Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha avuto una conversazione telefonica con la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen. “Ho ringraziato Ursula per la sua posizione chiara e per i messaggi di sostegno all’Ucraina espressi oggi nel suo discorso al Parlamento europeo”, ha scritto in un post sui social Zelensky, “siamo perfettamente d’accordo: finché la Russia continuerà a respingere tutti gli sforzi di pace, le sanzioni nei suoi confronti dovranno essere inasprite e l’assistenza finanziaria e in materia di difesa all’Ucraina dovrà proseguire”.
Il presidente Usa Donald Trump ha affermato che l’inviato Steve Witkoff incontrerà il presidente russo Vladimir Putin a Mosca, “forse” con Jared Kushner. “Non sono sicuro che Jared ci vada, ma è coinvolto nel processo, è un tipo intelligente. E incontreranno il presidente Putin, credo la prossima settimana a Mosca”, ha detto il tycoon a bordo dell’Air Force One diretto in Florida. Questa mattina è arrivata la conferma dal Cremlino.
Steve Witkoff, inviato speciale del presidente Usa Donald Trump, si recherà a Mosca la prossima settimana, ha dichiarato il consigliere presidenziale russo Yuri Ushakov, secondo quanto riporta l’agenzia di stampa russa Tass. “Per quanto riguarda Whitkoff, posso dire che è stato raggiunto un accordo preliminare per la sua visita a Mosca la prossima settimana”, ha dichiarato Ushakov.
“I russi stanno diffondendo in tutto il mondo la narrativa secondo cui l’Ucraina presumibilmente non sarebbe in grado di difendersi. Dicono che i soldati ucraini non siano capaci di difendersi. I risultati quotidiani dei combattimenti dell’esercito ucraino, delle nostre forze speciali e dei nostri attacchi a lungo raggio, prova che l’Ucraina può difendere i propri interessi”. Lo scrive su X il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. “Ora, ogni occupante russo eliminato, ogni reintegro del nostro fondo di scambio per l’Ucraina, ogni assalto russo respinto dagli ucraini, ogni pezzo di equipaggiamento russo distrutto, ogni attacco a lungo raggio che realizziamo, tutti questi sono argomenti che dimostrano che vale la pena stare dalla parte dell’Ucraina, vale la pena aiutare l’Ucraina, e che non è l’Ucraina a dover essere pressata per la pace, ma la Russia, l’unica ragione per cui questa guerra continua”, aggiunge.
“Io sono tranquillo nei confronti di questa telefonata. Il presidente degli Stati Uniti ha detto che questa è la prassi nei negoziati ma questo non avrà conseguenze dirette sull’andamento delle trattative. Non vedo nulla di filo-russo in questo”. Così Mychajlo Podoljak, consigliere del presidente Zelensky, nell’intervista che andrà in onda domani mattina ad Agorà su Rai3, in merito al caso della telefonata fatta trapelare da Bloomberg tra l’inviato Usa Steve Witkoff e il consigliere russo Yuri Ushakov. “Nel piano aggiornato di Trump ci sono una serie di questioni delicate e il presidente Zelensky è pronto a parlare con il presidente Trump. Mi riferisco a quello che riguarda lo status dell’Ucraina nella Nato e tutto ciò che riguarda i territori – ha proseguito Mychajlo Podoljak – per noi gli altri punti hanno già l’aspetto di essere accettabili”.
“Ci auguriamo” di essere a un punto di svolta nel percorso verso la pace in Ucraina. Lo ha detto il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri Giovanbattista Fazzolari all’evento di Libero per i 25 anni del quotidiano. “La soluzione per una pace è molto complessa. Gli interessi della Russia e di Kiev non coincidono”, ha proseguito. “La possibilità di un collasso della società russa non è da escludere. Putin deve trovare un accordo di pace per salvare la faccia”, ha aggiunto.
“Probabilmente la parola ‘rispettabilità’ non dovrebbe più essere usata in relazione ai media occidentali”. Lo ha detto il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov al giornalista di VGTRK Pavel Zarubin, commentando le pubblicazioni di Bloomberg contenenti le trascrizioni di conversazioni tra l’assistente presidenziale russo Yuri Ushakov e l’inviato speciale statunitense Steve Witkoff.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha avuto una conversazione telefonica con la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen. “Ho ringraziato Ursula per la sua posizione chiara e per i messaggi di sostegno all’Ucraina espressi oggi nel suo discorso al Parlamento europeo”, ha scritto in un post sui social Zelensky, “siamo perfettamente d’accordo: finché la Russia continuerà a respingere tutti gli sforzi di pace, le sanzioni nei suoi confronti dovranno essere inasprite e l’assistenza finanziaria e in materia di difesa all’Ucraina dovrà proseguire”. “Abbiamo discusso dell’attuale situazione diplomatica e del lavoro dell’Unione europea su una decisione relativa all’utilizzo dei beni russi congelati per la difesa dell’Ucraina”, ha aggiunto Zelensky, “abbiamo anche coordinato i nostri contatti per il prossimo futuro”.
