L’Unione europea verso una stretta sui visti per i cittadini russi. Ad annunciarlo è stata l’Alta rappresentante per la Politica estera dell’Ue Kaja Kallas. “È difficile giustificare l’inizio della guerra” in Ucraina “e aspettarsi di poter circolare liberamente in Europa. L’Ue sta inasprendo le norme sui visti per i cittadini russi a causa dei continui sabotaggi e delle interferenze dei droni sul suolo europeo“. “Viaggiare nell’Ue è un privilegio, non un diritto”, ha scritto su X la politica di Tallin. Intanto le autorità di Mosca hanno fatto sapere di aver sventato un piano per commettere un attacco terroristico nella regione della Capitale: un 27enne di Volokolamsk è stato arrestato.
Il primo ministro ungherese Viktor Orbán ha dichiarato che il suo Paese ha ottenuto un’esenzione dalle sanzioni statunitensi sull’energia russa dopo un incontro alla Casa Bianca con il presidente Donald Trump. L’esenzione consentirà il proseguimento delle forniture di petrolio e gas russi all’Ungheria, a testimonianza della stretta affinità tra i due leader.
L’ambasciata russa in Italia in un post su Facebook esprime “il suo pieno sostegno e la solidarietà al baritono Ildar Abdrazakov” divenuto “vittima di un vile attacco in Italia ad opera di esponenti russofobi di alcune forze politiche di opposizione e di gruppuscoli di immigrati ucraini e russi pervasi da sentimenti estremisti“, in seguito al quale, “purtroppo, con la connivenza delle autorità italiane, è stata annullata la partecipazione del cantante alla messa in scena dell’opera ‘Don Giovanni’ di Mozart in programma al Teatro Filarmonico di Verona“. L’ambasciata ricorda come l’artista fu “acclamato di recente, nel dicembre 2022, dai vertici italiani e dalle più alte cariche europee in occasione dell’apertura della stagione lirica del Teatro ‘La Scala’ di Milano, quando Abdrazakov interpretò la parte del protagonista Boris Godunov nell’omonima opera scritta da Modest Musorgskij”. L’ambasciata si dice “certa” che “nessun individuo ragionevole e di buon senso in Italia si troverebbe mai d’accordo con le folli speculazioni diffuse dalla stampa e dai social media” secondo le quali la sua comparsa in scena nell’opera lirica mozartiana “costituirebbe uno strumento di ‘propaganda del Cremlino‘, nonché una minaccia per l’Italia”.
Gli Stati Uniti “stanno valutando” la possibilità di esentare l’Ungheria dalle sanzioni sul petrolio e il gas russi. Lo ha detto Donald Trump, rilevando che l’Ungheria è in una “posizione diversa” rispetto ad altri Paesi europei perché non ha sbocchi sul mare.
“C’è sempre una possibilità“. Così Donald Trump, all’arrivo alla Casa Bianca di Viktor Orban, ha risposto alla domanda di un giornalista su un eventuale faccia a faccia con Vladimir Putin.
I produttori di armi americani “in caso di un segnale positivo da parte del presidente Trump” saranno “lieti di trasferire o vendere” i missili Tomahawk all’Ucraina. Lo ha affermato nel corso di un briefing con la stampa il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky. Lo riporta Rbc-Ukraine. “Il presidente Trump non ha detto ‘no’ e diverse istituzioni ci hanno dato segnali positivi riguardo a questa decisione. Naturalmente, la decisione finale spetta al presidente degli Stati Uniti“, ha aggiunto.
Donald Trump riceverà a breve alla Casa Bianca Viktor Orban. Il presidente Usa e il premier ungherese avranno un pranzo bilaterale alle 11.45 (le 17.45 in Italia). Orban è atterrato ieri a Washington, accompagnato da una folta delegazione: i suoi più stretti collaboratori, membri del governo, europarlamentari e rappresentanti del mondo imprenditoriale. Dopo il suo arrivo, il premier ungherese ha incontrato a Washington Eduardo Bolsonaro, figlio dell’ex presidente brasiliano Jair Bolsonaro. “Siamo fermamente al fianco dei Bolsonaro in questi tempi difficili: amici e alleati che non si arrendono mai”, ha scritto in seguito su X. Orbán e l’ex leader brasiliano vantano da tempo un buon rapporto. Nel febbraio 2024, Bolsonaro si rifugiò nell’ambasciata ungherese per evitare l’arresto, ma ne uscì dopo due giorni. Orbán è alla sua sesta visita ufficiale negli Stati Uniti: tre vertici Nato (1999, 2012 e 2024); il Summit sulla Sicurezza Nucleare del 2016; due visite alla Casa Bianca, nel 1998 e nel 2019. Nell’ottobre 1998, Orbán incontrò il presidente Bill Clinton nello Studio Ovale sei mesi prima dell’adesione dell’Ungheria alla Nato. All’epoca, Clinton elogiò la “leadership giovane, vigorosa e progressista” di Orbán. Durante la visita, Orbán consegnò a Clinton una lettera di un professore che aveva insegnato a entrambi a Oxford. Nel maggio 2019, fu Donald Trump ad accoglierlo nello Studio Ovale, elogiandone le politiche intransigenti in materia di immigrazione.
