezuela è arrivata la notizia più attesa. Alberto Trentini e Mario Burlò sono stati rilasciati. Lo hanno comunicato il ministro degli Esteri Antonio Tajani e la premier Giorgia Meloni ringraziando la presidente ad interim del Venezuela Delcy Rodriguez. Un aereo è già partito da Roma per riportarli a casa e faranno ritorno in Italia martedì mattina. “Sono libero e desidero ringraziare il presidente del Consiglio, il governo italiano, il ministro degli Esteri Tajani, il corpo diplomatico che si è attivato e ha portato a termine la liberazione mia e di Mario (Burdò, ndr). Sono in partenza per l’Italia, molto presto, non vedo l’ora di riabbracciare la mia famiglia” ha detto al Tg1 l’operatore umanitario Alberto Trentini nel giorno del suo rilascio dopo oltre 400 giorni di prigionia
È previsto per le prime ore della mattinata di domani – a quanto si apprende – l’arrivo all’aeroporto romano di Ciampino del volo di Stato con a bordo Alberto Trentini e Mario Burlò, i due italiani liberati dalle carceri venezuelane. Non è escluso che ad accogliere i due connazionali, come già accaduto in occasione del rientro dall’Iran della giornalista Cecilia Sala, possa esserci anche la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.
“Ho difficoltà ad esprimermi perché la gioia è immensa per la notizia di stanotte e potete immaginare come stiamo vivendo anche queste ore”. Lo ha detto Armanda Colusso, madre di Alberto Trentini, in un audio inviato a Marco Damilano e trasmesso durante la puntata de ‘Il Cavallo e la torre’ di stasera su Rai3. “Però voglio darvi un merito. Ci avete aiutato con la vostra presenza, anche silenziosa, ad arrivare al risultato che abbiamo ottenuto. Grazie di cuore. E vorrei abbracciarvi, tanta è la mia riconoscenza”, ha spiegato. “Stiamo andando a Roma e volevamo ringraziare te (Marco Damilano, ndr), tutta la redazione e tutte le persone che ci sono state vicine in questi 423 giorni di sofferenza e soprattutto in queste ultime ore di gioia. Grazie davvero a tutti voi. E’ una liberazione per tutti questa”, ha aggiunto Alessandra Ballerini, avvocata della famiglia Trentini.
Donald Trump riceverà giovedì la leader dell’opposizione venezuelana Maria Corina Machado. Lo ha confermato la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, parlando con i giornalisti. La notizia era stata anticipata stamani dalla Cnn.
“Siamo molto contenti della fine della detenzione di Mario Burlò. Mario ha già potuto sentire la figlia e rassicurato delle sue condizioni di salute. Anche a nome dei familiari vogliamo ringraziare le istituzioni diplomatiche che in questi mesi non hanno mai smesso di lavorare per la liberazione dei nostri connazionali tenendoci costantemente aggiornati. Successo ancor più significativo in ragione del quadro socio-politico del Venezuela e dei rapporti con l’Italia”. Così in una nota gli avvocati Benedetto Buratti e Maurizio Basile, legali dell’imprenditore scarcerato a Caracas.
“Sono finalmente libero dopo 14 mesi trascorsi in un carcere venezuelano, ingiustamente. Voglio ringraziare il governo, l’ambasciatore, l’arcivescovo e tutte le autorità che hanno portato me e Alberto in libertà. Vi ringrazio moltissimo e non vedo l’ora di tornare in Italia e riabbracciare la mia famiglia”. Lo ha detto al Tg1 l’imprenditore Mario Burlò, liberato nelle scorse ore insieme ad Alberto Trentini dopo i 14 mesi di detenzione in Venezuela.
“Sono libero e desidero ringraziare il presidente del Consiglio, il governo italiano, il ministro degli Esteri Tajani, il corpo diplomatico che si è attivato e ha portato a termine la liberazione mia e di Mario (Burdò, ndr). Sono in partenza per l’Italia, molto presto, non vedo l’ora di riabbracciare la mia famiglia”. Lo ha detto al Tg1 l’operatore umanitario Alberto Trentini nel giorno del suo rilascio dopo oltre 400 giorni di prigionia nelle carceri del Venezuela.