“Mi piacerebbe vedere finire tutto questo, e non lo sapremo per un po’, ma stiamo facendo progressi”. Lo ha detto il presidente Donald Trump a bordo dell’Air Force One diretto in Florida. Lo riporta la Cnn. Il tycoon in precedenza aveva fissato una scadenza per giovedì affinché Kiev accettasse una proposta di piano di pace, sebbene abbia ritrattato. Quando gli è stato chiesto se stesse imponendo una nuova scadenza, Trump ha risposto: “Sapete qual è la scadenza per me? Quando sarà finita”.
“È in corso un processo. Un processo serio” per una soluzione pacifica in Ucraina. Lo ha affermato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov al giornalista di VGTRK Pavel Zarubin. “Al momento, probabilmente non c’è nulla di più importante di questo”, ha aggiunto.
Matteo Salvini dice che l’Ue non deve mettersi in mezzo a proposito del piano di pace tra Russia e Ucraina? “L’Europa si deve mettere in mezzo, tutti lo dicono, fa bene l’Europa ad essere presente e aiutare a risolvere i problemi”. Così il ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani intercettato dai cronisti alla Camera.
Durante la riunione di questa mattina del Consiglio Affari Esteri straordinario, convocato in videoconferenza dall’Alta Rappresentante UE, Kaja Kallas, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha evidenziato l’importanza di definire un’architettura di sicurezza che garantisca il futuro dell’Ucraina e dell’Europa, sostenuta da garanzie solide e credibili sul modello di quelle prospettate dal nostro Paese. I ministri europei hanno concordato sulla necessità di mantenere alta la pressione su Mosca per favorire l’avvio del negoziato. Lo comunica la Farnesina in una nota.
Durante la riunione di questa mattina del Consiglio Affari Esteri straordinario, convocato in videoconferenza dall’Alta Rappresentante UE, Kaja Kallas, per fare il punto insieme ai 27 e al Ministro ucraino Sybiha sull’iniziativa lanciata dagli Stati Uniti a Ginevra per la pace in Ucraina, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha riaffermato l’impegno dell’Italia per una pace giusta e duratura e sottolineato la centralità del dialogo tra le due sponde dell’Atlantico, ricordando i recenti contatti diretti della Presidente del Consiglio Meloni con il Presidente Trump e la riunione della Coalizione dei Volenterosi svoltasi ieri a livello dei Leader. Lo comunica la Farnesina in una nota.
Tajani ha poi ribadito il forte sostegno del Governo all’Ucraina e al suo popolo di fronte ai continui bombardamenti russi, che anche in queste ore colpiscono infrastrutture energetiche cruciali in vista dell’inverno, e ha aggiornato i Ministri europei sulle più recenti forniture italiane all’Ucraina, in particolare in campo energetico.
La riunione si inserisce in una fitta rete di contatti sul dossier ucraino che vede l’Italia in prima linea nell’impegno per la pace, aggiunge la Farnesina.
“Al momento non vediamo alcun segnale da parte russa che voglia davvero la pace. Li abbiamo visti bombardare civili e infrastrutture civili senza mostrare alcun segno di volere la pace. Potrebbero iniziare accettando un cessate il fuoco incondizionato, come l’Ucraina ha già accettato a febbraio. Se ci fosse un cessate il fuoco, ci sarebbe anche la possibilità di sedersi e negoziare”. Lo afferma l’Alta Rappresentante Ue per la Politica estera Kaja Kallas in conferenza stampa dopo la riunione con i ministri degli Esteri in videoconferenza, rispodendo a una domanda sulla possibilità che la guerra possa finire entro l’anno.
“L’attenzione dovrebbe concentrarsi su ciò che la Russia, in quanto aggressore, deve fare, non su ciò che l’Ucraina, in quanto vittima, deve sacrificare”. Lo afferma l’Alta Rappresentante Ue per la Politica estera Kaja Kallas in conferenza stampa dopo la riunione con i ministri degli Esteri in videoconferenza. “Oggi abbiamo riaffermato i nostri principi comuni: sovranità, indipendenza, integrità territoriale e il diritto intrinseco dell’Ucraina all’autodifesa. Nulla sull’Ucraina senza l’Ucraina e, infine, la minaccia rappresentata dalla Russia si estende oltre l’Ucraina, quindi il nostro lavoro per rafforzare la difesa europea rimane essenziale. È anche per questo che le decisioni riguardanti l’Ue e la Nato possono essere prese solo dai membri dell’Unione Europea e della Nato e da nessun altro. Tutto questo lavoro mira in ultima analisi a garantire che la Russia non attacchi mai più. L’Unione Europea sosterrà sempre la pace e siamo favorevoli a qualsiasi piano di pace che porti una pace giusta e duratura per l’Ucraina, ma garantisca anche la sicurezza dell’Europa di domani”, aggiunge.
