Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha annunciato venerdì le dimissioni del suo capo di gabinetto Andriy Yermak, figura centrale del potere presidenziale e principale negoziatore nei colloqui con gli Stati Uniti. La decisione è arrivata poche ore dopo una perquisizione della sua residenza da parte delle agenzie anticorruzione ucraine. Zelensky ha nominato al suo posto Rustem Umerov.
Nella notte intanto un massiccio attacco russo con droni e missili ha danneggiato edifici residenziali in diverse zone di Kiev. Tre persone sono morte e almeno altre 11 sono rimaste ferite, tra cui un bambino. Lo ha riferito il servizio di emergenza statale ucraino. A fare la conta dei danni è stato il sindaco Vitaliy Klitschko. “Nel quartiere di Svyatoshyn, i detriti hanno colpito l’ingresso di un edificio residenziale di tre piani. Nel quartiere di Darnytsia, i detriti sono caduti sul tetto di un edificio a due piani. Nel quartiere Shevchenkivskyi, a causa della caduta di detriti da un edificio di 14 piani, gli appartamenti al 4° e 5° piano sono in fiamme. L’incendio è stato localizzato. Nel quartiere Solomyanskyi, a causa della caduta di detriti su un edificio residenziale di 25 piani, l’isolamento ha preso fuoco e la facciata dal primo al terzo piano è rimasta parzialmente distrutta. Le auto nel cortile sono state danneggiate. Sempre nel distretto di Solomyanskyi, i detriti sono caduti sul tetto di un edificio di 17 piani. Un’abitazione privata è in fiamme”, ha affermato.
A sole due settimane dal suo ultimo viaggio in Francia, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky sarà ricevuto lunedì 1 dicembre dal presidente francese Emmanuel Macron a Parigi. Lo ha reso noto l’Eliseo all’emittente Bfmtv. Si prevede che i due leader “si scambieranno opinioni sulle condizioni per una pace giusta e duratura, in linea con i colloqui di Ginevra” e sul “piano americano” per risolvere il conflitto, ha aggiunto l’Eliseo.
In Russia, un importante terminal petrolifero vicino al porto di Novorossiysk ha interrotto oggi le operazioni dopo che un attacco da parte di imbarcazioni senza equipaggio ha danneggiato uno dei suoi tre punti di ormeggio. Lo ha reso noto un comunicato stampa del Caspian Pipeline Consortium (CPC), proprietario del terminal. Andriy Kovalenko, capo del Centro per la lotta alla disinformazione del Consiglio di sicurezza nazionale e difesa dell’Ucraina, ha confermato che l’Ucraina ha effettuato l’attacco. “Le forze speciali ucraine hanno operato contro la Federazione Russa, il suo settore energetico e le sue infrastrutture. In particolare, i droni navali sono riusciti a distruggere uno dei tre attracchi per petroliere del Caspian Pipeline Consortium nella zona di Novorossiysk”, ha scritto su Telegram.
“E’ tempo di modificare il piano di Difesa dell’Ucraina”. Lo ha scritto su Telegram il presidente Volodymyr Zelensky in un post dove ha ragguagliato in merito all’ultimo incontro avuto con il ministero della Difesa, Denys Shmyhal. “È importante che il governo e il Ministero della Difesa ucraino forniscano pienamente i finanziamenti necessari per l’acquisto di droni per le brigate da combattimento, in particolare, e ieri hanno finanziato la prossima tranche mensile del sussidio per le brigate da combattimento per un importo di 4,3 miliardi di grivne. Ulteriori 8 miliardi di grivne sono stati stanziati anche per finanziare la linea dei droni”, ha affermato.
Il Servizio di sicurezza ucraino (Sbu) ha rivendicato l’attacco a due petroliere parte della cosiddetta ‘flotta ombra’ russa nel Mar Nero, la Kairo e la Virat. Lo riportano i media di Kiev. Secondo alcune fonti l’operazione è stata portata avanti tramite l’utilizzo di droni navali ‘Sea Baby’. “Si è trattato di un’operazione congiunta della 13a Direzione Generale del Controspionaggio Militare dell’Sbu con la Marina ucraina”, hanno riferito le fonti.
