Ucraina, da Trump un piano in 28 punti. Kiev: “Piano Usa-Russia assurdo e inaccettabile”

Ucraina, da Trump un piano in 28 punti. Kiev: “Piano Usa-Russia assurdo e inaccettabile”

Londra: “Mosca si illude, confini non si cambiano con la forza”

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha approvato un piano per la pace in Ucraina in 28 punti. Oggi il segretario esercito Usa Driscoll è a Kiev per discuterlo. Eppure da Mosca il ministero degli Esteri di Putin riferisce di non aver ricevuto alcuna informazione ufficiale sul piano di Trump. La notte scorsa intanto i sistemi di difesa aerea russi hanno intercettato e distrutto 65 UAV ucraini sopra le regioni della Russia durante la notte.

Tutti gli aggiornamenti sul conflitto Russia-Ucraina
Inizio diretta: 20/11/25 08:00
Fine diretta: 20/11/25 23:00
Zelensky chiede una pace dignitosa

“Una pace vera, una pace che non venga infranta da una terza invasione. Una pace dignitosa, in modo che le condizioni siano rispettose della nostra indipendenza, della nostra sovranità e della dignità del popolo ucraino. E dobbiamo garantire proprio queste condizioni“. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky scrive sui propri canali social di aver avuto un “incontro con i rappresentanti degli Stati Uniti. Una delegazione numerosa e una conversazione molto seria. La parte americana ha presentato le sue proposte, i punti del piano per porre fine alla guerra, la sua visione”.

“Fin dai primi giorni di guerra, abbiamo assunto una posizione estremamente semplice: l’Ucraina ha bisogno di pace“, afferma Zelensky. “Ho delineato ciò che è di fondamentale importanza per noi. E abbiamo concordato che i team lavoreranno su queste proposte, in modo che siano concrete. Non faremo dichiarazioni dure e ci impegniamo a lavorare in modo chiaro e onesto: l’Ucraina, gli Stati Uniti e i nostri amici e partner in Europa e nel mondo”, sottolinea.

Putin: "Leadership Kiev siede su water d'oro, non pensa ai soldati"

La leadership ucraina, “seduta su water d’oro”, non mostra alcuna preoccupazione per il destino del suo popolo e dei suoi soldati. Lo ha dichiarato il presidente russo, Vladimir Putin, secondo quanto riporta l’agenzia di stampa russa Tass. “Penso che sia chiaro a tutti che queste persone, sedute su water d’oro, difficilmente pensano al destino del loro Paese, al destino della gente comune dell’Ucraina“, ha osservato Putin citando l’indagine dell’Ufficio nazionale anticorruzione dell’Ucraina che ha coinvolto ex ministri e uomini d’affari ucraini.

Mosca: presa Kupyansk in regione Kharkiv

L’esercito russo “ha liberato la città di Kupyansk e continua a distruggere le forze ucraine circondate sulla riva sinistra del fiume Oskol”. Lo ha annunciato il capo di Stato Maggiore delle forze armate russe Valery Gerasimov in un rapporto al presidente russo Vladimir Putin. Lo riporta l’agenzia di stampa russa Tass.

Casa Bianca, piano Trump è buono per entrambe le parti

Il presidente Trump “sostiene” il piano di pace per mettere fine alla guerra in Ucraina, che è “un buon piano” per entrambe le parti. Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, in un briefing con i giornalisti. Il piano, ha detto la funzionaria, “dovrebbe essere accettato” sia da Mosca che da Kiev.

Parolin: "Piano Trump è possibilità, ma negoziato in salita"

Piano Trump per la fine della guerra in Ucraina è una possibilità? “Sì, mi pare di sì sperando che “si aprano vie di dialogo che permettano la fine di questa tragedia” anche se sarà “molto difficile trovare un compromesso” tra le parti. “Il cammino del negoziato immagino che sarà tutto in salita”, ma parlare della cessione dei territori “è prematuro” perché sarà “frutto del negoziato”. Così il cardinale Pietro Parolin segretario di Stato Vaticano parlando con i giornalisti a margine della mostra ‘Preghiera per l’Ucraina’ a Roma. Parolin ha sottolineato che per quanto riguarda i negoziati “dovrebbe partecipare l’Europa” che “dovrebbe fare sentire la sua voce, non rimanere esclusa anche perché si è impegnata attivamente”. Parolin ha poi rinnovato l’impegno della Santa Sede per quanto riguarda il punto di vista umanitario.

