Ucraina, Mosca: “Kiev ha provato ad attaccare la residenza di Putin”. Zelensky: “Tipica menzogna russa” – La diretta

Ucraina, Mosca: “Kiev ha provato ad attaccare la residenza di Putin”. Zelensky: “Tipica menzogna russa” – La diretta
Vladimir Putin, 1 dicembre 2025 (Russian Presidential Press Service via AP)

Lavrov: “Offensiva con 91 droni a lungo raggio nella regione di Novgorod, pronta una rappresaglia”

“Siamo molto, molto vicini alla soluzione“. Al termine dell’incontro con Volodymyr Zelensky a Mar-a-Lago, Donald Trump ha ribadito l’ottimismo mostrato al momento di accogliere il leader ucraino nel suo resort in Florida. “Abbiamo discusso di molte cose e fatto tanti progressi per porre fine alla guerra”, ha affermato il tycoon nel resoconto davanti alla stampa.

Positiva anche la videoconferenza con i leader europei, con i quali “abbiamo avuto un’eccellente conversazione”. Nonostante l’ottimismo, Trump ha riconosciuto che ci sono ancora delle “questioni molto spinose” che restano aperte sulla strada dell’accordo. Uno dei punti chiave resta, ovviamente, il Donbass. L’ipotesi relativa a una zona di libero scambio nella regione, ha ammesso Trump, è ancora “irrisolta, ma ci stiamo avvicinando molto. È difficile, ma credo che la risolveremo”.

Ucraina, Mosca: “Kiev ha provato ad attaccare la residenza di Putin”. Zelensky: “Tipica menzogna russa” – La diretta

Il nostro atteggiamento nei confronti del Donbass è “molto chiaro”, ha sottolineato Zelensky, l’Ucraina ha “una posizione diversa dalla Russia”, ha spiegato. Per quanto riguarda la questione territoriale, il leader di Kiev si è detto disposto ad “indire un referendum“. “Naturalmente è la nostra società che deve scegliere” e sono gli ucraini che devono votare, “perché è la loro terra, la terra, non di una sola persona”, ha aggiunto Zelensky. Il leader di Kiev ha spiegato che nell’incontro si sono discussi “tutti gli aspetti dell’accordo quadro di pace” e che il piano in 20 punti è “concordato al 90%”. “Abbiamo concordato che le garanzie di sicurezza rappresentano una pietra miliare fondamentale per raggiungere una pace duratura e i nostri team continueranno a lavorare su tutti gli aspetti”, ha aggiunto.

Quanto alle tempistiche per raggiungere un accordo, Trump ha ribadito di non avere scadenze precise: “Penso che tra qualche settimana lo scopriremo, in un modo o nell’altro”. L’unica certezza al momento è che il tycoon accoglierà Zelensky e i leader europei a Washington a gennaio. Inoltre, come annunciato dal presidente ucraino, la prossima settimana ci sarà un nuovo incontro tra le delegazioni di Kiev e Usa.
Trump non ha escluso un viaggio a Kiev: “Non ho alcun problema a recarmi in Ucraina, ma vorrei concludere l’accordo senza dover necessariamente andare”, ha affermato. “Mi sono offerto di andare a parlare al Parlamento se questo potesse essere d’aiuto. Non so se lo sarebbe, penso che probabilmente lo sarebbe, ma non so nemmeno se sarebbe gradito”. Prima di iniziare l’incontro, il capo della Casa Bianca si era detto sicuro che sia Putin che Zelensky vogliono “trovare un accordo. Tutti vogliono lo stesso risultato, arrivare alla pace in Ucraina quanto prima”. Il presidente degli Stati Uniti aveva assicurato che il capo del Cremlino “è molto serio” riguardo la pace.
Anche se il negoziato resta “molto complesso“, aveva ammesso il tycoon, sottolineando che al centro delle discussioni ci sono “forti garanzie di sicurezza” per Kiev, questione nella quale gli europei saranno “molto coinvolti”.

