Volodymyr Zelensky questa mattina ha incontrato Papa Leone XIV a Castel Gandolfo. Nel pomeriggio l’incontro con la premier Giorgia Meloni a Palazzo Chigi. Lunedì il presidente dell’Ucraina è stato impegnato in vertici altrettanto importanti: a Londra con Keir Starmer, Emmanuel Macron, Frederich Merz e a Bruxelles con il segretario generale della Nato Mark Rutte, la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen e il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa.
“Penso che il ruolo dell’Europa sia molto importante e l’unità dei paesi europei sia veramente significativa, specialmente in questo caso. Cercare un accordo di pace senza includere l’Europa nelle conversazioni non è realista“. Così Papa Leone XIV, rispondendo ai giornalisti a Castel Gandolfo in merito alle parole del presidente Usa, Donald Trump, sull’Europa e al ruolo che l’Ue può avere nei negoziati sull’Ucraina. “Se la guerra è in Europa”, per “le garanzie che si cercano anche di sicurezza oggi e nel futuro, l’Europa deve farne parte. Purtroppo non tutti lo capiscono, però penso che c’è un’opportunità qui molto grande per i leader dell’Europa di unirsi e di cercare insieme soluzioni”, ha aggiunto il Pontefice.
“Spero di sì, non so quando, bisogna essere anche realisti in queste cose, magari si potrà fare”. Così Papa Leone XIV, lasciando Castel Gandolfo, in merito all’invito ad andare in Ucraina fattogli dal presidente Volodymyr Zelensky.
L’Ucraina, insieme ai suoi alleati europei, confida di inviare agli Stati Uniti la sua visione del piano di pace domani, 10 dicembre. Lo ha affermato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky rispondendo alle domande dei giornalisti, come riferisce Rbc Ukraine. Zelensky ha osservato che i lavori sul piano di pace aggiornato per l’Ucraina e l’Europa sono in corso a livello di consiglieri per la sicurezza nazionale e che il piano non è ancora stato consegnato agli americani. “Stiamo lavorando. Spero che consegneremo la proposta domani”, ha spiegato il leader ucraino.
Nel corso del colloquio di oggi a palazzo Chigi, la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky, hanno rivolto “attenzione ai temi della definizione di robuste garanzie di sicurezza che impediscano future aggressioni e del mantenimento della pressione sulla Russia affinché sieda al tavolo negoziale in buona fede”. Lo riferisce una nota di palazzo Chigi.
Nell’incontro avuto oggi a palazzo Chigi, la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky, hanno ricordato “l’importanza dell’unità di vedute tra partner europei e americani e del contributo europeo a soluzioni che avranno ripercussioni sulla sicurezza del continente”. Lo comunica una nota di palazzo Chigi.
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha incontrato oggi a Palazzo Chigi il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky. Nel corso dell’incontro, informa una nota di palazzo Chigi, i due leader hanno “analizzato lo stato di avanzamento del processo negoziale e condiviso i prossimi passi da compiere per il raggiungimento di una pace giusta e duratura per l’Ucraina”. Zelensky, prosegue la nota, ha riconosciuto il ruolo dell’Italia e ha ringraziato nuovamente per l’invio di forniture di emergenza a sostegno del settore energetico ucraino. Meloni ha quindi ribadito “la solidarietà al popolo ucraino” e assicurato che “l’Italia continuerà a fare la sua parte anche in vista della futura ricostruzione dell’Ucraina”
Un membro delle forze armate britanniche è morto in Ucraina dopo un “tragico incidente”. Lo ha affermato il ministero della Difesa britannico. “È con profondo rammarico che dobbiamo annunciare che un membro delle Forze Armate del Regno Unito è morto in Ucraina questa mattina”, ha dichiarato un portavoce del ministero, citato da Sky News Uk. “È rimasto ferito in un tragico incidente mentre assisteva le forze ucraine nel test di una nuova capacità difensiva, lontano dalle linee del fronte”. Il governo britannico aveva precedentemente confermato la presenza di un “numero limitato di personale” in Ucraina.