Inviato Usa Kellogg lascerà incarico a gennaio

L’inviato speciale degli Stati Uniti per l’Ucraina, Keith Kellogg, lascerà il suo incarico a gennaio. Lo riferisce Politico, citando fonti della Casa Bianca. La notizie giunge mentre l’Amministrazione Trump sta elaborando una proposta per porre fine alla guerra, che richiederebbe importanti concessioni da parte di Kiev. Kellogg, incaricato inizialmente dal presidente Trump di guidare i negoziati per porre fine alla guerra, è stato progressivamente escluso dalle manovre diplomatiche di Washington e sarebbe definitivamente caduto in disgrazia a causa delle sue posizioni anti russe e favorevoli all’Ucraina.

Casa Bianca: "Trump sta lavorando a piano accettabile per entrambe le parti"

“Il presidente Trump è stato chiaro fin dal primo giorno sul fatto di voler porre fine alla guerra tra Russia e Ucraina ed è frustrato da entrambe le parti per il loro rifiuto di impegnarsi in un accordo di pace”. Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, secondo quanto riporta la Bbc. La funzionaria ha quindi confermato le indiscrezioni su un piano al quale l’Amministrazione Usa starebbe lavorando per porre fine alla guerra in Ucraina. “Ciononostante – ha aggiunto Leavitt – il presidente e la sua squadra non si arrendono mai e gli Stati Uniti stanno lavorando a un piano dettagliato e accettabile per entrambe le parti per fermare le uccisioni e creare una pace duratura”.

Kiev: "Piano Usa-Russia assurdo e inaccettabile"

“Assurda” e inaccettabile. È questa l’opinione espressa da funzionari di Kiev sulla nuova proposta di pace Usa-Russia per porre fine alla guerra in Ucraina. Lo riporta il Guardian, che cita le dichiarazioni del presidente della commissione parlamentare ucraina per la politica estera, Oleksandr Merezhko, all’agenzia di stampa Interfax Ukraine e quelle del vice ministro degli Esteri ucraino, Sergiy Kyslytsya, in un post su X. Una posizione che emerge nel giorno in cui Volodymyr Zelensky ha incontrato una delegazione di alto rango dell’esercito Usa con il segretario dell’esercito statunitense Dan Driscoll, che Trump ha nominato la scorsa settimana rappresentante speciale. Driscoll è in missione esplorativa a Kiev, con l’incarico di esaminare la guerra e la produzione ucraina di droni. Non è chiaro se i colloqui abbiano incluso il progetto di piano degli Stati Uniti. “Innanzitutto, non c’è nulla di concreto in questo nuovo ‘piano di pace’. Forse si tratta solo di una provocazione russa per disorientare gli alleati dell’Ucraina”, ha dichiarato Merezhko a Interfax Ukraine, ipotizzando che “Witkoff e Kirill Dmitriev (inviato di Putin, ndr) abbiano presentato questo piano assurdo solo per ricordare alla gente la loro esistenza e fingere di stare facendo qualcosa”. Merezhko ha dichiarato che Dmitriev è un signor nessuno, che “al momento non ci sono segnali che il Cremlino sia pronto per negoziati seri” e che “Putin sta cercando di guadagnare tempo ed evitare le sanzioni degli Stati Uniti”. Il vice ministro degli Esteri ucraino Kyslytsya, inoltre, ha definito l’iniziativa irrealistica, suggerendo che si tratti di una classica operazione di informazione in stile sovietico per influenzare l’opinione pubblica e seminare il panico. Secondo le informazioni di stampa, il piano in 28 punti è molto simile alle richieste avanzate da Mosca subito dopo l’invasione dell’Ucraina nel 2022 e sarebbe stato redatto da funzionari Usa e russi con il sostegno di Donald Trump e senza consultare Kiev. Funzionari russi citati dal Guardian hanno affermato che il documento equivale alla capitolazione dell’Ucraina e alla fine effettiva della sua sovranità.