Ucraina tra guerra e tentativi diplomatici, tutte le notizie di oggi 29 dicembre
Inizio diretta: 29/12/25 07:30
Fine diretta: 29/12/25 23:00
Trump: "Putin mi ha detto dell'attacco alla residenza, ero molto arrabbiato"

Parlando con i giornalisti a Mar-a-Lago, Donald Trump è tornato sulla questione del presunto attacco ucraino contro una residenza di Vladimir Putin. “L’ho saputo dal presidente Putin oggi, ero molto arrabbiato”, ha detto il presidente Usa, che pochi minuti prima aveva riferito di non avere particolari informazioni sul presunto attacco. “E’ un momento delicato. Questo non è il momento adatto. Una cosa è attaccare, perché loro attaccano. Un’altra cosa è attaccare la sua casa”, ha affermato Trump. 

Zakharova: "Zelensky mente e Kiev risponderà per i suoi crimini"
Ambasciata russa - Maria Zakharova

Volodymyr Zelensky “mente” quando sostiene che l’attacco dei droni di Kiev alla residenza di Vladimir Putin è una menzogna di Mosca. Lo ha detto la portavoce del Ministero degli Esteri russo Maria Zakharova, citata dalle agenzie russe. “Le dichiarazioni di Zelensky su Bucha sono bugie. Le dichiarazioni di Zelensky sui bambini presumibilmente ‘rubati dalla Russia’ sono bugie. Le dichiarazioni di Zelensky sulla riluttanza della Russia a negoziare sono bugie”, ha affermato Zakharova, aggiungendo “il regime di Kiev risponderà di questi crimini”. 

Il 15 gennaio alla Camera comunicazioni di Crosetto sul dl Ucraina

Giovedì 15 gennaio si terranno alla Montecitorio le comunicazioni del ministro della Difesa, Guido Crosetto, sul decreto legge Ucraina. L’orario è ancora da definire, in totale l’Aula sarà impegnata per quattro ore. E’ quanto stabilito dalla conferenza dei capigruppo di Montecitorio. 

Fonti Lega: "Bene il testo che dà priorità a strumenti difensivi e sanitari"

“C’è soddisfazione perché i suggerimenti della Lega sono stati recepiti e si è data priorità agli strumenti difensivi, logistici e sanitari per aiutare la popolazione civile Ucraina, piuttosto che ad altro”. È quanto fanno sapere fonti della Lega che proseguono: “Con l’auspicio che i negoziati avviati da Trump portino finalmente alla pace, sarà utile avere interlocuzioni con tutte le parti coinvolte, comprese le istituzioni russe. Ribadendo la propria posizione di equilibrio e chiarezza, come già avvenuto nel conflitto fra Israele e Hamas, l’Italia può e deve avere un ruolo centrale nella via del ritorno alla pace”.

Cremlino: "Putin ha avvisato Trump dell'attacco di Kiev alla sua residenza"

Nel colloquio telefonico avuto con il presidente russo Vladimir Putin, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump si è detto scioccato dall’attacco di Kiev alla residenza presidenziale. Lo ha riferito ai giornalisti il consigliere presidenziale russo Yuri Ushakov, citato dall’agenzia Tass. Trump “è rimasto scioccato da questa notizia, letteralmente indignato e ha affermato che non riusciva nemmeno a immaginare azioni così folli”, ha affermato Ushakov. Putin ha “affermato chiaramente che tali azioni terroristiche sconsiderate da parte di Kiev non rimarranno senza risposta”, ha aggiunto.

Zelensky: "Attacco alla residenza di Putin? Tipica menzogna russa"

“La Russia è di nuovo all’opera, utilizzando dichiarazioni pericolose per minare tutti i traguardi raggiunti dai nostri sforzi diplomatici congiunti con la squadra del Presidente Trump. Continuiamo a lavorare insieme per avvicinare la pace. Questa storia del presunto ‘attacco alla residenza’” di Putin “è una completa invenzione, volta a giustificare ulteriori attacchi contro l’Ucraina, inclusa Kiev, nonché il rifiuto della Russia stessa di compiere i passi necessari per porre fine alla guerra”. Lo ha scritto su X il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. “Tipiche menzogne russe”, ha spiegato.

