Sarebbero almeno cento, secondo quanto riferito dal ministro degli Interni del Venezuela, Diosdado Cabello, le vittime nell’ambito dell’operazione Usa per catturare il leader del Paese sudamericano Maduro. Sempre un centinaio sarebbero i feriti. Cabello non ha però fornito un dettaglio relativo ai civili e ai membri delle forze armate coinvolti, né alle loro nazionalità.
Tra i rilasciati in Venezuela c’è anche Biagio Pilieri, esponente dell’opposizione che aveva fatto parte della campagna presidenziale nel 2024 del premio Nobel per la pace María Corina Machado, secondo Foro Penal, un’organizzazione di difesa dei detenuti a Caracas. È stato rilasciato anche Enrique Marquez, ex funzionario elettorale e candidato alle elezioni presidenziali del 2024, ha affermato l’organizzazione.
Donald Trump ritiene di “non avere bisogno del diritto internazionale” e che il suo potere è limitato solo dalla “sua moralità”. Lo ha affermato il presidente Usa in un nuovo estratto dell’intervista rilasciata al New York Times. L’unico limite al suo potere come presidente degli Stati Uniti, ha detto, è “la mia moralità, la mia coscienza”. “È l’unica cosa che può fermarmi”, ha detto Trump, aggiungendo: “Non ho intenzione di fare del male a nessuno”. Il presidente ha poi ammesso che la sua amministrazione dovrebbe rispettare il diritto internazionale, ma ha precisato: “Dipende da cosa si intende per diritto internazionale”.
L’italiano Luigi Gasperin, 77enne è stato arrestato in data 7 agosto 2025 a Maturin (stato Monagas), e poi detenuto in un centro nella zona di Prados del Este (Caracas). L’arresto è avvenuto in seguito ad un controllo sulla presunta detenzione, al trasporto e all’uso di materiale esplosivo presso gli uffici della società di cui era socio di maggioranza e presidente. Per le sue condizioni di salute particolari (patologia cardiaca, ipertensione e di difficoltà respiratorie), Gasperin riceverebbe cure mediche e sarebbe in contatto con legale e famiglia.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani “è in riunione alla Farnesina, in contatto con l’ambasciatore a Caracas, con la rete consolare in Venezuela e con esponenti della Chiesa e società civile per accelerare la liberazione dei cittadini italiani e per confermare le notizie sui primi rilasci”. Lo riferisce la Farnesina. Il ministro “oltre al caso di Alberto Trentini sta facendo pressioni per la soluzione dei casi di tutti gli italiani detenuti”, si legge nella nota. “Al momento il Governo ha posto in essere azioni che possano garantire una soluzione favorevole per ogni singolo detenuto”. Nelle ultime ore sarebbe stato scarcerato l’imprenditore Luigi Gasperin.
Donald Trump ha attaccato duramente i cinque senatori repubblicani che hanno votato con i democratici a favore di una risoluzione bipartisan sul War Powers Act, che impedirebbe all’Amministrazione di usare la forza militare contro il Venezuela. “I repubblicani dovrebbero vergognarsi dei senatori che hanno appena votato con i democratici nel tentativo di privarci dei nostri poteri per combattere e difendere gli Stati Uniti d’America. Susan Collins, Lisa Murkowski, Rand Paul, Josh Hawley e Todd Young non dovrebbero mai più essere eletti a cariche pubbliche”, ha affermato il presidente in un post su Truth. “Questo voto ostacola gravemente l’autodifesa e la sicurezza nazionale americana, limitando l’autorità del Presidente come Comandante in Capo”, ha aggiunto. “In ogni caso, e nonostante la loro ‘stupidità’, il War Powers Act è incostituzionale, violando completamente l’articolo II della Costituzione, come hanno stabilito tutti i presidenti e i loro Dipartimenti di Giustizia prima di me”, ha sostenuto il presidente. Il voto finale sul provvedimento è previsto per la prossima settimana.
