Gaza, Hamas: “Trovato corpo ostaggio”. Ma sarebbe di soldato Idf morto nel 2014

Gaza, Hamas: “Trovato corpo ostaggio”. Ma sarebbe di soldato Idf morto nel 2014

Ministero Salute Striscia: “Superati i 69mila morti”

Sono oltre 69mila i palestinesi uccisi nella guerra fra Israele e Hamas a Gaza. È quanto riferisce oggi il ministero della Sanità di Gaza, che ha fornito un bilancio complessivo di 69.169 morti e 170.685 feriti dall’inizio della guerra a Gaza dopo l’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 contro Israele. L’ultimo aumento del numero di vittime è attribuibile al ritrovamento di altri corpi sotto le macerie dopo l’annuncio del cessate il fuoco nella Striscia e all’identificazione di corpi precedentemente non identificati. Inoltre il ministero della Sanità di Gaza ha riferito di un morto e 6 feriti negli attacchi israeliani su Gaza degli ultimi 3 giorni, il che porta a 241 morti e 614 feriti il bilancio degli attacchi israeliani nella Striscia dall’inizio del cessate il fuoco lo scorso 10 ottobre.

Media: “Resti trovati da Hamas sono di soldato morto nel 2014

Secondo Al Jazeera, il corpo che Hamas sostiene di aver trovato oggi a Rafah, nella parte meridionale di Gaza, appartiene al tenente Hadar Goldin, ucciso e rapito durante la guerra di Gaza del 2014. Stamattina è stato riferito che membri della Croce Rossa e di Hamas si stavano dirigendo nel quartiere Jenina di Rafah per cercare il corpo di un ostaggio israeliano. 

Gaza, Israele restituisce i corpi di 15 palestinesi

Sono oltre 69mila i palestinesi uccisi nella guerra fra Israele e Hamas a Gaza. È quanto riferisce oggi il ministero della Sanità di Gaza, che ha fornito un bilancio complessivo di 69.169 morti e 170.685 feriti dall’inizio della guerra a Gaza dopo l’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 contro Israele. L’ultimo aumento del numero di vittime è attribuibile al ritrovamento di altri corpi sotto le macerie dopo l’annuncio del cessate il fuoco nella Striscia e all’identificazione di corpi precedentemente non identificati. Inoltre il ministero della Sanità di Gaza ha riferito di un morto e 6 feriti negli attacchi israeliani su Gaza degli ultimi 3 giorni, il che porta a 241 morti e 614 feriti il bilancio degli attacchi israeliani nella Striscia dall’inizio del cessate il fuoco lo scorso 10 ottobre.

Funzionari ospedalieri di Gaza hanno riferito che i corpi di 15 palestinesi restituiti da Israele in base ai termini dell’accordo di cessate il fuoco mediato dagli Usa sono arrivati oggi all’ospedale Nasser di Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza. Questo fa seguito alla restituzione ieri da parte di Hamas del corpo di un altro ostaggio israeliano. L’accordo prevede che Israele restituisca le spoglie di 15 palestinesi per ogni ostaggio israeliano.

Due giorni fa Hamas ha restituito a Israele il corpo di un ostaggio

La restituzione di oggi arriva due giorni dopo la restituzione da parte di Hamas ad Israele del corpo di un ostaggio. Il cadavere è stato affidato al Comitato Internazionale della Croce Rossa nella Striscia di Gaza. Secondo quanto dichiarato dall’esercito israeliano (IDF), i resti sono stati trasferiti all’istituto forense di Tel Aviv per l’identificazione. L’operazione si inserisce nel quadro della tregua negoziata dagli Stati Uniti, in corso dal 10 ottobre, durante la quale Hamas ha già restituito i resti di 21 ostaggi. Se le analisi forensi confermeranno l’identità del corpo, resterebbero ancora sei ostaggi le cui spoglie si trovano a Gaza. L’episodio rappresenta un ulteriore passo nel delicato processo di scambio e recupero dei prigionieri tra Israele e Hamas, sotto la supervisione internazionale.