Kiev, ricevuto ufficialmente bozza piano da Usa

Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, “ha ricevuto ufficialmente dalla parte americana una bozza di piano che, secondo gli americani, può intensificare la diplomazia”. Lo riferisce la presidenza dell’Ucraina su Telegram, aggiungendo che “nei prossimi giorni il presidente dell’Ucraina prevede di discutere con il presidente Trump le opportunità diplomatiche disponibili e i punti principali necessari per la pace”. “Siamo pronti a lavorare in modo costruttivo con la parte americana e i nostri partner in Europa e nel mondo affinché il risultato sia la pace”, si legge ancora.

Zelensky “ha delineato i principi fondamentali che sono importanti per il nostro popolo e, a seguito dei risultati dell’incontro odierno, abbiamo concordato di lavorare sui punti del piano in modo tale da garantire una conclusione dignitosa della guerra”, fa sapere la presidenza ucraina, sottolineando che Kiev “si è battuta per la pace sin dai primi secondi dell’invasione russa e sosteniamo tutte le proposte significative che possano avvicinare una pace reale”. “L’Ucraina ha sostenuto le proposte del presidente Trump sin dall’inizio di quest’anno per porre fine allo spargimento di sangue”, scrive ancora la presidenza ucraina.

 

 

Parolin. "Niente giustifica far vivere civili al buio e al freddo"

“Non c’è nessuna giustificazione nel far vivere migliaia di civili al buio e al freddo. Ci colpiscono profondamente le notizie degli attacchi agli impianti elettrici e le strutture civili che hanno reso ancora più grave la vita di moltissime persone. Non possiamo restare indifferenti dinanzi a chi soffre la fame e l’incertezza, la guerra, il freddo invernale la prigionia e l’esilio. Ogni gesto che priva la popolazione civile della possibilità di vivere nella dignità è un’offesa all’umanità. Imploriamo che presto per l’Ucraina possa giungere l’alba di una pace giusta e duratura”. Così il Segretario di Stato della Santa Sede cardinale Pietro Parolin alla messa per la commemorazione delle vittime dell’Holodomor nella chiesa di Sant’Andrea della Valle a Roma. “Oggi insieme al popolo ucraino segnato dalla guerra ancora in corso siamo chiamati a perseverare nella preghiera. Solleviamo la speranza per un popolo che anela alla pace. Mentre ricordiamo l’Holodomor non possiamo dimenticare la tragedia che colpisce l’Ucraina. Tale orrore fu generato dall’odio, dall’ingiustizia e dall’abuso di potere”, ha aggiunto il porporato.

 

Kallas: "Russia teme prestito di riparazione"

“Perché la Russia sta mostrando di nuovo un bel lato? Perché penso che abbia paura di questo prestito di riparazione. Credo che stiano arrivando al punto in cui stanno finendo i soldi e vogliono dimostrare all’esterno di essere super forti e tutto il resto, ma in realtà, non è così. Quindi, questo ci dà motivo di essere forti, di continuare a sostenere l’Ucraina, ma anche di fare pressione sulla Russia”. Lo dice l’Alta Rappresentante Ue per la Politica estera Kaja Kallas in conferenza stampa dopo il Consiglio affari esteri.

Kallas: "Colpire flotta ombra russa resta priorità"

“Le sanzioni stanno colpendo duramente la Russia e ne arriveranno altre. Colpire la flotta ombra russa rimane una priorità e abbiamo avuto discussioni molto intense su cosa possiamo fare di più. L’Ue ha già sanzionato oltre 550 navi e abbiamo condotto ampi colloqui diplomatici con gli stati di bandiera che registrano le navi. Ora puntiamo a stipulare accordi per autorizzare preventivamente le ispezioni a bordo con questi Stati”. Lo dice l’Alta Rappresentante Ue per la Politica estera Kaja Kallas in conferenza stampa dopo il Consiglio affari esteri. “Rallentare la flotta ombra costa alla Russia entrate. Ecco perché lavoreremo per imporre ulteriori sanzioni alla flotta ombra, sia alle navi sia ai suoi facilitatori”, aggiunge. Kallas sottolinea poi che “stiamo lavorando” sul 20esimo pacchetto di sanzioni, “ma abbiamo anche discusso di potere essere più efficaci nel compiere passi avanti, non concentrandoci sempre sui grandi pacchetti, ma, ad esempio, concentrandoci sulla flotta ombra”, “voglio dire, la Russia è molto creativa insieme ai suoi partner, e anche noi dobbiamo esserlo, il che significa essere più agili”, quindi “mettere in modo continuativo sul tavolo piccoli pacchetti, non un pacchetto grande ogni volta, ma ogni volta misure su alcune navi che ad esempio che hanno un impatto sulle esportazioni di petrolio greggio russo”.