Tra i cinque rilasciati, anticipa El Paìs, ci sono i due giovani baschi Andrés Martínez Adasme e José María Basoa, di 32 e 35 anni che furono arrestati dopo le elezioni presidenziali del 28 luglio del 2024 con l’accusa di essere agenti dei servizi segreti spagnoli che stavano prendendo parte a un piano della Cia per uccidere Nicolas Maduro. Gli altri rilasciati sarebbero, secondo il quotidiano spagnolo, il 34enne delle Canarie, Miguel Moreno, arrestato mentre cercava i resti di navi affondate in acque che il Venezuela rivendica come proprie, il valenciano Ernesto Gorbe di 52 anni, che risiedeva da tempo in Venezuela e che era stato arrestato nel 2024 con l’accusa di trovarsi in situazione irregolare per il via del visto scaduto, e l’attivista per i diritti umani Rocío San Miguel, con doppia cittadinanza spagnola e venezuelana, presidente dell’ong Control Ciudadano.
Il ministero degli Esteri spagnolo ha riferito che sono cinque i cittadini spagnoli rilasciati dalle autorità del Venezuela. “Il governo spagnolo accoglie con favore il rilascio avvenuto oggi a Caracas di cinque cittadini spagnoli, che si preparano a tornare in Spagna con l’assistenza della nostra ambasciata a Caracas”, ha affermato il ministero in una nota.
Il ministero ha precisato che tra i cinque vi è una spagnola con doppia cittadinanza. “Il governo esprime la propria gioia ai cittadini” liberati, “ai loro familiari e amici”, ha riferito il ministero, affermando che il capo della diplomazia José Manuel Albares ha “potuto parlare personalmente con tutti loro”.
“La Spagna, che intrattiene rapporti fraterni con il popolo venezuelano, accoglie questa decisione come un passo positivo nella nuova fase in cui si trova il Venezuela”, ha commentato Madrid.
Quattro detenuti spagnoli sono già stati liberati in Venezuela, secondo quanto riferito da fonti diplomatiche, dopo che il presidente dell’Assemblea nazionale, Jorge Rodríguez, aveva annunciato la scarcerazione di un “numero significativo” di detenuti. Lo riporta El Pais.
Con 52 voti favorevoli e 47 contrari il Senato ha approvato una risoluzione per fare avanzare l’iter di un provvedimento legislativo che impone al presidente Trump di chiedere l’approvazione del Congresso, prima di intraprendere altre azioni militari in Venezuela. Quattro senatori repubblicani hanno votato insieme ai Democratici: Rand Paul del Kentucky, Lisa Murkowski dell’Alaska, Susan Collins del Maine, Todd Young dell’Indiana e Josh Hawley del Missouri. Il voto finale è atteso per la prossima settimana. Si tratta di una importante battuta di arresto per la Casa Bianca in quello che era visto come un test per l’unità del Partito repubblicano dopo la cattura di Nicolas Maduro.
Il presidente dell’Assemblea Nazionale del Venezuela, Jorge Rodríguez, ha annunciato il rilascio di un “numero significativo” di detenuti venezuelani e stranieri nelle prossime ore, senza specificare il loro numero né la data precisa del loro rilascio. “È un gesto di pace unilaterale e non è stato concordato con nessun’altra parte”, ha assicurato Rodríguez. Lo riporta El Pais. Rodríguez ha sottolineato che questa iniziativa non è un fatto isolato, ma un’azione deliberata volta a ridurre le tensioni. “Si consideri questo gesto unilaterale del Governo come il contributo che tutte e tutti dobbiamo offrire affinché la nostra Repubblica possa continuare il suo percorso di vita pacifica e di ricerca della prosperità”, le sue parole riportate dai media venezuelani. Le procedure di rilascio sono state avviate immediatamente dopo l’annuncio. L’ultimo bilancio della Ong Foro Penal indica che in Venezuela ci sono 863 prigionieri politici, di cui 86 stranieri o con doppia cittadinanza. Tra questi c’è l’italiano Alberto Trentini, detenuto in Venezuela da oltre 400 giorni.