Il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, ritiene “inconcepibile” una decisione senza l’Ucraina e senza gli europei in un piano di pace per porre fine alla guerra in Ucraina. Una “pace imposta” all’Ucraina rimane inconcepibile, ha affermato Merz dopo un incontro con il primo ministro armeno Nikol Pashinyan a Berlino. “Una decisione sull’Ucraina senza l’Ucraina è inconcepibile quanto una decisione sull’Europa senza gli europei”, ha aggiunto. Lunedì a Londra, Merz ha avuto colloqui con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky insieme al primo ministro britannico Keir Starmer e al presidente francese Emmanuel Macron. Per quanto riguarda la revisione di un piano di pace statunitense, Merz ha affermato che le proposte sarebbero state elaborate insieme al governo degli Stati Uniti. La mossa spetterebbe poi alla Russia. La Russia potrebbe porre fine alla guerra in poche ore, ha sottolineato il cancelliere.
“Ho avuto un colloquio con l’amico e Ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha. Ho espresso piena solidarietà all’Ucraina dopo la nuova inaccettabile escalation di raid russi contro civili e confermato il sostegno agli sforzi Usa per una pace giusta e duratura”. Lo scrive su X il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, spiegando che è “in arrivo il 12° pacchetto di aiuti militari, oltre che forniture e generatori per sostenere popolazione e infrastrutture energetiche”. “Restiamo saldamente al fianco di Kiev: l’Italia continuerà a fare la sua parte per la ricostruzione e per arrivare in tempi rapidi alla pace”, aggiunge.
“Durante la visita del presidente Zelensky in Italia, ho avuto un colloquio con il mio omologo e amico italiano Antonio Tajani. Ho informato il mio collega degli sforzi di pace e della difficile situazione sul campo di battaglia e sul fronte energetico a seguito dell’intensificarsi degli attacchi russi. Abbiamo discusso dell’importante ruolo dell’Italia e di altri partner europei nel promuovere gli sforzi di pace e nel sostenere l’Ucraina su questo percorso. Abbiamo anche parlato di decisioni urgenti per rafforzare il nostro Paese e aumentare la pressione sull’aggressore”, lo ha scritto su X il ministro degli Esteri ucraino, Andrii Sybiha. “È importante consentire finalmente il pieno utilizzo dei beni russi congelati, rafforzare l’Ucraina nell’ambito del programma ‘Safe’ e aumentare ulteriormente i contributi all’iniziativa ‘Purl’”, ha aggiunto. “Apprezziamo la nostra partnership con l’Italia e ringraziamo i nostri amici italiani, tutto il popolo italiano, per il loro forte sostegno, incluso l’ultimo pacchetto di assistenza militare. Insieme, stiamo difendendo i nostri valori comuni e la sicurezza e la pace in Europa”, ha concluso il titolare della diplomazia di Kiev.
“Apprezziamo il ruolo attivo dell’Italia nel generare idee pratiche e nel definire i passi per avvicinare la pace”. Lo ha scritto su X il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, dopo il colloquio avuto a Palazzo Chigi con la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. “L’ho informata sul lavoro del nostro team negoziale e stiamo coordinando i nostri sforzi diplomatici”, ha aggiunto.
“Ho incontrato a Roma la Presidente del Consiglio dei ministri italiana Giorgia Meloni. Abbiamo avuto un’ottima e molto sostanziale discussione su tutti gli aspetti della situazione diplomatica. Contiamo molto sul continuo sostegno dell’Italia: è importante per l’Ucraina”. Lo ha scritto su X il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky. “Voglio anche esprimere la mia gratitudine per il pacchetto di assistenza energetica, per le attrezzature necessarie: è esattamente ciò che sosterrà le famiglie ucraine, il nostro popolo, i bambini e la vita quotidiana nelle nostre città e comunità, che continuano a sopportare i continui attacchi russi”, ha aggiunto. “Dobbiamo proteggere le vite. Grazie, Italia!”, ha concluso Zelensky.