Kallas: "Nostra posizione non è cambiata, ruolo Ue e Kiev in piano pace"

“La nostra posizione non è cambiata. Affinché qualsiasi piano di pace abbia successo, deve essere sostenuto dall’Ucraina e dall’Europa. Se la Russia volesse davvero la pace, avrebbe accettato l’offerta di cessate il fuoco incondizionato già a marzo. La cruda realtà è che 26 ucraini e civili sono stati uccisi negli attacchi russi ieri”. Lo dice l’Alta Rappresentante Ue per la Politica estera Kaja Kallas in conferenza stampa dopo il Consiglio affari esteri. “I colloqui precedenti sono falliti perché la Russia non ha mai preso impegni concreti. La pressione deve essere esercitata sull’aggressore, non sulla vittima. Premiare l’aggressione non farà altro che attirare altre” aggressioni. L’Ue ha un piano molto chiaro in due punti. Primo, indebolire la Russia. Secondo, sostenere l’Ucraina”, aggiunge.

Media, Zelensky al momento non sostituirà Yermak

Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha deciso di non sostituire per ora il capo dell’ufficio presidenziale Andriy Yermak, nonostante l’insoddisfazione dell’opinione pubblica. Lo riporta l’Ukrainska Pravda, citando alcune fonti e anche il deputato Yaroslav Zheleznyak del partito Golos.

Media, Zelensky ha incontrato generali delegazione Usa

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha incontrato la delegazione americana. Lo ha riferito una fonte informata a Rbc-Ucraina, secondo cui Zelensky ha incontrato il segretario dell’esercito degli Stati Uniti Dan Driscoll e altri generali americani. Un incontro in un nuovo formato più ampio si terrà con la partecipazione del Segretario del Consiglio per la sicurezza e la difesa nazionale Rustem Umerov.

Tajani: "Europa sia parte trattative pace, Conte fa polemica"

Per quanto riguarda l’Ucraina “dicevamo che l’Europa doveva essere parte della trattativa, la trattativa ancora non è iniziata. Vedo che c’è qualcuno come il presidente Conte che fa polemica su questo, è una posizione che abbiamo sempre avuto”. Lo dice il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani in un punto stampa a Bruxelles. “Siamo convinti che proprio perché l’Europa ha inflitto delle sanzioni alla Russia non possa non essere parte della trattativa. Però quando inizierà la trattativa, adesso non c’è. C’è forse un dialogo tra americani e russi che continua, ma ancora non c’è nessuna trattativa, la trattativa non si può fare senza l’Ucraina e senza l’Europa. Quindi, se ci sarà un piano americano vedremo cosa dirà. E’ lodevole il fatto che gli americani si battano per arrivare a un cessato di fuoco in Ucraina, come hanno fatto in Medio Oriente, e poi esamineremo qual è il contenuto. Poi dovrà essere l’Ucraina a decidere sui territori oggi occupati da russi cosa fare. Questa è una scelta che riguarda l’Ucraina”, aggiunge.

