Un ordigno con 300 grammi di tritolo posizionato sotto la sua vettura e fatto detonare a distanza. È morto così a Mosca il generale russo Fanil Sarvarov. Il militare, 56 anni, supervisionava l’addestramento al combattimento e la preparazione delle forze armate russe nel conflitto in Ucraina e aveva una vasta esperienza nelle guerre post-sovietiche del Cremlino, dalla Cecenia alla Siria. Il portavoce presidenziale Dmitry Peskov ha parlato di un “terribile omicidio” annunciando l’apertura di un’indagine. Fra le piste battute dagli investigatori c’è quella secondo cui il crimine potrebbe essere stato “orchestrato” dai servizi segreti di Kiev. Sarvarov non è il primo militare russo ad essere preso di mira a partire dall’inizio della guerra su larga scala fra Russia e Ucraina. A dicembre del 2024 i servizi di sicurezza ucraini rivendicarono la responsabilità di un attacco simile contro un alto ufficiale militare russo: il tenente generale Igor Kirillov. Lo scorso aprile, poi, il generale Yaroslav Moskalik rimase ucciso nell’esplosione di un’autobomba sempre a Mosca.
Forse gli 007 ucraini dietro l’attentato
Se l’intelligence Ucraina potrebbe aver avuto un ruolo nel fatto di sangue, un allarme, che questa volta riguarda ipotetiche azioni di Mosca, è giunto anche da due servizi segreti di Paesi della Nato. Secondo l’intelligence la Russia starebbe sviluppando un’arma per colpire i satelliti Starlink di Elon Musk. L’obiettivo – viene spiegato – sarebbe quello di frenare la superiorità spaziale occidentale che ha aiutato l’Ucraina sul campo di battaglia. La nuova arma sarebbe in grado di colpire Starlink con ‘nuvole di schegge orbitanti’ per disattivare più satelliti. Un sistema che però – viene fatto notare – potrebbe creare il caos nello Spazio e mettere a rischio altri sistemi orbitali vitali. Passando dalle ipotetiche ‘guerre stellari’ alla più pragmatica diplomazia la Russia, tramite il viceministro degli Esteri Sergei Ryabkov, ha fatto sapere che i progressi nei negoziati con gli Stati Uniti, anche dopo l’ultimo round di colloqui a Miami, sono “lenti” e che il successo del dialogo fra Mosca e Washington “non è scontato”. Steve Witkoff, inviato speciale di Donald Trump, dal canto suo, ha sottolineato che la Russia “rimane pienamente impegnata a raggiungere la pace in Ucraina” e “apprezza profondamente gli sforzi e il sostegno degli Stati Uniti per risolvere il conflitto e ristabilire la sicurezza globale”.
Se il dialogo fra Russia e Usa prosegue l’Unione Europea da un lato rinnova per altri sei 6 mesi le sanzioni economiche nei confronti della Russia, mentre dall’altro spalleggia l’iniziativa presa dal presidente francese Emmanuel Macron che ha fatto sapere di voler aprire un canale di comunicazione con Vladimir Putin. “Qualsiasi sforzo che contribuisca a garantire una pace giusta e duratura per l’Ucraina è benvenuto da parte nostra”, ha affermato la Commissione tramite un portavoce precisando comunque che non è intenzione di Bruxelles “speculare” su chi potrebbe rappresentare l’Unione Europea “in futuri ipotetici filoni di negoziati di pace”. Proprio in merito ai rapporti con l’Ue e l’Occidente la Russia ha infine ribadito che non intende attaccare la Nato o i paesi dell’Unione e di essere “pronta a formalizzare legalmente questa situazione”, fatto salvo il principio di sicurezza “uguale e indivisibile”, come già affermato da Vladimir Putin.
