La donna che ha accusato il procuratore della Corte penale internazionale (Cpi) Karim Khan di abusi sessuali è stata presa di mira da società di intelligence private nell’ambito di un’operazione segreta commissionata da un’unità diplomatica di alto livello all’interno dello Stato del Qatar. Lo rivela il Guardian. Khan è noto per aver emesso un mandato di arresto nei confronti del primo ministro israeliano Benjamin Netanyhau.
La ricerca di ‘informazioni sensibili’
L’operazione di spionaggio voluta da Doha ha permesso di ottenere informazioni sensibili sulla donna, che lavora presso la Cpi, e sui suoi familiari. Secondo i documenti trapelati visionati dal Guardian e da persone a conoscenza dell’operazione, sono stati cercati i dettagli del suo passaporto e altre informazioni sensibili, tra cui quelle relative al figlio. Uno degli obiettivi principali delle agenzie di intelligence era trovare prove che potessero essere utilizzate per minare la sua credibilità e le accuse di abusi da lei mosse contro Khan.
L’azienda d’intelligence coinvolta
L’operazione di intelligence privata è stata guidata da Highgate, una società con sede nel quartiere londinese di Mayfair. Si descrive come una “società di consulenza strategica” che fornisce consulenza ad amministratori delegati e leader politici per gestire “questioni ad alto rischio”. Collaborando con almeno un altro studio legale, Highgate ha cercato prove di collegamenti tra l’accusatrice e Israele. Prove che non sono state trovate.
Le accuse contro Khan
Khan è accusato di avere cercato per più di un anno di costringere la donna a una relazione sessuale. Associated Press ha ricostruito i dettagli delle accuse attraverso documenti che sono stati condivisi con l’organo di controllo indipendente del tribunale e interviste con 8 funzionari della Cpi e persone vicine alla donna. Tra le accuse raccontate ad AP c’è quella secondo cui Khan avrebbe notato la donna che lavorava in un altro dipartimento della Cpi e l’avrebbe trasferita nel suo ufficio, con un trasferimento che prevedeva un aumento di stipendio. Il tempo trascorso insieme sarebbe aumentato dopo una cena privata a Londra in cui Khan, secondo quanto raccontato, ha preso la mano della donna e si è lamentato del suo matrimonio; la donna è diventata una presenza nei viaggi ufficiali e negli incontri, durante uno di questi viaggi Khan le avrebbe chiesto di riposare con lui su un letto in un albergo e poi l’avrebbe ‘toccata sessualmente‘. In seguito si sarebbe presentato nella sua stanza alle 3 del mattino e avrebbe bussato alla porta per 10 minuti. Tra gli altri comportamenti non consensuali citati nei documenti c’è il fatto che avrebbe chiuso a chiave la porta del suo ufficio e avrebbe infilato la mano in una tasca della donna, le avrebbe anche chiesto in diverse occasioni di andare in vacanza insieme. Al ritorno alla sede centrale della Cpi dopo un viaggio, la donna si è lamentata in lacrime con due colleghi del comportamento di Khan e dell’angoscia che provava per non essersi opposta a un capo che un tempo ammirava.
Khan nega ogni accusa
Khan, 54 anni, ha negato categoricamente e alcuni funzionari della Cpi avanzano l’ipotesi che le accuse potrebbero rientrare in una campagna diffamatoria dell’intelligence israeliana. “Non c’è nulla di vero nei suggerimenti di cattiva condotta”, ha affermato Khan, aggiungendo che in 30 anni di lavoro senza scandali è sempre stato al fianco delle vittime di molestie e abusi sessuali. Khan ha aggiunto che sarebbe disposto, se gli venisse chiesto, a collaborare con qualsiasi inchiesta, affermando che è essenziale che le accuse “siano ascoltate a fondo, esaminate e sottoposte a un processo adeguato”.