“Vogliamo tutti che questa guerra finisca, ma anche il modo in cui finirà è importante. Dobbiamo tenere presente che c’è un aggressore e una vittima”. Lo afferma l’Alta Rappresentante Ue per la Politica estera Kaja Kallas in conferenza stampa dopo la riunione con i ministri degli Esteri in videoconferenza. “Un cessate il fuoco immediato e incondizionato deve essere il primo passo per porre fine alla guerra, ma al momento non vediamo alcun segno che la Russia sia pronta per un cessate il fuoco. La Russia non sta rallentando. È una macchina militare, sta intensificando i suoi sforzi. Dobbiamo ancora passare da una situazione in cui la Russia finge di negoziare a una situazione in cui è costretta a negoziare. Ci stiamo arrivando”, aggiunge.
I rappresentanti dei servizi segreti russi e ucraini si sono incontrati ad Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti. Lo ha detto il consigliere presidenziale russo Yuri Ushakov. “L’intero pubblico, sia rispettabile che non così rispettabile, era lì, e tra questo pubblico c’erano rappresentanti che stavano facendo un lavoro serio, rappresentanti dei servizi speciali di Russia e Ucraina”, ha detto Ushakov in un’intervista a Pavel Zarubin, conduttore del programma ‘Mosca. Cremlino. Putin’ sul canale televisivo Rossiya 1 (VGTRK). “Si incontrano periodicamente e discutono di questioni molto delicate, tra cui lo scambio di prigionieri”, ha aggiunto.
“Quando parliamo di pace giusta non si tratta solo di un principio fondamentale, per cui affermiamo che una tale pace debba essere sostenibile e giusta, ma è anche qualcosa di cui tenere conto quando si considerano le potenziali conseguenze. Ciò che è urgentemente necessario è che un potenziale accordo di pace non si trasformi in una mera tregua, durante la quale la Russia raccolga le sue forze, si riorienti e poi invada e attacchi di nuovo l’Ucraina tra qualche anno”. Lo ha detto il viceportavoce del governo tedesco, Steffen Meyer, in conferenza stampa. “Questo non è nell’interesse di nessuno, e quindi qualsiasi accordo di pace deve in definitiva essere tale da rafforzare l’Ucraina, consentirle di difendersi in modo permanente e avere un impatto sostenibile e giusto a lungo termine. Questo è fondamentale. E stiamo attualmente agendo in questa direzione a tutti i livelli”, ha aggiunto il portavoce.
Mosca dovrebbe accettare il piano di pace Ue? “Lasciamo che discutano Trump, Zelensky e Putin, senza invasioni di campo di Bruxelles, di Parigi o di Berlino. Ecco, come Trump è riuscito tra mille difficoltà a porre fine al massacro tra Hamas, i terroristi di Hamas e Israele, adesso ci sono i punti 28, 24, 19, non sta a me giudicarli, quindi figurati se sono io a dover dire cosa deve accettare Zelensky o cosa deve accettare Putin. Ringrazio Trump che li sta mettendo intorno a un tavolo, perché se avessimo aspettato Macron o compagnia campa cavallo, qualcuno è più interessato a vendere armi che a fermare i missili. Mi sembra che ci sia disponibilità all’ascolto da parte sia di Zelensky che di Putin, lasciamo lavorare gli americani, e l’Unione Europea non si metta di mezzo”. Così il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini a margine di una conferenza stampa alla Camera. L’Unione europea vuole stare vicino a Kiev perché serve una mediazione dato che Trump e Putin potrebbero fare un accordo a scapito dell’Ucraina? “Io noto che la guerra è in corso da quasi quattro anni e il ruolo dell’Unione Europea è stato pressoché pari allo zero, se non pagare decine di miliardi di euro, fare le sanzioni, e probabilmente leggendo le cronache che arrivano da Kiev alimentare un giro di corruzione da centinaia di milioni di dollari – ha aggiunto – quindi io direi che Bruxelles e Londra, Parigi e Berlino se lasciano lavorare Washington per trovare un accordo fra Kiev e Mosca fanno la cosa giusta, anche perché io ho l’impressione che qualcuno in Europa che è in difficoltà a casa sua cerchi altrove un diversivo”.