“Quando si tratta di sanzioni, beni congelati o adesione dell’Ucraina all’Europa, ovviamente si tratta dell’Europa. E quando altri hanno dubbi se continuare a sostenere l’Ucraina o rinunciare all’Ucraina, noi continuiamo a sostenere incrollabilmente l’Ucraina. Non faremo in Ucraina quello che altri hanno fatto in Afghanistan. Continueremo a sostenere l’Ucraina”. Lo ha affermato il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, in conferenza stampa con il premier irlandese Micheal Martin.
“Noi, l’Unione Europea e i suoi Stati membri, siamo i principali sostenitori dell’Ucraina fin dal primo giorno di questa guerra di aggressione da parte della Russia all’Ucraina. Quando parliamo di pace, parliamo di pace non solo per porre fine alle ostilità, non solo di una tregua, ma di una pace giusta e duratura che garantisca la futura sicurezza dell’Ucraina e anche la futura sicurezza dell’Europa. Ed è per questo che ci impegniamo a sostenere i negoziatori ucraini in questi negoziati”, ha aggiunto.
“Parte della questione è, ovviamente, che solo l’Ucraina può prendere decisioni in quanto Stato sovrano e dobbiamo rispettarlo – precisa Costa -. Il territorio è chiaramente una scelta dell’Ucraina, e dobbiamo rispettarlo. Altre questioni spettano all’Unione Europea, ed è per questo che diciamo “niente sull’Ucraina senza l’Ucraina e niente sull’Europa senza l’Europa”.
Il Donbass “è un territorio storico” della Russia. Lo ha affermato Vladimir Putin durante una riunione del Consiglio per lo sviluppo della società civile e dei diritti umani russo. Lo riporta Ria Novosti. Il leader del Cremlino ha aggiunto che Mosca “sta cercando di porre fine alla guerra iniziata con il colpo di stato in Ucraina ed è costretta a farlo con la forza delle armi”.
Il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky, ha appena lasciato palazzo Chigi dopo aver incontrato la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Il bilaterale è durato circa un’ora e mezza.
“In vista del prossimo Consiglio europeo, stiamo lavorando duramente per rispettare la nostra precedente decisione, che prevede di sostenere il fabbisogno finanziario dell’Ucraina per il 2026 e il 2027. Ora stiamo lavorando per mettere a punto la soluzione giuridica e tecnica che potrebbe ottenere l’accordo di almeno una maggioranza qualificata degli Stati membri. La Commissione europea sta svolgendo un ottimo lavoro, collaborando a stretto contatto con tutti i governi nazionali. E credo che siamo molto vicini a trovare una soluzione. E per me, è certo che il 18 dicembre prenderemo una decisione. Ma, come ho detto ai miei colleghi, se necessario, continueremo il 19 o il 20 dicembre, fino a raggiungere una conclusione positiva”. Lo ha affermato il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, in conferenza stampa con il premier irlandese Micheal Martin.
“Abbiamo discusso con il nostro team negoziale i risultati del lavoro svolto a Londra il giorno prima a livello di consiglieri per la sicurezza nazionale dei partner europei. Questo è esattamente ciò su cui abbiamo concordato ieri a livello di leader”. Lo ha affermato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, su Telegram.
“Stiamo lavorando molto attivamente su tutte le componenti delle possibili misure per porre fine alla guerra. Le componenti ucraina ed europea sono già state elaborate in modo più approfondito e siamo pronti a presentarle ai nostri partner in America”. Lo ha scritto su X il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky. “Insieme alla parte americana, ci aspettiamo di rendere le possibili misure il più possibile attuabili il prima possibile”, aggiunge.
“Siamo interessati a una vera pace e siamo costantemente in contatto con l’America. E come giustamente sottolineano i nostri partner del team negoziale, tutto dipende dalla disponibilità della Russia ad adottare misure efficaci per fermare lo spargimento di sangue e impedire una nuova escalation della guerra”. Lo ha scritto su Telegram il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky.