“Per quanto riguarda il fronte, la situazione è sotto il controllo dei nostri militari e sono grato ai nostri combattenti”. Lo scrive su X il presidente Volodymyr Zelensky. “A Pokrovsk la situazione rimane invariata, cambiano solo i numeri. Secondo le nostre stime, ci sono circa 1.100 russi a Pokrovsk. Ce ne sono molti sia all’interno della città che alla periferia, ma stiamo parlando specificamente di coloro che sono entrati in città e contro cui le nostre forze stanno combattendo”, ha spiegato. “Le nostre posizioni sono difese. Nell’ultimo mese, la situazione non è cambiata: l’unica differenza è il numero di personale a Pokrovsk”. “Per quanto riguarda Myrnohrad, la pressione russa è forte, ma le nostre forze mantengono le loro posizioni. Le nostre truppe sono avanzate a Kupyansk. Sono in corso operazioni di sgombero su una distanza di circa mezzo chilometro. L’operazione viene condotta correttamente”, ha continuato. “Oggi controlliamo Kupyansk. Ci sono russi lì; i nostri militari stimano il loro numero in circa 100 persone. Cioè, non ne sono rimasti molti – forse 80 o 100 – ma sono tutti lì temporaneamente. Per quanto riguarda Huljajpole, in breve: la situazione lì è rimasta invariata nell’ultima settimana. È stato difficile, ma oggi la situazione si è stabilizzata”, ha concluso.
“Il nostro team negoziale sta tornando da Miami. Arriveranno di notte e avrò i dettagli domattina. A mio avviso, tutto il possibile per le bozze iniziali era già stato fatto. Il piano comprende 20 punti. Non tutto è ancora perfetto, ma il piano è pronto”. Lo scrive su X il presidente Volodymyr Zelensky. “Ci sono garanzie di sicurezza: tra noi, gli europei e gli Stati Uniti. Un documento quadro”, ha spiegato. “C’è un documento separato tra noi e gli Stati Uniti: garanzie di sicurezza bilaterali. Devono essere esaminate dal Congresso degli Stati Uniti, con alcuni dettagli e allegati che rimangono classificati. Ad oggi, tutto ciò appare abbastanza solido e dignitoso. Per ora, tuttavia, si tratta di bozze di lavoro preparate dai nostri militari. È importante sottolineare che sono state sviluppate da noi e dagli Stati Uniti. Questo indica che siamo molto vicini a un risultato concreto”, ha proseguito. “Stiamo anche sviluppando la prima bozza dell’accordo sulla ricostruzione dell’Ucraina. Strategia economica. Il nucleo di tutti i documenti è pronto. Quello fondamentale. Ci sono alcune cose che non siamo disposti ad accettare. E ci sono cose – di questo sono certo – che nemmeno i russi sono disposti ad accettare. Gli americani stanno attualmente proseguendo i negoziati con i rappresentanti russi. Terranno colloqui e poi riceveremo un feedback da loro. Da parte nostra, hanno ricevuto tutte le informazioni”, ha concluso Zelensky.
Il ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius ha definito “considerazioni puramente ipotetiche” quelle relative ad una possibile partecipazione della Bundeswehr a una missione di pace in Ucraina. In un’intervista a Die Zeit, Pistorius ha sottolineato che il presidente russo Vladimir Putin “non è nemmeno disposto a un cessate il fuoco”. L’Europa, ha ricordato, ha già espresso “una disponibilità di principio” a una forza di pace guidata dagli europei. “Ora tocca agli Stati Uniti”, ha affermato, precisando che Washington dovrebbe contribuire in modo determinante alle garanzie di sicurezza. “Insieme disponiamo di una enorme capacità di deterrenza”. Il ministro si è detto scettico sul fatto che i negoziati della scorsa settimana tra europei, Ucraina e Stati Uniti abbiano realmente avvicinato la prospettiva di pace. “L’unica persona che può fermare immediatamente la guerra è Vladimir Putin”, ha ribadito, aggiungendo che, nonostante gli sforzi per un cessate il fuoco, “da Mosca non arrivano segnali” in tal senso. Pistorius ha comunque riconosciuto l’importanza dei colloqui, ricordando che “il cancelliere Merz ha chiarito che gli europei devono avere voce in capitolo nei negoziati sul futuro dell’Ucraina”. Sul piano interno, il ministro ha descritto la situazione della sicurezza in Germania come “la più precaria degli ultimi 80 anni”. Per questo, ha spiegato, nei suoi incontri con gli studenti sottolinea sempre il valore delle libertà di cui godono: “Puoi amare chi vuoi, studiare ciò che vuoi e manifestare per ciò che vuoi o contro ciò che vuoi”. Un patrimonio, ha concluso, “per il quale vale la pena impegnarsi e dedicare anche qualche mese al servizio”.
Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha definito la morte del tenente generale Fanil Sarvarov, capo della Direzione addestramento operativo dello Stato maggiore delle forze armate russe, “un terribile omicidio”. “I servizi di sicurezza faranno tutto il necessario per indagare sull’omicidio”, ha aggiunto.