“Vogliamo che questa pace sia veramente giusta, ci rifiutiamo di permettere che i responsabili dei crimini di guerra russi vengano scagionati. Ci rifiutiamo di permettere che i responsabili dei crimini di guerra russi ottengano l’amnistia. Ci rifiutiamo di permettere alla Russia di tornare al G8 e alla comunità internazionale come se nulla fosse accaduto. Ci rifiutiamo di dimenticare Butcha e i bombardamenti sui civili. Ci rifiutiamo di cadere in questo gioco perverso, fomentato da alcuni qui, che dipingerebbe il Cremlino come vittima piuttosto che come aggressore”. Lo dice la presidente del gruppo Renew Europe, Valérie Hayer, intervenendo al dibattito sul piano di pace per l’Ucraina alla plenaria del Parlamento europeo.
“Questa guerra in Ucraina è un momento di verità per l’Europa. Perché siamo soli. Soli di fronte al nostro destino. È imperativo andare avanti nella difesa europea. Questa è la condizione della nostra indipendenza”, aggiunge.
“Grazie a Donald Trump abbiamo una reale possibilità di pace, alla quale loro non hanno contribuito in alcun modo, anzi”. Lo ha detto la leader dell’ultradestra tedesca dell’AfD, Alice Weidel, parlando al Bundestag, rivolgendosi agli esponenti del governo tedesco. Secondo Weidel, il governo tedesco sta buttando via i soldi dalla finestra. “11,5 miliardi per l’Ucraina, senza sapere se finiranno di nuovo nelle mani di corrotti speculatori di guerra”. Weidel ha anche presentato un piano in 12 punti dell’AfD chiedendo, tra le altre cose, che la Germania torni ad acquistare gas dalla Russia: “Dobbiamo acquistare gas naturale e petrolio dove costano meno, ovvero in Russia. È nel nostro interesse nazionale”.
“Putin è un criminale di guerra. E se un criminale di guerra non viene fermato, continuerà. Il cosiddetto piano di pace è stato visto come una conferma del piano di Putin. Lasciatemi essere chiaro: per noi, come Ppe, questo è inaccettabile”. Lo dice il presidente del gruppo del Partito popolare europeo (Ppe) Manfred Weber nel discorso alla plenaria del Parlamento europeo sul piano di pace dell’Ucraina. “No, un criminale di guerra non può essere ricompensato per il suo terrorismo. Quindi rinunciare al territorio ucraino, al territorio dell’Ucraina libera, è inaccettabile. No, un criminale di guerra non può essere ricompensato per questo terrorismo. Quindi accettare qualsiasi tipo di amnistia per i criminali di guerra russi è inaccettabile. E no, un criminale di guerra non può essere ricompensato per il suo terrorismo. Consentire limiti all’Ucraina indipendente nella scelta dei propri partner è inaccettabile. E voglio ringraziare i nostri leader europei per la loro reazione chiara e ferma”, aggiunge.
Il ministro degli Esteri tedesco, Johann Wadephul, si aspetta che i primi accordi di base tra Russia e Ucraina nell’ambito degli sforzi di pace in corso “non prima della prossima settimana”. Questa sarebbe la prima fase dei negoziati, ha affermato Wadephul dopo una riunione della Commissione Affari Esteri a Berlino. In precedenza, aveva informato a porte chiuse i membri del Parlamento sulla situazione attuale. Il governo tedesco sottolinea l’importanza di un processo strutturato “affinché l’Ucraina possa negoziare in modo sovrano quali concessioni sia disposta a fare”. Kiev può farlo solo da una posizione di relativa forza e può contare sul sostegno dell’Europa e della Germania, ha spiegato ancora il ministro tedesco.
Il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, ha affermato di “approvare gli sforzi di pace di Donald Trump”. Tuttavia, ha sottolineato: “Gli affari europei possono essere decisi solo in accordo con l’Europa. L’Europa non è una pedina, ma un attore sovrano”, ha affermato Merz parlando al Bundestag. “Non vacilleremo nel nostro sostegno all’Ucraina; sosterremo il popolo ucraino per tutto il tempo necessario”, ha aggiunto il cancelliere.
“Il nostro approccio comune è raggiungere la pace attraverso la forza. Ciò richiede che l’Ucraina si trovi nella posizione più forte possibile, con una solida capacità militare e difensiva come componente essenziale. Non possono esserci limitazioni alle forze armate ucraine che lascerebbero l’Ucraina esposta a futuri attacchi. E siamo chiari sul principio che i confini non devono essere modificati con la forza”. Lo dice la ministra danese degli Affari europei Marie Bjerre della presidenza di turno Ue alla plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo. “Il ruolo dell’Ue – sottolinea – è fondamentale per raggiungere la pace in Ucraina in questo momento cruciale. Dobbiamo parlare con una sola voce, mantenere la rotta e continuare a sostenere ampiamente e in modo incrollabile l’Ucraina”.
Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha definito “premature” le dichiarazioni secondo cui la situazione in Ucraina sarebbe vicina a un accordo di pace. “È troppo presto per dirlo”, le sue parole riportate dalla Tass. Peskov – allo stesso tempo – ha confermato che “ci sono contatti” in corso fra Russia e Stati Uniti.
Non c’è ancora una data precisa per la visita in Russia dell’inviato speciale del presidente degli Stati Uniti Steve Whitkoff. Lo ha affermato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov. Non appena sarà definita la tempistica esatta di questi contatti a Mosca, ve lo faremo sapere”, le sue parole riportate da Interfax.
Il consigliere presidenziale russo Yuri Ushakov ha definito “inaccettabili” le fughe di notizie ai media sui contatti riguardanti un accordo in Ucraina, poiché la questione in discussione “è estremamente seria”. Lo riporta Ria Novosti. úE’ inaccettabile quando si discute di una questione davvero seria, estremamente seria”, ha affermato.
Il consigliere presidenziale per la politica estera russo Yuri Ushakov ha annunciato che Vladimir Putin riceverà l’inviato presidenziale statunitense Steve Whitkoff durante la sua visita in Russia. “Molto probabilmente sarà il presidente a riceverlo”, ha dichiarato Ushakov. Lo riporta Interfax.
La Russia, per la Nato e per gli europei, “continuerà a essere una minaccia a lungo termine per molto tempo”, anche se si dovesse raggiungere un accordi di pace con l’Ucraina. Lo ha detto il segretario generale della Nato Mark Rutte in un’intervista al quotidiano spagnolo El Paìs. “Se un presidente russo è disposto a sacrificare un milione di persone del proprio popolo per questa fallacia di correggere la storia, dobbiamo essere preparati. Ecco perché dobbiamo spendere molto di più per la nostra difesa. Un piano di pace non cambia la valutazione della Russia come minaccia a lungo termine per l’Europa”, ha aggiunto.
Gli europei stanno intromettendosi inutilmente nelle questioni relative al piano di pace americano per l’Ucraina. Lo ha affermato il consigliere presidenziale per la politica estera russo Yuri Ushakov. “Non siamo gli unici partecipanti a questo processo. Anche se è chiaro il motivo, anche ucraini ed europei si stanno intromettendo in tutte queste questioni, il che è del tutto inutile, a mio avviso”, ha dichiarato. Lo riporta la Tass.
Il consigliere presidenziale per la politica estera russo Yuri Ushakov non ha escluso la possibilità che il conflitto in Ucraina finisca nel 2025. “Mi piacerebbe”, ha detto ai giornalisti, rispondendo a una domanda sulla probabilità che il conflitto finisca quest’anno. Lo riporta Interfax.
Il segretario generale della Nato Mark Rutte ritiene possibile che la guerra in Ucraina finisca entro la fine di quest’anno. “Certo”, è possibile, ha detto Rutte in un’intervista al quotidiano spagnolo El Paìs. “Preghiamo tutti che questa guerra finisca il prima possibile. Voglio fare tutto il possibile per aiutare a mettere in atto la visione del presidente Trump”, “condivido pienamente la visione di Trump: questa carneficina deve finire”, ha aggiunto.
“E’ sempre difficile fare previsioni, ma spero davvero che la pace arrivi presto”, ha aggiunto Rutte, sottolineando che “naturalmente, dopo i colloqui di Ginevra ci dovranno essere altri incontri e dovrà esserci un dibattito separato, in parallelo, con l’Ue e la Nato su alcune questioni”. “E non siamo ancora a quel punto”, ha ammesso.
Rispetto al piano di pace Usa, Rutte ha affermato che “costituisce una buona base per le discussioni”. “La proposta contiene elementi solidi e altri che necessitano di ulteriore lavoro e dialogo. Questo è ciò che l’Ucraina e gli Stati Uniti stanno facendo in questo momento”, ha aggiunto.
“Il cosiddetto piano di pace di Trump e Putin non è un piano di pace: è un piano di capitolazione. È un attacco diretto alla Carta delle Nazioni Unite, un documento elaborato alle spalle dell’Ucraina e dell’Unione Europea che calpesta la sovranità, l’indipendenza e l’integrità territoriale di un Paese martire da oltre un decennio. Riconosce il diritto di conquista della Russia, sancisce la legge della forza e trasforma il multilateralismo in un vuoto ornamento. E lo fa con oscena freddezza: per saziare le ambizioni imperialiste di Putin e riempire le tasche di Trump”. Lo afferma la presidente del gruppo Socialisti e democratici, Iratxe Garcìa Pérez, intervenendo al dibattito sul piano di pace per l’Ucraina alla plenaria del Parlamento europeo.