“Il segretario del Consiglio di sicurezza nazionale dell’Ucraina e capo della delegazione ucraina Rustem Umerov, insieme al suo team, è già in viaggio verso gli Stati Uniti”. È quanto fa sapere in un post sui social il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky, dopo che Umerov ha preso il posto di Andriy Yermak a capo della delegazione ucraina nei colloqui di pace. “Oggi Rustem ha presentato una relazione e il compito è chiaro: preparare in modo rapido e concreto le misure necessarie per porre fine alla guerra”, aggiunge Zelensky, “l’Ucraina continua a lavorare in modo estremamente costruttivo con l’America e contiamo che i risultati degli incontri di Ginevra saranno ora perfezionati negli Stati Uniti. Attendo con interesse la relazione della nostra delegazione sui risultati del lavoro, che avrà luogo questa domenica. L’Ucraina lavora per una pace dignitosa”.
Volodymyr Zelensky, con un decreto pubblicato sul sito della presidenza di Kiev ha approvato la nuova composizione della delegazione dell’Ucraina “per la partecipazione al processo negoziale con gli Stati Uniti d’America e altri partner internazionali nonché con i rappresentanti della Federazione Russa riguardo al raggiungimento di una pace giusta e duratura”. Il ruolo di capo delegazione, dopo le dimissioni di Andriy Yermak, è stato affidato a Rustem Umerov, Segretario del Consiglio per la Sicurezza Nazionale e la Difesa dell’Ucraina ed ex ministro della Difesa. In totale la delegazione è composta da nove persone, fra cui il capo della Direzione principale dell’intelligence del ministero della Difesa, Kyrylo Budanov, il viceministro degli Affari Esteri, Serhij Kyslytsia e il Capo di stato maggiore delle forze armate, Andriy Hnatov, oltre ad altri funzionari di alto livello.
“Fare i soldi e non fare la guerra”. Sarebbe questo in sintesi il piano di Donald Trump per l’Ucraina. A scriverlo è il Wall Street Journal. L’idea di “raggiungere la pace attraverso gli affari” sarebbe stato proposta a Washington direttamente dal Cremlino e “con grande costernazione” dell’Unione europea sia il presidente americano che il suo inviato speciale Steve Witkoff si sarebbero trovati d’accordo. Secondo quanto riferito, Witkoff ha ospitato Kirill Dmitriev, il negoziatore “scelto personalmente” da Putin, e Jared Kushner, il genero di Trump, in una tenuta sul lungomare di Miami Beach per elaborare un piano per porre fine alla guerra, assicurandosi al contempo che le aziende americane superassero le loro controparti europee nel realizzare profitti una volta terminato il conflitto. Inoltre si vocifera anche di una missione congiunta tra SpaceX di Elon Musk e la Russia per raggiungere Marte. Secondo il rapporto la strategia di Mosca sarebbe quella di convincere l’amministrazione Trump che la Russia è una “terra di opportunità” e non una minaccia. La speranza del Cremlino sarebbe quella di “rimodellare la mappa economica dell’Europa”, creando al contempo “attriti” tra gli Stati Uniti e i suoi alleati europei dando potenzialmente a Putin l’ultima parola nei negoziati.
Due petroliere, che si dice facciano parte della “flotta ombra” russa, incendiate al largo della costa turca del Mar Nero, potrebbero essere state colpite da mine, droni o missili. Lo ha affermato sabato un alto funzionario turco. Le petroliere Kairos e Virat sono state colpite in rapida successione nel tardo pomeriggio di venerdì, innescando le operazioni di soccorso. I membri dell’equipaggio a bordo di entrambe le navi sono stati segnalati sani e salvi. Il ministro turco dei trasporti e delle infrastrutture Abdulkadir Uraloglu ha affermato che i servizi di soccorso hanno ricevuto per primi segnalazioni secondo cui il Kairos avrebbe potuto colpire una mina prima di essere informati di un’esplosione sul Virat. “I nostri equipaggi indicano che ci sono state esplosioni sull’altra nave e che anche queste sono state causate da interferenze esterne”, ha detto Uraloglu all’emittente NTV sabato mattina.
Un terminal petrolifero del Caspian Pipeline Consortium vicino a Novorossijsk in Russia è stato attaccato nella notte da “imbarcazioni senza pilota” subendo “danni significativi”. Lo scrive la Tass citando l’ufficio stampa del Consorzio attaccato. “Le operazioni di carico e le altre operazioni sono state interrotte e le petroliere sono state rimorchiate fuori dalle acque del CPC. Non si sono verificati feriti tra il personale”, si legge in una nota. Il Caspian Pipeline Consortium (CPC) trasporta petrolio da tre importanti giacimenti kazaki: Tengiz, Kashagan e Karachaganak. I volumi di trasbordo nel 2024 ammontavano a circa 63 milioni di tonnellate di petrolio, di cui circa il 74% proveniente da spedizionieri stranieri, tra cui Tengizchevroil (una sussidiaria della società americana Chevron), ExxonMobil, KazMunayGas, Eni e Shell, ha sottolineato il consorzio.
