Ucraina, svelata telefonata di Witkoff: dava consigli ai russi. L’ira di Mosca

Ucraina, svelata telefonata di Witkoff: dava consigli ai russi. L’ira di Mosca
Steve Witkoff e Vladimir Putin (foto AP/Kristina Kormilitsyna/Kremlin Pool)

Trump minimizza i toni della telefonata svelata da Bloomberg, definendoli parte di una procedura negoziale “standard”

È bufera sull’inviato speciale statunitense Steve Witkoff dopo che Bloomberg ha rivelato i dettagli della sua telefonata del 14 ottobre con Yuri Ushakov, consulente per la politica estera di Vladimir Putin. Dalla trascrizione emerge che Witkoff diede consigli su come il presidente russo avrebbe dovuto presentare al suo omologo americano Donald Trump il piano per l’Ucraina, poi reso noto come un accordo in 28 punti che da subito sembrò sbilanciato a favore della Russia. Secondo la trascrizione trapelata, l’inviato Usa consigliò come prima cosa che Putin si congratulasse con Trump per l’accordo di cessate il fuoco a Gaza. Poi avrebbe dovuto dirgli: “Sa, Steve e Yuri hanno discusso un piano di pace in 20 punti molto simile e questo potrebbe essere qualcosa che pensiamo possa smuovere un po’ le cose“. Ushakov aveva concordato che Putin si congratulasse e dicesse: “Il signor Trump è un vero uomo di pace“. I due presidenti si parlarono poi il 16 ottobre, un giorno prima che il presidente degli Stati Uniti tenesse i colloqui alla Casa Bianca con il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky, come suggerito sempre dall’inviato Usa.

Trump minimizza, Mosca accusa i media occidentali

A chi negli Stati Uniti chiede il licenziamento di Witkoff, ritenuto inaffidabile e troppo vicino a Mosca, Trump ha reagito minimizzando i toni della telefonata, definendoli parte di una procedura negoziale “standard”. Anche il Cremlino si è schierato dalla parte dell’inviato Usa, definendo le critiche contro di lui come tentativi di interrompere i negoziati di pace. La Russia però non ha gradito la fuga di notizie, bollata dallo stesso Ushakov come inaccettabile, mentre il portavoce presidenziale Dmitry Peskov ha accusato i media occidentali di aver perso ogni “rispettabilità”. Il ruolo di Witkoff non sembra quindi messo in discussione, tanto che l’inviato statunitense è atteso la prossima settimana a Mosca per proseguire quello che Peskov ha definito “un processo serio” verso la pace in Ucraina, anche se parlare già di accordo è “prematuro”. Sulla possibilità però che il conflitto si fermi entro la fine dell’anno, come auspicato dal segretario generale della Nato Mark Rutte, Ushakov si è limitato a dire: “Mi piacerebbe“. Il funzionario russo ha poi sottolineato che i contatti continuano anche tra Russia e Ucraina, riferendo che ad Abu Dhabi, dove martedì il segretario dell’esercito americano Dan Driscoll ha incontrato funzionari russi, si sono incontrati anche i servizi segreti di Mosca e Kiev. L’Ue, dal canto suo, si sta interrogando su un possibile prestito “ponte”, finanziato con prestiti europei, per mantenere a galla l’Ucraina durante i primi mesi del 2026. Ma la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, è stata netta su un punto: “Per essere molto chiari: non vedo uno scenario in cui saranno solo i contribuenti europei a pagare il conto. Anche questo è inaccettabile”.

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