“Se c’è la possibilità di porre fine alla guerra nel 2026? La guerra no, il cessate il fuoco sì“. Lo ha dichiarato l’ex ministro degli Esteri dell’Ucraina Dmytro Kuleba, in un’intervista all’Ukrainska Pravda. “Le guerre finiscono quando tutti hanno una motivazione. Può essere positiva o negativa”, ha spiegato. “Motivazione positiva: ho raggiunto ciò che volevo, per ora basta. Motivazione negativa: pressione degli alleati, difficoltà interne, ho bisogno di prendermi una pausa, di sfogarmi o di allentare la pressione del mio alleato che mi sta costringendo a fare questo. Il cessate il fuoco tra Israele e Hamas è proprio la combinazione di queste due motivazioni”, ha proseguito. “Al momento non abbiamo una combinazione di queste motivazioni. La Russia è convinta di poter raggiungere i suoi obiettivi militarmente. L’Ucraina è convinta di poter resistere. Trump, per quanto paradossale possa sembrare, sta facendo avanti e indietro tra Putin e Zelensky, cercando di creare motivazioni sia negative che positive per entrambi, ma ancora non funziona”, ha aggiunto.
“Credo che non ci sarà alcun accordo di cessate il fuoco con i russi prima della fine dell’inverno per una semplice ragione. Perché hanno rovinato tutto nel settore energetico e nell’economia prima dell’inverno, per poi fermarsi all’improvviso? Chiaramente, questa non è la loro strategia”, ha sottolineato. “Quindi la guerra continuerà, Putin combatterà diverse guerre fino al suo ultimo respiro, perché gli fa comodo governare il Paese. Ha trovato la sua missione, il suo posto nella storia”, ha dichiarato Kuleba.
“Prossimo round di negoziati a fine febbraio”
“Penso che il prossimo round di negoziati si terrà a fine febbraio. Poi ci sarà una finestra di opportunità in estate, e poi di nuovo alla fine dell’inverno”. La Russia è davvero interessata ai negoziati o si tratta di una simulazione? “Ci sono alcuni fattori convincenti, ma non si è ancora raggiunto il livello di pressione che costringerebbe Putin a riconsiderare seriamente la sua posizione negoziale. L’economia lì sta peggiorando, e questo è il fattore principale. Ma hanno ancora una riserva: la Cina“, ha spiegato. “Pertanto, penso che Putin non abbia alcun interesse a un cessate il fuoco oggi senza raggiungere il suo obiettivo nella regione di Donetsk. Ma il percorso negoziale continuerà. E allo stesso tempo Putin avanzerà sia a terra che in aria”, ha aggiunto.