La leader dell’opposizione venezuelana María Corina Machado incontrerà giovedì alla Casa Bianca il presidente Donald Trump. Lo ha dichiarato alla Cnn un alto funzionario dellAmministrazione Usa. La visita della Premio Nobel per la Pace 2025 arriva dopo che il presidente Usa ha rifiutato di appoggiarla in seguito agli attacchi militari statunitensi a Caracas e alla cattura di Nicolas Maduro.
La ong Foro Penal, che si occupa della difesa dei prigionieri politici in Venezuela, ha riferito che tra i detenuti liberati dalle autorità di Caracas vi è anche lo spagnolo-venezuelano Alejandro Gonzalez de Canales. Si tratta di un militare dell’Aviazione venezuelana dalla quale si è ritirato nel 2011, che lavorava per Chevron. Gonzalez è l’ex marito dell’attivista Rocío San Miguel che è stata scarcerata nei giorni scorsi e che venerdì è rientrata a Madrid insieme ad altri quattro spagnoli liberati. Gonzalez era detenuto nel carcere El Rodeo, lo stesso del cooperante Alberto Trentini.
Il premier spagnolo Pedro Sanchez ha affermato che, nel corso della conversazione telefonica avuta venerdì con la presidente ad interim del Venezuela Delcy Rodriguez, ha rimarcato la “necessità di continuare a liberare i prigionieri politici”. Il leader socialista, in conferenza stampa congiunta alla Moncloa con il premier greco Kyriakos Mitsotakis, ha aggiunto che Madrid è disposta a collaborare con l’amministrazione Usa, con Delcy Rodriguez e con l’opposizione venezuelana per “aprire la strada verso una transizione che deve essere pacifica e inclusiva, per arrivare alla democrazia e a elezioni libere”. “Il futuro del Venezuela devono deciderlo i venezuelani, e noi dobbiamo contribuire a che si producano transizione ed elezioni libere”, ha rimarcato Sanchez. Sanchez ha poi valutato positivamente il ruolo dell’ex premier socialista José Luis Rodríguez Zapatero nella mediazione per le scarcerazioni in Venezuela. “Devo riconoscere il lavoro che l’ex presidente sta svolgendo per la liberazione dei prigionieri politici”, ha detto. Zapatero è accusato negli ambienti della destra spagnola di legami con le autorità di Caracas, ed è stato denunciato da Vox e dall’associazione ultraconservatrice Hazte Oír per presunta collaborazione con il regime di Nicolas Maduro.
“Accogliamo con gioia la notizia della liberazione di Alberto Trentini e Mario Burlò. Un risultato che conferma l’impegno del Governo e il lavoro svolto con responsabilità e discrezione dalle nostre istituzioni. Il pensiero va ai nostri connazionali e alle loro famiglie, in attesa del rientro a casa”. Lo dichiara il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.
“Non ci sono conversazioni” in corso “con il governo degli Stati Uniti, eccetto contatti tecnici in materia di immigrazione”. Lo afferma in un post su X il presidente cubano, Miguel Díaz-Canel Bermúdez, aggiungendo che “siamo sempre stati disponibili a sostenere un dialogo serio e responsabile con i vari governi degli Stati Uniti, compreso quello attuale, sulla base della sovranità, del rispetto reciproco, dei principi del diritto internazionale, del vantaggio reciproco, senza ingerenze negli affari interni e nel pieno rispetto della nostra indipendenza”. “Come dimostra la storia, affinché le relazioni tra gli Stati Uniti e Cuba possano progredire, devono basarsi sul diritto internazionale piuttosto che sull’ostilità, la minaccia e la coercizione economica”, scrive ancora Díaz-Canel, precisando che “esistono accordi migratori bilaterali in vigore che Cuba rispetta scrupolosamente”. Le parole di Diaz-Canel giungono dopo che ieri il presidente Usa, Donald Trump, in un post pubblicato sul suo social Truth ha suggerito che Cuba dovrebbe raggiungere un accordo con gli Stati Uniti, avvertendo che l’isola non riceverà più petrolio né denaro dal Venezuela. “Non ci saranno più petrolio o denaro per Cuba – zero! Consiglio vivamente di raggiungere un accordo, prima che sia troppo tardi”, aveva scritto Trump.