I temi principali dell’incontro includeranno la guerra in Ucraina, un possibile vertice Trump-Putin a Budapest e le sanzioni statunitensi sul settore energetico russo. Negli ultimi anni, Orbán ha rafforzato la dipendenza dell’Ungheria dall’energia russa, inviando miliardi di euro a Mosca dall’inizio della guerra. Durante la sua visita alla Casa Bianca, il premier cercherà di ottenere un’esenzione per l’Ungheria dalle sanzioni contro le compagnie petrolifere russe, avvertendo che il Paese potrebbe trovarsi ad affrontare carenze di carburante. Tuttavia, l’ambasciatore statunitense presso la Nato, Matthew Whitaker, ha recentemente dichiarato che Washington si aspetta che l’Ungheria abbandoni il petrolio e il gas russi. Whitaker ha affermato che, a differenza di molti dei suoi vicini, l’Ungheria non ha sviluppato alcun piano o intrapreso misure concrete per allontanarsi dall’energia russa e sottolineato che gli Stati Uniti sono pronti ad aiutare l’Ungheria a superare la sua dipendenza dal petrolio e dal gas di Mosca. La posizione di Orbán sull’Ucraina è cambiata dopo l’invasione russa su vasta scala. Inizialmente l’Ungheria aprì le sue frontiere ai rifugiati ucraini e fornì supporto umanitario, ma presto ha iniziato a ostacolare i pacchetti di sanzioni dell’Ue e gli aiuti militari e finanziari a Kiev. Da allora le relazioni sono diventate apertamente ostili. Orbán ora ritiene che sostenere l’Ucraina equivalga a “sostenere la guerra”, descrive il presidente Zelenskyy come un ingrato e insiste sul fatto che l’Ungheria non debba nulla all’Ucraina.
All’interno dell’Ue, l’Ungheria si distingue come un caso isolato rispetto a Ucraina e Russia. Orbán ha fatto eco alle posizioni del Cremlino e ha ripetutamente rallentato o bloccato le iniziative dell’Ue, tra cui sanzioni e pacchetti di aiuti. Ha ritardato l’accordo di sostegno dell’Ue da 50 miliardi di euro a Kiev, accettandolo solo dopo aver ottenuto concessioni sui fondi Ue congelati, legate a preoccupazioni di carattere legale. Prima della visita a Washington, il consigliere di Orbán, Balázs Orbán, ha affermato che la guerra in Ucraina, insieme alla cooperazione economica, militare ed energetica, sarebbe stata in cima all’agenda. Ha descritto gli Stati Uniti come un “attore esterno neutrale” che cerca di porre fine al conflitto e ha suggerito che un “vertice di pace” pianificato a Budapest potrebbe essere parte della soluzione. Sebbene il vertice Trump-Putin sia stato per ora annullato, i funzionari ungheresi continuano a sperare che si terrà a Budapest. L’Ungheria si è posizionata come potenziale mediatore per porre fine alla guerra. “L’Ungheria si trova in una posizione fortunata: i leader dei Paesi vicini non hanno questa opportunità di negoziare“, ha affermato il ministro degli Esteri Péter Szijjártó, descrivendo l’incontro programmato tra Stati Uniti e Russia come un’opportunità per “due importanti leader del movimento pacifista globale” di affrontare la questione della pace in Ucraina. Il governo ungherese sta descrivendo la visita di Viktor Orbán a Washington come la “Giornata ungherese nella capitale degli Stati Uniti“. I media filogovernativi definiscono l’incontro alla Casa Bianca storico. “I colloqui potrebbero segnare una nuova fase nell’epoca d’oro delle relazioni tra Ungheria e Stati Uniti“, ha dichiarato il quotidiano Magyar Nemzet. Una narrazione simile è ripresa dagli influencer politici filogovernativi ungheresi. Il sito di informazione scandalistica Ripost ha evidenziato il soggiorno di Orbán a Blair House, definendolo “un segno di amicizia e grande stima”, e sottolineando che si aggiunge a una lista di ospiti illustri ospitati lì, tra cui Churchill, de Gaulle, Adenauer, Krusciov, Gorbaciov, Mandela, Walesa, Thatcher e la regina Elisabetta II. “Gli eleganti interni di Blair House sono degni di ospitare i leader più importanti del mondo“, ha scritto Ripost.