“L’ammiraglio Cavo Dragone è il primo consigliere del segretario generale della Nato, quindi quanto ha detto riflette in un certo senso quello che tutti noi pensiamo. Se lo ha pubblicamente annunciato, essendo un consigliere del segretario generale della Nato e quindi la più alta autorità in ambito Nato, credo che sia stato un parere condiviso anche da parte della componente ‘politica’ dell’Alleanza”. Lo ha detto il generale Luciano Portolano, Capo di Stato Maggiore della Difesa, alle Commissioni Difesa di Camera e Senato nell’audizione sul Documento Programmatico Pluriennale per la Difesa per il triennio 2025-2027, rispondendo a una domanda sulle recenti dichiarazioni del responsabile del Comitato militare della Nato Giuseppe Cavo Dragone.
“Noi parliamo tanto di guerra ibrida – ha aggiunto il generale Portolano – ma la guerra ibrida investe il dominio fisico, ad esempio con i droni, investe l’ambiente virtuale, con la guerra elettronica e tutti gli attacchi cyber condotti sotto soglia, ma anche l’ambiente cognitivo, quello della disinformazione, della manipolazione. Quindi ritengo che le dichiarazioni dell’ammiraglio rientrino in una forma di risposta all’accesa attività ibrida cognitiva fatta dalla Russia nei nostri confronti. Ci limitiamo alla Russia ma potrei estendere anche ad altri Paesi. Io ho lavorato in determinati ambienti e ho avuto a che fare con gruppi come Hezbollah in Libano, o in Somalia; tante volte mi piace dire ai miei collaboratori che, semmai dovessimo imparare come svolgere attività di ‘stratcom’, probabilmente dovremmo imparare da loro. Piano piano lo stiamo imparando. Io credo che l’opinione espressa dall’ammiraglio Cavo Dragone rappresenti l’opinione espressa dalla comunità Nato e dalla comunità internazionale verso queste forme di attacchi ibridi che vengono condotti da parte di proxys della Russia nei confronti del mondo occidentale”.
In una battuta concessa ad alcuni giornali italiani poco prima di recarsi a palazzo Chigi il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha affermato di “fidarsi” della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. “Ci aiuterà”, ha aggiunto facendo riferimento alla trattative in corso per raggiungere la pace in Ucraina.
“Per le elezioni sono sempre pronto”. E’ la battuta concessa dal presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ad alcuni giornali italiani poco prima di recarsi a palazzo Chigi per incontrare la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Il leader di Kiev ha risposto così a Donald Trump secondo cui in Ucraina “è giunto il momento” di convocare le elezioni. Zelensky ha anche ribadito di “fidarsi” di Giorgia Meloni. “Ci aiuterà” ha affermato il presidente ucraino.
Un attacco effettuato dalle forza armate ucraine con l’utilizzo di droni ha danneggiato alcuni edifici residenziali e ferito 14 persone in Ciuvascia, regione russa a circa 900 chilometri a nord-est del confine con l’Ucraina. Lo ha dichiarato il governatore locale Oleg Nikolayev. Ci sono anche segnalazioni non confermate da parte dei residenti della città di Cheboksary secondo cui due persone sarebbero rimaste uccise. Le difese aeree russe hanno distrutto nella notte 121 droni ucraini sopra varie regioni russe e la Crimea annessa, ha dichiarato il ministero della Difesa russo.
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha accolto a Palazzo Chigi il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky. A margine di piazza Colonna, lato Montecitorio, sono ancora presenti i rappresentanti di +Europa con la bandiera dell’Europa e dell’Ucraina, mostrata in occasione del flash mob pro-Kiev andato in scena poco fa davanti alla sede del governo. Dal lato della Galleria Alberto Sordi è presente invece un’altra bandiera ucraina mostrata da alcuni cittadini.