Quartapelle: "Maggioranza divisa, serve chiarezza immediata su aiuti"

“Il sostegno che noi abbiamo dato in questi anni rischia di essere vanificato se, in momenti come questi in cui manca il sostegno americano, si indietreggia, si tentenna, si aspetta. Tutti gli altri Paesi europei, Francia, Germania, i Paesi nordici, i Paesi del Mar Baltico, stanno trovando strumenti più rapidi e più diretti per restare a fianco di chi è sotto attacco. Manca l’Italia”. Lo dichiara Lia Quartapelle, deputata del Partito Democratico e vicepresidente della commissione Esteri, commentando le posizioni contrastanti nella maggioranza sul rinnovo degli aiuti all’Ucraina. L’esponente dem sottolinea che il governo Meloni “di facciata è a sostegno dell’Ucraina, ma nei fatti, a parte alcune eccezioni come il ministro Crosetto, è una maggioranza molto divisa, molto litigiosa, molto incerta. Le decisioni sull’Ucraina slittano dopo il voto delle regionali, come se non ci fosse un ordine di priorità chiaro. A questo, si sommano attacchi sempre più scomposti al Quirinale, a Prodi, domani chissà. Questo dovrebbe essere il governo più stabile d’Europa, chiamato a prendere decisioni necessarie come continuare a sostenere l’Ucraina, e invece si perde in attacchi, litigi, incertezze. Forse così stabile non è”.”Chiediamo – conclude Quartapelle – chiarezza. Chiediamo in particolare che si arrivi a votare al più presto il rinnovo del sostegno. Quando si deve dire di sì o di no, in Aula non ci sono scappatoie che tengano. Il governo abbia il coraggio, la chiarezza e la necessaria trasparenza nei confronti dei cittadini di prendere una decisione. Noi al fianco di chi è sotto attacco ci siamo stati, ci siamo e ci saremo”.

Tajani: "Europa sia parte trattative pace, Conte fa polemica"

Per quanto riguarda l’Ucraina “dicevamo che l’Europa doveva essere parte della trattativa, la trattativa ancora non è iniziata. Vedo che c’è qualcuno come il presidente Conte che fa polemica su questo, è una posizione che abbiamo sempre avuto”. Lo dice il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani in un punto stampa a Bruxelles. “Siamo convinti che proprio perché l’Europa ha inflitto delle sanzioni alla Russia non possa non essere parte della trattativa. Però quando inizierà la trattativa, adesso non c’è. C’è forse un dialogo tra americani e russi che continua, ma ancora non c’è nessuna trattativa, la trattativa non si può fare senza l’Ucraina e senza l’Europa. Quindi, se ci sarà un piano americano vedremo cosa dirà. E’ lodevole il fatto che gli americani si battano per arrivare a un cessato di fuoco in Ucraina, come hanno fatto in Medio Oriente, e poi esamineremo qual è il contenuto. Poi dovrà essere l’Ucraina a decidere sui territori oggi occupati da russi cosa fare. Questa è una scelta che riguarda l’Ucraina”, aggiunge.

Londra: "Mosca si illude, confini non si cambiano con la forza"

Il sottosegretario britannico Hamish Falconer, intervendo alla Camera dei Comuni in risposta a una domanda della ministra degli Esteri ombra Priti Patel a propsito del piano di pace Usa sull’Ucraina, ha denunciato quella che ha definito “l’illusione” della Russia, affermando che “l’intera Camera è unita nel sostegno all’Ucraina”. La posizione del Regno Unito rimane quella secondo cui è necessario un cessate il fuoco immediato e che “i confini internazionali non devono essere modificati con la forza”, ha aggiunto Falconer.

Russia restituisce 1.000 corpi e ne riceve 30 da Kiev

“Oggi, nell’ambito degli accordi di Istanbul, la Russia ha consegnato all’Ucraina oltre 1.000 corpi di soldati caduti delle Forze Armate ucraine. La parte ucraina ha consegnato alla Russia 30 corpi di soldati russi caduti”. Lo ha affermato una fonte all’agenzia Tass. “Gli investigatori delle forze dell’ordine, insieme alle istituzioni specializzate del ministero degli Interni, effettueranno presto tutti gli esami necessari e identificheranno le salme rimpatriate”, ha affermato il Quartier generale di coordinamento ucraino per il trattamento dei prigionieri di guerra, confermando lo scambio di salme.