“Inoltre, i russi hanno già preso di mira Kiev in passato, compreso l’edificio del Gabinetto dei Ministri. L’Ucraina non compie passi che possano minare la diplomazia. Al contrario, è la Russia a farlo sempre. Questa è una delle tante differenze tra di noi”. “È fondamentale che il mondo non rimanga in silenzio ora. Non possiamo permettere alla Russia di compromettere il lavoro per il raggiungimento di una pace duratura”, ha aggiunto Zelensky. 

Casa Bianca: "Conclusa la telefonata 'positiva' tra Trump e Putin"
Trump

Donald Trump ha concluso una telefonata con il presidente russo Vladimir Putin sulla guerra in Ucraina. Lo ha riferito la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt. “Il presidente Trump ha appena concluso una telefonata positiva con il presidente Putin riguardo all’Ucraina”, ha dichiarato alla Cnn la funzionaria. La telefonata è avvenuta all’indomani dell’incontro tra Trump e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky a Mar-a-Lago. 

Lavrov: "Mosca riconsidererà la posizione negoziale"

La posizione negoziale della Russia sarà riconsiderata alla luce del tentato attacco di Kiev alla residenza di Vladimir Putin nella regione di Novgorod. Lo ha dichiarato ai giornalisti il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov, citato dall’agenzia Tass. “Considerando la completa trasformazione del regime criminale di Kiev, che è passato alla politica del terrorismo di Stato, la posizione negoziale della Russia sarà riconsiderata”, ha dichiarato il ministro. 

Lavrov: "Pronta una rappresaglia dopo i droni di Kiev sulla residenza di Putin"

 La Russia ha determinato gli obiettivi e il momento della rappresaglia dopo l’attacco di droni alla residenza ufficiale del presidente Vladimir Putin nella regione di Novgorod. Lo ha dichiarato ai giornalisti il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov, citato dalla Tass. “Gli obiettivi per i colpi di rappresaglia e il momento in cui verranno inferti dalle forze armate russe sono stati definiti”, ha aggiunto. 

Lavrov: "Kiev ha tentato un attacco alla residenza di Putin a Novgorod"

Kiev ha lanciato nella notte un attacco con 91 droni a lungo raggio contro la residenza presidenziale nella regione di Novgorod. Tutti i droni sono stati distrutti dai sistemi di difesa aerea delle forze armate russe. Lo ha dichiarato ai giornalisti il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov, citato dalla Tass. Lavrov ha specificato che non ci sono segnalazioni di vittime o danni dopo il tentato attacco ucraino. 

Zelensky: "85% della popolazione è contrario al ritiro dal Donbass"

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha affermato che la stragrande maggioranza degli ucraini è favorevole alla conclusione di un accordo di pace, ma non al ritiro dal Donbass, una delle richieste della Russia per arrivare a un accordo di pace. “La gente vuole la pace”, ha spiegato in un’intervista concessa a FoxNews in occasione del suo incontro con Donald Trump a Mar-a-Lago.

“Oggi, il presidente Trump ha detto ‘ho visto un sondaggio che dice che l’85%, forse l’87%, ha detto che vogliono la pace, quindi sono d’accordo’. Ho risposto ‘sì, questa è la nostra vita, l’87% supporta la pace, allo stesso tempo l’85% è contrario al ritiro delle truppe dal Donbass. Tutti vogliono la pace, ma una pace giusta”, ha dichiarato Zelensky.

Via libera del Cdm al dl per la proroga dell'autorizzazione degli aiuti a Kiev

Secondo quanto si apprende il Consiglio dei ministri in corso a palazzo Chigi ha dato via libera al decreto legge recante ‘disposizioni urgenti per la proroga dell’autorizzazione alla cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari in favore delle autorità governative dell’Ucraina, per il rinnovo dei permessi di soggiorno in possesso di cittadini ucraini, nonché per la sicurezza dei giornalisti freelance’.

Putin: "Allargare zona sicurezza lungo il confine"

Il presidente russo Vladimir Putin ha chiesto di continuare nel 2026 a lavorare per “allargare la zona di sicurezza” lungo il confine tra Russia e Ucraina. Ne ha dato notizia la Tass. “E’ un compito molto importante, perché garantisce la sicurezza delle regioni di confine della Russia. E nel 2026, senza dubbio, questo lavoro dovrà continuare”, ha detto Putin durante una riunione sull’andamento del conflitto.