Decine di persone si sono radunate davanti all’ambasciata degli Stati Uniti a Pretoria, capitale del Sudafrica, per protestare contro l’intervento degli Stati Uniti in Venezuela e la cattura dell’ex presidente Nicolas Maduro. Le proteste sono state guidate dai membri del Partito Comunista Sudafricano, alleato dell’African National Congress, che ha denunciato le azioni del presidente degli Stati Uniti Donald Trump e ha chiesto l’immediato rilascio di Maduro. I manifestanti si sono radunati davanti all’ambasciata degli Stati Uniti a Pretoria con cartelli che condannavano l’amministrazione Trump e le presunte intenzioni degli Stati Uniti di appropriarsi delle riserve petrolifere del Venezuela. Alcuni cartelli recavano scritte come “Giù le mani dal Venezuela”, “Liberate subito il presidente Maduro” e “Basta con l’imperialismo americano”. Anche alcuni manifestanti filopalestinesi si sono uniti alla manifestazione per esprimere la loro solidarietà e condannare le azioni degli Stati Uniti in Venezuela.
In risposta a una domanda riguardante il sequestro da parte degli Stati Uniti della petroliera Marinera battente bandiera russa e collegata al Venezuela, la portavoce del ministero degli Esteri cinese Mao Ning ha affermato che il sequestro arbitrario da parte degli Stati Uniti di navi di altri paesi in alto mare viola gravemente il diritto internazionale. La Cina si è sempre opposta alle sanzioni unilaterali illegali che non hanno alcun fondamento nel diritto internazionale e non sono autorizzate dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, ha sottolineato Mao Ning, e si oppone a qualsiasi azione che violi gli scopi e i principi della Carta delle Nazioni Unite e leda la sovranità e la sicurezza di altri paesi. Lo riporta il Global Times.
L’oppositore venezuelano Edmundo Gonzalez Urrutia, che rivendica la vittoria alle elezioni presidenziali in Venezuela del 2024, ha avuto un colloquio telefonico con il presidente del Perù José Jerí. “La nostra regione ha bisogno di unità. Ho avuto un colloquio con il governo del Perù per discutere della situazione in Venezuela e dell’importanza di rafforzare il coordinamento regionale a sostegno della transizione democratica. Una transizione duratura richiede il rispetto del voto espresso il 28 luglio e l’immediata e incondizionata liberazione di tutte le persone detenute per motivi politici. Ringrazio il Perù per il suo sostegno al popolo venezuelano”, ha scritto Gonzalez su X.
La Spagna collaborerà alla transizione democratica venezuelana “in modo attivo” e con il “valore conferito dall’esperienza storica del nostro Paese affinché il futuro del Venezuela sia deciso dai venezuelani, non da un Paese straniero, non da interessi estranei ai venezuelani”. Lo ha detto il premier spagnolo Pedro Sanchez all’apertura della Conferenza degli Ambasciatori 2026 a Madrid. “La Spagna continuerà a fare tutto il necessario per difendere il popolo venezuelano, la sua sovranità, il suo diritto di scegliere un futuro democratico senza interferenze esterne”, ha aggiunto rimarcando che il “futuro del Venezuela deve essere deciso dai venezuelani”. “Questo è ciò che difenderemo quando effettivamente la transizione sarà in atto”, ha affermato Sanchez. Il leader socialista ha ribadito che “l’operazione statunitense viola chiaramente il diritto internazionale” e ha sostenuto che apre “un orizzonte di incertezza” in tutta l’America Latina.
“Solo il tempo” dirà quanto durerà la supervisione dell’amministrazione americana sul Venezuela. Lo ha affermato il presidente americano, Donald Trump, nel corso di un’intervista al New York Times. Saranno tre mesi? Sei mesi? Un anno? Direi molto più a lungo”, ha detto Trump aggiungendo che un giorno vorrebbe visitare il paese sudamericano. “Penso che a un certo punto sarà sicuro”, ha affermato. Quanto alla figura dell’ex vicepresidente Delcy Rodríguez, come nuova leader del Venezuela, “Marco (il segretario di Stato Rubio, ndr) parla con lei in continuazione – ha spiegato – siamo in costante comunicazione con lei e con l’amministrazione”.
Nicolas Maduro e la moglie sarebbero rimasti feriti nel corso del raid Usa che ha portato alla loro cattura. Lo ha affermato il ministro dell’Interno venezuelano, Diosdado Cabello secondo cui Cilia Flores avrebbe riportato una ferita alla testa mentre Maduro ha riportato una ferita alla gamba.