Una grande bandiera dell’Unione europea con la centro quella dell’Ucraina è stata mostrata davanti palazzo Chigi in occasione del flash mob pro-Kiev organizzato da +Europa nel giorno dell’incontro tra la premier Giorgia Meloni e il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky. Presenti davanti alla sede del governo il leader di +Eu, Riccardo Magi, ma anche i parlamentari di Pd e Azione, Filippo Sensi e Giulia Pastorella, oltre a Eric Joseph, dell’associazione EuropaNow!. “L’attacco di Trump all’Europa segna uno spartiacque. Gli europei, i paesi europei, i cittadini europei debbono reagire, prendere in mano il loro destino e chiedere più Europa, chiedere una maggiore integrazione europea a partire dalla politica estera e di difesa – le parole di Magi -. In questo momento l’Ucraina sta difendendo i valori dell’Europa, dello Stato di diritto, della democrazia liberale, per questo la questione Ucraina riguarda il futuro di sicurezza dell’intera Europa. Il presidente Mattarella ce l’ha detto più volte in modo chiarissimo, quello che noi chiediamo però, anche al governo italiano e alla presidente Meloni che oggi accoglie il presidente Zelensky, è di uscire dall’ambiguità, è di essere tra i paesi che vogliono maggiore integrazione politica, è di essere tra i paesi che non si nascondono dietro il diritto di veto nel Consiglio europeo. Meloni ancora poche settimane fa in Parlamento ci ha detto che a lei piace il diritto di veto, allora il cortocircuito dei nazionalisti è ormai chiaro: vogliono un’Europa che non funzioni per continuare a dire che la colpa di tutto è dell’Europa che non funziona. Non pensiamo che questo sia l’interesse degli italiani e di tutti gli europei”. “La posizione di Meloni sull’Ucraina finora noi l’abbiamo sostenuta e l’abbiamo condivisa – ha proseguito Magi – ma il governo italiano ha sempre 2-3 posizioni. C’è la posizione più filo-europea di Tajani, quella filo-putiniana di Salvini e poi c’è il silenzio un po’ imbarazzato all’inizio di Meloni che poi si chiarisce. Noi vogliamo un governo italiano che dia una spinta politica verso maggiore integrazione, non un governo italiano che viva quotidianamente nell’ambiguità”.
“Grazie a +Europa e a tutte le forze che hanno reso possibile questo flash mob in occasione della visita di Zelensky a Roma. È un modo per ricordare da che parte stiamo, non soltanto noi, ma da che parte deve essere l’Italia, che è quella dell’Europa ovviamente, ed è quella della difesa dell’Ucraina di fronte all’aggressione russa. Credo e spero che questo possa essere un buon viatico anche per una manifestazione per l’Europa presto a Roma o nelle piazze d’Italia per ribadire il concetto che oggi la linea di divisione che passa nella politica, non solo in Italia, è tra chi è con l’Europa e con l’Ucraina e chi no”, ha spiegato Sensi.
Papa Leone XIV, al termine dell’incontro di questa mattina a Castel Gandolfo, ha augurato al presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky “buon Natale”. Come mostrato in un filmato diffuso dai media vaticani, Zelensky ha risposto con un sorriso dicendo: “Spero lo sia”.
In Ucraina “credo che sia giunto il momento per indire le elezioni”. Lo ha affermato il presidente americano, Donald Trump, in un’intervista a Politico. “Stanno usando la guerra per non indire delle elezioni, ma credo che il popolo ucraino dovrebbe avere questa scelta”, ha aggiunto. “Forse vincerebbe Zelensky. Non so chi vincerebbe, ma non hanno elezioni da molto tempo – ha detto ancora – parlano di democrazia, ma si arriva a un punto in cui non è più una democrazia“.
“Dobbiamo proteggere costantemente le forniture di petrolio e gas, forniture ininterrotte, dagli attacchi di Kiev e Bruxelles”. Lo ha detto in conferenza stampa il ministro degli Esteri ungherese Péter Szijjartó che si trova a Mosca per incontrare il suo omologo russo Sergei Lavrov. “Bruxelles ci attacca costantemente e legalmente”, ha aggiunto Szijjartó, “mentre Kiev attacca fisicamente le nostre infrastrutture petrolifere e del gas”.
L’Europa come un gruppo di nazioni “in decadenza” guidate da persone “deboli”. Così il presidente Usa Donald Trump in un’intervista a Politico. Il capo della Casa bianca ha sminuito i tradizionali alleati degli Stati Uniti per non essere riusciti a controllare i flussi migratori e a porre fine alla guerra tra Russia e Ucraina, e segnalando che avrebbe appoggiato candidati politici europei in linea con la sua visione per il continente. “Penso che siano deboli”, ha detto Trump riferendosi ai leader politici europei. “Ma penso anche che vogliano essere politicamente corretti”.