I progressi nei negoziati con gli Stati Uniti sull’Ucraina sono “lenti” e Mosca chiede a Washington di “resistere più attivamente” ai tentativi di alcuni paesi di “sabotare il processo”. Lo ha dichiarato il viceministro degli Esteri russo Sergei Ryabkov. Lo riporta Ria Novosti. “Si osservano lenti progressi. A ciò si aggiungono tentativi estremamente dannosi e dolosi da parte di un gruppo influente di Stati di sabotare questi sforzi e far deragliare il processo diplomatico in questione. Bisogna opporsi a questo”, ha aggiunto. “Invitiamo l’amministrazione americana a opporsi più attivamente a questa situazione. Siamo pronti a continuare a lavorare nel quadro stabilito ad Anchorage. I leader lo hanno definito e rimane pienamente pertinente”, ha concluso Ryabkov.
La Russia non intende attaccare la Nato o i paesi dell’Ue. Lo ha ribadito il viceministro degli Esteri di Mosca, Sergei Ryabkov, durante il dibattito del Valdai International Discussion Club. Lo riporta la Tass. Ryabkov ha ricordato le parole dl presidente russo, Vladimir Putin, secondo cui Mosca “è persino pronta a formalizzare legalmente questa situazione nel contesto di una possibile risoluzione dell’attuale crisi basata sul principio di sicurezza uguale e indivisibile”.
Gordeev ha dimostrato “un sistematico disprezzo per gli standard fondamentali di giustizia imparziale, tra le altre cose, rifiutandosi sistematicamente di esaminare prove a discarico e accettando sistematicamente rapporti di polizia non verificati o copiati dai suoi ex colleghi, rivelando parzialità, conflitto di interessi e mancanza di indipendenza giudiziaria”. Lyudmila Balandina è un pubblico ministero che ha svolto “un ruolo chiave in diversi casi di alto profilo caratterizzati da gravi violazioni dei diritti umani e dalla repressione di individui critici nei confronti delle autorità russe o sostenitori dell’Ucraina”. Balandina ha “sistematicamente abusato della sua posizione di pubblico ministero per perseguire accuse di matrice politica, ricorrendo a una retorica ideologica allineata alla propaganda del Cremlino e chiedendo punizioni eccessive per atti di espressione pacifici”. Attraverso le loro ripetute azioni, i due membri della magistratura russa “hanno contribuito alla repressione della società civile, al silenzio del dissenso e ai tentativi di legittimare narrazioni statali che equiparano le critiche al governo russo o il sostegno all’Ucraina all’estremismo o al terrorismo”.
La Procura generale russa ha dichiarato indesiderate le attività delle organizzazioni non governative polacche ‘Casimir Pulaski Foundation’, ‘Fundacja Wolnosc i Demokracja’ e ‘Fundacja im’. Lo riporta Interfax. “Nel corso delle indagini è stato accertato che le tre organizzazioni operano sotto l’egida del governo polacco, del Consiglio d’Europa e delle strutture della Nato e stanno di fatto attuando le loro politiche ostili nei confronti della Russia”, ha dichiarato la Procura generale.
Mosca ha “delle domande” da porre a Washington, anche in merito alla risoluzione della crisi ucraina. Il successo del dialogo russo-americano “non è scontato”. Lo ha dichiarato il viceministro degli Esteri russo Sergei Ryabkov. Lo riporta Interfax. “È fondamentale che la parte americana, al più alto livello, abbia concordato sul fatto che una delle cause profonde del conflitto sia stata l’espansione assertiva della Nato verso i confini della Russia. Inoltre, la Strategia per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti, recentemente pubblicata , affronta esplicitamente l’inopportunità di un’espansione senza fine del blocco nordatlantico”, ha affermato Ryabkov, intervenendo alla riunione del Valdai Club a Mosca. Secondo Mosca “ciò non significa che non abbiamo più domande da porre alla parte americana, anche nel contesto ucraino”. “Tuttavia, sarebbe ingiusto non riconoscere quanto sopra come passi significativi nella giusta direzione”, ha osservato il viceministro. Secondo Ryabkov “il successo del dialogo russo-americano in corso non è scontato. Considerate le rovine in cui l’amministrazione Biden ha lasciato le nostre relazioni con gli Stati Uniti, normalizzarle richiederà molto tempo, un impegno concreto da entrambe le parti e un enorme sforzo”. “Dobbiamo ancora essere convinti che gli Stati Uniti abbiano davvero intrapreso un percorso sostenibile, allontanandosi dall’estrema ostilità nei confronti del nostro Paese”, ha aggiunto ancora Ryabkov spiegando che “la chiave per progredire su questa strada deve essere la reale disponibilità di Washington a una cooperazione paritaria per ridurre il potenziale complessivo di conflitto, tenendo conto degli interessi fondamentali della Russia, principalmente nell’ambito della sicurezza”.
