La direzione di Junts, il partito indipendentista catalano dell’ex presidente della Generalitat, Carles Puigdemont, ha appoggiato all’unanimità la proposta del proprio leader di rompere l’accordo siglato nel 2023 con il Psoe che ha portato all’investitura di Pedro Sanchez. Ne hanno dato notizia fonti del partito citate dai media iberici. Si prevede che la decisione verrà sottoposta al voto dei militanti. Il partito darà maggiori dettagli nel pomeriggio. Junts ritiene che il Psoe non abbia rispettando l’accordo. “Non siamo disposti a continuare ad aiutare un governo che non aiuta la Catalogna, nè questo nè altri governi”, ha detto il leader indipendentista catalano Carles Puigdemont, parlando da Perpignano, in Francia, dove si è riunito con la cupola del suo partito, Junts. L’ex governatore della Catalogna sembra così escludere la partecipazione della sua formazione politica a una maggioranza alternativa con il Partito popolare che includa Vox.
Le questioni ancora in sospeso sono il riconoscimento dell’ufficialità del catalano nell’Unione europea, l’applicazione dell’amnistia a Puigdemont, e la delega delle competenze in materia di immigrazione alla Catalogna. Sumar, alleato di governo del Psoe, ha affermato che “la via del dialogo con Junts rimane aperta”, dopo che la direzione del partito ha approvato all’unanimità la decisione di Carles Puigdemont di rompere l’accordo siglato con i socialisti che ha permesso l’investitura di Pedro Sanchez. Junts e il governo “mantengono attivi i canali di comunicazione”, ha detto il ministro della Cultura e portavoce di Sumar, Ernest Urtasun, specificando che l’intenzione del suo partito è quella di preservare la cooperazione istituzionale sulle questioni in sospeso.
Puigdemont: “Psoe rifletta e dica come intende governare”
“Il Psoe” del premier spagnolo Pedro Sanchez “deve riflettere e dire in che maniera vuole governare il Paese”. Lo ha detto il leader indipendentista catalano Carles Puigdemont, parlando da Perpignano, in Francia, dove si è riunito con la cupola del suo partito, Junts. “Se la militanza ratifica la decisione presa oggi, il governo non potrà ricorrere alla maggioranza” che ha sostenuto l’investitura di Pedro Sanchez, “potrà avere il potere ma non esercitarlo”, ha avvertito l’ex governatore della Catalogna. Puigdemont ha affermato che la colpa della rottura dell’accordo è imputabile ai socialisti che non hanno messo in atto le misure contenute nell’intesa. “Il Psoe ha rotto l’accordo d’investitura consapevolmente, non possono dire di non essere stati avvisati, li avevamo avvertiti e abbiamo dato loro molte opportunità per cambiare” ma “l’unico cambio che si è avuto è quello dell’ora”, ha detto Puigdemont ironizzando sulla proposta di Sanchez di abolire il cambio d’orario. “Il Psoe è il massimo responsabile” di questa rottura perché “sono i socialisti e non Junts” che ha il potere di compiere l’accordo raggiunto due anni fa, ha detto il leader indipendentista.
Sanchez: “Psoe continui a ‘tendere la mano’ a Junts”
Il premier spagnolo Pedro Sanchez, durante la riunione della direzione del Psoe che si è tenuta oggi, ha chiesto alla leadership socialista di “non cedere alla provocazione e di continuare a tendere la mano” a Junts e a mostrare “volontà di dialogo”. Ne dà notizia El Paìs citando fonti socialiste. Il Psoe non sembra temere che Junts possa far cadere il governo con una mozione di censura sommando i propri voti a quelli del Partito popolare e di Vox.
La vicepremier Montero: “Mano tesa a partito indipendentista”
La vicepremier e ministra delle Finanze spagnola, María Jesús Montero, del Psoe, dopo la decisione della direzione di Junts di rompere l’accordo con i socialisti che ha portato all’investitura di Pedro Sanchez, ha “teso la mano” al partito indipendentista. “Abbiamo trovato punti di incontro che ci hanno permesso di andare avanti: dialogo e mano tesa”, ha detto in un’intervista alla tv pubblica spagnola Tve. Il Psoe di Pedro Sanchez ha voluto mostrare tranquillità nonostante la decisione di Junts possa mettere a repentaglio la sopravvivenza dell’esecutivo. La portavoce dei socialisti Montse Mínguez, ha espresso “assoluto rispetto” per la decisione del partito di Carles Puigdemont. “Non faremo supposizioni in attesa di una valutazione ufficiale. Rispettiamo le dinamiche interne di tutti i partiti politici, compreso Junts. C’è dialogo, c’è disponibilità, c’è negoziazione. Continueremo a dialogare perché ne vale la pena, vale la pena raggiungere accordi. Ci sono i progressi di questi anni, i dati economici, questo governo è il meglio per la Catalogna e per la Spagna”, ha detto Mínguez, citata dai media iberici.