Il capo dell’intelligene ucraina, Kyrylo Budanov, dovrebbe essere il nuovo responsabile del team negoziale di Kiev dopo le dimissioni di Andriy Yermak da capo di Gabinetto della presidenza-. Lo scrive l’Economist secondo cui Budanov sarebbe in viaggio verso gli Stati Uniti. Secondo il giornale Trump “non ha intenzione di lasciare che i problemi ucraini ostacolino una pace ineguale”.
Circa 600 mila persone sono rimaste senza elettricità in Ucraina dopo i raid effettuati nella notte dalle forze armate russe. Lo ha reso noto su Telegram il ministero dell’Energia di Kiev. “A seguito dell’attacco, oltre 500mila consumatori a Kiev, più di 100mila nella regione di Kiev e quasi 8mila nella regione di Kharkiv sono rimasti senza elettricità”, si legge.
“Dobbiamo lavorare senza perdere un solo giorno affinché ci siano abbastanza missili per i sistemi di difesa aerea, affinché ci sia tutto il necessario per la nostra difesa e per fare pressione sulla Russia. È tempo che l’Europa prenda una decisione sui beni congelati se Mosca non vuole rinunciare agli attacchi con droni e missili. E dobbiamo assolutamente discutere con tutti i partner le misure per porre fine a questa guerra. Grazie a tutti coloro che ci stanno aiutando”. Lo ha scritto su Telegram il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky.
“A Kiev e nella regione, i nostri servizi di emergenza stanno lavorando sui siti degli attacchi russi. I russi hanno lanciato circa 36 missili e quasi 600 droni contro la vita quotidiana. I principali obiettivi dell’attacco sono infrastrutture energetiche e civili, con ingenti danni e incendi in edifici residenziali. Ad oggi, decine di persone sono rimaste ferite e tre sono morte. Le mie condoglianze alla famiglia e agli amici”. Lo ha scritto su Telegram il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky.
“L’unica soluzione è che l’Ucraina torni a essere uno Stato cuscinetto fra la Russia e la Nato”. E’ la ricetta del primo ministro ungherese Viktor Orban per mettere fine al conflitto fra Mosca e Kiev. In un’intervista a Die Welt il politico ungherese ha definito “inevitabili” concessioni territoriali alla Russia da parte dell’Ucraina. Orban ha ipotizzato un accordo postbellico in cui “le aree negoziate in una conferenza di pace internazionale rimarrebbero sotto il controllo russo, mentre tutto il territorio a ovest di quella linea, fino al confine orientale dell’Ucraina con la Nato, costituirebbe lo stato ucraino ridotto”.
Gli Stati Uniti sarebbero pronti a riconoscere il controllo della Russia sulla Crimea e sugli altri territori ucraini occupati per garantire un accordo che ponga fine alla guerra. Lo scrive il Telegraph. Secondo quanto riportato gli inviati dell’amministrazione americana Steve Witkoff e Jared Kushner dovrebbero consegnare una proposta in merito direttamente al presidente russo Vladimir Putin.
E’ salito a due il bilancio delle vittime del raid russo su Kiev. Lo ha reso noto il ministero degli Interni dell’Ucraina su Telegram. I feriti sono oltre 10, fra cui anche dei minorenni. I soccorritori hanno tratto in salvo quattro persone. “Edifici a più piani e privati sono stati danneggiati in diversi quartieri della capitale”, hanno reso noto le autorità.
Andriy Yermak, ex capo di Gabinetto del presidente Zelensky, ha detto al New York Post poche ore dopo aver presentato le dimissioni dall’incarico in seguito a una perquisizione nella sua abitazione da parte dell’ufficio nazionale anticorruzione di Kiev di volersi recare a combattere. “Vado al fronte e sono pronto a qualsiasi rappresaglia. Sono una persona onesta e perbene””, ha detto Yermak affermando di essere “disgustato dalla sporcizia che mi viene rivolta, e ancora di più dalla mancanza di sostegno da parte di coloro che conoscono la verità”.