Il viceministro degli Esteri russo Sergei Ryabkov ha dichiarato che permangono “significativi rischi” di uno scontro militare tra Russia e Nato “a causa delle azioni ostili dei paesi europei”. “Anche considerando la politica più equilibrata che Washington sta dimostrando nei confronti della Russia, permangono rischi significativi di uno scontro tra Russia e Nato a causa delle azioni inadeguate e ostili dei paesi europei”, ha affermato Ryabkov durante l’incontro di Mosca del Valdai Discussion Club. Lo riporta Ria Novosti.
La Commissione europea ha erogato 2,3 miliardi di euro all’Ucraina per sostenere le finanze e la pubblica amministrazione del Paese, mentre continua a combattere l’invasione russa. Si tratta del sesto pagamento nell’ambito dello ‘Strumento per l’Ucraina’, lo strumento chiave dell’Unione per sostenere la ripresa, le riforme e il percorso verso l’adesione dell’Ucraina all’Ue. Con questa sesta tranche, l’Ue ha erogato 26,8 miliardi di euro nell’ambito del Piano per l’Ucraina da marzo 2024, pari a quasi il 70% dei fondi disponibili nell’ambito del primo pilastro dello Strumento per l’Ucraina. Il pagamento fa seguito “all’efficace attuazione di riforme in settori strategicamente importanti, tra cui la gestione delle finanze pubbliche, il sistema giudiziario, i mercati finanziari, il decentramento e la politica regionale, il settore agroalimentare, la gestione delle materie prime essenziali, la transizione verde e la tutela ambientale”, viene riferito. “L’Ucraina sta attuando riforme concrete a una velocità notevole, nonostante l’aggressione russa. Attraverso lo Strumento per l’Ucraina, l’Ue sta promuovendo riforme che avvicinano l’Ucraina all’Ue, supportando al contempo esigenze critiche, tra cui la sicurezza energetica invernale. Lo Strumento per l’Ucraina rimarrà essenziale per sostenere lo slancio delle riforme e il futuro europeo dell’Ucraina”, afferma la commissaria per l’Allargamento, Marta Kos.
“Entro la fine dell’anno prepareremo diverse altre decisioni di sanzioni nei confronti di entità russe e di coloro che sostengono l’aggressione russa. Ci sarà almeno un pacchetto di sanzioni mirato a coloro che collaborano con il complesso militare-industriale russo, che comprende non solo individui provenienti dalla Russia, ma anche, in particolare, dalla Cina”. Lo annuncia il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, in un post su X.
“Stiamo inoltre preparando misure sanzionatorie contro coloro che giustificano l’aggressione russa e promuovono l’influenza russa attraverso la cultura di massa, nonché contro gli atleti che utilizzano la loro carriera sportiva e l’attenzione del pubblico verso lo sport per glorificare l’aggressione russa”, ha aggiunto. Zelensky ha riferito anche di essere al lavoro “con le istituzioni europee sui dettagli del ventesimo pacchetto di sanzioni dell’Ue, con l’obiettivo primario di espandere la pressione delle sanzioni europee sulle risorse energetiche di Putin e sugli oligarchi a lui collegati”.
“Anche il Canada sta elaborando un nuovo pacchetto di sanzioni”, ha concluso.
