Femminicidio Genini, l'avvocato Gentile: "Pamela doveva essere protetta"

Pamela Genini poteva essere salvata e doveva essere protetta. E’ il concetto sottolineato dall’avvocato Nicodemo Gentile, che assiste la famiglia della 29enne uccisa a coltellate e per cui oggi si è aperto il processo in Corte d’Assise a Milano nei confronti dell’ex compagno Gianluca Soncin. “Noi andremo avanti e ci auguriamo che a Bergamo ci sia un procedimento parallelo già aperto per quanto riguarda quel verbale del pronto soccorso di Seriate, dove Pamela dà delle indicazioni ben precise: dello stato in cui viveva e delle sue paure, c’erano tre indici precisi che imponevano una forma di protezione per questa donna”, ha affermato l’avvocato parlando in tribunale a Milano. “Ci sono state tre denunce di Pamela di intervento e sono intervenute all’isola d’Elba, a Cervia e poi di nuovo a Milano nel 2025, nel maggio del 2025. Questi uffici tra di loro non si sono parlati, aspettavano la querela di Pamela, ma questo è un arretramento culturale. Queste donne non denunciano perché vivono uno stato di impotenza, di paura, perdono il contatto con la realtà, perdono il punto di vista. Ecco perché non denunciano. Se nessuno le aiuta, non denunceranno mai”, continua l’avvocato Gentile.