Papà “dovrebbe arrivare domani mattina a Roma”. Così a LaPresse Gianna Burlò, figlia di Mario Burlò, l’imprenditore torinese detenuto in carcere in Venezuela e liberato questa notte. “Papà mi ha chiamato stanotte alle 4,30. L’ho sentito abbastanza bene, mi ha detto che gli manchiamo e non vede l’ora di tornare a casa”, ha concluso.
Le accuse del Venezuela contro Mario Burlò non hanno “assolutamente nulla di specifico e di concreto. Genericamente sono accuse di cospirazione e terrorismo, assolutamente infondate”. Così Maurizio Basile, legale dell’imprenditore piemontese scarcerato a Caracas, a Skytg24. “So per certo che Burlò era andato in Venezuela per valutare delle occasioni imprenditoriali. Sicuramente non per cospirare o per partecipare ad azioni terroristiche. È un imprenditore, non un terrorista”, conclude.
“Un’emozione grande. Mi ha chiamato oggi, alle 4 e mezzo del mattino qua in Italia. Mi ha parlato, sta bene. L’ho sentito bene. Non vede l’ora di tornare a casa e noi non vediamo l’ora di abbracciarlo”. Così a Skytg24 Gianna Burlò, figlia di Mario Burlò, l’imprenditore torinese detenuto in carcere in Venezuela e liberato questa notte. Il periodo trascorso in prigione “chiaramente non è stato facile”, sottolinea. “Per quel che si può, lui ha detto di essere stato trattato bene, però non abbiamo tanto della detenzione ma mi ha chiesto come stessi e cosa stessi facendo”, ha concluso.
“Alberto Trentini e Mario Burlò sono liberi e torneranno a casa. È una notizia che ci riempie di gioia, che si somma alla felicità che abbiamo provato nelle scorse ore per la liberazione di altri connazionali. Trentini e Burlò riabbracceranno presto le loro famiglie, che in questi mesi hanno sofferto molto, a cui ovviamente vogliamo rinnovare il nostro affetto”. Così la premier Giorgia Meloni in un videomessaggio.
“Questo risultato è il frutto del lavoro discreto ma efficace portato avanti in questi mesi non solo dal governo, ma dalla rete diplomatica, dall’intelligence e io voglio ringraziare tutti i servitori dello Stato che a vario livello hanno dato il loro contributo per raggiungere questo obiettivo”, ha aggiunto. “Continueremo a lavorare senza sosta affinché la costruttiva collaborazione instaurata con le autorità di Caracas possa produrre ulteriori sviluppi positivi. E allo stesso modo l’Italia non si stancherà mai di sostenere il legittimo desiderio del popolo venezuelano di libertà, pace e democrazia”.
L’aereo con a bordo i cooperanti italiani Alberto Trentini e Mario Burlò “rientrerà fra stanotte e domani in Italia”. Lo ha affermato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in un punto stampa alla Farnesina. Il ministro ha reso noto di aver saputo della liberazione dei due connazionali “stamane alle 3.50 dal nostro ambasciatore che mi ha chiamato per dirmi che erano liberi e si trovavano in ambasciata”.
Papa Leone XIV, questa mattina, ha ricevuto in udienza la politica venezuelana, Premio Nobel per la Pace, María Corina Machado. Lo fa sapere la sala stampa della Santa Sede.
“Grande soddisfazione e profondo sollievo per la notizia della liberazione avvenuta a Caracas di Alberto Trentini e Mario Burlò. È un risultato significativo, che testimonia l’impegno costante dello Stato e delle Istituzioni nonché il valore del lavoro svolto dalla diplomazia italiana, con discrezione e determinazione”. Così il ministro della Difesa Guido Crosetto sui social.