Zelensky: "Russia vuole Donbass ma difenderemo nostri interessi"

“Per quanto riguarda il ritiro dal Donbass: non è una novità che la Russia lo voglia. Nei loro sogni, vorrebbero che non fossimo affatto presenti sul territorio del nostro Paese. Questi sogni durano ormai da molti anni. Ma noi abbiamo la nostra terra, la nostra integrità territoriale, il nostro Stato e i nostri interessi. Agiremo nell’interesse dell’Ucraina”. Lo ha affermato su Telegram il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

Putin: "Liberazione Donbass procede secondo i piani"

Il presidente russo Vladimir Putin ha affermato che “la liberazione” del Donbass, di Zaporizhzhia e Kherson, sta procedendo secondo i piani. “Sta andando avanti per fasi, come da piano dell’operazione militare speciale”, ha detto il leader, secondo quanto riporta la Tass.

Mosca, in autunno 135mila soldati reclutati

Durante la chiamata di leva autunnale in Russia sono stati reclutati 135mila soldati. Lo ha riferito dal ministero della Difesa russo, citato dalla Tass. “La maggior parte è stata assegnata a unità di addestramento e formazioni militari dove impareranno a utilizzare moderne attrezzature militari e acquisiranno una specializzazione militare”, ha spiegato.

Mosca: "Truppe di Kiev non stanno più avanzando"

Le truppe ucraine non stanno più conducendo offensive nel tentativo di rallentare l’avanzata dell’esercito russo. Lo ha affermato il capo di Stato Maggiore delle Forze armate russe Valery Gerasimov, secondo cui l’esercito di Mosca sta avanzando con successo nelle difese delle forze armate di Kiev. “Le truppe del gruppo congiunto stanno conducendo un’offensiva praticamente su tutto il fronte. Le unità e le divisioni militari, sconfiggendo il nemico, stanno avanzando con successo nelle sue difese”, ha detto Gerasimov, citato dalla agenzie russe, aggiungendo che “quest’anno sono passati sotto il nostro controllo 334 insediamenti”, ha spiegato. Il ritmo di avanzata delle truppe russe a dicembre, ha detto, è stato il più veloce dell’anno.

Umerov: "Nuovo incontro a livello di leader a gennaio a Washington"

“Negli Stati Uniti si è tenuto un importante incontro tra i leader nell’ambito del processo negoziale in corso. I team di Ucraina e Stati Uniti hanno compiuto progressi significativi nell’elaborazione di un quadro di pace, garanzie di sicurezza e sequenza dei passi successivi”. Lo scrive su Telegram il capo negoziatore ucraino Rustem Umerov. “È stato concordato di proseguire le consultazioni nel prossimo futuro e di preparare le fasi successive del dialogo, in particolare gli incontri a livello di leader a Washington nel mese di gennaio”, ha spiegato. “Le garanzie di sicurezza rimangono una condizione fondamentale per il raggiungimento di un risultato duraturo. “Siamo grati al presidente Donald Trump, a Steve Witkoff e a Jared Kushner per il loro lavoro costruttivo e il loro impegno”, ha concluso.

Tusk: "La conclusione dei negoziati è ancora lontana"
Il premier della Polonia Donald Tusk all'arrivo al Consiglio Europeo che deciderà sull'utilizzo per l'Ucraina degli asset russi immobilizzati in Europa (foto AP/Michael Kappeler)

“Dopo i colloqui serali con i leader europei, una cosa è certa: l’Occidente e l’Ucraina perderanno questo scontro se la Russia riuscirà a dividerci e a dettare le condizioni di pace. La dichiarazione di partecipazione degli Stati Uniti alle garanzie di sicurezza è un successo. Ma la conclusione dei negoziati è ancora lontana”. Lo ha scritto su X il primo ministro polacco Donald Tusk.