“Penso che non sappiano cosa fare”, ha aggiunto. “L’Europa non sa cosa fare”. L’attacco frontale – scrive Politico – contro la leadership politica europea rappresenta la denuncia più virulenta del presidente fino ad oggi nei confronti di queste democrazie occidentali, minacciando una rottura decisiva con paesi come Francia e Germania che hanno già relazioni profondamente tese con l’amministrazione Trump.
“Mi asterrò dal commentare, se non per confermare che siamo molto lieti e grati di avere leader eccellenti, a partire da una leader in quest’Aula, la Presidente della Commissione Europea, von Leyen, di cui siamo davvero orgogliosi, che può guidarci nelle numerose sfide che il mondo sta affrontando”. Così la prima portavoce della Commissione europea, Paula Pinho, nel briefing quotidiano con la stampa, rispondendo a una domanda sull’intervista di Donald Trump a Politico, in cui definisce l’Ue un gruppo di nazioni in decadenza con leader deboli.
“Abbiamo molti altri leader a capo dei 27 Stati membri che fanno parte di questo progetto europeo, di questo progetto di pace, che guidano l’Ue in tutte le sfide che sta affrontando – sottolinea -. Dal commercio alla guerra nel nostro vicinato, e che stanno dimostrando di poter essere uniti come 27 in così tante sfide che ci troviamo ad affrontare di nuovo, dalla guerra con il nostro vicino, l’Ucraina, alla crisi energetica che abbiamo avvertito solo di recente, e siamo stati in grado insieme di superare tutte queste sfide. Permettetemi quindi di cogliere l’occasione per ribadire quello che credo sia il sentimento di molti dei milioni di cittadini dell’Ue: siamo orgogliosi dei nostri leader”.
“L’Ucraina apprezza profondamente tutto il sostegno di Sua Santità Papa Leone XIV e della Santa Sede: l’assistenza umanitaria continua e la disponibilità ad ampliare le missioni umanitarie”. È quanto scrive in un post sul social X il presidente ucraino Volodymyr Zelensky dopo l’incontro con il Pontefice.
“Durante l’udienza odierna con Sua Santità, l’ho ringraziato per le sue costanti preghiere per l’Ucraina e per il popolo ucraino, nonché per i suoi appelli a una pace giusta”, si legge nel post, “ho informato il Papa degli sforzi diplomatici compiuti con gli Stati Uniti per raggiungere la pace. Abbiamo discusso ulteriori azioni e la mediazione del Vaticano volta a riportare i nostri bambini rapiti dalla Russia”.
“Sono grato a Sua Santità per tutti i suoi sforzi a sostegno dei giovani ucraini”, ha aggiunto Zelensky, “grazie per questa conversazione e per tutta l’attenzione riservata al nostro popolo. Ho invitato il Papa a visitare l’Ucraina. Sarebbe un potente segnale di sostegno al nostro popolo”.
“Questa strategia di sicurezza, pubblicata la scorsa settimana, non mi ha sorpreso nella sostanza. Ogni amministrazione americana l’ha rivista finora”. Lo ha detto il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, in conferenza stampa a Magonza. Questo “conferma la mia valutazione che noi in Europa, e quindi anche in Germania, dobbiamo diventare molto più indipendenti dagli Stati Uniti in termini di politica di sicurezza. Non è una sorpresa. Ma ora è stato nuovamente confermato”.
Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha definito assurde le affermazioni secondo cui la Russia starebbe “preparando” un attacco alla Nato. “E’ una totale assurdità”, ha affermato ribadendo l’invito ad ascoltare solamente “la fonte” ufficiale ovvero “il nostro presidente Vladimir Putin”.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha nominato i candidati per la carica di capo dell’ufficio presidenziale, in seguito alle dimissioni del suo ex capo di gabinetto Andriy Yermak avvenute a fine novembre in seguito al suo coinvolgimento in uno scandalo di corruzione. Tra questi – riporta il Kiev Indpendent – figurano Denys Shmyhal, ex premier e attualmente ministro della Difesa, il ministro per la Trasformazione Digitale Mykhailo Fedorov, il capo dell’intelligence militare Kyrylo Budanov , il vice capo dell’ufficio presidenziale ed ex comandante Pavlo Palisa e Sergiy Kyslytsya, primo vice ministro degli Esteri e uno dei principali negoziatori dell’Ucraina.