“Perché, diciamolo chiaramente: è inaccettabile costringere l’Ucraina a rinunciare al Donbass e alla Crimea, amputandone il territorio come se fosse una merce di scambio. È inaccettabile limitare il suo esercito a 600.000 uomini, lasciandolo indifeso contro l’aggressore. È inaccettabile impedirgli di aderire alla NATO, condannandolo a una vulnerabilità permanente. Ed è profondamente inaccettabile che Trump intenda trarre profitto dai beni russi congelati a spese dell’Unione Europea”, aggiunge. “Signora von der Leyen, non cadiamo nella trappola della storia. Nel XX secolo abbiamo imparato che compiacere un dittatore ha un prezzo devastante. Abbiamo imparato che chi disprezza la democrazia capisce solo il linguaggio della forza”, rimarca la leader dei socialisti.
“Non vogliamo la pace attraverso la capitolazione” dell’Ucraina. Lo ha detto il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, parlando al Bundestag. Il cancelliere ha anche promesso un intenso sostegno all’Ucraina con il prossimo bilancio. “Putin deve rendersi conto che non ha alcuna possibilità di vincere questa guerra a scapito dell’ordine europeo di pace e libertà”, ha detto ancora Merz.
“Alcuni aspetti” del piano di pace per l’Ucraina presentato dagli Stati Uniti “possono essere valutati positivamente” mentre altri “richiedono un’analisi e discussioni davvero scrupolose fra esperti specializzati”. Lo ha affermato il consigliere presidenziale per la politica estera russo, Yuri Ushakov. Lo riporta Ria Novosti.
“Non c’è ancora stata una discussione seria tra Russia e Stati Uniti su un piano per l’Ucraina, ma i contatti sono in corso”. Lo ha affermato il consigliere presidenziale per la politica estera russo, Yuri Ushakov. Lo riporta la Tass. “Il piano di pace non è stato discusso ad Abu Dhabi – ha aggiunto – lo abbiamo visto, ci è stato trasmesso, ma non ci sono state discussioni”.
“Non appena gli europei sentono le parole ‘piano di pace’, ‘negoziati’ o ‘contatti’, le loro mascelle si stringono”. Lo ha affermato la portavoce del Ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, nel suo programma su Radio Sputnik. “Non è solo qualcosa che va contro la loro natura, è come un tocco di acqua santa su queste persone possedute”, ha aggiunto ancora facendo riferimento ai vertici dell’Ue.
Fonti di Kiev hanno confermato alla Cnn che si è effettivamente raggiunto un “consenso” sulla maggior parte dei punti esposti nelle 28 proposte di pace degli Stati Uniti ma, allo stesso tempo, le aree su cui si è ancora in disaccordo non sono affatto “minori”. Ci sarebbero infatti almeno “tre punti cruciali su cui permangono differenze “significative” che potrebbero decretare il successo o il fallimento degli sforzi per negoziare la fine del conflitto. In primo luogo, la delicata questione se l’Ucraina avrebbe ceduto territori chiave nella regione del Donbass, nell’Ucraina orientale, annessi ma non ancora conquistati dalla Russia, tra cui la “cintura di fortezze” di città e paesi fortemente difesi, considerati vitali per la sicurezza ucraina. In secondo luogo, è ancora in discussione la controversa proposta statunitense di limitare le dimensioni delle forze armate ucraine a 600mila unità. Infine, per quanto riguarda la rinuncia dell’Ucraina alla sua ambizione di diventare membro della Nato, la fonte ha dichiarato alla Cnn che tale richiesta rimane inaccettabile in quanto una simile concessione creerebbe un “brutto precedente”.
“Mi piacerebbe vedere finire tutto questo, e non lo sapremo per un po’, ma stiamo facendo progressi”. Lo ha detto il presidente Donald Trump a bordo dell’Air Force One diretto in Florida. Lo riporta la Cnn. Il tycoon in precedenza aveva fissato una scadenza per giovedì affinché Kiev accettasse una proposta di piano di pace, sebbene abbia ritrattato. Quando gli è stato chiesto se stesse imponendo una nuova scadenza, Trump ha risposto: “Sapete qual è la scadenza per me? Quando sarà finita”.
La Russia “sta facendo delle concessioni. La loro più grande concessione è che smettono di combattere e non prendono più terra”. Lo ha dichiarato il presidente Donald Trump a bordo dell’Air Force One diretto in Florida. Lo riporta la Cnn.