Si prevede che l’immagine della visita alla Casa Bianca influirà fortemente sulla narrazione politica di Orbán in patria, presentandolo come uno statista rispettato a livello mondiale e un uomo di pace che difende gli interessi nazionali ungheresi. Il viaggio arriva a pochi mesi dalle elezioni parlamentari, dove per la prima volta da quando è al potere Orbán si trova ad affrontare una sfida credibile. Recenti sondaggi mostrano il partito di opposizione Tisza, guidato da Péter Magyar, in vantaggio di diversi punti rispetto al Fidesz del premier. L’Amministrazione Biden mantenne un rapporto freddo con il governo di Orbán, citando la corruzione, l’erosione dell’indipendenza della magistratura, la pressione sui media indipendenti e sulle Ong e il regresso democratico in Ungheria. Washington inoltre criticò Budapest per gli stretti legami con Mosca e Pechino e per il blocco delle iniziative dell’Ue e della Nato, incluso il ritardo dell’adesione della Svezia all’Alleanza atlantica. In risposta, gli Usa sanzionarono l’alleato di Orbán, Antal Rogán, e limitarono l’accesso dell’Ungheria al programma di esenzione dei visti. Dopo il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca nel 2025, i rapporti si sono riscaldati. Le sanzioni contro Rogán sono state revocate e il pieno accesso al programma di esenzione dei visti è stato ripristinato. I funzionari ungheresi hanno definito il cambiamento come l’inizio di un’”età dell’oro” nelle relazioni tra Stati Uniti e Ungheria. Prima del suo viaggio a Washington, Orbán ha dichiarato che avrebbe “aperto un nuovo capitolo” nei rapporti bilaterali, sostenendo che Trump aveva riparato i danni causati sotto Biden. Il ministro degli Esteri Péter Szijjártó ha definito l’era Trump un “enorme cambiamento” rispetto all’approccio “ostile” di Biden e ha osservato che Trump considera Orbán un “amico personale”.
La Commissione Ue ha adottato norme più severe sui visti per i cittadini russi, in considerazione dei maggiori rischi per la sicurezza derivanti dalla guerra di aggressione ingiustificata e non provocata della Russia contro l’Ucraina, tra cui la militarizzazione dell’immigrazione, gli atti di sabotaggio e il potenziale uso improprio dei visti. D’ora in poi, i cittadini russi non potranno più ottenere visti a ingressi multipli.
Ciò significa che i cittadini russi dovranno richiedere un nuovo visto ogni volta che intendono recarsi nell’Ue, consentendo un controllo approfondito e frequente dei richiedenti per mitigare qualsiasi potenziale rischio per la sicurezza.
L’obiettivo è quello di attenuare le minacce alla politica pubblica e alla sicurezza interna, consentendo al contempo eccezioni per casi limitati e giustificati, come i giornalisti indipendenti e i difensori dei diritti umani, garantendo un’applicazione uniforme in tutti gli Stati membri e impedendone l’elusione. La presente decisione si basa su una valutazione congiunta degli Stati membri nell’ambito della cooperazione locale Schengen in Russia e fa seguito all’approvazione di tutti gli Stati membri nel comitato per i visti.
“Siamo stati tutti testimoni della chiusura degli aeroporti in Belgio e delle recenti incursioni di droni anche in Svezia, e siamo completamente al fianco di Belgio, Svezia e di tutti gli Stati membri interessati, come sempre”. È quanto ha affermato il portavoce della Commissione Ue Thomas Regnier durante il quotidiano briefing con la stampa. “Ora, l’attribuzione della provenienza di questi droni è di piena competenza dei nostri Stati membri”, ha aggiunto, “ciò che è chiaro, come ha affermato anche la presidente von der Leyen, è che questa è una guerra ibrida e che l’Europa è a rischio”.