La Commissione europea ha erogato 2,3 miliardi di euro all’Ucraina per sostenere le finanze e la pubblica amministrazione del Paese, mentre continua a combattere l’invasione russa. Si tratta del sesto pagamento nell’ambito dello ‘Strumento per l’Ucraina’, lo strumento chiave dell’Unione per sostenere la ripresa, le riforme e il percorso verso l’adesione dell’Ucraina all’Ue. Con questa sesta tranche, l’Ue ha erogato 26,8 miliardi di euro nell’ambito del Piano per l’Ucraina da marzo 2024, pari a quasi il 70% dei fondi disponibili nell’ambito del primo pilastro dello Strumento per l’Ucraina. Il pagamento fa seguito “all’efficace attuazione di riforme in settori strategicamente importanti, tra cui la gestione delle finanze pubbliche, il sistema giudiziario, i mercati finanziari, il decentramento e la politica regionale, il settore agroalimentare, la gestione delle materie prime essenziali, la transizione verde e la tutela ambientale”, viene riferito. “L’Ucraina sta attuando riforme concrete a una velocità notevole, nonostante l’aggressione russa. Attraverso lo Strumento per l’Ucraina, l’Ue sta promuovendo riforme che avvicinano l’Ucraina all’Ue, supportando al contempo esigenze critiche, tra cui la sicurezza energetica invernale. Lo Strumento per l’Ucraina rimarrà essenziale per sostenere lo slancio delle riforme e il futuro europeo dell’Ucraina”, afferma la commissaria per l’Allargamento, Marta Kos.
“Restiamo in coordinamento con i nostri Stati membri in termini di contatti bilaterali per raggiungere una pace sostenibile in Ucraina” e “accogliamo con favore gli sforzi di pace”. Lo afferma un portavoce del Servizio per l’azione esterna Ue nel briefing quotidiano con la stampa, rispondendo a una domanda su una possibile telefonata tra il presidente francese Emmanuel Macron e il presidente russo Vladimir Putin.
Il Consiglio Ue ha rinnovato le sanzioni economiche nei confronti della Russia per altri 6 mesi, fino al 31 luglio 2026. Lo riporta una nota precisando che le sanzioni, introdotte per la prima volta nel 2014, sono state notevolmente ampliate da febbraio 2022 in risposta all’aggressione militare ingiustificata e illegale della Russia contro l’Ucraina. Attualmente consistono in un ampio spettro di misure settoriali, tra cui restrizioni al commercio, alla finanza, all’energia, alla tecnologia e ai beni a duplice uso, all’industria, ai trasporti e ai beni di lusso. Tra queste rientrano anche: il divieto di importazione o trasferimento di petrolio greggio e di alcuni prodotti petroliferi trasportati via mare dalla Russia all’Ue, la de-SWIFTizzazione di diverse banche russe e la sospensione delle attività e delle licenze di trasmissione nell’Unione Europea di diversi organi di disinformazione sostenuti dal Cremlino. Inoltre, misure specifiche consentono all’Ue di contrastare l’elusione delle sanzioni. “Finché le azioni illegali della Federazione Russa continueranno a violare le norme fondamentali del diritto internazionale, tra cui, in particolare, il divieto di uso della forza, è opportuno mantenere in vigore tutte le misure imposte dall’Ue e, se necessario, adottare misure supplementari”, viene riferito.
Secondo due fonti delle forze dell’ordine, citate dall’emittente russa Rbc, la potenza dell’ordigno che ha ucciso il generale Fanil Sarvarov a Mosca questa mattina era equivalente a circa 300 grammi di tritolo (Tnt). Stando agli investigatori, l’ordigno è stato posizionato sotto l’auto (una fonte della Rbc ha riferito che si trattava di una Kia Sorento) ed è stato fatto detonare a distanza.
Due servizi segreti di Paesi della Nato ritengono che la Russia stia sviluppando un’arma per colpire i satelliti Starlink di Elon Musk. Secondo le informazioni raccolte da Associated Press, la nuova arma sarebbe in grado di colpire Starlink con ‘nuvole orbitanti’ distruttive di schegge, in grado di rilasciare pallini per disattivare più satelliti. L’obiettivo sarebbe quello di frenare la superiorità spaziale occidentale che ha aiutato l’Ucraina sul campo di battaglia. Le conclusioni di intelligence sono state mostrate ad AP a condizione che i servizi coinvolti non fossero identificati. Gli analisti nutrono dei dubbi, sostenendo che un’arma del genere potrebbe creare il caos nello Spazio e mettere a rischio altri sistemi orbitali vitali. Tuttavia un comandante spaziale canadese ha dichiarato ad AP che un’arma del genere “non è improbabile”. I servizi di Starlink sono utilizzati dall’Ucraina e la Russia considera la costellazione una minaccia. Secondo i risultati delle indagini dei servizi segreti, i pallini distruttivi potrebbero essere abbastanza piccoli da sfuggire al rilevamento. Alcuni analisti sostengono che la Russia potrebbe voler disporre di un’arma del genere solo come deterrente o che per ora potrebbe trattarsi solo di un progetto di ricerca. I risultati visionati da AP non indicano quando la Russia potrebbe essere in grado di implementare un sistema del genere, né specificano se sia stato testato o a che punto sia la ricerca
Il negoziatore russo Kirill Dmitriev ha pubblicato un post su X in cui lascia intendere che potrebbe tenersi a Mosca il prossimo incontro fra le delegazioni di Russia e Usa sulla risoluzione del conflitto in Ucraina. “Grazie, Miami. Prossima volta: Mosca”, si legge nel post, che termina con l’immagine di una colomba ed è accompagnata da una foto in cui si vede lo stesso Dmitriev, con palme e mare sullo sfondo, che indossa una maglietta bianca su cui si legge ‘La prossima volta a Mosca’.