“Fin dal primo giorno, abbiamo sostenuto gli sforzi dell’Ucraina per difendersi e raggiungere la pace, e accogliamo con favore tutti gli sforzi diplomatici volti a raggiungere una pace e una sicurezza giuste e durature. Ci auguriamo che il recente impegno degli Stati Uniti porti a risultati positivi e siamo soddisfatti dei progressi compiuti durante la riunione di Ginevra”. Lo dice la ministra degli Affari europei Marie Bjerre della presidenza di turno Ue alla plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo. “Il Consiglio è stato chiaro: restiamo uniti e fermi nel nostro sostegno all’Ucraina, alla sua sovranità e al suo diritto di definire il proprio futuro. La pace deve essere globale, giusta e duratura. Alla luce dei negoziati in corso, vorrei ricordare il principio concordato per la pace, come affermato dai nostri leader al Consiglio europeo. Non possono esserci negoziati sull’Ucraina senza l’Ucraina. Non possono esserci negoziati che incidano sulla sicurezza europea senza il coinvolgimento dell’Europa. La sicurezza dell’Ucraina e quella dell’Europa sono interconnesse. Qualsiasi accordo deve essere accompagnato da solide e credibili garanzie di sicurezza che contribuiscano a scoraggiare future aggressioni russe. La pace deve rispettare l’indipendenza, la sovranità e l’integrità territoriale dell’Ucraina. Qualsiasi tregua o cessate il fuoco deve essere parte del processo che porta a un accordo di pace globale”, aggiunge.
“La prima priorità è che qualsiasi accordo garantisca una pace giusta e duratura e garantisca una reale sicurezza per l’Ucraina e l’Europa in quanto nazione sovrana”. Lo afferma la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nel suo discorso alla plenaria del Parlamento europeo sul piano di pace dell’Ucraina.
“Non possono esserci limitazioni alle forze armate ucraine che renderebbero il Paese vulnerabile a futuri attacchi – sottolinea -. E questo riguarda tanto la deterrenza quanto la sicurezza dell’Europa, perché la sicurezza dell’Ucraina è la sicurezza dell’Europa. Pertanto, l’Ucraina ha bisogno di garanzie di sicurezza solide, a lungo termine e credibili, come parte di un pacchetto più ampio per dissuadere e contrastare qualsiasi futuro attacco da parte della Russia. Ed è altrettanto chiaro che qualsiasi accordo di pace deve garantire che la sicurezza europea sia garantita a lungo termine”.
“Il piano d’azione della Russia non è cambiato. Fin dall’inizio, la Russia ha sempre creduto di poter sopravvivere all’Ucraina, all’Europa e a tutti i suoi alleati, ed è per questo che ogni volta che si registrano progressi significativi nei negoziati che possono portare a una vera pace, la violenza aumenta. Lo abbiamo già visto. È un modello, e le voci provenienti dal Cremlino negli ultimi giorni la dicono lunga sulle sue reali intenzioni nei loro confronti: l’Ucraina rimane un primo passo in un gioco molto più grande per la Russia. Qualsiasi accordo di pace riguarda la ridefinizione permanente delle mappe. Riguarda il ritorno alle relazioni tra grandi potenze e alle sfere di influenza”. Lo afferma la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nel suo discorso alla plenaria del Parlamento europeo sul piano di pace dell’Ucraina.
“Ma per l’Ucraina e per l’Europa, qualsiasi accordo di pace riguarda la creazione di una pace giusta e duratura, una pace che ponga fine a questo conflitto e non semini i semi per nuovi conflitti futuri. E riguarda la garanzia di un’architettura di sicurezza forte e sostenibile per il nostro continente, sostenuta da un’Europa forte, una NATO forte, una cooperazione transatlantica forte”, aggiunge.
“Vorrei soffermarmi su una cosa che non può essere dimenticata: il ritorno di ogni singolo bambino ucraino rapito dalla Russia”. Lo dice la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nel suo discorso alla plenaria del Parlamento europeo sul piano di pace dell’Ucraina. “Ci sono decine di migliaia di ragazzi e ragazze il cui destino è sconosciuto, intrappolati in Russia dalla Russia. Non li dimenticheremo. Ci sono migliaia di madri e padri che non hanno mai smesso di sperare, non hanno mai smesso di lottare per riportare indietro i loro figli e l’Europa non rinuncerà mai a contribuire a far sì che ciò accada”, aggiunge.