Nella convocazione del Cdm torna l'aggettivo "militari" nel titolo del decreto

Nella convocazione del Consiglio dei ministri che si terrà alle 15 a palazzo Chigi torna, rispetto alle ultime bozze circolate, l’aggettivo ‘militari’ nell’intestazione del decreto legge per rinnovare anche nel 2026 il sostegno all’Ucraina. Il titolo del provvedimento, in capo alla presidenza del Consiglio e dei ministeri degli Esteri e della Difesa, reca infatti la dicitura ‘disposizioni urgenti per la proroga dell’autorizzazione alla cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari in favore delle autorità governative dell’Ucraina, per il rinnovo dei permessi di soggiorno in possesso di cittadini ucraini, nonché per la sicurezza dei giornalisti freelance’.

Zelensky: "Fondamentale la presenza di forze internazionali nel Paese"

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha affermato che la presenza delle forze internazionali in Ucraina è fondamentale per avere garanzie di sicurezza. “Penso che la presenza delle forze internazionali sia una vera garanzia di sicurezza. È un rafforzamento delle garanzie di sicurezza che i nostri partner ci offrono già. E questo dà sicurezza soprattutto ai cittadini ucraini: sia ai civili che, tra l’altro, ai militari. E dà anche sicurezza alle imprese ucraine e internazionali, agli investitori, che Putin non tornerà con un’altra aggressione contro l’Ucraina”, ha detto Zelensky parlando con i giornalisti, secondo quanto riferiscono i media ucraini.

Cremlino: "Non in programma un colloquio telefonico Putin-Zelensky"

Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha affermato che non è in programma una conversazione telefonica tra il presidente russo Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky. Ne ha dato notizia la Tass. Il commento di Peskov arriva dopo l’incontro in Florida tra Zelensky e il presidente Usa Donald Trump.

Zelensky: "Trump ha offerto garanzie di sicurezza per 15 anni"

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha affermato che gli Stati Uniti di Donald Trump hanno offerto all’Ucraina garanzie di sicurezza per un periodo di 15 anni. Il leader ha spiegato che Kiev vorrebbe però che queste garanzie durassero per un periodo più lungo, fino a 50 anni. Trump ha affermato che prenderà in considerazione l’estensione di queste garanzie, ha detto Zelensky.

Zelensky: "Non ancora risolte questioni territori e Zaporizhzhia"

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha affermato che nei negoziati con gli Stati Uniti sul “piano di pace” in 20 punti, le questioni relative ai territori e al funzionamento della centrale nucleare di Zaporizhzhia non sono state ancora risolte. “Rimangono due questioni. Si tratta di come funzionerà la centrale nucleare di Zaporizhzhia e della questione dei territori”, ha spiegato il leader parlando con i giornalisti, secondo quanto riportano i media ucraini. Per questo Zelensky ha detto che il piano in 20 punti è “pronto al 90%”. “Per quanto riguarda le garanzie di sicurezza, ho detto che è tutto pronto al 100%, ed è così. Stiamo ancora discutendo alcuni dettagli sulla durata di queste garanzie”, ha aggiunto.

Cremlino: "Valutiamo fine guerra in contesto raggiungimento obiettivi"

“La Russia sta valutando la possibilità di porre fine al conflitto militare per raggiungere i suoi obiettivi”, lo ha affermato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, commentando la dichiarazione del presidente Volodymyr Zelensky secondo cui la Russia deve valutare un piano B per porre fine al conflitto. Ne dà notizia la Tass.

Cremlino: "Attuali leader Ue avranno difficoltà a prossime elezioni"

Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha affermato che i leader dell’Ue, “che vogliono che il conflitto in Ucraina continui e continuano a mettere le mani nelle tasche dei contribuenti avranno sicuramente difficoltà alle prossime elezioni”. “È ovvio che alle prossime elezioni sarà molto difficile per tutti loro”, ha detto in un briefing con la stampa, secondo quanto riporta la Tass.

Cremlino: "D'accordo con Trump, più vicini a risoluzione conflitto"

Mosca è d’accordo con quello che ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, cioè che le parti sono vicine a risolvere il conflitto in Ucraina e che i negoziati sono quasi finiti. Lo ha detto ai giornalisti il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, secondo quanto riporta la Tass. “Certo” ha risposto Peskov quando gli è stato chiesto se il Cremlino fosse d’accordo con Trump.