Nel corso del colloquio tra Papa Leone XIV e il Presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky “non è mancato il riferimento alla questione dei prigionieri di guerra e alla necessità di assicurare il ritorno dei bambini ucraini alle loro famiglie”. Lo si legge in un comunicato diffuso dalla sala stampa della Santa Sede.
“Nella mattinata di oggi, 9 dicembre 2025, il Santo Padre Leone XIV ha ricevuto in Udienza, nella residenza di Castel Gandolfo, Volodymyr Zelensky, presidente dell’Ucraina. Durante il cordiale colloquio, il quale ha avuto al centro la guerra in Ucraina, il Santo Padre ha ribadito la necessità di continuare il dialogo e rinnovato il pressante auspicio che le iniziative diplomatiche in corso possano portare ad una pace giusta e duratura”. Lo si legge in un comunicato della sala stampa della Santa Sede in merito all’incontro tra Papa Leone XIV e il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky, che si è tenuto stamattina a Castel Gandolfo.
Il ministro degli Esteri tedesco, Johann Wadephul, ha espresso scetticismo sulle prospettive di successo degli attuali negoziati per un accordo di pace per l’Ucraina, viste le richieste russe di concessioni territoriali da parte dell’Ucraina. “Non sono ancora certo che alla fine si arriverà a un accordo di compromesso”, ha dichiarato Wadephula margine di una visita a Guangzhou, in Cina.
Ha aggiunto che è positivo che si stia lavorando seriamente a un documento di compromesso. Più i negoziati procederanno, più critiche e importanti diventeranno le questioni rimanenti. “Che le questioni territoriali sarebbero state tra le più difficili era chiaro fin dall’inizio”, ha aggiunto Wadephul, rimarcando che, in definitiva, solo gli ucraini saranno in grado di decidere in merito, e che “queste decisioni non saranno facili per loro è altrettanto ovvio”.
Il ministro ha affermato che si presume che tutte le parti continueranno a utilizzare i prossimi giorni per intensi negoziati. Il governo tedesco, in particolare Francia e Regno Unito, è al fianco degli ucraini e sta cercando di sostenere il Paese. “Questo sta ancora funzionando molto bene”, ha sottolineato Wadephul. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha nuovamente respinto le concessioni territoriali richieste dalla Russia, sebbene questo sia un punto centrale del piano statunitense per porre fine alla guerra.
È terminato l’incontro tra Papa Leone IXV e il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky, a Castel Gandolfo. Il faccia a faccia è durato circa 30 minuti.
Il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky è arrivato a Castel Gandolfo per incontrare Papa Leone XIV. Zelensky è giunto intorno alle 9:40.
Parlando durante il volo verso Bruxelles per incontrare i funzionari della Nato e dell’Unione Europea, dopo aver conferito con i leader di Regno Unito, Francia e Germania a Londra, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha affermato che le proposte di pace sono in fase di finalizzazione e saranno inviate agli Stati Uniti oggi. “Ci sono lievi progressi verso una possibile fine della guerra”, ha detto Zelensky, come riporta la Cnn, “penso che il piano sarà pronto domani (oggi, ndr). In serata ne discuteremo di nuovo e lo invieremo agli Stati Uniti”. Il leader ucraino ha aggiunto che il piano di pace iniziale di Trump, composto da 28 punti, criticato perché favoriva la Russia, è stato ridotto a 20 punti. “I punti anti-ucraini sono stati rimossi”, ha precisato Zelensky.
Questa mattina intorno alle 9.30, secondo quanto si apprende, è previsto un incontro tra Papa Leone XIV e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky a Castel Gandolfo.

