Il primo ministro di Israele Benjamin Netanyahu oggi ha incontrato i principali consiglieri della Casa Bianca, Jared Kushner, genero del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, e Steve Witkoff. Gran parte dell’incontro si è incentrato sullo stato del cessate il fuoco a Gaza e sugli sforzi per riportare in patria gli ostaggi caduti ancora nella Striscia.
La Knesset approva in prima lettura la pena di morte per i terroristi
In giornata, inoltre, la Knesset ha approvato in prima lettura il disegno di legge che impone la pena di morte per i terroristi. La norma proposta dal parlamentare Limor Son Har-Melech stabilisce che i tribunali dello Stato ebraico debbano intimare la pena capitale a coloro che hanno commesso un omicidio di matrice nazionalistica ai danni di un cittadino israeliano.
Al contempo consentirebbe ai giudici dei tribunali militari in Cisgiordania di condannare a morte i colpevoli con una maggioranza semplice, anziché con decisione unanime. La legge eliminerebbe anche la possibilità per i comandanti militari regionali di commutare tali condanne. “Stiamo per fare la storia. Lo abbiamo promesso e lo abbiamo mantenuto”, ha commentato su X il ministro della Sicurezza Nazionale israeliano Itamar Ben-Gvir.
Netanyahu: “Faremo rispettare tregua con il pugno di ferro”
Nel pomeriggio, in un discorso al plenum della Knesset, il parlamento israeliano, Netanyahu ha detto che Israele è determinato a far rispettare gli accordi di cessate il fuoco a Gaza e in Libano “con il pugno di ferro“, precisando, “naturalmente, solo finché esisteranno”. Netanyahu ha aggiunto che la pressione militare su Hamas e l’operazione dell’esercito israeliano (Idf) a Gaza City “insieme all’aggiunta della pressione diplomatica per isolare Hamas esercitata dagli Stati Uniti, questa pressione combinata ci ha permesso di riportare a casa tutti gli ostaggi vivi e la stragrande maggioranza degli ostaggi caduti”.
Netanyahu ha rivendicato: “Abbiamo impedito una resa dolorosa” non cedendo alle pressioni interne e internazionali, accusando l’opposizione di spingere per un accordo che avrebbe significato una capitolazione ad Hamas. “A modo vostro, gli ostaggi non sarebbero tornati, ma peggio ancora, Hamas si starebbe preparando per i prossimi rapimenti”, ha detto ancora il premier israeliano rivolto all’opposizione, Israele “è determinato a riportare indietro i quattro ostaggi uccisi rimasti a Gaza”. Lo riporta il Times of Israel.
Netanyahu: “La guerra non è finita, i nemici si riarmano”
La guerra “non è finita”, ha sottolineato ancora Netanyahu nel suo discorso. “Coloro che cercano di farci del male si stanno riarmando. Non hanno rinunciato al loro obiettivo di distruggerci”, ha aggiunto, promettendo che Hamas “verrà disarmato”. E ha aggiunto: “Gaza verrà smilitarizzata. Accadrà nel modo più facile, o accadrà nel modo più difficile. Ma accadrà”.
Domani Macron riceve Abbas a Parigi
Domani il presidente francese Emmanuel Macron ospiterà a Parigi il presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese (Anp) Mahmmud Abbas, o Abu Mazen. L’incontro, che segue il riconoscimento da parte della Francia di uno Stato palestinese, dovrebbe avere al centro gli sforzi per rilanciare una soluzione a due Stati e la crisi umanitaria nella Striscia di Gaza. Lo riporta Al Jazeera.
Autorità Gaza: Israele ha restituito i corpi di 15 palestinesi
Nella Striscia di Gaza, intanto, i funzionari sanitari affermano di aver ricevuto da Israele i corpi di 15 detenuti palestinesi. Il ministero della Salute di Gaza ha detto che la Croce Rossa ha consegnato i corpi oggi, lunedì, portando il numero totale di salme ricevute finora a 315. La restituzione segna l’ultimo scambio di corpi nel fragile cessate il fuoco tra Israele e Hamas, dopo che i militanti palestinesi ieri hanno restituito il corpo di un ostaggio.