“In assenza di una reale intenzione della Russia di avviare colloqui di pace, è chiaro che dobbiamo sostenere l’Ucraina nella sua difesa. E questo inizia assicurando che disponga dei mezzi finanziari necessari. Nell’ultimo Consiglio europeo, ci siamo impegnati a coprire il fabbisogno finanziario dell’Ucraina per il 2026 e il 2027. Su questo argomento abbiamo presentato un documento di opzioni. Questo include un’opzione sui beni russi immobilizzati. Il passo successivo è che la Commissione sia pronta a presentare il testo giuridico. Per essere molto chiari: non vedo uno scenario in cui saranno solo i contribuenti europei a pagare il conto. Anche questo è inaccettabile”. Lo afferma la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nel suo discorso alla plenaria del Parlamento europeo sul piano di pace dell’Ucraina.
“Sappiamo che la mentalità della Russia non è cambiata dai tempi di Yalta, quando vedeva il nostro continente in termini di sfere di influenza. Quindi dobbiamo essere chiari sul fatto che non può esserci una spartizione unilaterale di una nazione europea sovrana e che i confini non possono essere modificati con la forza. Se oggi legittimiamo e formalizziamo l’indebolimento dei confini, apriamo le porte a nuove guerre domani, e non possiamo permettere che ciò accada”. Lo afferma la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nel suo discorso alla plenaria del Parlamento europeo sul piano di pace dell’Ucraina.
“Dopo oltre tre anni e mezzo di questa guerra di aggressione, questa è la realtà quotidiana sul campo e dimostra che non possiamo mai perdere di vista ciò che l’Ucraina sta sacrificando, ciò per cui l’Ucraina sta combattendo: la sua sicurezza, la sua libertà, la sua indipendenza, perché in definitiva, è questo che è in gioco, e in questi giorni cruciali per l’Ucraina e per l’Europa, fondamentalmente il nucleo e i valori della Carta delle Nazioni Unite, ed è per questo che l’Europa deve continuare a fare pressione sulla Russia finché non ci sarà una risoluzione giusta e duratura”. Lo afferma la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nel suo discorso alla plenaria del Parlamento europeo sul piano di pace dell’Ucraina.
Il presidente Usa, Donald Trump, ha difeso l’inviato Steve Witkoff dopo che l’agenzia Bloomberg ha diffuso una trascrizione della sua telefonata del 14 ottobre con Yuri Ushakov, consulente per la politica estera di Vladimir Putin, da cui si evince che Witkoff diede consigli su come il leader russo avrebbe dovuto presentare a Trump il piano per l’Ucraina. Secondo il tycoon, l’approccio di Witkoff nei confronti dei russi durante la telefonata è una procedura negoziale “standard”. “Deve vendere questo piano all’Ucraina. E deve vendere l’Ucraina alla Russia”, ha detto Trump ai giornalisti a bordo dell’Air Force One mentre volava verso la sua casa in Florida nella serata locale di martedì. “È quello che fa un negoziatore”, ha aggiunto. Un deputato repubblicano del Nebraska, Don Bacon, che critica l’approccio di Trump sull’Ucraina, ha invece affermato che la trascrizione diffusa da Bloomberg, che non è stata smentita dalla Casa Bianca, dimostra che Witkoff favorisce i russi. “Non ci si può fidare di lui per condurre questi negoziati. Un agente pagato dalla Russia farebbe meno di lui? Dovrebbe essere licenziato”, ha dichiarato Bacon sui social.
L’inviato degli Stati Uniti Steve Witkoff ha consigliato a Yuri Ushakov, il principale consigliere di Vladimir Putin per la politica estera, come il leader russo avrebbe dovuto affrontare la questione ucraina con Donald Trump. Lo riporta Bloomberg, secondo cui le sue indicazioni includevano suggerimenti su come organizzare una chiamata Trump-Putin prima della visita di Volodymyr Zelensky alla Casa Bianca e su come utilizzare l’accordo di Gaza come via d’accesso. Secondo una registrazione della conversazione esaminata e trascritta da Bloomberg, Witkoff ha dichiarato alla sua controparte russa di nutrire profondo rispetto per Putin e di aver detto a Trump di credere che Mosca abbia sempre desiderato un accordo di pace. L’inviato statunitense ha menzionato la prossima visita di Zelensky e ha suggerito che Putin potrebbe parlare con Trump prima di quell’incontro. Witkoff ha anche raccomandato a Putin di congratularsi con Trump per l’accordo di pace per Gaza, di dire che la Russia lo ha sostenuto e di rispettare il presidente come uomo di pace.
È di 18 feriti in Ucraina il bilancio di un attacco russo che nella notte ha colpito Zaporizhzhia. Lo riporta Rbc Ukraine, citando il governatore regionale Ivan Fedorov, che precisa che si tratta di 12 donne e 6 uomini.