Cremlino: "Presto nuova telefonata tra Trump e Putin"

Il presidente russo Vladimir Putin e il presidente Usa Donald Trump avranno un nuovo colloquio telefonico “molto presto”. Lo ha detto il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov durante il consueto briefing con la stampa, secondo quanto riporta la Tass.

Zelensky: "Stato di guerra verrà revocato solo con garanzie sicurezza"

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha riferito che lo stato di guerra nel Paese potrà essere tolto solo dopo aver avuto garanzie concrete sulla sicurezza, che non permettano un’altra aggressione da parte della Russia. Senza garanzie di sicurezza l’Ucraina non può considerare la guerra finita, ha spiegato il leader parlando con i giornalisti, secondo quanto riferiscono i media ucraini. “Vogliamo tutti che la guerra finisca. E allora finirà anche lo stato di guerra. Ma lo stato di guerra finirà solo quando l’Ucraina avrà delle garanzie di sicurezza. Senza queste, la guerra non è davvero finita”, ha rimarcato il leader, sottolineando che per garanzie di sicurezza non si intendono solo dichiarazioni politiche, ma anche meccanismi pratici.

Zelensky: "Puntiamo a incontro in Ucraina con Usa e Ue"

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, ha riferito che Kiev punta a organizzare un incontro con i negoziatori di Usa e Ue in Ucraina, che potrebbe tenersi già a gennaio. “Abbiamo messo a punto la nostra strategia passo dopo passo e vogliamo perfezionarla e concordarla con i nostri partner. Prima di tutto, vogliamo un incontro tra i consiglieri nei prossimi giorni”, ha detto Zelensky parlando con i giornalisti, secondo quanto riportano i media ucraini. Come ha sottolineato il capo dello Stato, il segretario del Consiglio di sicurezza nazionale Rustem Umerov si sta già coordinando con i partner e Kiev sta facendo di tutto affinché i negoziati si tengano per la prima volta in Ucraina. Dopo di che, ha detto, a livello di consiglieri saranno preparati tutti i documenti necessari, e poi ci saranno incontri a livello di leader europei nell’ambito della cosiddetta coalizione dei volenterosi. “Questo incontro ci sarà, ho iniziato a discuterne subito dopo l’incontro con Trump. Ho già contattato Macron e alcuni altri nostri partner e continuerò queste consultazioni e ci sarà un incontro del genere”, ha aggiunto il leader ucraino.

Zelensky: "Da Usa vorremmo garanzie sicurezza per 30-50 anni"

Il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky ha riferito che Kiev vorrebbe dagli Usa garanzie di sicurezza per almeno 30, 40 o 50 anni. “Ieri abbiamo deciso con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump che avremo delle solide garanzie di sicurezza. Certo, non sono per sempre, nei documenti si parla di 15 anni con la possibilità di prorogarle”, ha detto il leader ucraino parlando con i media, secondo quanto riporta la stampa ucraina. Zelensky ha detto quindi di aver chiesto a Trump garanzie “più lunghe”. “Gli ho detto che vorremmo considerare la possibilità di 30-40-50 anni. E questa sarebbe una decisione storica del presidente. Trump ha detto che ci penserà”, ha aggiunto.

 

Fox News, dopo Florida possibile telefonata Zelensky-Putin

I colloqui di domenica in Florida tra il presidente Usa Donald Trump e il leader ucraino Volodymyr Zelensky potrebbero aprire la strada alla prima telefonata tra Zelensky e il presidente russo Vladimir Putin in più di cinque anni. E’ quanto riferisce Fox News che cita fonti informate. Le fonti hanno commentato che un colloquio diretto Putin-Zelensky sarebbe una “vittoria diplomatica” per Trump.

Media, esplosioni vicino aeroporto militare russo di Khanskaya

Sono state registrate alcune esplosioni presso l’aeroporto militare di Khanskaya, vicino alla città di Maykop, nella Russia meridionale. Secondo quanto riportato dal quotidiano indipendente russo Astra, i residenti locali hanno segnalato esplosioni all’interno della città e un attacco al vicino aeroporto Maykop si trova a circa 290 chilometri (180 miglia) dall’Ucraina e a circa 450 chilometri (280 miglia) dal territorio controllato dall’Ucraina nella provincia di Zaporizhia. Lo riporta Kyiv Independent. Nel frattempo, secondo quanto riportato dal canale Telegram ExileNova+, le sirene antiaeree sarebbero suonate nell’oblast’ di Tula, nella Russia occidentale, a causa della minaccia di un attacco missilistico balistico. L’esercito ucraino non ha ancora commentato l’attacco.