Guardian: “Decine di palestinesi in una prigione sotterranea in Israele”

Israele sta tenendo in isolamento decine di palestinesi di Gaza in una prigione sotterranea, il complesso di Rakefet, dove non vedono mai la luce del giorno, sono privati di cibo adeguato e non possono ricevere notizie dalle loro famiglie o dal mondo esterno. Lo riporta in esclusiva il Guardian, precisando che fra i detenuti ci sono almeno due civili che sono stati arrestati senza alcuna accusa né processo: un infermiere arrestato mentre indossava il camice e un giovane venditore di cibo, secondo quanto riferito dagli avvocati del Comitato pubblico contro la tortura in Israele (Pcati), che rappresentano entrambi. I due uomini sono detenuti nel complesso sotterraneo di Rakefet da gennaio e hanno descritto percosse e violenze regolari, simili alle torture ben documentate in altri centri di detenzione israeliani, riferisce il Guardian. La prigione di Rakefet è stata aperta all’inizio degli anni ’80 per ospitare alcuni dei più pericolosi esponenti della criminalità organizzata in Israele, ma è stata chiusa pochi anni dopo con la motivazione che era disumana. Il ministro della sicurezza nazionale israeliano Itamar Ben-Gvir, di estrema destra, ne ha ordinato la riapertura dopo gli attacchi del 7 ottobre 2023. Le celle, un minuscolo ‘cortile’ per l’esercizio fisico e una sala riunioni per gli avvocati sono tutti sotterranei, quindi i detenuti vivono senza luce naturale. La prigione era stata inizialmente progettata per un piccolo numero di detenuti ad alta sicurezza che occupavano celle individuali e, quando è stata chiusa nel 1985, ospitava 15 uomini. Negli ultimi mesi, secondo i dati ufficiali ottenuti dal Pcati, vi sono stati incarcerati circa 100 detenuti. In base al cessate il fuoco concordato a metà ottobre, Israele ha rilasciato 1.700 detenuti palestinesi di Gaza che erano stati trattenuti a tempo indeterminato senza accuse né processo, oltre a 250 prigionieri palestinesi che erano stati condannati dai tribunali israeliani. Tuttavia la portata delle detenzioni è stata così vasta che, anche dopo quel rilascio di massa, almeno altri 1.000 detenuti sono ancora trattenuti da Israele nelle stesse condizioni.

“Violato il diritto internazionale umanitario”

“Sebbene la guerra sia ufficialmente finita” i palestinesi di Gaza “sono ancora imprigionati in condizioni di guerra contestate dal punto di vista legale e violente, che violano il diritto internazionale umanitario e costituiscono tortura“, denuncia il Pcati. Fra loro vi sono i due detenuti di Rakefet rappresentati dagli avvocati del Pcati. Ben-Gvir ha dichiarato ai media israeliani e a un membro del Parlamento che Rakefet è stato riabilitato per ospitare i combattenti Nukhba – che significa ‘élite’ – di Hamas che hanno guidato i massacri all’interno di Israele e i combattenti delle forze speciali di Hezbollah catturati in Libano, ma i due uomini a cui hanno fatto visita a settembre gli avvocati del Pcati sono un infermiere di 34 anni arrestato mentre lavorava in un ospedale a dicembre 2023 e un adolescente catturato nell’ottobre 2024 mentre attraversava un checkpoint israeliano. “Nei casi dei clienti che abbiamo visitato, stiamo parlando di civili”, ha detto l’avvocato del Pcati Janan Abdu. “L’uomo con cui ho parlato era un 18enne che lavorava vendendo cibo. È stato prelevato da un posto di blocco su una strada”, ha aggiunto. Il Servizio penitenziario israeliano (Ips) non ha risposto alle domande sullo status e l’identità degli altri prigionieri detenuti a Rakefet, che in ebraico significa ‘fiore di ciclamino’. Dati israeliani riservati – riporta ancora il Guardian – indicano che la maggior parte dei palestinesi fatti prigionieri a Gaza durante la guerra erano civili. La Corte suprema israeliana ha stabilito nel 2019 che era legale trattenere i corpi dei palestinesi come merce di scambio per futuri negoziati, e le organizzazioni per i diritti umani hanno accusato Israele di fare lo stesso con i detenuti vivi provenienti da Gaza.

Media: Due morti a causa di un drone israeliano nel sud est del Libano

Un drone israeliano ha preso di mira un veicolo nel sudest del Libano, fra Sheeba e Rachaya el-Wadi, e il bilancio è di 2 morti. Lo riferisce il quotidiano libanese L’Orient-Le Jour.

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