“Posso avere una sigaretta?”. E’ il primo desiderio espresso dal cooperante italiano Alberto Trentini dopo la liberazione dal carcere in Venezuela, secondo quanto riportata da Repubblica o Corriere della Sera. “Non ci aspettavamo di uscire, non avevamo saputo niente”, ha raccontato ancora Trentini. “Ci hanno trattato bene, non ci hanno torturato”, ha aggiunto parlando anche di Mario Burlò, l’imprenditore torinese liberato insieme a lui. “Anche il cibo era sufficiente”, ha concluso.
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha chiamato la madre di Alberto Trentini, Armanda Colusso, per dirle che, dopo aver condiviso la sofferenza e l’attesa sua e di suo marito, condividiamo tutti la loro felicità.
Detenuto dal novembre del 2024, Mario Burlò è stato liberato. È uscito dal carcere di El Rodeo a Caracas, in Venezuela, insieme al suo connazionale Alberto Trentini. Imprenditore torinese, fu coinvolto in vari procedimenti giudiziari in Italia per presunti illeciti fiscali e finanziari: della sua reclusione in Venezuela si era venuti a conoscenza proprio durante uno di questi processi, perché risultava irreperibile. Ancora non sono chiare le ragioni del suo arresto.
Per gran parte del periodo trascorso in carcere non gli era stata formalmente contestata alcuna accusa; solo nel novembre 2025, nel corso di una visita consolare, Burlò aveva riferito di essere stato rinviato a giudizio con vaghe imputazioni di terrorismo.In Italia Burlò è stato di recente assolto dall’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa e il tribunale di Torino ha stralciato la sua posizione nel processo sul crack dell’Auxilium basket, per il quale sono state condannate nove persone.
“Ho sentito il console nella notte e mi ha confermato che Mario sta benone, è nella residenza consolare a Caracas. Ha parlato quindici minuti al telefono con la figlia”. Così a LaPresse il legale Maurizio Basile, uno degli avvocati di Mario Burlò, l’imprenditore detenuto in Venezuela e rilasciato nelle scorse ore. “Dovrebbe arrivare in Italia stasera, siamo in attesa di capire dove e l’orario esatto”, ha spiegato.
“Alberto Trentini e Mario Burlò sono liberi. A nome mio personale e del Senato della Repubblica ringrazio il governo italiano, le autorità venezuelane e chi ha operato nell’ombra e nel silenzio per arrivare a questo importante risultato”. Così in un post sui social il presidente del Senato Ignazio La Russa.
“Bentornato, carissimo Alberto! E’ una gioia indescrivibile saperti libero e pronto a rientrare in Italia, dalla tua famiglia e dai tuoi amici. Ti siamo stati famiglia in tanti, in questo periodo di ingiusta e durissima detenzione”, ha fatto sapere in una nota Don Ciotti.
“Tu forse non l’hai saputo, ma abbiamo condiviso coi tuoi genitori Armanda ed Ezio, e con la brava avvocata Alessandra Ballerini, preoccupazione, impegno e speranza. Non li abbiamo lasciati mai soli, non abbiamo lasciato che si spegnesse l’attenzione su di te, prigioniero senza colpe di un sistema di interessi che usa i diritti delle persone come merce di scambio. Non avevamo il potere di riportarti a casa, ma sentivamo il dovere morale di sollecitare ogni giorno, a gran voce, chiunque fosse in grado di intervenire”.
“Ognuno l’ha fatto secondo la propria sensibilità: chi attraverso gli appelli, chi con le manifestazioni, con la preghiera o con il digiuno. Il tuo nome, il tuo sorriso, la tua forza nel sopportare una prigionia senza motivo, ci hanno accompagnati in quest’anno di attesa sempre più febbrile. L’attesa è finita e adesso non ci stanchiamo di ripeterlo: bentornato, Alberto! Bentornato a te giovane uomo generoso, figlio di un’Italia che crede nella pace, nella libertà, nella dignità di tutti gli esseri umani. E che naturalmente si rallegra anche per gli altri detenuti restituiti oggi ai propri Paesi e alle proprie famiglie”.