“Ed è proprio per questo motivo che, nella roadmap che abbiamo presentato il mese scorso, abbiamo ribadito, ancora una volta, l’importanza e la massima priorità che attribuiamo all’Iniziativa per la difesa dai droni”, ha aggiunto Regnier, “perchè la risposta a queste minacce deve essere unita, europea, con un approccio a 360 gradi per proteggere tutti i nostri Stati membri”.
La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha commentato l’annuncio dell’Ue di inasprire le misure per il rilascio di visti ai cittadini russi. “La Commissione europea sembra aver ragionato così: perché l’Europa occidentale dovrebbe avere turisti facoltosi quando ci sono migranti illegali che vivono di sussidi e fuggitivi ucraini?”, ha affermato Zakharova, come riporta l’agenzia Tass.
“È difficile giustificare l’inizio di una guerra e aspettarsi di poter circolare liberamente in Europa. L’Ue sta inasprendo le norme sui visti per i cittadini russi a causa dei continui sabotaggi e delle interferenze dei droni sul suolo europeo”. Lo annuncia in un post sul social X l’Alta rappresentante per la Politica estera dell’Ue Kaja Kallas. “Viaggiare nell’Ue è un privilegio, non un diritto”, aggiunge.
Il generale ispettore della Bundeswehr, Carsten Breuer, ha esortato con urgenza Germania e Nato a prepararsi in modo completo per un possibile futuro conflitto con la Russia. Intervenendo a una conferenza delle principali autorità militari e civili di sicurezza a Berlino, Breuer ha affermato che lo scontro con Mosca e i suoi alleati “è già in corso”. “La Russia resta la principale minaccia nello spazio europeo e ha cominciato a imparare sistematicamente dai propri errori”, ha detto il generale, sottolineando che la cosiddetta “guerra del futuro” non è solo diversa da quelle precedenti, ma si combatterà contemporaneamente in tutte le dimensioni.
Breuer ha parlato di una “fase di transizione crepuscolare”, in cui il conflitto è già parzialmente in atto, e ha sollecitato un rapido adeguamento delle capacità militari. “La guerra in Ucraina è il nostro maestro, ma non il modello della nostra condotta bellica”, ha aggiunto, evidenziando la necessità di sviluppare concetti propri. “La Russia non deve mai credere di poter vincere una guerra contro la Nato”, ha sottolineato Breuer, secondo cui il quadro di sicurezza europeo presenta da tempo segnali di cedimento: “Da anni scricchiola la struttura della sicurezza; ora dobbiamo vedere se le travi reggono ancora”.
Prima del suo intervento, anche il cancelliere Friedrich Merz, in un messaggio video, aveva descritto la situazione in termini allarmanti: “Libertà, pace e sicurezza sono seriamente minacciate”. Merz ha aggiunto che “la minaccia russa è reale” e che l’Europa subisce quotidianamente “attacchi ibridi, spionaggio, sabotaggi, omicidi su commissione e campagne di disinformazione”.
Il cancelliere ha ribadito l’obiettivo di rendere la Bundeswehr “la più forte forza convenzionale dell’Unione Europea”, coerente con il ruolo e le responsabilità della Germania. “Non abbiamo tempo da perdere. Dobbiamo diventare rapidamente capaci di difenderci”, ha affermato, invitando la leadership militare e amministrativa ad “agire con coraggio e a semplificare procedure troppo lente e complesse”.
L’adesione dell’Ucraina all’Unione Europea potrebbe “fare a pezzi” la situazione economica in Europa. È quanto ha affermato la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova durante un briefing con i giornalisti. “La situazione economica all’interno dell’Unione è già critica. E se l’Ucraina dovesse aderire, potrebbe semplicemente essere fatta a pezzi”, ha detto. Lo riporta l’agenzia Tass.
Funzionari del ministero dell’Interno russo hanno sventato un piano per commettere un attacco terroristico nella regione di Mosca tramite esplosivi che avrebbero dovuto essere consegnati da un agente dei servizi segreti ucraini. Lo ha riferito la portavoce del ministero dell’Interno, Irina Volk, come riporta l’agenzia Tass. Un ventisettenne di Volokolamsk è stato arrestato con l’accusa di essersi recato in una cooperativa di officine nella città di Lyubertsy per recuperare da un nascondiglio un pacco contenente un ordigno esplosivo. Il pacco avrebbe poi dovuto essere consegnato al Parco Izmailovsky di Mosca.