“Gli investigatori stanno seguendo numerose piste relative all’omicidio” del tenente generale Fanil Sarvarov, capo della Direzione addestramento operativo dello Stato maggiore delle forze armate russe, morto a seguito dell’esplosione di un ordigno sotto la sua auto avvenuta stamattina a Mosca, e “una di queste” piste “è che il crimine sia stato orchestrato dai servizi segreti ucraini”. Lo ha dichiarato Svetlana Petrenko, portavoce ufficiale della Commissione Investigativa russa.
Da quando la Russia ha lanciato la sua invasione su larga scala dell’Ucraina nel febbraio 2022, diversi ufficiali militari sono stati presi di mira nella capitale russa. A dicembre del 2024 servizi di sicurezza ucraini rivendicarono la responsabilità di un attacco simile contro un alto ufficiale militare russo: il tenente generale Igor Kirillov, capo delle forze di protezione nucleare, biologica e chimica dell’esercito, fu ucciso da una bomba nascosta su uno scooter elettrico fuori dal suo condominio il giorno dopo che Kiev aveva presentato accuse penali contro di lui; anche il suo assistente, Ilya Polikarpov, rimase ucciso. Lo scorso aprile, poi, il generale Yaroslav Moskalik rimase ucciso nell’esplosione di un’autobomba sempre a Mosca.
Un generale russo è stato ucciso stamattina dopo che un ordigno è esploso sotto la sua auto nella zona sud di Mosca. Lo ha annunciato Svetlana Petrenko, portavoce ufficiale della Commissione Investigativa russa, spiegando che si tratta del tenente generale Fanil Sarvarov, capo della Direzione addestramento operativo dello Stato maggiore delle forze armate russe.
I media russi riportano che un’auto è esplosa in un parcheggio in via Yaseneva a Mosca alle 7 del mattino circa con il conducente all’interno.
Moli e navi danneggiati a seguito di un attacco con droni nel villaggio di Volna, nel distretto di Temryuk, in Russia. Lo riferisce su Telegram il quartier generale delle operazioni di emergenza della regione di Krasnodar. “Nel villaggio di Volna, distretto di Temryuk, due ormeggi e due imbarcazioni sono stati danneggiati da un attacco con droni – si legge – Tutte le persone a bordo delle imbarcazioni sono state evacuate. Non si sono verificati feriti tra l’equipaggio o il personale a terra. Sugli ormeggi, i danni hanno provocato incendi di dimensioni variabili tra 1.000 e 1.500 metri quadrati. Sono attualmente in corso le operazioni antincendio. I servizi di emergenza e speciali sono sul posto”.
“La Russia rimane pienamente impegnata a raggiungere la pace in Ucraina”. Lo scrive su X l’inviato speciale di Donald Trump Steve Witkoff dopo gli incontri del weekend a Miami. “La Russia apprezza profondamente gli sforzi e il sostegno degli Stati Uniti per risolvere il conflitto ucraino e ristabilire la sicurezza globale”, aggiunge Witkoff.
“Negli ultimi due giorni in Florida, l’inviato speciale russo Kirill Dmitriev ha tenuto incontri produttivi e costruttivi con la delegazione americana per portare avanti il piano di pace del presidente Trump sull’Ucraina”, ha scritto Witkoff in un post su X, precisando che “la delegazione americana comprendeva l’inviato speciale Steve Witkoff, Jared Kushner e Josh Gruenbaum, membro dello staff della Casa Bianca”.