Conte: "Ue nelle trattative? Tajani non sa di essere ministro"

“L’Europa e il governo italiano si stanno dimostrando imbarazzanti. Adesso che è venuta fuori l’indiscrezione di questo negoziato, di questa proposta di un piano di pace tra Russia e Stati Uniti, l’Europa dice ci dobbiamo essere anche noi. Ma Tajani lo sa che è il ministro degli Esteri? Chi dovrebbe aprire un canale diplomatico? Cosa ha fatto sin qui? Chi si è autoescluso per una soluzione negoziale? L’Italia, l’Europa, quelli che oggi parlano, dalla Kallas a Tajani, quelli che dovevano lavorare”. Lo ha detto Giuseppe Conte, presidente del Movimento 5 Stelle, commentando a Napoli, a margine di un appuntamento elettorale con il candidato del centrosinistra alla Regione Campania Roberto Fico, le parole del vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani sul ruolo dell’Unione Europea nei negoziati sull’Ucraina. “Perché lasciano a Trump la vetrina e oggi intervengono per dire ci dobbiamo essere anche noi. Chi glielo ha impedito? Sono solo concentrati su nuovi invii di armi, per fare una guerra a oltranza”, ha aggiunto Conte.

Tajani: "Favorevoli a uso asset russi per sostenere Kiev"

“Abbiamo dato sempre la nostra disponibilità a essere protagonisti, sia per quanto riguarda la ricostruzione, ieri ho parlato a lungo con il ministro degli esteri egiziano proprio della conferenza che si svolgerà a Cairo il prossimo mese, abbiamo parlato anche della nostra disponibilità italiana di partecipare alla formazione della polizia palestinese. Lo possiamo fare in Giordania, lo possiamo fare in Egitto, i nostri carabinieri già stanno addestrando la polizia della Cisgiordania. Adesso sarebbe da addestrare quella di Gaza,noi siamo disposti a farlo in territorio esterno”. Lo dice il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani arrivando al Consiglio Affari esteri a Bruxelles. “Siamo pronti a inviare i carabinieri per la formazione della polizia”, “ancora per rafforzare il contingente che forma la polizia in Cisgiordania, ma anche per formare la futura polizia che dovrà operare nella striscia di Gaza. La nostra disponibilità c’è stata e ci sarà, già lo stiamo facendo. Vedremo in quale forma e in quale luogo ma in Giordania potrebbe essere una soluzione”, “l’Egitto potrebbe essere un altro luogo”.

Ministro Difesa Regno Unito: "Crescono minacce contro Occidente"

“Le minacce contro l’Occidente crescono visibilmente: nell’ultimo anno abbiamo subito 90mila attacchi cyber dalla Russia contro le nostre infrastrutture della Difesa”. Così il ministro della Difesa britannico, John Healey, in una intervista a ‘Repubblica’. “Putin già combatte un conflitto che pensava di vincere in una settimana, invece sono passati 1.300 giorni. Sta chiaramente aumentando l’escalation in Ucraina, ma allo stesso tempo la sta incrementando in Europa, non solo con le incursioni russe nello spazio aereo Nato. La Russia ci sta attaccando nel cyberspazio e le sue ‘flotte ombra’ minacciano i cavi sottomarini dell’Occidente. Siamo pronti a intervenire, se necessario, anche con gli alleati. Vedi l’anno scorso, quando prevenimmo un attacco russo ai cavi nel Baltico. Insomma, la minaccia è sempre più alta. E dobbiamo rispondere con un investimento nella difesa crescente, che però porti anche benefici economici ai nostri Paesi”, osserva. L’Ucraina già colpisce ancora più in profondità i siti militari in Russia “e solo così facendo si può fermare l’aggressione russa al fronte. Sono due aspetti collegati. Inoltre, colpire più a fondo aumenterà la pressione su Putin per venire al tavolo, oltre a sottolineare il prezzo che la Russia sta pagando per l’invasione illegale dell’Ucraina”.