“In questi lunghi mesi abbiamo fatto di tutto per sentirti vicino, anche mettere un po’ della tua passione civile nel nostro impegno quotidiano. Grazie perché, anche senza poterci parlare, ci hai insegnato qualcosa. Oggi la felicità di saperti libero supera qualsiasi riflessione su come la tua liberazione sia infine arrivata – ha aggiunto – Ma un pensiero va al popolo del Venezuela e in particolare ai suoi abitanti più poveri e fragili, ai quali tu volevi portare aiuto e che oggi affrontano nuove prove. La speranza è che anche per loro si costruiscano nel tempo quei diritti e quella giustizia sociale che dovrebbero essere garantiti a ogni comunità umana”.
“Il Venezuela sta davvero lavorando bene”. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump parlando con i giornalisti a bordo dell’Air Force One. “Un incontro con la presidente Rodriguez? Prima o poi lo farò”, ha aggiunto.
L’aereo che trasporterà Alberto Trentini e Mario Burlò, liberati dal carcere in Venezuela, “è già partito da Roma per riportarli a casa”. Così in una nota il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha aggiunto di aver “parlato con loro”.
“Alberto finalmente è libero, questa è la notizia che aspettavamo da 423 giorni. Ringraziamo tutti quelli che hanno reso possibile, anche lavorando nell’invisibilità, la sua liberazione. Tutti questi mesi di prigionia hanno lasciato in Alberto e in noi che lo amiamo ferite difficilmente guaribili, adesso avremo bisogno di tempo da trascorrere in intimità per riprenderci. Ringraziamo tutti per esserci stati vicini, ma vi chiediamo di rispettare il nostro silenzio e la nostra riservatezza. Ci sarà tempo per trovare le parole giuste per raccontare fatti e accertare responsabilità. Oggi vogliamo solo pace. Grazie”. Così in una nota la famiglia di Alberto Trentini, rappresentata dall’avvocata Alessandra Ballerini.
“E’ già partito un aereo da Roma, credo che tra stasera e domattina Trentini e Burlò saranno nel nostro paese”. Così il vicepremier e ministro degli Esteri Antoni Tajani ai microfoni di SkyTg24 dopo la liberazione di Alberto Trentini e Mario Burlò. “Stanno bene – ha aggiunto – Ho parlato con loro appena arrivati nella sede diplomatica italiana a Caracas, sono molto contenti ovviamente ma li ho trovati su di morale, siamo molto felici di questo risultato ottenuto, frutto di un grande lavoro sottotraccia in collegamento con la famiglia con l’impegno diretto del presidente del Consiglio”.
“Accolgo con gioia e soddisfazione la liberazione dei connazionali Alberto Trentini e Mario Burlò, che si trovano ora in sicurezza presso l’Ambasciata d’Italia a Caracas”. Così in una nota il presidente del Consiglio Giorgia Meloni. “Desidero esprimere, a nome del governo italiano, un sentito ringraziamento alle Autorità di Caracas, a partire dal presidente Rodriguez, per la costruttiva collaborazione dimostrata in queste ultimi giorni e a tutte le istituzioni e alle persone che, in Italia, hanno operato con impegno e discrezione per il raggiungimento di questo importante risultato”, ha aggiunto.
“Alberto Trentini e Mario Burlò sono liberi e sono nella sede dell’ambasciata d’Italia a Caracas. L’ho appena comunicato al presidente del Consiglio Giorgia Meloni che ha sempre seguito la vicenda in prima persona”. Così in un post su X il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani. “Ho parlato con i nostri due connazionali che sono in buone condizioni. Presto rientreranno in Italia – ha aggiunto – La loro liberazione è un forte segnale da parte della presidente Rodriguez che il governo italiano apprezza molto”.