Macron: "A gennaio incontro dei Volenterosi per aiuti a Kiev"

Il presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato che convocherà i paesi della Coalizione dei Volenterosi a Parigi all’inizio di gennaio per finalizzare i contributi concreti di ciascun paese all’Ucraina. “Stiamo facendo progressi sulle garanzie di sicurezza che saranno essenziali per stabilire una pace giusta e duratura” in Ucraina, ha dichiarato dopo aver partecipato alla videoconferenza tra Donald Trump, Volodymyr Zelensky e gli europei. “Ho poi parlato con Zelensky”, ha aggiunto.

Tajani: "Sosteniamo il tentativo Usa, continuano gli aiuti a Kiev"

“Noi come Italia sosteniamo il tentativo americano per raggiungere il cessate il fuoco e la fine definitiva del conflitto. Ogni passo in avanti verso una pace giusta e duratura è un fatto positivo. E mi pare che oggi (ieri, ndr) si sia registrato qualche progresso. Speriamo che Putin voglia veramente la fine del conflitto”. Così il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in una intervista al ‘Corriere della Sera’. Quanto al decreto che prevede aiuti, anche militari, ha aggiunto: “È un decreto assolutamente equilibrato, come i precedenti. L’Italia continuerà a sostenere militarmente, economicamente, finanziariamente e politicamente l’Ucraina. E parteciperà alla grande fase della ricostruzione. Aiutiamo l’Ucraina perché è una battaglia di libertà, per un Paese invaso che deve godere di una pace giusta e duratura, che significa sicurezza per loro e per tutta l’Europa”.

La telefonata Trump-Putin prima del vertice in Florida

Il vertice è stato preceduto da un colloquio telefonico, durato oltre un’ora, tra Trump e Putin. Se il leader Usa si è limitato a dire che si è trattato di una conversazione “molto positiva e produttiva”, è stato il Cremlino a svelare i contenuti della telefonata, avvenuta “su iniziativa della parte americana”. Secondo il consigliere presidenziale russo Yuri Ushakov, Putin e Trump “hanno opinioni sostanzialmente simili sul fatto che il cessate il fuoco temporaneo proposto dagli ucraini e dagli europei, con il pretesto di preparare un referendum o altri pretesti, non farà altro che prolungare il conflitto e rischiare una ripresa delle ostilità”.
Kiev, ha aggiunto, dovrebbe prendere una decisione “coraggiosa” sul Donbass, tenendo conto dell’evolversi della situazione in prima linea.
La novità, ha dichiarato ancora Ushakov, riguarda il fatto che Putin “ha accettato la proposta Usa di due gruppi di lavoro appositamente creati. Uno si occuperà di vari aspetti delle questioni di sicurezza, l’altro di questioni economiche”. Trump e Putin hanno concordato di risentirsi nuovamente dopo l’incontro con Zelensky. In precedenza, il ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov, aveva usato parole dure contro l’Europa: “Ora il ‘partito della guerra’ europeo, che ha investito il proprio capitale politico nell’idea di infliggere una sconfitta strategica alla Russia, è pronto ad andare fino in fondo”.
“Ai politici europei meno avveduti, ripeto ancora una volta: non c’è motivo di temere che la Russia attacchi qualcuno”, aveva detto, aggiungendo però allo stesso tempo che “se qualcuno decidesse di attaccare la Russia, la risposta sarebbe devastante”. E ancora: “Il partito della guerra europeo non solo non ha pietà degli ucraini, ma sembra che non abbia pietà nemmeno della propria popolazione. Come spiegare altrimenti i continui discorsi in Europa sull’invio di contingenti militari in Ucraina nel formato di una ‘coalizione di volenterosi’? Abbiamo già dichiarato che in tal caso essi diventeranno un obiettivo legittimo per le nostre forze armate”.

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