Orban: "Smettiamo di finanziare guerra che non può essere vinta"

“135 miliardi di euro. È questa la somma che il capo della burocrazia di Bruxelles, la presidente von der Leyen vuole racimolare per l’Ucraina. Questo è il prezzo da pagare per prolungare la guerra”. Lo scrive il primo ministro dell’Ungheria Viktor Orban in un post sul social X. “La presidente ha un problema: non dispone di questa somma. Quello che ha sono tre proposte sul tavolo”, aggiunge, “1. Che gli Stati membri contribuiscano. Volentieri e con entusiasmo, attingendo dai propri bilanci. Come se non avessero di meglio da fare. 2. Un noto ‘trucco magico’ di Bruxelles: il prestito congiunto. Oggi non ci sono soldi per la guerra, quindi saranno i nostri nipoti a pagare il conto. Assurdo. 3. Una proposta per sequestrare i beni russi congelati. Una soluzione comoda, ma le cui conseguenze sono impossibili da prevedere. Lunghe controversie legali, un’ondata di cause giudiziarie e il crollo dell’euro. Questo è ciò che ci aspetta se scegliamo questa strada”. “Quindi scegliamo il buon senso. Smettiamo di finanziare una guerra che non può essere vinta, insieme alla corrotta mafia di guerra ucraina, e concentriamo le nostre forze sulla costruzione della pace”, conclude Orban, “è ora di tornare indietro da questo vicolo cieco brusselese”.

Rubio: "Entrambe le parti accettino concessioni difficili per pace"

“Per porre fine a una guerra complessa e sanguinosa come quella in Ucraina è necessario un ampio scambio di idee serie e realistiche. E per raggiungere una pace duratura sarà necessario che entrambe le parti accettino concessioni difficili ma necessarie”. È quanto scrive in un post su X il segretario di Stato americano Marco Rubio. “Ecco perché stiamo elaborando e continueremo a sviluppare un elenco di possibili idee per porre fine a questa guerra sulla base dei contributi di entrambe le parti in conflitto”, aggiunge.

Zelensky, ancora 22 dispersi dopo attacco a Ternopil

“I nostri soccorritori hanno lavorato tutta la notte a Ternopil e le operazioni di ricerca e soccorso sono ancora in corso. 22 persone sono ancora disperse e le ricerche per ritrovarle continuano”. È quanto fa sapere sui social il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky. Ternopil è stata presa di mira ieri da un pesante attacco russo. “In alcune zone, il lavoro può essere svolto solo a mano a causa della grave distruzione e frammentazione delle strutture. Ciò complica le ricerche”, aggiunge Zelensky, “al momento, sono state confermate 26 vittime, tra cui tre bambini. Le mie condoglianze alle loro famiglie e ai loro cari”.

Francia: speriamo 20esimo pacchetto sanzioni entro fine anno

“Per quanto riguarda il lavoro sul 20esimo pacchetto di sanzioni, speriamo venga finalizzato prima della fine dell’anno”. Lo dice il ministro francese degli Esteri, Jean-Noel Barrot, al suo arrivo al Consiglio Affari esteri. Il ministro fa riferimento poi anche al lavoro “per ostacolare la flotta fantasma, quelle navi che la Russia usa per aggirare le sanzioni europee, ma anche quelle americane, che entrano in vigore oggi contro le 2 principali compagnie petrolifere, Lukoil e Rosneft”.

Francia, vogliamo la pace ma non può essere capitolazione

“Vogliamo la pace. Gli ucraini vogliono la pace. Una pace giusta, che rispetti la sovranità di ogni nazione. Una pace duratura, che non possa essere minata da future aggressioni. Ma la pace non può significare capitolazione. Non vogliamo che l’Ucraina capitoli. E potete ben immaginare che gli ucraini, che da oltre tre anni resistono eroicamente alla sfrenata aggressione russa, rifiuteranno sempre qualsiasi forma di capitolazione”. Lo dice il ministro francese degli Esteri, Jean-Noel Barrot, al suo arrivo al Consiglio Affari esteri. “Il principio della pace deve iniziare con un cessate il fuoco sulla linea di contatto, che consentirà discussioni sulle questioni territoriali e sulle garanzie di sicurezza. Questo è ciò che abbiamo sempre detto. Questo è ciò che l’Ucraina ha sempre detto”, aggiunge

Kallas, non abbiamo sentito parlare di concessioni da Russia

“Ciò che noi europei abbiamo sempre sostenuto è una pace duratura e giusta e accogliamo con favore qualsiasi sforzo per raggiungerla. Naturalmente, affinché qualsiasi piano funzioni, è necessario che ucraini ed europei siano a bordo. Quindi questo è molto chiaro. Dobbiamo anche capire che in questa guerra c’è un aggressore e una vittima. E non abbiamo sentito parlare di concessioni da parte russa. Voglio dire, se la Russia volesse davvero la pace, avrebbe potuto accettare un cessate il fuoco incondizionato già da tempo. Invece, abbiamo visto di nuovo questa notte bombardamenti di civili. Il 93% degli obiettivi russi sono infrastrutture civili, intendo scuole, ospedali, condomini, per uccidere davvero molte persone e causare quante più sofferenze possibile”. Lo dice l’Alta Rappresentante Ue per la Politica estera Kaja Kallas al suo arrivo al Consiglio Affari esteri aggiungendo che “abbiamo un ottimo piano per discutere in modo molto specifico di cosa possiamo fare di più con la flotta ombra, perché ha un impatto significativo sulle entrate della Russia per finanziare questa guerra. Ma ovviamente, discuteremo anche delle ultime notizie”.

Mosca: da Usa nessuna proposta ufficiale su piano pace

Il ministero degli Esteri della Russia non ha ricevuto alcuna informazione dagli Stati Uniti sul piano in 28 punti stilato da Washington per la pace tra Ucraina e Russia. Lo ha dichiarato a Rbc la portavoce del Ministero, Maria Zakharova. Secondo Zakharova, il ministero degli Esteri russo non ha ricevuto alcuna notifica dal Dipartimento di Stato americano in merito ai lavori su documenti di questo livello. Ha poi aggiunto che, se la parte americana avesse avuto proposte, le avrebbe comunicate attraverso i canali consolidati dei ministeri degli Esteri dei due Paesi.

Media: Trump ha approvato piano di pace in 28 punti

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha approvato questa settimana un piano in 28 punti per la pace tra Russia e Ucraina, elaborato in segreto nelle ultime settimane dai massimi funzionari dell’amministrazione in consultazione con l’inviato russo Kirill Dmitriev e i funzionari ucraini, secondo quanto riferito da un alto funzionario dell’amministrazione. Lo riporta NBC News. All’elaborazione del piano hanno partecipato l’inviato speciale di Trump, Steve Witkoff, il vicepresidente JD Vance, il segretario di Stato Marco Rubio e il genero del presidente Jared Kushner, ha affermato il funzionario. “Il piano si concentra sul fornire a entrambe le parti garanzie di sicurezza per assicurare una pace duratura”, ha dichiarato l’alto funzionario a NBC News, aggiungendo che “include elementi che l’Ucraina desidera e di cui ha bisogno per ottenere una pace duratura”.

Segretario esercito Usa Driscoll a Kiev per discutere piani pace

Diversi funzionari di alto rango dell’esercito statunitense, tra cui il segretario Dan Driscoll, si trovano in Ucraina per aiutare nei colloqui di pace, secondo quanto riferito da funzionari statunitensi, mentre gli sforzi dell’amministrazione Trump per fermare la guerra della Russia in Ucraina sono in fase di stallo. Driscoll aveva in programma da tempo un viaggio in Ucraina per discutere delle innovazioni e delle tattiche di guerra con i droni del Paese, ma la scorsa settimana il presidente Donald Trump ha deciso di nominarlo una sorta di “rappresentante speciale” per avviare i negoziati di pace e condurre una missione di accertamento dei fatti, ha detto uno dei funzionari. Lo stesso funzionario ha confermato che Driscoll dovrebbe incontrare questa settimana il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy, nonché alti funzionari del governo, dell’esercito e dell’industria della difesa ucraini. Driscoll è accompagnato dal capo di stato maggiore dell’esercito, il generale Randy George, l’ufficiale più alto in grado del servizio; dal generale Chris Donahue, comandante generale dell’esercito statunitense in Europa e Africa; e dal sergente maggiore Michael Weimer, il più alto ufficiale dell’esercito, ha detto un funzionario dell’esercito.

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